I passi dell`ispettore della polizia penitenziaria ci precedono, svoltiamo a sinistra del lungo corridoio, ancora a sinistra, i soffitti sono alti, un altro corridoio, questa volta interrotto da una parete di sbarre, dal basso verso l`alto, da sinistra verso destra, sbarre. L`ispettore inserisce le chiavi nella serratura per aprire una porta in quel muro di ferro. Voci inusuali per un carcere, persone inusuali per un carcere, attratte dal rumore delle chiavi, si fanno sentire e, venendo fuori dalle loro “stanze”, si fanno vedere. La luce al neon illumina i loro occhi che sono grandi; le loro voci sono sottili; le loro mani, aggrappate alle sbarre in attesa che quella porta venga aperta, arrivano alle mie ginocchia. Urla di giochi. Sono i bambini detenuti, tutti con meno di tre anni. Carcere di Sollicciano, Firenze, Italia 2009. Entriamo, con Rita Bernardini, in visita ispettiva in uno dei “nidi” delle carceri italiane dove sono detenuti i bambini insieme alle loro mamme. Loro, i bambini, ovviamente non hanno colpe, se non quella della sfortuna; noi invece, come cittadini liberi, abbiamo delle responsabilità. I colori dei disegni appesi ai muri, o di un cartoncino sul quale sono incollate delle fotografie di qualche momento di serenità non fanno altro che aumentare il contrasto con un ambiente grigio, chiuso, che la buona volontà degli operatori penitenziari non potrà mai rendere adatto a dei piccoli: è un carcere, un luogo, da sempre, di espiazione delle pene. Veniamo subito assaliti. Rita dalle mamme, alle quali spiega che, da Parlamentare Radicale, si sta occupando del problema dei “nidi”, con una proposta di legge che prevede delle strutture detentive non interne al carcere, sicure, ma adatte ai bambini, con personale specializzato e luoghi accoglienti e idonei ad assicurare una permanenza a degli “ospiti” speciali: sì, perché i bambini sono tutti speciali, figli nostri o figli di altri, bianchi, neri e persino “zingari”. lo mi occupo di loro: sono sei e ciascuno vuole attirare la mia attenzione, c`è chi usa come arma la propria timidezza, altri la sfrontatezza che, da adulti, difficilmente si conserva. Non indosso “un`uniforme”, che in carcere è invece “divisa”, cioè divide e crea visivamente un muro tra agenti della polizia penitenziaria e detenuti, soprattutto se bambini. Siamo la novità della giornata. Le mamme piangono la loro disperazione ed i bambini, quelli che hanno in braccio, le guardano con occhi smarriti ed impauriti, mi avvicino e degli occhioni scuri che avevo già visto, sono in braccio ad una donna rom, circondati da una cascata di capelli castani, su un corpo minuto di non più di 55 centimetri vestiti di abiti logori, mi fissano, un sorriso, le braccine che si protendono nello stesso istante ed in un attimo, questa “bambina detenuta” è in braccio a me. Mi torna in mente “Essere senza destino”, di Icore Kertesz, la storia di Gyurka, un bambino che, all`apparenza, era riuscito a metabolizzare e far diventare `un mondo normale`, il suo unico possibile, quello dei campi di concentramento. La visita al “carcere dei bambini” di Sollicciano si conclude, mi piego sulle ginocchia per far scendere la piccola, lei scende, ma subito dopo rialza le braccia, le dico che devo andare via ed allora alza le braccia con ancora più forza, ma devo andare via. Abbassa lo sguardo delusa, chissà quante volte sarà stata delusa dai grandi. Attraversiamo il muro di ferro e la direttrice ci informa di un progetto, già pronto, che prevede la ristrutturazione di una vicina villetta dove le mamme ed i bambini potrebbero essere ospitati in un ambiente adatto alla loro permanenza, ma mancano i soldi, aggiunge, «stiamo cercando fondi dagli enti locali e dal ministero, da molto tempo». Proviamoci, anzi riusciamoci a trovare questi soldi, a far approvare questa legge, con i Radicali, con Radio Carcere, sarà una buona politica, sarà un buon servizio.

da www.radicali.it , tratto da il Riformista dell’ 8 aprile 2009


Se volete contribuire a tenere alta questa notizia votate OK qui , dal gruppo Laici di Oknotizie:

http://laici.oknotizie.virgilio.it/g...a54000448870d2