Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 13
  1. #1
    1° Agosto 1537
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Montemurlo
    Messaggi
    2,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    Amisci,
    il tempo è galantuomo. Anche Prodi ha dovuto riconoscere che lo Strozzi aveva visto giusto tra il 2006 ed il 2008...

    Prodi:"Abbiamo sbagliato tutto"
    di Piero Sansonetti

    Diciotto mesi dopo la sua caduta in Senato, e cioè 18 mesi dopo la fine del centrosinistra (dell'Unione, dell'Ulivo e tutto il resto) Romano Prodi ha scritto un articolo, molto importante, per il Messaggero e ha demolito le basi politiche del suo governo e del centrosinistra. Anzi ha fatto di più: ha demolito l'intera esperienza di centrosinistra sul piano europeo e forse mondiale. E ha affermato, con grande nettezza, che è necessario, ai riformisti, cambiare del tutto strada, azzerare l'idea dei compromessi con le politiche moderate, sfidare lo stesso elettorato e prepararsi a progettare una società nuova che modifichi sostanzialmente il capitalismo e la vecchia idea di società di mercato.

    L'articolo di Pordi è uscito il giorno di Ferragosto ed è passato abbastanza inosservato, ma è una vera e propia bomba, sul piano politico. Se qualcuno leggesse quell'articolo senza conoscerne l'autore, e poi gli fosse chiesto a bruciapelo: "chi l'ha scritto? , risponderebbe a colpo sicuro: Bertinotti. Non penserebbe mai che invece l'autore di una critica così feroce sia proprio il leader che guidò quella esperienza, sia nella sua prima fase, dal 1996 al 1998, sia nel tratto finale, dopo le elezioni del 2006 fino alla sconfitta definitiva del febbraio 2008.
    L'articolo sul Messaggero è molto significativo proprio perché è di Prodi, ed è molto interessante perché mette in discussione tutto, ma proprio tutto quello che il cosiddetto riformismo ha fatto in questi 13 anni. Mette in discussione persino la parola, la parola riformismo, contestando l'ipotesi che il riformismo abbia tentato di compiere delle riforme. No, dice Prodi, da quando è nato, e cioè subito dopo la caduta del governo Thatcher in Gran Bretagna (poco dopo il ritiro di Reagan e la sconfitta di Bush padre negli Stati Uniti) il centrosinistra europeo "ha preso decisioni che non si discostavano da quelle precedenti, sul dominio assoluto dei mercati, sul peggioramento nella distribuzione dei redditi, sulle politiche europee, sul grande problema della pace e della guerra, sui diritti dei cittadini e sulle politiche fiscali...". A pagina 4 pubblichiamo integralmente l'articolo di Prodi. Comunque la sostanza è questa. E forse la parte più interessante dell'articolo è la parte finale, nella quale Prodi incita le forze politiche che si richiamano al centrosinistra o al riformismo a gettare via tutta l'eredità del passato e a ricominciare da capo a progettare una società diversa da quella attuale. Anche a costo di di dover rinunciare a una parte del proprio elettorato e di dover cercare nuovi pezzi di elettorati in settori nuovi della società.

    Cosa dice, in sostanza, Prodi? Quello che da un po' di tempo cercano di dire gli esponenti più "illuminati" (per usare la vecchia terminologia politica) della sinistra. Azzeriamo e proviamo a ricostruire una nuova sinistra, non più divisa tra moderati e radicali e non più costretta a schiacciarsi sul centro o addirittura sulla destra. E neppure - viceversa - a invocare ogni piè sospinto la sua purezza rivoluzionaria. Facciamo saltare le vecchie barriere politiche, azzeriamo i vecchi campi degli schieramenti e delle vecchie correnti, e vediamo se possiamo mettere insieme un progetto di riforma della società che non dia per scontati i pilastri sui quali oggi si regge il capitalismo. Cioè la dittatura del mercato e il valore-competitività.

    Naturalmente si può rispondere a Prodi anche con stizza. Non è stato forse lui a guidare l'esperienza, che oggi tratta persino con qualche derisione, del cosiddetto "Ulivo mondiale"? E dunque non pensa di avere qualche responsabilità nel suo fallimento, e di dover dire che aveva torto quando respingeva con sdegno le osservazioni che gli venivano da sinistra, sulla riforma del welfare, ad esempio, o sulla guerra, o sulla mancanza di strategia e di progetto del suo governo?

    Però, diciamoci la verità, è abbastanza difficile trovare tra i dirigenti dei vari partiti di sinistra e di centrosinistra qualcuno che sia senza colpe, privo di responsabilità per la sconfitta. E allora, magari, possiamo anche dirci: chissenefrega, oggi, della ricerca dei colpevoli o dei "più colpevoli". E' l'ora forse, di interrompere il processo ai responsabili e le accuse reciproche. E persino è l'ora di sospendere la tiritera sulla necessità di una nuova generazione dirigente, e sull'accantonamento dei vecchi eccetera eccetera. Se c'è una nuova generazione dirigente, benissimo, facciamogli spazio. Ma non stiamo a trasformare il rinnovamento politico in un controllo delle carte d'identità e della nate di nascita, piuttosto prendiamo per buona l'analisi di Prodi e vediamo se ci sono le forze sufficienti per rifondare un centrosinistra che rinunci alle attrazioni fatali verso Berlusconi ( il moderatismo veltroniano ) e si proponga non come pura e semplice forza di governo, ma come forza di governo del cambiamento, e cioè di un progetto politico che porti ad un ridimensionamento del mercato, a una fortissima riduzione delle differenze sociali, e ad un netto innalzamento delle libertà.

    Tratto da l'Altro online | la sinistra quotidiana. il giornale di Piero Sansonetti
    Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor

  2. #2
    Repubblicano nella sx
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    bologna
    Messaggi
    1,908
     Likes dati
    270
     Like avuti
    133
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    Ringrazio Filippo per la segnalzione , l'articolo di Prodi è veramente interesante, (che sia in linea con gli articoli di La Grassa che Filippo ci dispensava tutti i giorni in quel periodo magari ne parliamo un' altra volta).
    Consiglierei di leggere il testo originale, il buon sansonetti non lo tradsce , ma lo infioretta un pò tanto: Sansonetti non riporta il titolo dell' articolo che è "RIFORMISTI,IL CORAGGIO DI PARLARE CONTROCORRENTE" , però sostiene che Prodi "Mette in discussione persino la parola, la parola riformismo".onf:
    E' vero invece che critica molto la strategia dei riformisti degli ultimi lustri, ad inizaire dal quel Blair che tanto entusiasmo suscitava in italia ( e sull contrastare questo incensamento di Blair l' amico filippo ed io siamo sempre andati d' accordo). Molto illuminante mi sembra la critica a chi pensa di battere i conservatori dicendo di essere più bravo a fare le stesse cose. avete presente Chiamparino , che pure è un uomo intelligente , ma riesce ad essewre al livello di Ichino qunado sostiene "Brunetta ci supera a sinistra ?", per non parlare di Rutelli o Fassino .
    Certo un qualche addentellato con il dibattito intyerno al PD l' articolo cel'ha. E come se ce l' ha !

  3. #3
    Repubblicano nella sx
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    bologna
    Messaggi
    1,908
     Likes dati
    270
     Like avuti
    133
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    L' articolo è questo


    Il messaggero 15/08/2009 prima pagina
    Il Messaggero sfoglia

    Stato, mercato e diseguaglianze
    RIFORMISTI,IL CORAGGIO DI PARLARE CONTROCORRENTE
    Il dibattito sulla crisi del riformismo in Europa ha tenuto banco per qualche settimana dopo le elezioni europee. Poi è sparito nel nulla senza aver prodotto alcun apparente risultato.
    Lontano dalle polemiche elettorali e favoriti dalla quiete estiva conviene ritornare sull'argomento.
    Che i partiti riformisti siano in profonda crisi non è contestabile: il centro-sinistra è stato sconfitto nella maggioranza dei paesi europei proprio durante una crisi economica che ha rivalutato molte delle proposte che erano tipiche di questi partiti.
    Per spiegare questo paradosso conviene fare qualche passo indietro e ritornare al momento in cui, dopo un lungo periodo in cui la politica mondiale era stata dominata dal binomio Reagan- Thatcher, la situazione si rovesciò con la vittoria di Blair che sembrava in grado di cambiare i destini europei con il new labour, la terza via che avrebbe dovuto rinnovare il riformismo europeo e lo schema politico mondiale collegandosi con le novità che Clinton proponeva negli Stati>Uniti.
    Con un pizzico di esagerazione, ma anche per esaltare il ruolo italiano in questo processo, si era arrivati perfino a parlare di "ulivo mondiale".
    La causa della sconfitta di questa grande stagione è da individuare nel fatto che, mentre in teoria il nuovo labour e l'ulivo mondiale erano una fucina di novità, nella prassi di governo di Tony Blair e i governi che ad esso si erano ispirati si limitavano ad imitare le precedenti politiche dei conservatori inseguendone i contenuti e accontentandosi di un nuovo linguaggio.
    Sul dominio assoluto dei mercati, sul peggioramento nella distribuzione dei redditi, sulle politiche europee, sul grande problema della pace e della guerra, sui diritti dei cittadini e sulle politiche fiscali le decisioni non si discostavano spesso da quelle precedenti. Il messaggio lanciato all'elettore era il più delle volte dedicato a dimostrare che il modo di governare sarebbe stato migliore.
    Nel frattempo il cambiamento della società continuava secondo le linee precedenti: una crescente disparità nelle distribuzione dei redditi, un dominio assoluto e incontrastato del mercato, un diffuso disprezzo del ruolo dello Stato e dell'uso delle politiche fiscali, una presenza sempre più limitata degli interventi pubblici di carattere sociale.
    Vent'anni fa una mia semplice osservazione che la differenza di remunerazione da uno a quaranta tra il direttore e gli operai di una stessa azienda era eccessiva, aveva causato scandali e discussioni a non finire. Oggi nessuno si stupisce del fatto che questa differenza sia in molti casi da uno a quattrocento. Durante il momento più acuto della presente crisi abbiamo assistito a una breve fase di sdegno nei confronti della remunerazione di alcuni dirigenti, ma poi tutto è stato dimenticato.
    Come se vivessimo in una società immutabile, come se la realtà esistente e le convinzioni dell'opinione pubblica fossero così forti da non essere riformabili.
    Il riformismo ha cioè perso la fiducia in se stesso e preferisce inseguire le piattaforme e i programmi degli altri, pensando che, per rovesciare le fortune elettorali, sia sufficiente criticare gli errori ei comportamenti dei governanti.
    A cambiare gli equilibri politici tutto ciò non basta, anche perché la rapidità con cui gli "estremisti" del mercato si sono impadroniti del linguaggio dei riformisti è davvero degna di un premio Nobel.
    Per vincere i riformisti debbono elaborare nuove idee e nuovi progetti su tutti i temi elencati in precedenza.
    Ribadendo con forza il ruolo dello Stato come regolatore di un mercato finalmente pulito.
    Approfondendo i modi e gli strumenti attraverso i quali i cittadini abbiano uguali prospettive di fronte alla vita.
    Rinnovando il funzionamento del sistema scolastico, della ricerca scientifica e del sistema sanitario. Ripensando al grande processo di superamento del nuovo nazionalismo politico ed economico con una forte adesione agli obiettivi di coesione europea e di solidarietà internazionale. Non avendo paura di denunciare i tanti aspetti riguardo ai quali il capitalismo deve profondamente riformarsi. Non accontentandosi di mostrare un giorno la faccia feroce e il giorno dopo un viso sorridente verso gli immigrati, ma preparando una organica politica di legalità ed accoglienza.
    Mi rendo conto che tutto ciò significa avere il coraggio di scontentare molti e aver la forza di scomporre e ricomporre il proprio elettorato.
    Mi rendo conto che nessun politico affronta a cuor leggero questa azione di scomposizione e ricomposizione, ma mi rendo anche conto che la crisi economica sta cambiando percezioni e mentalità.
    Essa rende più accettabili le proposte innovative e coraggiose che il centro-sinistra deve elaborare per essere ritenuto in grado di governare la nostra società. Un compito difficile, tutto in salita e, in una prima fase, addirittura contro corrente. Tuttavia chi non è capace di nuotare contro corrente non sarà mai in grado di risalire un fiume.
    >Romano Prodi

  4. #4
    mathieu-laroche
    Ospite

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    bravi bravi... ma col senno di poi...

  5. #5
    1° Agosto 1537
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Montemurlo
    Messaggi
    2,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    (che sia in linea con gli articoli di La Grassa che Filippo ci dispensava tutti i giorni in quel periodo magari ne parliamo un' altra volta)

    Oh lucrezione, lucrezione mio,
    il dramma politico ferragostano del 2009 è la presa d' atto definitiva che ormai la frittata è fatta, il centro-sinistra ha fatto la politica liberista dal 1996 al 2008 e oggi non è più credibile all' elettorato, perchè quando ad esempio Bersani va a dire adesso un giorno sì e l' altro pure che il vero problema è aumentare i salari e gli stipendi, allora tutti gli Italiani gli replicano: "Ma voi centrosinistri che cosa avete fatto dal 2006 al 2008, quando eravate al govenro e quando per rinnovare un contratto di pochi spiccioli con voi ci volevano le cannonate?".
    Il dramma nel dramma, per il repubblicano nella sinistra, è che la maggioranza del MRE ha deciso di sciogliere il partito de facto per farlo confluire in quel bel capolavoro che è il PD...
    Quindi noi siamo ormai cani sciolti repubblicani che si attivano su 'sto forum, ma ognuno di noi sta cercando una strada di salvezza individualmente.
    Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    19 Apr 2009
    Località
    Targato SA
    Messaggi
    1,899
     Likes dati
    34
     Like avuti
    25
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    Oh lucrezione, lucrezione mio,
    il dramma politico ferragostano del 2009 è la presa d' atto definitiva che ormai la frittata è fatta, il centro-sinistra ha fatto la politica liberista dal 1996 al 2008 e oggi non è più credibile all' elettorato, perchè quando ad esempio Bersani va a dire adesso un giorno sì e l' altro pure che il vero problema è aumentare i salari e gli stipendi, allora tutti gli Italiani gli replicano: "Ma voi centrosinistri che cosa avete fatto dal 2006 al 2008, quando eravate al govenro e quando per rinnovare un contratto di pochi spiccioli con voi ci volevano le cannonate?".
    Il dramma nel dramma, per il repubblicano nella sinistra, è che la maggioranza del MRE ha deciso di sciogliere il partito de facto per farlo confluire in quel bel capolavoro che è il PD...
    Quindi noi siamo ormai cani sciolti repubblicani che si attivano su 'sto forum, ma ognuno di noi sta cercando una strada di salvezza individualmente.
    Bau!iaociao:

    Vota Cavaliere Nero alla Camera

    Repubblicano Liberaldemocratico

  7. #7
    1° Agosto 1537
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Montemurlo
    Messaggi
    2,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    L' attuale PD non ha una sola idea in campo, è guscio vuoto del prodismo, è veltronismo senza carica visionaria, è ulivo bonsai, a questo si sono sciolti i repubblicani emmerristi !
    Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor

  8. #8
    Repubblicano nella sx
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    bologna
    Messaggi
    1,908
     Likes dati
    270
     Like avuti
    133
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    L' attuale PD non ha una sola idea in campo, è guscio vuoto del prodismo, è veltronismo senza carica visionaria, è ulivo bonsai,
    e pensa che a quanto dico da anni "è la peggiore offerta politica, a parte le altre" nessuno è mai riuscito ad obbiettare nulla di concreto


    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    a questo si sono sciolti i repubblicani emmerristi !
    veramente l' MRE è uscito dal PD rivendicando una orgogliosa autonomia e da allora è ancora più inutile, ininfluente irrilievante ed inconcludente di quando era dentro (ammesso che sia possibile)


    siamo messi male caro filippo, mala tempora currunt

  9. #9
    1° Agosto 1537
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Montemurlo
    Messaggi
    2,316
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    veramente l' MRE è uscito dal PD rivendicando una orgogliosa autonomia e da allora è ancora più inutile, ininfluente irrilievante ed inconcludente di quando era dentro (ammesso che sia possibile)
    siamo messi male caro filippo, mala tempora currunt

    Sul fatto che siamo messi male non ci piove.
    Assai meno chiara è la posizione attuale del MRE. Da dove deduci che il MRE è uscito dal PD?
    Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    26,861
     Likes dati
    908
     Like avuti
    2,652
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Alla fine Prodi dà ragione allo Strozzi

    Le critiche di Prodi sono rivolte per lo più al centrosinistra di Blair e di Clinton, non ai governi da lui stesso guidati.
    Perché i suoi governi sono sempre stati coraggiosi in tema di politiche europee, hanno saputo distinguere inutili guerre da missioni di pace, hanno sempre tenuto presente il problema delle disuguaglianze, cercando di attutirlo con la tassazione e per questo criticati.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 57
    Ultimo Messaggio: 01-12-11, 15:42
  2. Alla fine la Storia ha dato ragione a Bush
    Di FalcoConservatore nel forum Conservatorismo
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 10-01-10, 11:50
  3. Alla fine Galasso dà ragione allo Strozzi
    Di Filippo Strozzi nel forum Repubblicani
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 04-09-09, 11:46
  4. E alla fine Luca BI aveva ragione...
    Di LaicoDem nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 14-02-08, 13:56
  5. Dazi:alla Fine la UE da Ragione alla Lega
    Di pensiero nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 26-03-06, 10:02

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito