Ouverture , cioè apertura (in francese), è stata la parola chiave del tradizionale raduno indipendentista di Corte, in Corsica, che si è tenuto nella prima metà di agosto. Apertura al confronto tra soggetti identitari e partiti tradizionali: un’evoluzione della politica indipendentista che accomuna diversi Paesi, e tocca anche la Sardegna. È quanto riferisce la delegazione ufficiale di Irs a Corte: Andrea Faedda, Simone Maulu e Gabriella Mulas.


LA NOVITÀ Simbolo di quel concetto base è stata la partecipazione di due esponenti della destra e della sinistra francese in Corsica: Emmanuelle De Gentili, del Parti socialiste, e Laurent Marcangeli, dell’Ump. All’incontro c’erano le delegazioni dei Paesi Baschi, del Sinn Fein irlandese, della Catalogna e altri ancora, oltre ovviamente ai padroni di casa.


«Il dialogo e il confronto tra movimenti indipendentisti e i partiti tradizionali - affermano i tre rappresentanti di Irs - sta caratterizzando sempre più la fase attuale delle Nazioni senza Stato. Un processo già in forme molto avanzate in Scozia e Catalogna, e ora anche in Sardegna e Corsica».

La delegazione sarda, intervenendo alla conferenza stampa dei rappresentanti di tutte le nazioni invitate, ha fatto una riflessione sui risultati della ricerca condotta di recente dalle università di Edimburgo e Cagliari, sui temi dell’identità e dell’autonomia politica.


Secondo il sondaggio dell’ateneo cagliaritano, ci sarebbe un teorico 40% dei sardi favorevole all’indipendenza.


PROGETTO DI GOVERNO «Un dato molto incoraggiante», secondo Andrea Faedda, «che mostra una maturazione di tutta la società sarda sui temi che noi abbiamo posto e su cui occorre riflettere. Specie alla luce di ciò che sta già accadendo in realtà come Scozia, Catalogna e ora anche la Corsica, dove i temi dell’indipendenza sono andati oltre i movimenti indipendentisti. In Sardegna emerge la necessità di un progetto di governo che riesca a raccogliere quei sentimenti diffusi, un progetto aperto a chiunque creda nei concetti della sovranità».



Da L’Unione Sarda del 21 agosto 2012


Chi ha in mente zio gavino?