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    Predefinito Elezioni Regionali 2012

    CROCETTA A CATANIA: NESSUN INDAGATO PER MAFIA NELLE MIE LISTE

    Rosario Crocetta ha ufficialmente ricevuto la “benedizione” dei Liberal Pd. Il candidato alla presidenza è stato accolto nella sede catanese, dal leader del partito Enzo Bianco che ha datto «Crocetta è un candidato che ha tutte le credenziali giuste per vincere e i Liberal Pd hanno voluto incontrarlo per confrontarsi sul programma, sulle cose da fare per far ripartire la Sicilia».

    Nella città etnea Crocetta non manca di illustrare alla stampa il patto di rigore richiesto ai suoi alleati «la mia coalizione, è un’unione di vari movimenti politici, ma io chiedo a tutti di rispettare un patto di rigore che non sia una macelleria sociale – afferma – nelle mie liste non deve comparire nessun indagato per pubblica corruzione o per mafia. E non parlo di rinviati a giudizio, ma di indagati».


    CROCETTA A CATANIA: NESSUN INDAGATO PER MAFIA NELLE MIE LISTE | SUD - FREE PRESS di giornalismo investigativo
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    Predefinito Re: Elezioni Regionali 2012

    REGIONALI ULTIM’ORA

    Salvatore Iacolino: “In Sicilia l’ultima giravolta di Miccichè”

    “In Sicilia la corsa alla Presidenza della Regione ci riserva l’ultima giravolta di Miccichè che ha messo in dubbio la credibilità e l’autorevolezza di Musumeci. Micciche’potrebbe essere tornato in pista quale candidato alla Presidenza con MPA e FLI. Imprevedibili scatti che questa volta potrebbero risultare indigesti agli elettori che a ragione reclamano chiarezza, idee e proposte concrete”.

    Claudio Fava: “Centrodestra in difficoltà, è possibile costruire un’alternativa”

    Il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Claudio Fava, sugli ultimi sviluppi della campagna elettorale: “La prevedibile frantumazione di un centrodestra, tenuto insieme solo da un reciproco patto di odio, rende oggi non solo possibile ma probabile la costruzione di una alternativa in Sicilia. Tra due mesi avremo vinto le elezioni e avremo definitivamente archiviato la lunga e umiliante stagione del cuffarismo, del lombardismo e dei loro alleati”.

    Lunedì 27 agosto 2012

    Carmelo Briguglio: “La mia proposta è candidare Miccichè”

    “Gianfranco Micciché è la persona che con la sua candidatura può interpretare l’area politica e il blocco sociale che si è formato in Sicilia per un progetto comune tra Fli, che è forza nazionale ed innovativa e i partiti autonomisti e meridionalisti, in particolare Partito dei Siciliani, Grande Sud, ma anche le altre forze del Nuovo Polo della Sicilia. Convocherò da qui a poco il coordinamento regionale del partito perché si esprima collegialmente e sono certo in modo positivo sulla mia proposta di candidare Gianfranco Miccichè a Palazzo Orleans, dopo il rifluire della candidatura di Musumeci nell’alveo stretto del Pdl”.

    Totò Cordaro: “Blasfemo accordo Casini, Bersani”

    L’onorevole del PID – Cantiere popolare attraverso twitter dice la sua sull’alleanza Pd, Udc. “La classe dirigente Udc siciliana sacrificata da Casini sull’altare blasfemo dell’accordo con Bersani”

    Domenica 26 agosto 2012

    Pippo Fallica: “Castiglione lancia indegne provocazioni”

    “Oggi più che mai emerge l’esigenza, palesata nei giorni scorsi da Gianfranco Miccichè nell’ultimo post del suo blog ‘Sud’, di un unico interlocutore autorevole del Pdl in grado di esprimere una sintesi delle diverse anime che si contrappongono all’interno di quel partito. Esiste, infatti, una dicotomia profonda, nei toni e nelle considerazioni, tra quanto dichiarato dal segretario nazionale Angelino Alfano e dal co-co-coordinatore regionale Giuseppe Castiglione”. Così, in una nota, il segretario regionale di Grande Sud Pippo Fallica.

    “Dalle colonne del Corriere della Sera – aggiunge l’esponente del movimento arancione – il pregevole e apprezzato riconoscimento di Angelino Alfano nei confronti di Gianfranco Miccichè e del gruppo dirigente di Grande Sud, finalmente rappresentato come un alleato con il quale costruire un progetto vincente, piuttosto che come un avversario da denigrare; dalle pagine web di SudPress, invece – aggiunge -, le solite indegne provocazioni lanciate da Giuseppe Castiglione, sempre pronto a gettare benzina sul fuoco per non ben precisati interessi da difendere. Qual è la linea del Pdl?”.

    “Di certo – sottolinea Fallica – esiste un fossato profondissimo che divide le priorità di Grande Sud da quelle di Giuseppe Castiglione. Se per quest’ultimo, ad esempio, l’obiettivo fondamentale da raggiungere alle prossime elezioni regionali è far si che il Pdl diventi il primo partito della Sicilia, Grande Sud lavora, invece, per far diventare la Sicilia la prima regione d’Italia. Noi – conclude il segretario di Grande Sud in Sicilia – anteponiamo alle esigenze di partito, quelle del progetto sicilianista, tanto apprezzato e condiviso da Angelino Alfano”.

    Angelino Alfano: “Musumeci candidato eccellente”

    Angelino Alfano intervistato dal Corriere della Sera chiude con una risposta sulle elezioni regionali in Sicilia del prossimo 28 ottobre: «Da qui può cominciare la riscossa. Nello Musumeci è un candidato eccellente e la sua è una candidatura nata in Sicilia con un forte imprinting territoriale. Noi lo sosterremo con uno sforzo generoso. Grande Sud: con il suo ottimo gruppo dirigente capitanato da Miccichè, ha fatto una proposta che abbiamo condiviso e che sosterremo con uno sforzo generoso. La Sicilia può dimostrare che un’aggregazione delle forze alternative alla sinistra è ancora vincente».

    Sabato 25 agosto 2012

    Sel, FSD e Verdi annunciano una lista unica alle prossime elezioni regionali

    “Nell’incontro di venerdì tra i dirigenti di Sinistra Ecologia e Libertà, dei Verdi e della Federazione della sinistra è scaturita la decisione di presentarsi alle prossime elezioni regionali con un’unica lista della sinistra siciliana, che si iscrive nell’orizzonte di una netta e radicale discontinuità con le disastrose esperienze dei governi Cuffaro e Lombardo e nell’avvio di un processo di liberazione della Sicilia dalle piaghe dell’illegalità, della spesa improduttiva e del clientelismo”

    Claudio Fava: “Chi vuole favori non voti per me”

    Chi vuole “favori” non voti per me. Non voglio vincere in nome di chi nella politica vede una merce di scambio. Torniamo invece ad una dimensione collettiva della politica. Ai bisogni di chi in Sicilia vive ogni giorno lontano da prebende e privilegi. Mandiamo a casa il clientelismo e sfruttiamo le occasioni: se fosse stato così anche prima, quei 18 miliardi di fondi europei si sarebbero spesi”.

    Venerdì 24 agosto 2012

    Leoluca Orlando: “In Sicilia negli ultimi 11 anni sgoverno e ruberie”

    “La Sicilia ha bisogno di discontinuità col passato, con gli ultimi 11 anni di sgoverno, ruberie e mortificazione etica.
    Ha bisogno di discontinuità sul piano del programma, per risollevare le sorti di una Regione allo stremo, le cui risorse finanziarie sono state sperperate e le risorse naturali sono devastate quotidianamente.
    Ha bisogno di discontinuità sul piano delle persone, con un Presidente che non sia espresso da quelle burocrazie di partito che hannosostenuto i governi regionali dell’ultimo decennio”.

    Rosario Crocetta: “Gli Ato rifiuti hanno fallito. se saro’ eletto presidente della Regione proporro’ di superare una volta per tutte gli Ato”

    “Gli Ato rifiuti hanno fallito. Le citta’ siciliane, penso in primo luogo a Catania, stanno vivendo un’estate drammatica, ridotte a vere e proprie pattumiere. Per questa ragione, se saro’ eletto presidente della Regione proporro’ di superare una volta per tutte gli Ato e di tornare alla gestione e alla raccolta dei rifiuti direttamente da parte dei Comuni”. Lo ha annunciato Rosario Crocetta, europarlamentare del Pd e candidato alla presidenza della Regione siciliana. “Gli Ato, che dovevano servire attraverso un’economia di scala ad abbassare i costi e migliorare i servizi, non hanno raggiunto il loro scopo – aggiunge – Ora ci resta la tragedia di citta’ sporche, come non si vedeva dai tempi del dopoguerra, con costi triplicati e comuni e cittadini che non riescono piu’ a fare fronte a veri e propri balzelli. E la Regione paga i buchi. Ci troviamo di fronte a cda di societa’ che non rispondono ai cittadini e neppure piu’ ai sindaci, i quali, anche se volessero rimuoverli, sono impediti dal codice civile”. “Se saro’ presidente della Regione siciliana – conclude l’europarlamentare – la competenza dei rifiuti tornera’ in capo ai Comuni”

    Rita Borsellino: “Fava è una candidatura autorevole, ma prima viene unità nel centrosinistra”

    “Quella di Claudio Fava è una candidatura autorevole che può coagulare in un progetto unitario le forze migliori della Sicilia. Ma prima dei nomi, come ho ribadito più volte, vengono i progetti e viene soprattutto l’unità di quel popolo che condivide la stessa base di idee e valori e che può costruire una forte e credibile alternativa al sistema di potere che ha retto la regione nell’ultimo decennio. Per quanto mi riguarda, il mio impegno è rivolto in pieno alla costruzione di questa alternativa, alla quale mi auguro possa ancora convergere tutto il centrosinistra”. Lo ha detto Rita Borsellino, deputato del gruppo Socialisti&Democratici al Parlamento europeo.

    Claudio Fava: “Vado avanti per vincere non per testimoniare”

    Prosegue lo scontro nel centro sinistra siciliano, il candidato alla Presidenza Claudio Fava interviene su twitter “Dell’Udc “non si può fare a meno”? Non sono d’accordo ma ne prendo atto. E vado avanti: per vincere, non certo per testimoniare”.

    Raoul Russo: “Stop veti incrociati, Musumeci abbia mani libere”

    ”Non e’ piu’ tempo nell’area alternativa al centrosinistra di tatticismi, melina e veti incrociati. Sulla candidatura di Musumeci si e’ gia’ registrata ampia convergenza. Adesso bisogna predisporre il progetto vincente e credibile da proporre ai siciliani, che aspettano idee chiare e realistiche per il rilancio della nostra terra”. A dirlo e’ Raoul Russo, componente del coordinamento regionale siciliano del Pdl, intervenendo nel dibattito sulla candidatura governatore della Sicilia di Nello Musumeci per il centrodestra. “Si eviti il penoso spettacolo dell’estenuante trattativa su futuri assetti istituzionali e governativi tra i partiti che si avviano a comporre questa coalizione guidata da Musumeci – prosegue – i siciliani non lo comprenderebbero e legittimamente ci punirebbero elettoralmente. Le forze politiche lascino al candidato mani libere in questa fase per lavorare ad allagare le possibili sintesi politiche per costruire un’area di consenso sempre piu’ vasta, unita da una proposta programmatica univoca e concreta”. ”Si lavori per vincere le elezioni per il popolo siciliano e non semplicemente per gli equilibri tra i partiti che devono basarsi esclusivamente sulla capacita’ di raccogliere veri consensi elettorali”, conclude

    Giovedì 23 agosto 2012

    Leoluca Orlando: “Pd fermi la sua corsa”

    ”La Sicilia subisce pesantemente le devastazioni di oltre un decennio di Cuffarismo e Lombardismo, che ha mortificato legalita’ e i diritti dei siciliani, costruendo un sistema di potere fatto di clientele e appartenenze che ha emarginato l’Isola e massacrato e saccheggiato l’apparato produttivo”. Lo afferma Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e portavoce di Idv, che aggiunge: ”Il Pd, che avrebbe dovuto svolgere il ruolo di opposizione assegnatole nelle elezioni del 2008, ha ignorato speranze e valori della sua storia e dei suoi stessi elettori, consumando la scelta dissennata di sostenere in misura determinante il Governo Lombardo sino ad oggi, sino alle sue dimissioni”.

    Gianfranco Miccichè: “Musumeci per governo non subalterno alle politiche nazionali”

    “La candidatura di Nello Musumeci a Presidente della Regione nasce da una chiara e marcata scelta sicilianista. Dall’esigenza di dotare la Regione di un governo che, in un momento di crisi acuta come quella che stiamo vivendo, non sia subalterno alle politiche nazionali”. Così il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, nell’ultimo post del suo blog ‘Sud’.

    “Il nostro obiettivo – spiega l’esponente del movimento arancione – è coinvolgere la stragrande maggioranza del popolo siciliano, senza pregiudizi, senza veti, senza rancori e senza risentimenti. Proprio per questo è opportuno compiere, sin da ora, scelte chiare e marcate in direzione del programma sicilianista che Nello Musumeci – conclude Miccichè – sta predisponendo con i suoi alleati”.

    Giuseppe Lupo: “Pronti a incontrare partiti centrosinistra ma non accettiamo veti su Udc”

    “L’alleanza tra il PD e l’Udc è fondata su un programma di cambiamento della Sicilia, con al centro lo sviluppo produttivo, il lavoro e la legalità, che Rosario Crocetta saprà certamente interpretare al meglio”. Lo dice il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, che aggiunge: “Siamo pronti ad incontrare gli altri partiti del centrosinistra ma non accettiamo veti che escludono senza ragione l’Udc dalla coalizione. Fava chiarisca se parla a nome di SEL e, se davvero vuole rilanciare l’unità del centrosinistra, abbandoni i toni offensivi che usa nei confronti del PD.

    Lillo Speziale: “Invito Claudio Fava a superare i pregiudizi”

    “Invito Claudio Fava a superare i pregiudizi che impediscono l’allargamento della coalizione e finiscono con il favorire il ricompattamento del centrodestra in Sicilia”. Lo dice il presidente della commissione regionale antimafia, Lillo Speziale. “Lo stesso Fava – sottolinea il parlamentare PD – ha dichiarato che tra i primi provvedimenti, in caso di sua elezione, ci sarebbe la riproposizione dell’emendamento, da me proposto, che impedisce agli imputati per reati di mafia di ottenere incarichi e di ricoprire cariche pubbliche. E’ necessario ricordare che quell’emendamento ha avuto in aula il sostegno del partito democratico e del gruppo parlamentare dell’Udc, sostegno sancito dalle dichiarazioni rese dall’onorevole Giulia Adamo. Non possiamo dimenticare – precisa Speziale – che a richiedere il voto segreto sono stati i parlamentari oggi nello schieramento che sostiene Musumeci. Una riflessione va fatta – prosegue – la discriminante antimafia è fondamentale per costruire una prospettiva per la Sicilia, ma è necessario cogliere gli elementi di forte discontinuità con il passato che si affacciano nel nostro panorama politico. Non si tratta di guardare indietro – conclude – ma di guardare avanti con spirito unitario, per dare alla nostra regione un governo che sappia mettere insieme progressisti e moderati e impedisca che la Sicilia venga riconsegnata alla sciagurata stagione dei governi di centrodestra”.

    Rosario Crocetta: “La coalizione che ha in mente Fava ha gia’ sonoramente perso in tre diverse elezioni”

    Su Facebook il candidato di Pd e Udc interviene su Claudio Fava: “La coalizione che ha in mente Fava ha gia’ sonoramente perso in tre diverse elezioni, pur schierando nomi forti (Orlando, Borsellino, Finocchiaro). Insistere su questa strada, significa non capire il valore dell’inclusione e del dialogo con i moderati, necessario soprattutto in un momento drammatico come quello che vive la nostra terra”.

    Cladio Fava “Io propongo le primarie”

    “Lo faccio come atto di umiltà e disponibilità. Sono pronto a farle; ma quelle del centrosinistra, non la loro versione slabbrata, ambigua ed ammiccante. Ci sto, ma solo se Rosario mette fuori l’UDC e FLI dall’alleanza e fa con noi una proposta di alternativa”. Così Claudio Fava al manifesto, rispondendo alla richiesta di ricompattazione della sinistra, proposta da Rosario Crocetta.
    La pregiudiziale UDC, sembra, ancora una volta, assumere i tratti di uno spartiacque, soprattutto se si considera necessario non frammentare il fronte antimafia.

    “Crocetta non è il candidato del centrosinistra, è il candidato dell’UDC e di una parte del PD…. Ma davvero pensa di fare la rivoluzione col partito di Cuffaro e quello di Fini, quelli delle pratiche che hanno devastato la Sicilia, per i quali l’unico motore di sviluppo dell’isola è stato la ricerca del consenso”. Parole forti che fanno da eco ai risultati, diffusi in sordina, di un sondaggio IPSOS, l’istituto demoscopico di Pagnoncelli, secondo cui Claudio Fava è il candidato preferito dall’elettorato di sinistra.

    Mercoledì 22 agosto 2012

    Rita Borsellino: “No ad alchimie elettorali”

    “Le cronache politiche di questi giorni sono ricche di alchimie elettorali che, sulla base di logiche prettamente partitiche e di equilibri nazionali, hanno ricompattato il centrodestra e spaccato sempre più il centrosinistra. Ma per il futuro delle regione, le alchimie elettorali, come quella proposta dall’asse tra l’Udc e il Pd siciliano, non servono. Per questo, faccio appello al senso di responsabilità di tutti quei soggetti, siano essi singoli cittadini, associazioni, movimenti o partiti, che già oggi costituiscono l’unica potenziale alternativa per l’Isola, affinché diano vita a un progetto unitario e di reale rinnovamento costruito a partire dai territori”. Lo dice Rita Borsellino, deputato del Parlamento europeo, che aggiunge: “Per la regione è di vitale importanza costruire un progetto che sia lontano anni luce da quelle forze politiche e quelle pratiche che hanno determinato la situazione di grave crisi economica, sociale ed etica in cui versano la Sicilia e i siciliani. Un progetto che, partendo dai territori e attraverso la partecipazione, metta al centro le comunità locali come motori di sviluppo e risponda alle istanze dei cittadini e delle imprese ponendo fine al rigido centralismo della Regione e alle pratiche di potere che di questo centralismo si alimentano”

    Meloni: “Musumeci nel nome di Borsellino”

    L’ex Ministro del governo Berlusconi, tradizionalmente militante di Destra dice la sua sulla candidatura di Nello Musumeci: “Esperienza, capacità, trasparenza: da qui riparte il centrodestra in Sicilia con la candidatura di Musumeci. Avanti, nel nome di Borsellino”

    Caputo: “La Candidatura di Musumeci è autorevole”

    Con un tweet arriva anche la “benedizione” dell’onorevole Salvino Caputo (Pdl) sulla candidatura di Nello Musumeci “La candidatura di Musumeci è autorevole e di prestigio. Un politico con una lunga militanza ed esperienza”

    Fava: “Bisogna voltare pagina. Disponibili ad un’alleanza di centrosinistra in discontinuità con il passato per battere centrodestra dilaniato al suo interno”

    “Rompere, con un colpo netto, i legami con il “cuffarismo” e il “lombardismo” e riaprire il cantiere del centrosinistra in Sicilia. Ci sono le condizioni per una nuova stagione politica, per ridare la Sicilia ai siciliani onesti che vogliono lavoro, la fine delle illegalità mafiose e dei soprusi, un servizio sanitario non vessatorio
    e umiliante, un avvenire certo per i giovani. Il centrodestra prova a ricompattarsi sotto l’ala del partito di Storace con la clamorosa sottomissione del Pdl di Alfano e Berlusconi, nel segno della vecchia politica degli affari. Nel campo del centrosinistra, il Pd si è sottomesso alla scelta dell’Udc. Ci sono le condizioni e c’è ancora tempo per dare vita ad una grande intesa di centrosinistra con l’obiettivo di spazzare via ogni legame con il lontano e recente passato. Si può fare, e si può battere un centrodestra dilaniato al suo interno, colpevole assoluto dello
    sfascio. E ora di mettere in campo tutte le forze dei siciliani che vogliono davvero voltare pagina. Chiamarli a pronunciarsi, con le primarie, sul candidato migliore e su una alleanza di centrosinistra non compromessa con il vecchio sistema di potere ci aiuterebbe a vincere. Noi siamo disponibili”.

    Briguglio:“Su Regionali Fli deciderà collegialmente e alla luce del sole”

    “Stop a illazioni: decisioni finali di Fli sulle Regionali saranno assunte presto da tutta la classe dirigente collegialmente e alla luce del sole”. Lo scrive su twitter Carmelo Briguglio, coordinatore siciliano di Fli.

    Castiglione: “L’acronimo di micciche’ pds si riferisce ai vecchi comunisti o ai sicilianisti di lombardo ? No grazie”

    Il Presidente della Provincia di Catania e coordinatore del Pdl in Sicilia con un tweet risponde all’idea lanciata da Gianfranco Micciché “L’ acronimo di micciche’ pds si riferisce ai vecchi comunisti o ai sicilianisti di lombardo ? No grazie”

    Miccichè “Pdl si adegui a progetto sicilianista, cambi nome in Popolo della Sicilia”

    Il progetto sicilianista “anche senza il Pdl, vale dal 30 al 35 per cento. L’idea non è quella di un’autonomia della Sicilia dal resto d’Italia, idea che ha prodotto risultati nefasti, ma quella di un’autonomia vera della politica siciliana dai partiti nazionali”. Così il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, intervistato da ‘la Repubblica’.
    “L’apertura al Pdl – spiega l’esponente del movimento arancione – snatura il nostro progetto autonomista. E nessuno mi imporrà qualcosa che non mi convince. Detto ciò, non sono io a decidere. Musumeci – prosegue – ha fatto bene a lanciare un appello a vasto raggio. A questo punto, spero che gli esponenti del Pdl, se davvero vogliono convergere su di lui, diano dimostrazioni reali di amore per la Sicilia. Devono essere loro – sottolinea Miccichè – ad adeguarsi alla filosofia dell’iniziativa. Anche cambiando nome, presentandosi magari come Popolo della Sicilia”.


    REGIONALI ULTIM
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    Predefinito Re: Elezioni Regionali 2012

    MICCICHE’&LOMBARDO SI SONO ESCLUSI DA SOL


    Abbiamo avuto ragione e ne siamo soddisfatti.

    Miccichè e Lombardo dopo aver posto i loro ricatti a Musumeci si sono fatti fuori da soli.

    Abbiamo invocato una “conventio ad excludendum” e così stanno andando le cose.

    Musumeci ne esce liberato e rafforzato, mentre gli elettori potranno scegliere a questo punto tra le diverse proposte senza che il loro voto rimanga inquinato dalle infiltrazioni del consenso organizzato dalla Mafia.

    Ora Briguglio si fa avanti per offrire l’appoggio di FLI a Miccichè: se ne vergogni. Non c’è altro da aggiungere.

    Adesso il quadro è più chiaro ed in comune oggi più di prima Crocetta e Musumeci, Fava e Cancelleri potranno sottoscrivere l’esclusione di Lombardo e Miccichè dal consesso della vita democratica siciliana.



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    Predefinito Re: Elezioni Regionali 2012

    REGIONALI 2012: IL NON-COMPROMESSO STORICO


    il 61 a 0 delle elezioni politiche del 2001, anno in cui tutti i collegi dell’isola furono conquistati dalla Casa delle Libertà, resterà forse il momento di democrazia più alto nella storia dell’isola.La maggioranza degli elettori siciliani, confermò la vocazione berlusconiana della Sicilia, elaborazione teorica di Marcello Dell’Utri.

    L’idillio ideologico dei siciliani, finisce il 22 dicembre 2002, quando la principale forza di opposizione rompe l’unitarietà del fronte, con il celeberrimo striscione: “Uniti contro il 41bis, Berlusconi dimentica la Sicilia”. Poi venne Totò Cuffaro.

    Una realtà in continuo adattamento, tanto che il molto onorevole Limoli ebbe a dichiarare, in un suo intervento all’Ars, rivolgendosi a Cuffaro: “tu devi camminare sempre a testa alta… il popolo siciliano ti ha votato, e ti ha votato in presenza di imputazioni pesantissime”.

    Si stava dibattendo la mozione di sfiducia al Presidente della Regione, dopo la prima condanna a cinque anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici.

    Alla luce di tutto ciò, l’esito delle elezioni regionali che incoronano Raffaele Lombardo presidente , può essere considerato un ritorno alla stabilizzazione. Il 65,3 % dei siciliani si stabilì, appunto, presso questi partiti: PDL, MPA, Udc, Lombardo Presidente e Democratici autonomisti. Poi venne l’inciucio e l’imputazione coatta.

    I siciliani andranno al voto il 28 ottobre e sulla scheda elettorale troveranno, spiegato in simboli più o meno intellegibili, il c.d. “effetto lombardo” ovvero la balcanizzazione della Sicilia.

    Sarebbe interessante sapere se i candidati alla Presidenza hanno fatto una loro “analisi del rischio”, perchè, se non vogliono prendere i voti della mafia, devono almeno poter quantificare quanto vale il compromesso. Per qualcuno è già una pregiudiziale morale, non a caso la richiesta di una reale discontinuità con il sistema attuale sembra emergere soprattutto dalla società civile.

    Nello Musumeci si è fatto questi conti e si affranca da Gianfranco Miccichè, il centro sinistra sta ancora facendo le primarie. Alle prossime elezioni in Sicilia non prendere i voti della criminalità organizzata sarebbe il non-compromesso storico.


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    Predefinito Re: Elezioni Regionali 2012

    MUSUMECI CONFERMA LA CANDIDATURA: «VOGLIO CAMBIARE LA SICILIA»


    A Palazzo dei Normanni, l’ex Presidente della Provincia di Catania, Nello Musumeci conferma di voler proseguire la sua corsa verso Palazzo d’Orleans.

    «Al di la’ di una legittima amarezza, vi dico quello che avevo intenzione di dirvi: non ho ripensamenti. La mia vicenda politica, che diventa umana, non appartiene solo a me, ma anche a chi crede in questa scommessa».

    Il vicesegretario de La Destra sarà quindi l’uomo di punta del Pdl e del Pid dell’ex Ministro Saverio Romano, nonostante proprio nella tarda serata di ieri fosse arrivato il colpo di scena con l’uscita di Grande Sud e Partito dei Siciliani per sposare definitivamente la candidatura dell’ex manager di Pubblitalia 80 Gianfranco Miccichè. Indiscrezione che era stata sostanzialmente pronosticata tra le pagine di Sud quando, i continui veti imposti da Lombardo rendevano difficile un possibile accordo tra Pdl, Grande Sud e gli ex Mpa del nuovo Partito dei Siciliani.

    Niente “ammucchiata” di centro destra quindi, così com’era stata definita visto il grosso aglomerato di partiti che avevano supportato, tra finzione e realtà, la candidatura dell’ex sottosegretario al lavoro del Governo Berlusconi.

    «Mi sono mosso su un campo minato. Su un terreno cosparso di veleni, odi, lividi dovuti alle vicende politiche degli ultimi anni. Ma il tasso di odio era umanamente inimmaginabile. Tuttavia mi sono sforzato di difendere il progetto, ho lavorato a quel progetto».

    Una candidatura, quella di Musumeci, che lo stesso tiene a sottolineare come sia stata interamente concepita a livello regionale, senza le imposizioni dei palazzi romani, frecciata questa, destinata proprio a Miccichè, che era stato il candidato indicato da Silvio Berlusconi lo scorso 10 agosto. Scelta, questa che poi era stata rivista dallo stesso leader arancione in favore di Musumeci. Il magmatismo della politica siciliana ha però riservato l’ennesimo colpo di scena, e con lei anche il vero regista dell’operazione Miccichè, Raffaele Lombardo.

    «C’è stato qualche momento in cui ci ho pensato. In cui gli amici mi hanno detto: ma chi te lo fa fare? Ma credo che oggi la Sicilia abbia bisogno di un atto d’amore. E la mia candidatura è la prima a non nascere nei palazzi romani. Ma da un confronto tutto siciliano».

    La partita adesso si correrà sul filo delle alleanze. Le tre coalizioni antagoniste (Crocetta,Miccichè, Musumeci) dati elettorali alla mano degli ultimi sondaggi demopolis viaggiano su percentuali pressochè vicine, ecco perchè i voti dei vari movimenti che sono nati potranno risultare decisivi. Proprio in questo senso può essere letto un’altro passaggio delle conferenza stampa di Musumeci: «Lancio un appello alle altre forze, come quella del mio amico sindaco Nello Di Pasquale».



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    Predefinito Re: Elezioni Regionali 2012

    In Sicilia le elezioni più sporche di sempre


    L'elezione del parlamento siciliano dell'autunno 2012 è destinato a passare alla storia come la più sporca. Ecco, senza girarci attorno, sarà così. Mai così intricata e sospetta di linee egoistiche e antidemocratiche la fase che precede la formazione delle alleanze, ancor prima delle liste. Il giudizio drastico e violento - e anche discutibile quanto si vuole, ma che confermiamo - poteva essere espresso ieri o l'altro ieri. Quel che accade a destra come a sinistra non piace e riserva all'elettore di ottobre la stessa sensazione di una navigazione perigliosa con il mare a forza sette. Il risultato - segnate la previsione - sarà un astensionismo record per l'autonomia siciliana. E avrà come conseguenza la morte (a questo punto giusta) della stessa autonomia.

    Avversari politici fino a ieri che si ritrovano alleati, alleanze che si riformano per poi essere smentite dopo aver lasciato fuori gioco l'avversario dell'altro ieri, ieri alleato. Un colpo di scena dietro l'altro, mentre la Sicilia agonizza e il governo Lombardo dimissionario smonta la mappa del potere per ricomporla con fedelissimi portatori di voti a piacimento di Lombardo, anche contro parte della giunta, espressa al tempo del sostegno del Pd, o meglio di parte del Pd. Chi era buono ieri oggi non é più buono.

    Il gran colpo di scena arriva da Gianfranco Micciché, l'uomo dello storico 61 a 0 in favore di Berlusconi, quando il Cavaliere fece il pieno di voti e di parlamentari in Sicilia. Micciché ci ha ripensato, prima aveva fatto un personale passo indietro rispetto ad una propria candidatura alla Presidenza della Regione, poi aveva lanciato la candidatura di Musumeci de La Destra, quindi aveva portato il Pdl sulla candidatura di Micciché, alla fine: "Il candidato( Musumeci) non ha sposato la nostra linea sicilianista", bocciatura dell'uomo di Storace, ed è rottura con l'alleanza appena formata che lo riportava ad essere tuttuno con il Pdl nella corsa alla Presidenza della Regione.

    Rottura, dunque,col Pdl dopo aver portato Berlusconi e Alfano a rinunciare ad una candidatura espressione del Pdl. Un colpo di scena imprevedibile, alla vigilia della ufficiale discesa in campo dell'ex presidente della Provincia di Catania, che aveva già incontrato, nel massimo riserbo, Alfano e lo stesso Berlusconi che, si dice sia arrivato per questo, in gran segreto in Sicilia, nell'Agrigento del segretario Pdl. Micciché aveva appena annunciato la rottura che subito i lombardiani lanciavano la candidatura proprio dell'uomo del 61 a 0.

    La bomba era nell'aria, ed è esplosa a ora di cena di lunedì con un comunicato di "Grande Sud" che segna la fine della grande ammucchiata che si era profilata attorno alla candidatura di Nello Musumeci. "Abbiamo compreso perfettamente che lo spirito sicilianista che aveva spinto Gianfranco Miccichè a fare un passo indietro non è stato sposato da Nello Musumeci. Quest'ultimo dà l'idea di preferire alla crescita della nostra Sicilia, un accordo con il Pdl, anche senza le garanzie che avevamo chiesto dopo l'esperienza del governo Tremonti-Lega". Il certificato di morte della neonata alleanza è scritto dal segretario regionale di "Grande Sud" in Sicilia, Pippo Fallica, l'uomo ombra di Micciché. "Grande Sud non rinuncia al progetto originario - dice il fedelissimo di Micciché - pertanto ho chiesto un incontro urgente a Gianfranco Miccichè per riesaminare la nostra scelta ( cioè la candidatura di Musumeci che proprio Micciché si era inventato )".

    Nello Musumeci, dunque, mollato alla vigilia della conferenza stampa, in programma per questo martedì a Palazzo dei Normanni, con la quale l'ex presidente della Provincia di Catania avrebbe dovuto annunciare la sua discesa in campo per Palazzo d'Orleans forte di una alleanza che aveva la forza nell'asse ricomposta tra Micciché, Alfano e l'amico di sempre, Berlusconi, col quale aveva lavorato al nascere di Forza Italia. A stretto giro di posta, Giovanni Pistorio, leader dei lombardiani,rompe il silenzio per lanciare la corsa di Miccichè: "Condividiamo la posizione di "Grande Sud" sulla candidatura di Musumeci e sulla sua organica appartenenza al Pdl e a La Destra. Invitiamo Gianfranco Miccichè a lavorare per la costruzione di una vasta area sicilianista. Se Miccichè accetterà, proporremo agli organi del nostro partito, ed ai nostri alleati, la sua candidatura a presidente della Regione".

    Il terremoto siciliano annunciato da Gianframco Fini, dunque, prende corpo. Il copione porta a una composizione del fronte "sicilianista" attorno alla candidatura di Gianfranco Miccichè, con "Grande Sud" e Nuovo Polo, lasciando Musumeci al Pdl di Alfano e ai suoi alleati. Scenario fotocopia di quanto avvenuto a Palermo con Massimo Costa, per la corsa a sindaco.

    Nelle stesse ore del colpo di scena firmato Miccichè, da Catania Angelino Alfano parlava di riscossa del Pdl dalla Sicilia, con Musumeci. Saranno state anche queste parole a indisporre Miccichè fino al passo estremo di disconoscere il proprio candidato. Adesso, l'attesa è per quanto dirà Musumeci, candidato lanciato, imposto e poi mollato da Miccichè. Continuerà o farà un passo indietro?

    Si va verso una ulteriore frammentazione e ricomposizione del quadro politico. A questo punto, Rosario Crocetta probabilmente dovrà fare a meno dell'appoggio dei finiani si ritroveranno in quest'alleanza "sicilianista" contrapposta a Musumeci ma anche all'ex sindaco di Gela. Anche se c'è da giurare che tra i finiani qualcuno non apprezzerà. In proposito, curioso di conoscere il pensiero di Fabio Granata. Ma non è finita. Destra e sinistra riservano altri motivi per rendere ancora più stomachevole (scusate i toni forti, ma sono largamente giustificati) il rapporto con la politica. Ed eccoci,non erano ancora le 22 di lunedì che interveniva Micciché, l'uomo degli effetti speciali:"Condivido l'analisi compiuta da Pippo Fallica (l'uomo ombra dello stesso Micciché), sono onorato degli attestati di stima che mi sono stati rivolti... Ho chiesto un incontro urgente per confermare le condizioni di un'alleanza sicilianista e, nel caso, sciogliere immediatamente la riserva sulla mia candidatura a Presidente della Regione". Ecco, la politica siciliana oggi è come il suo dolce simbolo, la cassata. Ricco di ingredienti e fantasia di colori, ma con un difetto: la ricotta è acida.



    Globalist.it | In Sicilia le elezioni più sporche di sempre
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

 

 

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