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  1. #1
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    Exclamation Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Campagna elettorale fasciocomunista
    Bersani, Grillo e la politica vintage





    Che la nostra politica fosse alla frutta lo sapevamo, ma l’avvio della campagna elettorale «fasciocomunista» fa rabbrividire.

    Bersani che evoca il Ventennio per apostrofare il Movimento 5Stelle, Grillo che ribatte con l’accusa al Pd di "intelligenza con il nemico" ex fascista e piduista, il centrodestra che rispolvera la parola magica «comunisti» contro il Pd che festeggia Togliatti.

    Se questo è il menù che serviranno in tavola il risultato è assicurato: siamo rovinati.





    Che la nostra politica fosse alla frutta lo sapevamo, ma l’avvio della campagna elettorale «fasciocomunista» fa rabbrividire. Bersani che evoca il Ventennio per apostrofare il Movimento 5Stelle, Grillo che ribatte con l’accusa al Pd di "intelligenza con il nemico" ex fascista e piduista, il centrodestra che rispolvera la parola magica «comunisti» contro il Pd che festeggia Togliatti. Se questo è il menù che serviranno in tavola il risultato è assicurato: siamo rovinati.

    Mentre il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, parla come se fosse il padrone della Banca centrale europea (e Angela Merkel approva),

    mentre l’italiano Mario Draghi viene definito dalla Csu come «il falsario d’Europa»,

    mentre la Corte costituzionale di Berlino deve decidere se le politiche europee vanno bene o no,

    mentre la Grecia va incontro alla bancarotta in nome di un’Europa germanizzata,

    mentre una larghissima maggioranza (72%) dei francesi vuole un referendum sul Fiscal Compact, cioè su quel trattato cheil nostro Parlamento ha votato a scatola chiusa, vincolando i governi (di destra e di sinistra) a fare manovre da 45 miliardi per i prossimi vent’anni,

    mentre la campagna elettorale americana entra nel periodo cruciale,

    mentre la nostra produzione industriale è all’ultimo posto in Europa,

    mentre il nostro prodotto interno lordo dal 2008 è al palo e il Paese è in recessione,

    mentre il debito pubblico sta per toccare la cifra record di 2mila miliardi (a giugno è a quota 1972,9 miliardi),

    mentre la disoccupazione tocca il 10,9%,

    mentre gli stipendi sono praticamente quasi fermi da 10 anni,

    mentre per un imprenditore italiano diventa più conveniente investire i propri soldi in Btp e non nella sua azienda,

    mentre intorno a noi accadono questi non trascurabili fatti,

    i partiti italiani si scambiano accuse di fascismo e comunismo.

    Abbiamo toccato il fondo?

    No, ora si comincia a scavare.


    ...


    :giagia::giagia:
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    Impossibilia nemo tenetur

  2. #2
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Ormai su POL siamo al delirio, da un lato il Brunik e dall'altro Salvo, con un pizzico di Stefaboy, qualche macchia di Proteus ed altri bananas in ordine sparso a parlare a caso.

    Tutto perché Bersani di fatto pochi giorni fa ha iniziato la campagna elettorale con la parola "fascista".
    Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.

  3. #3
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Citazione Originariamente Scritto da Medsim Visualizza Messaggio
    Ormai su POL siamo al delirio, da un lato il Brunik e dall'altro Salvo, con un pizzico di Stefaboy, qualche macchia di Proteus ed altri bananas in ordine sparso a parlare a caso.

    Tutto perché Bersani di fatto pochi giorni fa ha iniziato la campagna elettorale con la parola "fascista".




    :giagia:

  4. #4
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio



    :giagia:
    Sintetico e preciso, come sempre.
    Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.

  5. #5
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio



    :giagia:
    Scusa, mi linki il pezzo in cui Bersani dice che chi lo critica è un fascista?

  6. #6
    Il fustigatore.
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    dal Manzanarre al Reno, dall'Alpi alle Piramidi!!
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Citazione Originariamente Scritto da Llorente Visualizza Messaggio
    Scusa, mi linki il pezzo in cui Bersani dice che chi lo critica è un fascista?
    eh eh eh...me la sarei aspettata l'avvocato difensore del PD chiede le prove a giudizio,Vostro Onore linkate prego la frase incriminata,altrimenti si deve prosciogliere il Gargamella alisa Bersani dall'imputazione di "minchiata verbale"!
    Ultima modifica di kouros; 27-08-12 alle 19:02
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
    non donna di provincia ma bordello!
    Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. #7
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    Thumbs down Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Sinistra allo sfascio



    Orfani di Berlusconi, va in scena la sagra dell'insulto tra Grillo, Bersani, Di Pietro, Repubblica e il Fatto




    «Zombie». «Fascista». «Comunista». «Morto che cammina». «Bol*scevico ». «Larva».




    «Piduista». «Fallito». Che la sinistra fosse in cerca di identità lo si sapeva da tempo, che ne trovasse tante così tutte insieme era difficile da imma*ginare. Il fatto straordinario è che stavolta fanno tutto in casa, senza neanche bisogno di inventarsi al*trui macchine del fango. S’inzac*cherano che è una meraviglia, in beata solitudine, con un linguag*gio che finalmente dimostra per*ché gli scaricatori di porto, come tutti gli operai, hanno ormai da tempo voltato le spalle al partito: troppo volgare per loro. Possibile invece la prossima apertura del circolo Cambronne.

    Nome in co*dice: «Merde», ovviamente. Per stare al passo.

    Fa un po’ ridere, ma quelli che parlano questo linguaggio da Ac*cademia della Crus-cazz, così volgare che al confronto Emi*nem è Asor Rosa, sono proprio lo*ro, gli stessi che per anni si sono messi eleganti per fare capolino nei salotti chic, quelli che hanno occupato le università e i convegni intellettuali e non per*dono occasione per dare lezioni di stile.

    Quelli che «per carità non si gioca sui cognomi», l’ironia non va bene, gli sfottò sono roba della destra becera.


    Poffarbacco, guar*dali lì adesso come sono ridotti: appena aprono bocca si sparano addosso insulti come nei peggiori bassifondi delle metropoli.

    Grillo accusa il Pd di essere zombie, lar*va, morto che cammina, Bersani lo attacca chiamandolo «fascista del web»,quello gli replica dando*gli del «piduista» e del «fallito», Re*pubblica accusa il Fatto (diretto da un ex direttore dell’ Unità ) di rappresentare la «destra peggio*re » e il Fatto (ribadisco: diretto da un ex direttore dell’ Unità ) accusa Repubblica di scrivere editoriali in stile Comintern (praticamente bolscevichi staliniani).

    Ci manca solo qualcuno di sinistra che vada alla festa Democratica di Reggio Emilia urlando a squarciagola «A froci» e poi avremmo visto tutto.


    O quasi.

    Non che nella tradizione di sini*stra (checché ne dica Ezio Mau*ro) si sia mai andati leggeri con l’uso delle parole:

    dai «pidocchi sulla criniera del nobile cavallo» di Togliatti agli attacchi a Berlu*sconi ( «dittatorello», «pedofilo», «mafioso», «portasfiga», eccete*ra) in fatto di insulti non si sono fatti mancare niente.

    E anche tut*ta la celebrata comicità radical chic, dalla Littizzetto alla Gialap*pa’s, ha raggiunto livelli di turpilo*quio al cui confronto ( checché ne dica Ezio Mauro) quelli del Baga*glino sono delle dame inglesi al*l’ora del tè.

    Ma finora tutto questo carico d’odio veniva riversato al di fuori della sinistra: che fosse l’odiato capitalismo con i suoi «agenti provocatori» (come nel caso dei «pidocchi») o l’odiato mondo berlusconiano con i suoi sostenitori «fascisti» e «piduisti», l’insulto colpiva sempre un nemi*co esterno.

    Adesso è come se,all’improvvi*so, la sinistra si fosse trovata senza nemico:

    il fascismo non c’è più, Berlusconi è caduto, il berlusconi*smo annaspa, i capitalisti (ban*che e finanza) sono diventati i mi*gliori alleati del Pd.

    E allora dove ri*versare questo grande carico d’odio che evidentemente cova senza pace nelle viscere degli sconfitti dalla storia?

    Contro loro stessi.

    È evidente: non hanno altri nemici con cui prendersela. E se la prendono con se medesimi.

    Un evidente caso di autismo auto-in*sultante.

    E così, tolta la patina ele*gante che avevano indossato solo per farsi ospitare al premio Capal*bi*o e al raduno dell’Aspen Institu*te, si rivelano per quelli che sono davvero:

    violenti e beceri come nessuna destra violenta e becera saprebbe essere.

    Lo spettacolo pirotecnico (sen*za pari) è sotto gli occhi di tutti: lar*ve, zombi, fascisti, comunisti, pi*duisti, falliti...

    Non è meraviglio*so?

    La sinistra che accusa la sini*stra di essere fascista.

    E ancor di più:

    la sinistra che accusa la sini*stra di essere comunista.

    Adesso manca solo l’ultimo passo.

    E ce lo possiamo anche immaginare co*me la scena finale di un film di Nanni Moretti, in cui Bersani, Gril*lo, Travaglio, Ezio Mauro, Padella*ro e g*li altri si danno appuntamen*to per un grande dibattito, davan*ti a un chiosco di piadine dell’ulti*ma festa democratica.

    Titolo: «Chi è il più figlio di mignotta».

    E al*lora parte una raffica di insulti mi*cidiali, che vi risparmiamo per*ché il giornale potrebbe finire nel*le mani di qualche minore, fino a quando parte l’insulto finale, il più terribile di tutti: «E allora tu sei di sinistra» «Che cosa hai detto?» «Di sinistra sarai tu» «Se me lo dici un’altra volta ti querelo»...

    The end.
    ________________________________


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  8. #8
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Sinistra allo sfascio



    Orfani di Berlusconi, va in scena la sagra dell'insulto tra Grillo, Bersani, Di Pietro, Repubblica e il Fatto




    «Zombie». «Fascista». «Comunista». «Morto che cammina». «Bol*scevico ». «Larva».




    «Piduista». «Fallito». Che la sinistra fosse in cerca di identità lo si sapeva da tempo, che ne trovasse tante così tutte insieme era difficile da imma*ginare. Il fatto straordinario è che stavolta fanno tutto in casa, senza neanche bisogno di inventarsi al*trui macchine del fango. S’inzac*cherano che è una meraviglia, in beata solitudine, con un linguag*gio che finalmente dimostra per*ché gli scaricatori di porto, come tutti gli operai, hanno ormai da tempo voltato le spalle al partito: troppo volgare per loro. Possibile invece la prossima apertura del circolo Cambronne.

    Nome in co*dice: «Merde», ovviamente. Per stare al passo.

    Fa un po’ ridere, ma quelli che parlano questo linguaggio da Ac*cademia della Crus-cazz, così volgare che al confronto Emi*nem è Asor Rosa, sono proprio lo*ro, gli stessi che per anni si sono messi eleganti per fare capolino nei salotti chic, quelli che hanno occupato le università e i convegni intellettuali e non per*dono occasione per dare lezioni di stile.

    Quelli che «per carità non si gioca sui cognomi», l’ironia non va bene, gli sfottò sono roba della destra becera.


    Poffarbacco, guar*dali lì adesso come sono ridotti: appena aprono bocca si sparano addosso insulti come nei peggiori bassifondi delle metropoli.

    Grillo accusa il Pd di essere zombie, lar*va, morto che cammina, Bersani lo attacca chiamandolo «fascista del web»,quello gli replica dando*gli del «piduista» e del «fallito», Re*pubblica accusa il Fatto (diretto da un ex direttore dell’ Unità ) di rappresentare la «destra peggio*re » e il Fatto (ribadisco: diretto da un ex direttore dell’ Unità ) accusa Repubblica di scrivere editoriali in stile Comintern (praticamente bolscevichi staliniani).

    Ci manca solo qualcuno di sinistra che vada alla festa Democratica di Reggio Emilia urlando a squarciagola «A froci» e poi avremmo visto tutto.


    O quasi.

    Non che nella tradizione di sini*stra (checché ne dica Ezio Mau*ro) si sia mai andati leggeri con l’uso delle parole:

    dai «pidocchi sulla criniera del nobile cavallo» di Togliatti agli attacchi a Berlu*sconi ( «dittatorello», «pedofilo», «mafioso», «portasfiga», eccete*ra) in fatto di insulti non si sono fatti mancare niente.

    E anche tut*ta la celebrata comicità radical chic, dalla Littizzetto alla Gialap*pa’s, ha raggiunto livelli di turpilo*quio al cui confronto ( checché ne dica Ezio Mauro) quelli del Baga*glino sono delle dame inglesi al*l’ora del tè.

    Ma finora tutto questo carico d’odio veniva riversato al di fuori della sinistra: che fosse l’odiato capitalismo con i suoi «agenti provocatori» (come nel caso dei «pidocchi») o l’odiato mondo berlusconiano con i suoi sostenitori «fascisti» e «piduisti», l’insulto colpiva sempre un nemi*co esterno.

    Adesso è come se,all’improvvi*so, la sinistra si fosse trovata senza nemico:

    il fascismo non c’è più, Berlusconi è caduto, il berlusconi*smo annaspa, i capitalisti (ban*che e finanza) sono diventati i mi*gliori alleati del Pd.

    E allora dove ri*versare questo grande carico d’odio che evidentemente cova senza pace nelle viscere degli sconfitti dalla storia?

    Contro loro stessi.

    È evidente: non hanno altri nemici con cui prendersela. E se la prendono con se medesimi.

    Un evidente caso di autismo auto-in*sultante.

    E così, tolta la patina ele*gante che avevano indossato solo per farsi ospitare al premio Capal*bi*o e al raduno dell’Aspen Institu*te, si rivelano per quelli che sono davvero:

    violenti e beceri come nessuna destra violenta e becera saprebbe essere.

    Lo spettacolo pirotecnico (sen*za pari) è sotto gli occhi di tutti: lar*ve, zombi, fascisti, comunisti, pi*duisti, falliti...

    Non è meraviglio*so?

    La sinistra che accusa la sini*stra di essere fascista.

    E ancor di più:

    la sinistra che accusa la sini*stra di essere comunista.

    Adesso manca solo l’ultimo passo.

    E ce lo possiamo anche immaginare co*me la scena finale di un film di Nanni Moretti, in cui Bersani, Gril*lo, Travaglio, Ezio Mauro, Padella*ro e g*li altri si danno appuntamen*to per un grande dibattito, davan*ti a un chiosco di piadine dell’ulti*ma festa democratica.

    Titolo: «Chi è il più figlio di mignotta».

    E al*lora parte una raffica di insulti mi*cidiali, che vi risparmiamo per*ché il giornale potrebbe finire nel*le mani di qualche minore, fino a quando parte l’insulto finale, il più terribile di tutti: «E allora tu sei di sinistra» «Che cosa hai detto?» «Di sinistra sarai tu» «Se me lo dici un’altra volta ti querelo»...

    The end.

    Se urlo a qualcuno: "Sei un berlusconiano!" mi becco una querela.

  9. #9
    Il fustigatore.
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Sinistra allo sfascio



    Orfani di Berlusconi, va in scena la sagra dell'insulto tra Grillo, Bersani, Di Pietro, Repubblica e il Fatto




    «Zombie». «Fascista». «Comunista». «Morto che cammina». «Bol*scevico ». «Larva».




    «Piduista». «Fallito». Che la sinistra fosse in cerca di identità lo si sapeva da tempo, che ne trovasse tante così tutte insieme era difficile da imma*ginare. Il fatto straordinario è che stavolta fanno tutto in casa, senza neanche bisogno di inventarsi al*trui macchine del fango. S’inzac*cherano che è una meraviglia, in beata solitudine, con un linguag*gio che finalmente dimostra per*ché gli scaricatori di porto, come tutti gli operai, hanno ormai da tempo voltato le spalle al partito: troppo volgare per loro. Possibile invece la prossima apertura del circolo Cambronne.

    Nome in co*dice: «Merde», ovviamente. Per stare al passo.

    Fa un po’ ridere, ma quelli che parlano questo linguaggio da Ac*cademia della Crus-cazz, così volgare che al confronto Emi*nem è Asor Rosa, sono proprio lo*ro, gli stessi che per anni si sono messi eleganti per fare capolino nei salotti chic, quelli che hanno occupato le università e i convegni intellettuali e non per*dono occasione per dare lezioni di stile.

    Quelli che «per carità non si gioca sui cognomi», l’ironia non va bene, gli sfottò sono roba della destra becera.


    Poffarbacco, guar*dali lì adesso come sono ridotti: appena aprono bocca si sparano addosso insulti come nei peggiori bassifondi delle metropoli.

    Grillo accusa il Pd di essere zombie, lar*va, morto che cammina, Bersani lo attacca chiamandolo «fascista del web»,quello gli replica dando*gli del «piduista» e del «fallito», Re*pubblica accusa il Fatto (diretto da un ex direttore dell’ Unità ) di rappresentare la «destra peggio*re » e il Fatto (ribadisco: diretto da un ex direttore dell’ Unità ) accusa Repubblica di scrivere editoriali in stile Comintern (praticamente bolscevichi staliniani).

    Ci manca solo qualcuno di sinistra che vada alla festa Democratica di Reggio Emilia urlando a squarciagola «A froci» e poi avremmo visto tutto.


    O quasi.

    Non che nella tradizione di sini*stra (checché ne dica Ezio Mau*ro) si sia mai andati leggeri con l’uso delle parole:

    dai «pidocchi sulla criniera del nobile cavallo» di Togliatti agli attacchi a Berlu*sconi ( «dittatorello», «pedofilo», «mafioso», «portasfiga», eccete*ra) in fatto di insulti non si sono fatti mancare niente.

    E anche tut*ta la celebrata comicità radical chic, dalla Littizzetto alla Gialap*pa’s, ha raggiunto livelli di turpilo*quio al cui confronto ( checché ne dica Ezio Mauro) quelli del Baga*glino sono delle dame inglesi al*l’ora del tè.

    Ma finora tutto questo carico d’odio veniva riversato al di fuori della sinistra: che fosse l’odiato capitalismo con i suoi «agenti provocatori» (come nel caso dei «pidocchi») o l’odiato mondo berlusconiano con i suoi sostenitori «fascisti» e «piduisti», l’insulto colpiva sempre un nemi*co esterno.

    Adesso è come se,all’improvvi*so, la sinistra si fosse trovata senza nemico:

    il fascismo non c’è più, Berlusconi è caduto, il berlusconi*smo annaspa, i capitalisti (ban*che e finanza) sono diventati i mi*gliori alleati del Pd.

    E allora dove ri*versare questo grande carico d’odio che evidentemente cova senza pace nelle viscere degli sconfitti dalla storia?

    Contro loro stessi.

    È evidente: non hanno altri nemici con cui prendersela. E se la prendono con se medesimi.

    Un evidente caso di autismo auto-in*sultante.

    E così, tolta la patina ele*gante che avevano indossato solo per farsi ospitare al premio Capal*bi*o e al raduno dell’Aspen Institu*te, si rivelano per quelli che sono davvero:

    violenti e beceri come nessuna destra violenta e becera saprebbe essere.

    Lo spettacolo pirotecnico (sen*za pari) è sotto gli occhi di tutti: lar*ve, zombi, fascisti, comunisti, pi*duisti, falliti...

    Non è meraviglio*so?

    La sinistra che accusa la sini*stra di essere fascista.

    E ancor di più:

    la sinistra che accusa la sini*stra di essere comunista.

    Adesso manca solo l’ultimo passo.

    E ce lo possiamo anche immaginare co*me la scena finale di un film di Nanni Moretti, in cui Bersani, Gril*lo, Travaglio, Ezio Mauro, Padella*ro e g*li altri si danno appuntamen*to per un grande dibattito, davan*ti a un chiosco di piadine dell’ulti*ma festa democratica.

    Titolo: «Chi è il più figlio di mignotta».

    E al*lora parte una raffica di insulti mi*cidiali, che vi risparmiamo per*ché il giornale potrebbe finire nel*le mani di qualche minore, fino a quando parte l’insulto finale, il più terribile di tutti: «E allora tu sei di sinistra» «Che cosa hai detto?» «Di sinistra sarai tu» «Se me lo dici un’altra volta ti querelo»...

    The end.
    Comunque in verità vi dicohe tra questa e la politica sussurrata o politically correct non saprei proprio cosa scegliere!Voi chi scegliereste tra un cafone che grida ed un ipocrita che poi è pronto e lesto a ficcarvelo...omissis censored......iaociao:
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
    non donna di provincia ma bordello!
    Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. #10
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    Predefinito Re: Campagna elettorale fasciocomunista: Bersani, Grillo e la politica vintage

    Citazione Originariamente Scritto da kouros Visualizza Messaggio
    eh eh eh...me la sarei aspettata l'avvocato difensore del PD chiede le prove a giudizio,Vostro Onore linkate prego la frase incriminata,altrimenti si deve prosciogliere il Gargamella alisa Bersani dall'imputazione di "minchiata verbale"!
    Sì ma non ho capito dov'è che il Gargamella avrebbe dato del "fascista" ai propri contestatori.

 

 
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