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Discussione: Ritorno alla Terra

  1. #1
    Ghibellino
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    Predefinito Ritorno alla Terra

    di Jost
    Un idealista nordamericano predica il ritorno alla campagna



    Sul finire degli anni 60 ero appena ritornato da due missioni consecutive di impegno militare negli accidentati altopiani montuosi del Vietnam del sud. La California si era trasformata in un luogo molto differente da quello che avevo lasciato, e due anni di isolamento nelle giungle asiatiche non mi avevano preparato a quello a cui ero tornato. Mi ritrovai improvvisamente in un mondo alieno di capelli lunghi e barbe, droghe e promiscuità sessuale, disobbedienza civile e cecità del problema razziale. Era il tempo degli “Hippies”, del “do your own thing” e l’incoraggiamento a “mollare” la società.

    Per un po’ rimasi in stato di shock ma come iniziai a normalizzarmi, iniziai ad ascoltare ed osservare, cestinai la maggior parte di questa filosofia “new age” come infantilismo privo di senso. Comunque, i due anni passati nella giungla mi avevano provvisto di uno sguardo differente nei confronti della vita. Potevo ora vedere l’egoismo e materialismo nel quale la razza bianca era affondata, e provai qualche simpatia per i miei fratelli di razza capelloni. Mi intrigava specialmente l’idea di distruggere il sistema tramite la non-partecipazione, e questo è sempre rimasto in un angolo della mia mente.

    All’inizio dei primi anni 70 vi era un movimento crescente tra questi esclusi sociali per un “ritorno alla terra”, sollecitando l’auto-sufficienza, la liberazione dal supporto della società moderna, vivere semplicemente come i nostri antenati. Il loro pionierismo in questo campo ha reso al nostro folk un servizio inestimabile. Intorno alla metà dei 70 mi ero arreso nel provare ad esser parte del sistema urbano economico e sociale. Già potevo osservare il crescente potere politico dei non bianchi e l’indifferenza e crescente materialismo della maggioranza bianca.

    Non intravedendo alcuna reale alternativa, radunai la mia famiglia e ritornai alla terra. Là, scoprii un intero nuovo mondo, una condotta di vita migliore e più naturale ed un destino ariano! Nelle isolate montagne della California del nord, vi era già un numero di individui e famiglie, molti forniti di un’educazione da college, che si erano ritirati dalle città e avevano iniziato una nuova vita di autosufficienza. Erano tutti permeati di un idealismo antisistema che era diretto discendente dei giorni di gloria del movimento hippy.

    La loro filosofia di vita era una combinazione di politica di sinistra, religione orientale, Robin Hood e fratellanza, così come una tolleranza nei confronti delle droghe che alla fine condusse ad una distruzione prematura del movimento. Ciononostante, questi rifugiati urbani avevano condotto uno sbalorditivo insieme di ricerche, ed un gran numero di applicazioni pratiche nel campo dell’auto-sufficenza agricola. Avevano imparato a costruire i loro semplici rifugi, qualsiasi cosa che và dalla casetta di legno alle yurte. Avevano imparato le tecniche della coltivazione organica, allevamento animale, e lavorazione casalinga dei cibi.

    Avevano fatto rivivere le arti delle levatrici, la medicina erboristica, e tecniche di auto-sufficienza quali quelle della lavorazione del cuoio. Nello spirito di essere anti-sistema avevano riposto grandi sforzi nell’ autoproduzione, ed ottenuto notevoli progressi nell’area del lavoro a domicilio. Disdegnavano le corporations e conducevano i loro affari esclusivamente tramite negozi di seconda mano e piccoli commerci. Ottennero grandi risultati avviando un’educazione alternativa per i loro figli. Con la crescita del loro numero iniziarono a manifestare un reale spirito di comunità e Folk.

    Questi pionieri contemporanei erano felici di dare aiuto ad ogni nuovo giunto e così spesi i due anni successivi imparando i molti mestieri dell’autoproduzione e dell’auto-sufficienza. Per i primi pochi anni la nostra famiglia visse all’interno di casette grezze, fienili ed anche tepee (tipica tenda degli indiani d’America, ndT). Tagliavamo legna per il fuoco con vecchie seghe a mano, utilizzavamo erbe medicinali, coltivavamo giardini organici ed imparammo a produrre il nostro stesso cibo.

    La nostra vita era semplice epperò più ricca che mai. Il lavoro estivo era duro ma vi era sempre un gran momento ricreativo sull’ansa balneabile del fiume dove diversa gente locale da tutte le creste montuose si sarebbe radunata per riposarsi e stare al fresco. Alla pari dei nostri antenati pre-cristiani dell’antichità, essi non portavano la zavorra del puritanesimo cristiano. Non trovavano alcunchè di malvagio o sporco nel corpo umano, e nuotavano o restavano al sole in modo naturale senza indossare costumi o altri indumenti. L’inverno era il momento per gustare i frutti del lavoro estivo.

    Ci univamo ad altre famiglie in casette rustiche tutte intorno alla montagna, sedendoci intorno al forno a legna, aggiustando vari utensili, osservando la pioggia e la neve e pianificando i lavori di routine per la prossima staagione. Ma questi pionieri fallirono nel comprendere l’importanza della disciplina nei confronti del loro stesso idealismo e successo di autonomia. Fallirono su larga scala nel trasmettere qualsiasi cosa ai loro figli. Optarono per un permissivismo di matrice giudaica. La progenie del movimento può esser vista quie là in tutta l’area – una gioventù senza scopi, indisciplinata, utilizzatrice di droghe.

    La vera fine giunse con l’ascesa della coltivazione di marijuana. Gli ideali iniziarono a svanire con la tentazione di grandi quantità di denaro facile. Il materialismo e la più vasta disponibilità di droga distrussero lo spirito e l’idealismo della comunità. Oggi, le montagne stanno attendendo per un nuovo movimento di “Ritorno alla Terra”, uno imbevuto di sincero idealismo ed una filosofia schiettamente spirituale. Questa volta non saranno le pressioni del materialismo della middle class bianca che daranno impulso a ciò. Questa volta sarà l’incredibile pressione di una massa non-bianca di immigrati, e la cittadinanza di seconda classe dei bianchi.

    Tutti gli elementi per edificare una comunità, un Folk ariani sono presenti. I tempi sono maturi. Non vi è futuro per la gioventù bianca nelle città. Le città stanno divenendo sempre più non-bianche. Economicamente, diviene sempre più difficile sopravvivere in città. Il sistema sociale welfare è progressivamente sempre più anti-bianco. Le scuole sono estremamente anti-bianchi. Oggi, la gioventù ariana priva del diritto di voto inizia a risvegliarsi. Il movimento skinhead è una reazione al crescente terrorismo non-bianco, e alla indifferenza dei bianchi.

    Mi addolora il vedere la nostra gioventù marcire nelle prigioni governative per aver fracassato un paio di teste degenerate in un tentativo futile di lottare contro l’oppressione crescente. Quanto sarebbe più utile indirizzare le loro energie nel costruirsi un proprio podere, ed infine una comunità ariana, fuori nelle non ancora colonizzate montagne selvagge. Vi è ancora una buona quantità di terra libera in questo paese, e sebbene non sia più così facile come poteva esserlo un tempo, è ancora possibile vivere lì semplicemente, in modo spartano, e ragionevolmente indipendenti.

    E’ ancora possibile stabilire comunità che sono largamente indipendenti dal sistema ufficiale. Perchè non recuperare il vecchio slogan hippy di “tirarsi fuori” ed iniziare a distruggere questo sistema anti-bianco tramite la non partecipazione? Così come Adolf Hitler sostenne il “Drang nach Osten” (l’acquisizione e colonizzazione delle vaste e non civilizzate terre nell’est Europa), noi sosteniamo un nuovo movimento ariano di Ritorno alla Terra.

    Noi abbiamo fiducia che Volksberg, il nostro podere di famiglia sulle montagne isolate del nord della California, servirà come esempio, un’alternativa percorribile per coloro che sono responsabili ed indipendenti nel nostro Folk, per iniziare una nuova vita, una semplice, gioiosa, vita ariana, in contatto con la natura e lontano dalla degenerazione dei pozzi neri urbani. Con l’aumentare e crescere del nostro Folk, noi speriamo di fornire un destino concreto agli ariani:

    Ritorno alla Terra!
    Ritorno alla Terra « Corrente 88
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  2. #2
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    Interessante questo articolo e la proposta di questo americano, anche se resto dell'idea che se indispensabile ripensare radicalmente il sistema di sviluppo sia piuttosto arduo pensare seriamente che sia possibile tornare ad una società agricola.

  3. #3
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    Bella e nitida testimonianza.
    Gli States sono vasti e c'è molto spazio per tentare esperimenti di quel tipo.

  4. #4
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    Citazione Originariamente Scritto da CON LA PALESTINA Visualizza Messaggio
    Interessante questo articolo e la proposta di questo americano, anche se resto dell'idea che se indispensabile ripensare radicalmente il sistema di sviluppo sia piuttosto arduo pensare seriamente che sia possibile tornare ad una società agricola.
    Alla società agricola ci torneremo a calci in culo, con le cattive.

  5. #5
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    L'Italia è in deficit di suolo agricolo


    di Daniela Sciarra - 30/08/2012

    Fonte: il cambiamento




    L’Italia consuma più di quanto il proprio suolo agricolo è in grado di produrre. Il nostro Paese ha infatti un deficit di suolo agricolo di quasi 49 milioni di ettari e riesce a coprire poco più dei consumi di tre italiani su quattro. La prima causa di questa perdita è la cementificazione.



    Il nostro Paese ha un deficit di suolo agricolo di quasi 49 milioni di ettari
    Respingere l’abbandono dell’agricoltura, ma soprattutto impedire la perdita di suolo e bloccare la cementificazione sono gli obiettivi che l’Italia deve darsi per tutelare il comparto agricolo. Obiettivi che dovrebbero ritrovarsi nelle politiche europee, in primis nella PAC (la Politica Agricola Comune) e quindi nei nuovi Piani di sviluppo rurale che condizioneranno il modo di fare agricoltura in Italia nei prossimi anni. Uno dei principali punti deboli del settore resta sempre la diminuzione della superficie agricola utilizzata (SAU).

    Dagli anni Settanta la superficie - che comprende seminativi, orti familiari, arboreti e colture permanenti, prati e pascoli - è diminuita del 28%. Tra il 1971 e il 2010 si è ridotta di 5 milioni di ettari, passando da quasi 18 milioni di ettari a poco meno di 13: una superficie pari a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme.

    A rilevarlo è il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali nel dossier Costruire il futuro: difendere l'agricoltura dalla cementificazione realizzato con la collaborazione di Inea, Ispra e Istat. Ad avere la peggio sono i terreni dedicati a seminativi e prati permanenti, da cui provengono i prodotti di base dell'alimentazione degli italiani: pane, pasta, riso, verdure, carne e latte.

    L’altra questione che viene messa in evidenza in questo studio è che mentre la superficie agricola utilizzata diminuisce, la popolazione aumenta.


    La prima causa della perdita di suolo agricolo è la cementificazione e in generale la copertura del suolo con materiali come cemento, metallo, vetro, asfalto
    Se fino ad oggi è stata sostenuta la tesi secondo cui la meccanizzazione forzata, lo sfruttamento di risorse e l’aumento della produzione sono le soluzioni più efficaci per sostenere l’agricoltura e per rispondere alla domanda di cibo (negli anni '50 un ettaro di terreno a frumento produceva circa 1,4 tonnellate di prodotto, oggi ne produce 4), il ricorso massiccio ad input esterni non si è tradotto in un effettivo vantaggio competitivo.

    Come se non bastasse, la continua perdita di terreno agricolo porta l'Italia a dipendere sempre più dall'estero per approvvigionarsi di risorse alimentari basilari. L'Italia attualmente produce circa l'80-85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno degli abitanti. In pratica copre poco più dei consumi di tre italiani su quattro: appena del 33% per quanto riguarda le leguminose, del 34% per lo zucchero, del 69% per le patate, del 64% per il latte e del 72% per le carni. Meglio il riso (274%), frutta fresca (126%), ortaggi (103%) e pomodoro (181%) e uova (101%).

    In pratica l'Italia consuma più di quanto il proprio suolo agricolo è in grado di produrre: è quanto emerge dall'analisi del deficit di suolo agricolo, indicatore messo a punto dal Sustainable Europe Research Institute di Vienna. In base a questo studio si considera deficitario un Paese in cui il terreno agricolo utilizzato è inferiore per estensione a quello necessario per coprire i consumi della popolazione. E l'Italia ha un deficit di suolo agricolo di quasi 49 milioni di ettari: per coprire i consumi della propria popolazione avrebbe bisogno di 61 milioni di ettari di terreno agricolo utilizzato, mentre la superficie attuale supera appena i 12 milioni.

    La prima causa della perdita di suolo agricolo è la cementificazione e in generale la copertura del suolo con materiali come cemento, metallo, vetro, asfalto. Secondo il Rapporto annuale Istat 2012, le superfici edificate in Italia coprono il 6,7% del territorio nazionale. La Pianura padana, ovvero l'area agricola più vasta e produttiva della Penisola, ha una percentuale media di superfici edificate pari al 16,4% del territorio.




    http://www.ariannaeditrice.it/artico...articolo=43900
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  6. #6
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Alla società agricola ci torneremo a calci in culo, con le cattive.
    Difficile. Al massimo ci faranno precipitare le masse, fidati che la casta che governa il pianeta, tecnocrati e banchieri faranno di tutto per mantenere e ancor più aumentare il loro tenore di vita.

    I privilegi conquistati, tutti i prodotti di tecnica e scienza, le grandi evoluzioni avute in tutti i settori del lavoro industriale, la stessa informatica...quanti ci rinuncerebbero? Nessuno.

    Non dimentichiamoci che stiamo utilizzando tutti un computer e che la rete internet ci è stata "gentilmente" (eufemismo) concessa da chi aveva ulteriore interesse a controllare tutto e tutti. Altrimenti si sarebbero tenuti per sè una conquista come quella dell'informatica e dei computer (i pc esistevano già nell'immediato dopoguerra utilizzati per uso militare e di spionaggio industriale e a livello governativo, se sono stati dati alla massa-pecorona un motivo ci sarà no?).
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  7. #7
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    Citazione Originariamente Scritto da CON LA PALESTINA Visualizza Messaggio
    Difficile. Al massimo ci faranno precipitare le masse, fidati che la casta che governa il pianeta, tecnocrati e banchieri faranno di tutto per mantenere e ancor più aumentare il loro tenore di vita.

    I privilegi conquistati, tutti i prodotti di tecnica e scienza, le grandi evoluzioni avute in tutti i settori del lavoro industriale, la stessa informatica...quanti ci rinuncerebbero? Nessuno.

    Non dimentichiamoci che stiamo utilizzando tutti un computer e che la rete internet ci è stata "gentilmente" (eufemismo) concessa da chi aveva ulteriore interesse a controllare tutto e tutti. Altrimenti si sarebbero tenuti per sè una conquista come quella dell'informatica e dei computer (i pc esistevano già nell'immediato dopoguerra utilizzati per uso militare e di spionaggio industriale e a livello governativo, se sono stati dati alla massa-pecorona un motivo ci sarà no?).
    Ovvio che per loro si terranno il mega-benessere e lo incrementeranno. La decrescita inevitabile la subiremo giusto noi. Le risorse stanno diminuendo, l' attività sismica correlatamente all' attività solare e al cambiamento del campo magnetico terrestre sta crescendo, l' impronta dei processi industriali ha devastato il pianeta e manca lo spazio per buttare le scorie; stanno infatti avviando un processo di decrescita dell' economia per questi motivi.
    Riguardo l' informatizzazione, credo che gli illuminati o come cacchio si vogliano denominare, siano propensi per ragioni di controllo sociale e mentale a tenere la tecnologia informatica diffusa su larga scala, la fattibilità di ciò dipende dalla disponibilità di "terre rare" nel sottosuolo e altri minerali non molto diffusi.

  8. #8
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    Concordo in tutto, e poi se si dà un'occhiata agli ultimi andamenti delle vendite nel settore del lusso,si vede che sono in costante ascesa.

    Citazione Originariamente Scritto da CON LA PALESTINA Visualizza Messaggio
    Difficile. Al massimo ci faranno precipitare le masse, fidati che la casta che governa il pianeta, tecnocrati e banchieri faranno di tutto per mantenere e ancor più aumentare il loro tenore di vita.

    I privilegi conquistati, tutti i prodotti di tecnica e scienza, le grandi evoluzioni avute in tutti i settori del lavoro industriale, la stessa informatica...quanti ci rinuncerebbero? Nessuno.

    Non dimentichiamoci che stiamo utilizzando tutti un computer e che la rete internet ci è stata "gentilmente" (eufemismo) concessa da chi aveva ulteriore interesse a controllare tutto e tutti. Altrimenti si sarebbero tenuti per sè una conquista come quella dell'informatica e dei computer (i pc esistevano già nell'immediato dopoguerra utilizzati per uso militare e di spionaggio industriale e a livello governativo, se sono stati dati alla massa-pecorona un motivo ci sarà no?).

  9. #9
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    Predefinito Re: Ritorno alla Terra

    Gli acquisti dei beni di lusso sono in costante ascesa perchè i ricchi diventano sempre più ricchi.
    Sono in calo gli acquisti di auto, abbigliamento e alimentari, perchè questi invece sono cose che comprano anche le persone comuni, che hanno sempre meno soldi.

 

 

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