Il candidato vicepresidente è notoriamente a favore di una privatizzazione totale, che si estenderebbe perfino al Medicare, cioè l'assistenza sanitaria per gli over-65oggi gestita dallo Stato.
(...) secondo lui anche quel pezzo di Welfare State è avviato al disastro... sul modello dei paesi europei.
Obama trasformerebbe l'America in una nazione sull'orlo del default come la Grecia o l'Italia, secondo Ryan. "Questo presidente ha ereditato un bilancio con la tripla AAA, e oggi la solvibilità del paese è a rischio. E' una presidenza alla deriva, ha accumulato il più alto debito della storia. In Europa il debito pubblico spinge intere nazioni al collasso, e Obama non fa nulla per evitarci lo stesso destino: continua a spendere soldi che non abbiamo".
Il suo discorso ha toccato le corde più care alla platea repubblicana, esaltando il ruolo dei piccoli imprenditori. Ryan ha ripreso la polemica che è il leitmotiv di tutta la convention: l'attacco ad una frase recente di Obama che ha ricordato come le grandi imprese "non si sono fatte da sole, ma hanno avuto bisogno di un sostegno dello Stato" (nella costruzione delle infrastrutture, nell'istruzione e nella ricerca). La risposta di Ryan: "I piccoli imprenditori, i padroncini dei ristoranti, delle tintorie e delle palestre, che lavorano sette giorni alla settimana, ora si sentono dire che il merito è tutto dello Stato". Ovazioni entusiaste della sala. "Siete voi, siamo noi che abbiamo costruito questa ricchezza".
Repubblicani, è la notte di Paul Ryan "12 milioni di posti di lavoro in 4 anni" - Repubblica.it




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