Partito socialista del Reich Tedesco
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Il Partito socialista del Reich Tedesco (in tedesco: Sozialistische Reichspartei Deutschlands) è stato un partito politico della Germania Occidentale fondato dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1949, apertamente nazionalsocialista e filo hitleriano. Personalità di spicco furono Otto Ernst Remer, e Fritz Dorls.
Il SRP sostenne che Konrad Adenauer era un fantoccio degli Stati Uniti e che Karl Dönitz era l'ultimo legittimo Führer del Reich tedesco.[1] Esso ha sempre negato l'esistenza dell'Olocausto, ha affermato che gli Stati Uniti hanno costruito le camere a gas del campo di concentramento di Dachau dopo la guerra e che i filmati dei campi di concentramento erano fasulli. Il programma del partito auspicava un’Europa, guidata da un Reich tedesco unificato, "terza forza" ostile sia al capitalismo che al comunismo.
Il SRP non ha mai apertamente criticato l'Unione Sovietica,[2] perché l'Unione Sovietica ha finanziato il SRP in quanto partito anti-americano e pro-sovietico. Il Partito Comunista di Germania, d'altro canto, non ha ricevuto fondi dai sovietici perché era considerato "inefficace".[3] Remer disse apertamente che se l'Unione Sovietica avesse mai invaso la Germania, avrebbe mostrato ai russi la strada verso il Reno e che i membri del SRP avrebbero aiutato i russi, fornendogli armi.[4]
Il SRP aveva circa diecimila membri e ha conquistato 16 seggi in Bassa Sassonia, inoltre possedeva un'organizzazione paramilitare, il Reichsfront. Il Partito in seguito è stato bandito nel 1952 dalla Corte costituzionale della Germania Occidentale.
La sua eredità è stata raccolta dal Partito nazionaldemocratico tedesco.




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