
Originariamente Scritto da
psico
05/12/2012
Portano al sud Italia e al Medioriente i geni della popolazione di Illegio di Tolmezzo
di David Zanirato
Portano al sud Italia e al Medioriente i geni della popolazione di
Queste le prime indicazioni infatti che sono emerse dalle analisi effettuate sui residenti della frazione tolmezzina, inclusi all’interno del progetto del Parco genetico del Friuli Venezia Giulia, che dal 2008 sono passati sotto i raggi X dell’equipe interdisciplinare composta da membri del Burlo Garofolo di Trieste, del Consorzio di Biomedica molecole, dell’Area Science Park e dell’Ateneo triestino.
I primi dati sono stati illustrati giovedì sera alla stessa popolazione, durante un’assemblea pubblica molto partecipata alla quale hanno presenziato anche il sindaco di Tolmezzo Dario Zearo, l’assessore alla sanità Mario Cuder ed il consigliere comunale Marino Iob.
“E’ stata una serata molto positiva – commenta il dottor Paolo Gasparini, medico genetista dell’Università di Trieste – la nostra relazione, che è andata ad inserire i circa 2,5 milioni di geni isolati per individuo, all’interno di una mappa genetica condivisa a livello internazionale, ha fatto emergere alcune particolari tipologie di geni riscontrabili solo in popolazione del sud Italia e del Medioriente; ad udire questa comunicazione diversi cittadini di Illegio sono rimasti entusiasti ed hanno subito iniziato ad ipotizzare collegamenti con l’origine dei due cognomi principali ovvero Iob e Scarsini, rievocando racconti degli anziani che in qualche circostanza mettevano in relazione il ceppo locale con le aree del sud Italia”.
Alla mappatura aderirono tre anni fa circa 170 persone sui 360 residenti, la frazione fu scelta all’interno del progetto (assieme a Resia, Sauris, Vito d’Asio, San Martino del Carso, Clauzetto ed Erto-Casso) perché furono riscontrati alcuni elementi particolari, come la forte anemia che colpiva la popolazione.
“Ora ci sarà un nuovo step – prosegue Gasparini - ritorneremo in paese dal 9 al 18 dicembre per una nuova campionatura, sperando che l’interesse emerso faccia coinvolgere anche altri paesani; cercheremo altri fenotipi, abbiamo esteso l’analisi al gusto e quindi faremo assaggiare particolari cibi, quindi analizzeremo anche l’olfatto, la capacità di discriminare i colori, un check up nutrizionale e cardiologico”.
In questi giorni poi si sta ultimando anche una nuova rilevazione per quanto riguarda i residenti di Sauris. Al termine di questo ulteriore giro verrà promosso un evento a Udine durante il quale si farà il quadro completo a livello regionale. Con questo progetto infatti si ambisce ad ottenere notevoli ricadute dal punto di vista assistenziale ed applicativo con considerevoli risvolti anche dal punto di vista delle ricerca industriale.
Il dottor Paolo Gasparini, medico genetista dell’Università di Trieste, ha dichiarato:
“La nostra relazione, che è andata ad inserire i circa 2,5 milioni di geni isolati per individuo, all’interno di una mappa genetica condivisa a livello internazionale, ha fatto emergere alcune particolari tipologie di geni riscontrabili solo in popolazioni del sud Italia e del Medioriente; ad udire questa comunicazione diversi cittadini di Illegio sono rimasti entusiasti ed hanno subito iniziato ad ipotizzare collegamenti con l’origine dei due cognomi principali, ovvero Iob e Scarsini, rievocando racconti degli anziani che in qualche circostanza mettevano in relazione il ceppo locale con le aree del sud Italia”.
NB: essendo quest’ultimo un estratto da un articolo di giornale, mancano certe importanti specificazioni. Con la menzione generica di Medioriente non s’intende certo che degli italiani siano simili alle popolazioni mediorientali d’epoca storica, ma si fa riferimento alla ben nota presenza d’un substrato comune in Italia e in Medioriente risalente ad epoca preistorica, dovuto all’avvento del neolitico in Europa tramite movimenti di popolazione originaria della Mezzaluna fertile, dove si sarebbero però in epoca storica assestate popolazioni semitiche che nulla c’entrano con noialtri.
Così, circa la distribuzione degli aplogruppi nella Penisola, Capelli et al. (2006) sostiene con interessanti supporti archeologici che la variazione non è affatto casuale ma ordinata secondo quello che definisce proprio un cline riflettente un incontro avvenuto tra gli originari abitanti dell'Europa di età mesolitica ed un massiccio flusso anatolico (e prima mediorientale) legato all'arrivo del neolitico in Europa e quindi alla diffusione delle tecnologie agricole a questo connesse. Tutti i campioni italiani analizzati da Capelli et al. (2006) mostrano un certo grado di apporto di geni legati al flusso in questione, risultando più elevati nei campioni provenienti dal sud, da cui le tecnologie agriculturali importate da quel movimento di popolazione sarebbero naturalmente partite: in Puglia, Calabria e nella Sicilia orientale la tecnologia neolitica apparve 9000 ybp, quindi raggiunse il Centro Italia e il nord-est mille anni dopo; infine, 6500 ybp, il resto dell'Italia. La variazione degli aplogruppi lungo l'asse sud-nord si spiega dunque principalmente secondo tale demic diffusion model legato all'avvento del neolitico che è all'origine dell'identità genomica italiana. Ciò viene confortato da Onofri et al. (2008), laddove si scopre il lineage relativo all'aplogruppo J2 essere sorprendentemente omogeneo nei due settori considerati, sud e centro-nord.
Qui si può leggere il comunicato stampa, dove si appronta la mappatura e si danno i risultati in modo molto sintetico e con linguaggio divulgativo:
http://www.comune.resia.ud.it/upload...a_finale-1.pdf
Cosa abbiamo scoperto su..
Illegio
Sembra una popolazione con origini diverse dalle altre
In alcune analisi risulta simile ad alcune popolazioni del
Sud Italia/Spagna
Sono necessarie ulteriori analisi per approfondirne
meglio l’origine
QUINDI SECONDO I RICERCATORI SCIENTIFICI GLI ABITANTI DI QUESTE DUE POPOLAZIONI AVREBBERO PARENTELE GENETICHE CON I TERRONI E GLI ARABI.
DA NOR A SUDDE TUTTI FRATELLI ETNICI.