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Discussione: Prime amichevoli

  1. #1
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    Ciociaria Felix Chiamami al 348-3406101
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    Predefinito Prime amichevoli

    Juve- Cisco Roma 4- 1
    Prima rete segnata da Trezeguet all'8' del primo tempo
    (ANSA) - PINZOLO, 15 LUG - La Juventus ha vinto per 4-1 l'amichevole giocata oggi nel ritiro di Pinzolo, contro la Cisco Roma, squadra di seconda divisione. Primo gol per la Juve di David Trezeguet all'8' del primo tempo, seguito da una rete di Franchini della Cisco al 25'. Nel secondo tempo tre reti bianconere di Zanetti al 19', Amauri al 22' e Immobile al 38'.
    Perchè, ma perchè non capite?
    che io non posso lasciar la mia terra,
    ogni albero conosce il mio tocco,
    ogni frutto è per me come un figlio.

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Prime amichevoli

    19/7/2009 (22)
    Juventus fermata dal Nancy

    Il match amichevole finisce 1-1
    JOEUF (FRANCIA)
    Nel match amichevole organizzato da Michel Platini per celebrare i cento anni del Joeuf, squadra della cittadina francese dove il presidente dell’Uefa è nato, la Juventus deve accontentarsi di un pareggio per 1-1. Nessun vincitore, dunque, nella sfida che per volere dello stesso Platini ha visto di fronte le squadre protagoniste della vita calcistica di «Le Roi»: il Nancy, club con cui Platini è diventato professionista, e la Juve, squadra con cui il francese ha fatto il grande salto. Nell’undici schierato da Ferrara non c’è Trezeguet: il francese è rimasto a lavorare a Pinzolo.

    Assenti anche Diego e Sissoko. La novità si chiama Ciro Immobile, attaccante della Primavera piazzato da Ferrara dal primo minuto al fianco di Amauri, con Del Piero ancora nel ruolo di trequartista. Le cose si mettono bene per i bianconeri dopo otto minuti: Immobile serve sottomisura Amauri e il brasiliano realizza. Dopo un’uscita di Manninger che salva su uno spunto di un attaccante del Nancy, i bianconeri sfiorano più volte il raddoppio: ci provano Del Piero, Amauri e Immobile, ma prima dell’intervallo arriva la doccia fredda. È il 45’ quando Ouaddou impatta 1-1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

    Nella ripresa i due tecnici effettuano diversi cambi: nella Juve entrano Chimenti, Bamba, Molinaro e Marrone. Un tiro di Amauri finisce alto ma il Nancy non resta a guardare e si fa vedere con Gunnarson. Poco dopo la squadra di Ferrara sfiora il 2-1 con Tiago, ma il portoghese colpisce il palo a portiere battuto. Prima del fischio finale la Juve crea almeno un paio di occasioni ma il risultato non cambia.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Prime amichevoli

    TRENTO, 21 luglio - Amauri insegue un avversario, Di Cesare, lo colpisce due volte alla schiena e l'arbitro lo espelle. Poi la sua sfuriata prosegue tanto che Del Piero e Cannavaro lo devono fermare e quando esce dal campo il brasiliano ancora infuriato mostra il dito. È questo il fatto saliente dell'amichevole di Trento in cui la Juventus, ancora imballata, si fa imporre l'1-1 dal Viccenza. Ciro Ferrara a Trento evita così la prima sconfitta sulla panchina bianconera ma la sua squadra non brilla. A condizionare l'incontro è l'espulsione di Amauri al 18' per un fallo di reazione. Saltano i piani di Ferrara. La prima frazione si conclude con i veneti in vantaggio.

    SECONDO TEMPO - Nel secondo tempo i bianconeri scendono in campo con un 3-5-1. Con l'inedita difesa a tre. Squadra rivoluzionata in campo e al quarto la Juve sfiora il pareggio con uno scambio Zanetti, Brazo, Del Piero. Il gol arriva al 17' quando Trezeguet con un gran sinistro beffa Fortin, dopo aver stoppato di petto. L'arbitro annulla per fuorigioco. Il pareggio, sempre grazie al francese, arriva al 31' su calcio di rigore. Allo stadio Briamasco di Trento più di un giocatore juventino appare con i muscoli imbastiti. Ancora assenti Diego e Sissoko per l'affaticamento, Ciro Ferrara tiene a riposo anche Zebina e Iaquinta, oltre al giovane De Ceglie che ha iniziato la preparazione solo da tre giorni. Con l'esordio stagionale di Buffon e della coppia centrale Cannavaro-Chiellini, Camoranesi occupa la fascia destra del centro campo a tre con Marchisio e Tiago. Del Piero alle spalle delle due punte Amauri e Trazeguet, nel più classico 4-3-1-2. Ancora una volta è rombo con Marchisio e Del Piero ai vertici. Ferrara fa giocare quasi l'intera rosa a disposizione con l'eccezione dei soli Chiellini e Trezeguet impiegati per tutti i 90'. È così anche per Maran, tecnico dei veneti. Al 17' il Vicenza passa in vantaggio con Misuraca, che da due passi a porta vuota corregge in rete un assist di Bielanovic, che aveva scartato anche Buffon. Al 18' la seconda tegola per la Juventus, l'espulsione di Amauri.

    PARI JUVE - Emozione al 27' quando Del Piero su punizione dal limite dell'area colpisce l'incrocio dei pali. Nel secondo tempo Trezeguet prima si vede annullare il pareggio al 17' per fuorigioco e poi al 31' ci riesce su rigore. Da Silva atterra Brazo in area e il francese trasforma il penalty. Lo scorso anno, sempre a Trento, la Juve perse con il Piacenza.



    LA CRONACA

    JUVENTUS-VICENZA 1-1
    16' Misuraca, 30' st Amauri (r)

    46' ST FISCHIO FINALE. E' FINITA 1-1

    37' ST RITMI PIU' TRANQUILLI
    Raggiunto il pareggio la Juventus sembra essersi tranquillizzata. I ritmi sono scesi notevolmente e la stanchezza sembra aver preso il sopravvento

    30' ST PAREGGIO DELLA JUVE! RIGORE TRASFORMATO DA TREZEGUET
    Calcio di rigore a favore della Juventus. Dagli undici metri David Trezeguet non fallisce

    20' ST STANDING OVATION PER DEL PIERO
    Il capitano della Juve esce dal campo e il pubblico di Trento gli tributa una standing ovation

    16' ST ALTRA CHANCE PER TREZEGUET
    Nuova occasione per la Juve con Trezeguet che però in area vicentina viene fermato da un fuorigioco molto discutibile

    14' ST CHE NUMERO DI DEL PIERO!
    Splendio lancio di profondità che pesca Del Piero in area vicentina: stop pregevole del capitano e tentativo di colpo di tacco che però non sorprende un attento Fortin.

    2' ST SUBITO JUVE NELLA RIPRESA
    Cross insidioso di Del Piero su calcio d'angolo, Frison esce con i pugni.

    45' FINE PRIMO TEMPO
    Termina il primo tempo con la Juventus in svantaggio e sotto di un uomo contro un Vicenza cinico e molto aggressivo. Per i bianconeri buone le prove di Del Piero, Tiago e Camoranesi

    42' LA JUVE CI PROVA
    Bianconeri all'arrembaggio alla ricerca del pareggio. Ferrara dalla panchina chiede più aggressività e ordine

    36' CHE CHANCE PER CANNAVARO!
    Grandissima occasione per Cannavaro che in piena area avversaria prima cerca il colpo di testa vincente e poi di piatto a pochi metri dalla porta non riesce ad inquadrare lo specchio.

    27' TRAVERSA DI DEL PIERO!
    Occasionissima per la Juve con Alex Del Piero che su punizione colpisce in pieno la traversa

    27' GARA MOLTO NERVOSA
    In campo i giocatori non si risparmiano affatto e non tirano mai indietro la gamba

    21' CAMORANESI PERICOLOSO
    Tiro cross di Camoranesi che per poco e non beffa Fortin attento a deviare oltre la traversa

    18' ROSSO PER AMAURI!
    Incredibile gesto di follia di Amauri che, provocato da un avversario, lo insegue per il campo e poi lo stende. L'arbitro tira fuori dal taschino il rosso diretto. Juventus in dieci

    16' GOL DEL VICENZA: MISURACA!
    Prima vera azione offensiva del Vicenza che infila Buffon al termine di una ficcante azione di Bjelanovic che serve a Misuraca un tap in vincente a pochi passi dalla porta

    13' CHIELLINI DI TESTA
    Buona incursione in area di Chiellini che di testa non riesce a schiacciare. Pallone oltre la traversa

    8' BJELANOVIC FERMATO IN FUORIGIOCO
    Bella azione del Vicenza con Bjelanovic che si ritrova davanti a Buffon ma viene fermato per fuorigioco

    6' BENE L'INIZIO BIANCONERO
    Ottimo l'inizio della Juventus che sempre già tonica soprattutto in mezzo al campo

    Ecco le formazioni iniziali:
    Juve: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Tiago, Marchisio; Del Piero; Trezeguet, Amauri.
    Vicenza: Fortin; Martinelli, Zanchi, Di Cesare, Giani; Magallanes, Rigoni, Botta; Misuraca; Bjelanovic, Sgrigna. All. Maran.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Prime amichevoli

    Amauri e Iaquinta domano il Siviglia

    Una rete per tempo dei due attaccanti permette ai bianconeri l'esordio vittorioso nella Peace Cup. Inutile il gol andaluso di Squillaci

    SIVIGLIA - Buon inizio della Juventus nella Peace Cup in terra spagnola. I bianconeri hanno battuto il Siviglia padrone di casa per 2-1 grazie alle reti di Amauri e Iaquinta, alle quali ha risposto inutilmente nel finale Squillaci. Ciro Ferrara ha schierato inizialmente Del Piero ed Amauri come coppia d'attacco, assistiti da Camoranesi, più avanzato rispetto alla linea dei centrocampisti. In difesa, confermati al centro Cannavaro e Chiellini.

    LA TESTA DI AMAURI - Juve in vantaggoio al 26': Del Piero calcia dalla bandierina e Amauri sceglie bene il tempo, anticipa il diretto avversario e, di testa, schiaccia alle spalle del portiere Palop. Al 30' Camoranesi lascia il posto a Iaquinta e la Juventus si schiera così con un tridente puro.

    ECCO LUIS FABIANO, MA IAQUINTA... - Nella ripresa gli andalusi puntano sul brasiliano Luis Fabiano, oggetto del desiderio dei milanisti: il brasiliano entra per Duscher. All'11' è il palo a negare alla Juventus il raddoppio: Marchisio carica il destro da fuori area e colpisce il legno. Il Siviglia comincia a premere, ma al 20' è la Juventus a raddoppiare, con Vincenzo Iaquinta che, dal limite dell'area, indovina l'angolo basso alla sinistra di Palop e firma il 2-0. Il Siviglia accorcia le distanze con Squillaci che, di testa, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, batte Manninger, per il 2-1 finale. I bianconeri dovranno adesso vedersela con i coreani del Seongnam: il match è in programma martedì 28 a Jerez de la Frontera.

    Juventus batte Siviglia 2-1 (1-0)
    Siviglia: Palop, Konko, Escudè, Squillaci, Fernando Navarro (24' st Adriano), Jesus Navas (34' st Josè Navas), Duscher (1' st Luis Fabiano), Zokora (24' st Romaric), Perotti (7' st Diego Capel), Konè, Renato. A disp.: Dragutinovic, Javi Varas, Alfaro, David Prieto, Acosta, Lolo. All.: Jimenez.
    Juventus: Manninger, Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grygera, Marchisio (20' st Salihamidzic), C. Zanetti, Tiago, Camoranesi (30' pt Iaquinta), Amauri (47' st Marrone), Del Piero (39' st Molinaro). A disp.: Buffon, Chimenti, Felipe Melo, Trezeguet, Giovinco, Sissoko, Ariaudo, Diego, Legrottaglie, Marrone. All.:
    Ferrara.
    Arbitro: Johannesson (Svezia).
    Reti: nel pt 26' Amauri; nel st 20' Iaquinta, 35' Squillaci.
    Note: ammoniti Cannavaro, Zebina, Marchisio e C. Zanetti.
    Perchè, ma perchè non capite?
    che io non posso lasciar la mia terra,
    ogni albero conosce il mio tocco,
    ogni frutto è per me come un figlio.

  5. #5
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    abbiamo messo a tacere un po' di jettatori

  6. #6
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    Predefinito Rif: Riferimento: Prime amichevoli

    Juve samba col Seongnam
    Al debutto, Diego va in rete all'inizio della ripresa: 3-0 il finale e bianconeri in semifinale nella Peace Cup. A segno anche Iaquinta al 40' del primo tempo, poi nella ripresa il brasiliano realizza al 9' e Legrottaglie al 26'. Nel secondo tempo in campo anche Melo

    JEREZ, 28 luglio 2009 - Nella quinta amichevole stagionale la Juventus affronta i sud coreani del Seongnam Ilhwa, guadagna la semifinale della Peace Cup (il Real il prossimo assai probabile avversario), ma soprattutto fa esordire Diego, schierato da Ferrara alle spalle di Iaquinta e Trezeguet. Il brasiliano da subito addenta la gara con impegno e determinazione, lasciando intuire che sarà pedina importante nel domino di Ferrara. E ad inizio della ripresa, poco prima di lasciare il campo, realizza pure un gol, a coronamento di un esordio molto promettente. A livello di collettivo inevitabilmente qualcosa è da rivedere, ma i bianconeri si fanno comunque apprezzare per la serietà con cui affrontano l'impegno, lottando su ogni pallone e insistendo nella ricerca di schemi e automatismi. La Juventus è padrona del campo, il "rombo" di centrocampo già fa apprezzare qualche ingranaggio, soprattutto quando ci si mette in mezzo Camoranesi. Dopo vari tentativi di Diego su punizione, ci pensa Iaquinta a concretizzare la superiorità bianconera, realizzando l'1-0 al 40' su assist di Camoranesi.

    Nella ripresa, con anche Felipe Melo in campo (al posto di Zanetti) a dettare già ritmi e tempi della manovra, Diego raddoppia al 9' con un gol "brasileiro": sottrae il pallone agli avversari appena dentro l'area, doppio tocco in orizzontale con la suola per trovare il corridoio giusto, e sinistro imparabile per il portiere avversario. Al 15' Zebina atterra coi tacchetti su un avversario, poi Ferrara chiama due cambi: fuori il francese, dentro Molinaro, mentre Giovinco prende il posto di Diego. Al 25' Trezeguet si avvita, colpisce di testa quasi ventre a terra, ma il portiere asiatico ci arriva. E' il preludio al tris: al 26' Legrottaglie, sempre di testa, devia in gol un cross di Giovinco. Poi via ai cambi, con la Juve che inala fiducia a pieni polmoni.

    Questa la Juve schierata nel primo tempo (4-3-1-2): Buffon; Zebina, Chiellini, Legrottaglie, Salihamidzic; Camoranesi, Zanetti, Tiago; Diego; Iaquinta, Trezeguet.
    Perchè, ma perchè non capite?
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Riferimento: Prime amichevoli

    Real battuto: primo gol di Cannavaro. Allarme Diego: altro stop per il brasiliano
    MASSIMILIANO NEROZZI

    Rifilerà anche molte frottole, il pallone d’estate, ma pure qualche verità: che la Juventus, per esempio, sarà una squadra tosta, dura da schienare, e che sa vincere soffrendo. Ieri l’ha fatto con il Real Madrid (2-1) qualificandosi per la finale di Peace Cup, domani alle 22, contro l’Aston Villa. Mancava un sacco di gente, va bene, ma da tutte e due le parti. S’attacca, infatti, senza Diego, e non è un optional, anche se pure nel garage nemico sono parcheggiate fuoriserie, da Kakà a Sneijder, per limitarsi a due.

    Il brasiliano, quello bianconero, salta la seratona di gala per «un affaticamento muscolare» che l’aveva affossato nell’allenamento del mattino. Meglio non rischiare, è stata la decisione: il duello con Cristiano Ronaldo era intrigante, ma è tra poco meno di un mese che bisognerà essere in regola con la revisione. Se non per la patologia dell’infortunio («fastidio diffuso alla regione anteriore della coscia destra»), un po’ allarma l’affidabilità del trequartista, anche se in preparazione i cigolii sono da mettere in conto. Diego s’era infatti già bloccato a inizio ritiro («Forse sono partito troppo forte», spiegò), saltando le prime quattro amichevoli e una decina di giorni di esercitazioni di gruppo. Ora dovrà stare ai box: «Non si tratta di nulla di grave - ha comunicato il club - ma starà a riposo, in via precauzionale, per 48 ore, dopo le quali le sue condizioni saranno nuovamente valutate. La sua ripresa sul campo avverrà gradualmente nei prossimi giorni».

    La Juve scatta che meglio non si può: punizione di Del Piero, leggermente defilato sulla sinistra, e deviazione aerea di Cannavaro, il vecchio compagno merengues. Bell’aiutino da Ronaldo, che lo tiene in gioco. Il film è iniziato da tre minuti. Il Real si mette ad assaltare, ma i bianconeri sono compatti e, soprattutto, cortissimi: chiudendosi, sistemano l’accampamento in 25 metri di campo, dall’avamposto di Amauri alla retroguardia di Cannavaro. Felipe, s’è subito piazzato in trincea davanti alla difesa: indovina bene i disimpegni, ma perde pure qualche pallone pericoloso e poi non riesce a ripartire come nel modello Brasile, dove Gilberto Silva gli guarda le spalle. E ogni tanto, esagera, travolgendo, senza complimenti, Cristiano: ammonizione e i fischi di tutto il Sanchez Pizjuan, pieno a metà, tutti madridisti. Deve assestarsi, insomma, però è una bella palizzata.

    Davanti a Buffon, un po’ si soffre comunque, anche se seguendo la scaletta, è la Juve ad avere la seconda chance, al 10’: pallone dorato di Del Piero per Amauri, che spedisce il diagonale a lato. Si poteva anche fare centro. Quattro minuti più tardi Buffon stoppa Guti, uno contro uno. Poi ci provano Metzelder, alto sulla traversa, e Raul, pressato da Canna, anche lui tra le nuvole. Al 24’, un’inspiegabile fallo di mano di Chiellini, in copertura solitaria, senza nemici all’orizzonte, spalanca venti minuti terribili (e insoliti) del difensore. Profondo rosso dopo 40’, quando Ronaldo prende il tempo a Cannavaro e lancia Raul in area: Chiello l’abbatte di netto. Rigore di Cristiano, che spiazza Buffon. Nel mezzo, però, i bianconeri avevano avuto un’altra occasione formato sedici noni, ancora proiettata dal genio di Del Piero, in versione Steven Spielgerg. Con un gran tocco di prima aveva di nuovo sistemato Amauri davanti a Dudek, solo che il tiro a porta vuota del brasiliano, dopo slalom sul portiere, era stato intercettato all’ultimo da Metzelder.

    Dopo una pausa dilatata dall’infortunio dell’arbitro (sostituito dall’israeliano Yefet), la Juve ritarda il replay dell’avvio di un solo minuto: ne sono passati quattro, quando Salihamidzic anticipa tutti deviando di testa il corner di Del Piero. Un paio di minuti e il Real quasi l’imita, centrando il palo con Raul, dopo un dribbling a velocità pazzesca di CR9 su Brazzo, e successivo sparo ribattuto da Buffon. Di qui in poi, Real molto poco "Galacticos": briciole di Benzema, Cristiano ai limiti della diserzione. Combinano poco, e l’unico riflesso di Buffon arriva per evitare un cross che nessuno aveva intercettato. Sui cambi, che variano l’assetto, non il risultato, il pubblico compila le pagelle: come l’anno passato al Bernabeu, tutti in piedi per Alex Del Piero, che ricambia salutando. Sepolto di fischi, invece, il povero Pellegrini, già in bilico ancora prima di iniziare.
    Perchè, ma perchè non capite?
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Prime amichevoli

    3/8/2009 (7:25) - FINALE DI PEACE CUP
    Juve, una pausa di rigore
    Buffon impegnato nella lotteria dei rigori contro l'Aston Villa

    I bianconeri capitolano dal dischetto: vince l'Aston Villa 4-3
    MASSIMILIANO NEROZZI
    SIVIGLIA
    Alla fine della sua partita più sbiadita, qui in Spagna, la Juve perde ai rigori la finale della Peace Cup contro l’Aston Villa (4-3), lasciando agli inglesi i due milioni di premio, accontentandosi della metà: avrebbe potuto farcela, ma prima Del Piero con un tiretto centrale ha sbagliato il tiro della vittoria, poi Legrottaglie ha sparato fuori quello della condanna. Non era bastato l’assalto dei supplementari, che i bianconeri s’erano giocati con Trezeguet, Iaquinta, Amauri e Del Piero tutti insieme, sostanzialmente dentro un 4-2-4.

    Al pronti e via, Ferrara sceglie un robusto turn-over, affidandosi al solito assetto. Nuovi di zecca, rispetto alla partita contro il Real, tre quarti della difesa, con Zebina, Legrottaglie e Molinaro, un pezzo del centrocampo, con Marchisio a sinistra, e tutto l’attacco, nei piedi di Trezeguet e Iaquinta. A Giovinco, tocca ancora il ruolo di vice-Diego. La Juve non aveva iniziato malissimo, con un paio di scambi ad alta velocità, tra Camo, Felipe e Giovinco, ma poi all’ultimo passaggio s’inceppava sempre. E davanti non è che ci fossero porte blindate perché l’Aston Villa, sesto nell’ultima Premier, era pieno di assenze. Però il portiere nemico, Guzan, non s’è mai dovuto sporcare i guantoni.

    Abbozzo di pericoli solo da lontano, su tiro alto di Giovinco e su violento rasoterra da fuori di Felipe (a lato). Il brasiliano s’è infilato in qualche incursione, ma è nelle modalità della copertura, la sua specialità, che è andato nei guai. Come al 28’, quando ha steso di brutto Ashley Young, stella emergente del calcio inglese. Sacrosanta ammonizione, la seconda in neppure due partite: bisognerà darsi una regolata, o nel saloon del centrocampo saranno guai. L’anno scorso Felipe beccò 13 gialli e due espulsioni.

    Accettabile, insomma, i bianconeri lo sono stati appena una ventina di minuti poi, piano piano, si sono spenti, senza fonti di gioco. Camoranesi s’è dannato, pure cambiando corsia e a volte accentrandosi, ma senza mai cavare la giocata vincente, mentre Giovinco s’è fatto vedere solo all’inizio e, dopo, con un cross dal fondo. Senza Diego o Del Piero sul prato, almeno per adesso, si fa buio presto. Difatti, Iaquinta e Trezeguet avrebbero potuto vedere il pallone solo se dotati di binocolo.

    Arenatasi ai bordi della trequarti, la Juve s’è riafacciata in area solo di rado: testata fuori di Iaquinta, dopo torre di Camoranesi (29’ pt) e colpo volante dello stesso Vincenzo nel finale, poco alto. L’occasione più voluminosa l’hanno però avuta i Villans, ma sulla sventola ravvicinata di Albrighton, Buffon ha confezionato la paratona (41’ pt). Un’occasione può capitare a chiunque, ma il dramma erano quelle prodotte, tendenti allo zero.

    Poco dopo la pausa, Ciro ha tentato di rianimare la squadra variando il modulo, e plasmandolo sul modello Brasil. Avrà ragione. Allora, fuori Marchisio, reduce dalla faringite e meno vispo del solito, per Zanetti, che s’è messo al fianco di Felipe, davanti alla difesa. Alle spalle di Trezeguet, il terzetto con Iaquinta, Camoranesi e Giovinco: voilà, 4-2-3-1, anche se il tecnico non è particolarmente aficionados di numeri.

    Qualche pallone in più s’è visto, anche se poi spedito ampiamente all’indirizzo sbagliato: girata altissima di Trezeguet e testata fuori di Iaquinta. Meglio al 27’, quando per lo meno lo sparo era dentro al poligono: ma Guzan ha stoppato il tiro ravvicinato di David, a spasso per l’area e, di piede, il rasoterra di Zanetti. Subito dopo l’Aston Villa s’è fatto vedere, con una fiondata da fuori di Bannan, a lato, innescato da un rinvio centrale di Chiellini. Di nuovo il turno di Trezegol, ma la sua botta s’è stampata sul guantone di Guzan (34’ st). Occasionissima due minuti più tardi, però il pallonetto di Iaquinta, che ha anticipato l’uscita del portiere, ha sorvolato la traversa.

    Risultato di ieri a parte, l’impressione è che il modulo possa diventare utile, rendendo possibile la convivenza tra Felipe Melo e Zanetti, ora i centrocampisti più affidabili, in attesa di Sissoko. La sistemazione permetterebbe di non sacrificare Camoranesi che, al contrario, potrebbe seguire l’istinto dell’uno contro uno, lasciando a Diego il suo posto di mezzo. Imbarazzo della scelta sulla sinistra, tra Del Piero, Iaquinta e Giovinco. Se si ha voglia di testarlo, tempo ce n’è ancora.

  9. #9
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    8/8/2009 (7:12) - AMICHEVOLE A SALERNO
    Juve, quattro schiaffi dal Villareal
    Per Molinaro una serata da incubo contro i sottomarini gialli

    Melo in ritardo e la difesa sbanda: 4-1 per gli spagnoli. A segno Amauri
    MASSIMILIANO NEROZZI
    SALERNO
    Se le serate estive sono il cammino verso lo show del campionato, ieri sera a Salerno la Juve ha fatto qualche chilometro indietro. Più che per il risultato, anche se il 4-1 è una brutta lapide, per il modo con cui i bianconeri si sono aggirati per il prato: imprecisi e lenti quando avevano il pallone, fuori settore quando c'era da riprenderselo. Il Villarreal, che farà l'Europa League, ha regnato dall'inizio alla fine, pure per difetto: perché la rete di Amauri, in mischia, è arrivata a partita sepolta da un pezzo, e perché gli spagnoli si sono mangiati un paio di gol, mentre Damato, con vecchio mestiere, ha sorvolato su un paio di illegalità in area bianconera.

    Juve modello Ferrara mai così brutta, da subito, a lungo chiusa dal Villarreal, che campeggia ai bordi dell'area bianconera senza mai segnare solo perché spara sempre a salve. In mezzo comandano i gialli: troppo alterno Marchisio, fa anche peggio Felipe Melo, che si fa trovare fuori dogana e, quando ha la palla tra i piedi, la spreca, armando il contropiede nemico. Non a caso, Ferrara s'arrabbia: Felipe devi essere più rapido a dare via il pallone, la sgridata intercettata a bordo campo. Se viene scippato lui, messo a guardia della difesa, sono guai. Venti metri più avanti non va meglio, perché tutto quel che resta di Giovinco sono una bella intuizione al volo per Trezeguet e un paio di combattive rincorse in copertura: il resto, briciole. Per la Formica atomica era la terza serata con l'abito di Diego: la fiducia di Ciro andrebbe ripagata.

    Allestita questa scenografia, non poteva andar bene a Trezeguet e Del Piero, avvistati in attività non più di un paio di volte. Non che tracciassero grandi movimenti, ma con rifornimenti del genere era durissima. La Juve, nel primo tempo, s'affaccia davanti a Diego Lopez una sola volta, dopo 4 minuti, pure con un'azione quasi tutta a volo: Del Piero-Giovinco-Trezeguet, ancora Alex, ma il rasoterra è troppo centrale. Da lì, la partita s'inclina verso Manninger.

    Nell'ordine: sventola di Cazorla che il portiere juventino smanaccia (6') e gran panico sullo slalom di Capdevila, e pisolino di Zebina, che mette in mezzo per il brasiliano Nilmar, abbattutto. Il rigore è più di un sospetto. Accadrà pure al 40', quando Cani, ancora dalla parte di Zebina, fa fuori tutti e viene fermato con molto mestiere, e una manina, da Cannavaro. Zebina s'era un po' rifatto scippando palla a Rossi, che s'era presentato sul pianerottolo di Manninger con uno stop lungo (20'). Toh, c'è anche la Juve: punizione di Del Piero e gran colpo di testa in torsione di Canna, fuori di poco (22'). Solo uno spot, perché riattacca subito il film. Testata ravvicinata di Capdevila, troppo centrale (26'), e tiretto di Rossi, innescato con intuito da Nilmar.

    La condanna sul finale di tempo è l'ovvia conclusione: Santi Cazorla, gran bel giocatore, raccoglie una persa di Del Piero, si beve mezzo campo, aggira Felipe Melo e pianta una sassata sotto l'incrocio del pali. All'intervallo, Ciro cambia mezza squadra: dentro Caceres, all'esordio (male), per Zebina, Salihamidzic per Camoranesi e, soprattutto, Amauri-Iaquinta per Trezeguet-Del Piero. Il tecnico varia di nuovo pure il telaio, come aveva già fatto nella finale della Peace Cup contro l'Aston Villa: 4-2-3-1, con Marchisio affiancato a Melo e Salihamidzic nell'insolita veste di trequartista, forse l'unico mestiere che gli mancava, insieme a Giovinco e Iaquinta. Dura pochissimo, però, perché Zanetti dà il cambio a Marchisio, plasmando la Juve sul vecchio 4-4-2.

    Nel dubbio, non era comunque filata molto meglio, perché il Villarreal aveva concesso la replica dopo appena 7 minuti: missile ravvicinato di Pereira, Manninger alzava a campanile e Nilmar la buttava dentro di testa da due passi, dopo aver sovrastato Molinaro. Due a zero. Magari fosse finita. Invece l'antico Pires piazza la doppietta, con tocco finale: gli spagnoli lo festeggiano, il pubblico fischia. «E' un brutto schiaffo, ma meglio prenderlo adesso», sospira Ferrara. Avrà da camminare.

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    Predefinito Rif: Prime amichevoli

    9/8/2009 (8:11) - RETROSCENA
    Ferrara: "Mai più queste figuracce"
    Ciro Ferrara, 42 anni
    + Camoranesi: "Tifosi tranquilli apriremo un ciclo"
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    Sfuriata dell’allenatore: la sconfitta con il Villarreal lascia il segno sulla Juve. E il centrocampo scricchiola
    MASSIMILIANO NEROZZI
    TORINO
    Già chiarito dal primo minuto di preparazione che il fine è quello di vincere ogni sfida, dalle amichevoli tra i boschi alla finale di Champions League, ieri notte Ciro Ferrara ha anche ricordato che c’è pure modo e modo, in caso di fallimento: «Queste figure non le possiamo fare», ha detto ai giocatori appena presa la mazzata dal Villarreal, come ricordato da Giorgio Chiellini all’uscita dagli spogliatoi. Serva da lezione per il futuro, insomma, cercando di evitare repliche.

    Passati questi due giorni di pausa, ieri e oggi, ci sarà il tempo di parlarne a fondo, di capire gli errori, ma intanto il tecnico non impugna alibi: «È vero che avevamo fatto un doppio allenamento alla vigilia, ma non vogliamo guardare queste cose. In questi giorni ci hanno fatto tanti elogi meritati - ha spiegato - ora siamo stati battuti da una grande squadra e abbiamo preso uno schiaffo: ci farà bene». La batosta non cambia i piani: «Siamo dispiaciuti, ma ritorneremo a lavorare con serenità come abbiamo fatto fino ad ora, sapendo che le sconfitte ci potranno essere, ma che noi siamo una squadra di alto livello». Per confermarlo sarà necessario avere un centrocampo blindato, come da progetto: in fase di costruzione, però, qualche problema c’è.

    Il menù offre diverse patologie: da quelle mediche di Sissoko, che dovrà restare in pantofole per un mese, a quelle tattiche di Felipe Melo, per finire alle tentazioni di mercato di Cristiano Zanetti, pedinato nelle ultime ore dalla Fiorentina. L’affare è difficile e, per la Juve, pure temerario, ma non impossibile: il centrocampista è in scadenza di contratto e i viola vorrebbero prenderselo, senza spendere troppo. I bianconeri, che hanno fissato il prezzo sui 2,5 milioni di euro, ci stanno pensando, perché potrebbero realizzare una plusvalenza, visto che Zanetti arrivò gratis a Torino, e perché Cristiano è senza dubbio un ottimo giocatore, ma dalla precaria affidabilità fisica. Avendo visto le prime uscite juventine, però, non sono poche pure le controindicazioni all’operazione: Felipe Melo avrà bisogno di tempo per inserirsi, e pure si beccherà squalifiche, e Zanetti ne sembra l’ideale replicante, se non migliore (in questo momento). Poi, chiaro, la prospettiva di vedersi molte partite dalla panchina gli farebbe accettare l’invito della Fiorentina. Senza dimenticare lo stato di salute di Sissoko, per il quale non c’è ancora una prognosi di completa guarigione.

    Il centrocampista del Mali, dopo aver effettuato una scintigrafia ossea che ha confermato l’infiammazione al piede, è andato a Lione per un consulto dal professor Ferret. Valutati gli accertamenti radiologici e le indicazioni fornite dagli specialisti ortopedici, «lo staff medico della Juventus ha deciso, d’accordo con il giocatore, di tenerlo a riposo per un periodo di quattro settimane durante il quale effettuerà le terapie mediche e fisioterapiche del caso, oltre all’attività di allenamento e di mantenimento del tono muscolare generale». Questo il referto riportato nella nota del club bianconero. Lo stop è stato consigliato per evitare «un’eventuale recidiva di frattura» e per eliminare l’infiammazione. Poi bisognerà sperare che il dolore sia scomparso, perché date non se ne fanno: «È presumibile che Sissoko - si legge ancora nella nota - possa riprendere l’attività specifica sul campo di gioco». La forza e il dinamismo con i quali Momo addenta le partite rende il tutto molto più delicato.

    Così, soprattutto se partirà Zanetti, sarà arruolato nuovamente nelle rotazioni di Ferrara, come sesto centrocampista, Christian Poulsen. Fin qui il danese ha rifiutato ogni trasferimento e, alla fine, potrebbe aver visto giusto, volendo restare in bianconero a tutti i costi. La sua conferma, comunque, non azzera le possibilità di prendere Rafinha, il terzino destro brasiliano dello Schalke 04, in rotta con il proprio tecnico. Per comprarselo, a una quotazione tra gli 8 e i 10 milioni di euro, la Juve aveva studiato un baratto con Poulsen, ma ora sta lavorando sul prestito del difensore. Per farlo atterrare dovrebbe liberare la piazzola Grygera, richiesto nuovamente dal Fenerbache, pronto a offrire circa 4 milioni. Credendo nel brasiliano, si può anche fare. Meno la cessione di Zanetti che, quando la salute l’ha assistito, è sempre stato tra i migliori: qualcosina vorrà pur dire.

 

 
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