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Discussione: Indipendenza... e poi?

  1. #151
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da Faria Visualizza Messaggio
    Mite, puoi chiedergli della navi a vapore interamente progettate e costruite a napoli da ingegneri duosicliani? a me non rispondono
    eccoti accontentato! E ora chiedi scusa.

    eccola qui la nave costruita INTERAMENTE (anche il motore a vapore) A NAPOLI !!!!!

    Costruita tra il 1849 ed il 1851 nei cantieri di Castellammare di Stabia per conto della Real Marina del Regno delle Due Sicilie, l’unità era in origine armata con dieci pezzi d’artiglieria, tutti a canna liscia: un cannone da 117 libbre, uno da 60 libbre, 4 obici Paixahans da 30 libbre ed altrettanti cannoni da sbarco in bronzo da 12 libbre[1]. La macchina a vapore, una motrice alternativa a bassa pressione della potenza di 300 CV, prodotta nelle Officine di Pietrarsa, rendeva il Fieramosca la prima nave munita macchina a vapore costruita interamente in Italia[1].

    Ettore Fieramosca (pirofregata) - Wikipedia


    guardate che bellaaaaaaaa:


  2. #152
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Mi consenti di commentare la notizia ?...allora, è tutto falso, i cantieri di Castellammare non esistono, la nave in questione non esiste, il disegno lo hanno fatto dei terroni come te per falsificare la notizia su ordine della mafia massonica cattofascista di sinistra, le Officine di Pietrarsa sono vicino Bergamo e il Fieramosca giocava nel Padova di Rocco, e non possedeva navi di alcun tipo. E tu sei il solito terrone che se non ci fossi tu e gli altri, ora al nord andrebbero tutti in Ferrari. Terun ....
    Non rispondo agli idioti, ai razzisti, ai ritardati, alle persone volgari, agli eunuchi e ai provocatori.


  3. #153
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da Il Mite Visualizza Messaggio

    ...Un popolo senza memoria storica finisce con il votare, e rivotare, proprio questa classe politica...
    E una delle colpe che riconosco al popolo meridionale.
    E’ bene capire se chi si presenta alle elezioni, oltre a dire che tutto il vecchio fa schifo, ha una minima idea di quale sia l’ indirizzo economico idoneo a farci uscire dal buio.
    In molti credono nella morte delle ideologie. Siamo certi di essere più liberi? Siamo certi di scegliere coerentemente l’idea economica e politica che più ci piace o scegliamo uno che urla più dell’altro? Le ideologie, la destra, la sinistra, sono superate? Sembra che il mondo non si divide più in comunismo e capitalismo ma in chi crede nell’austerità in economia e chi persevera in una visione neo-Keynesiana.
    Austerità e recessione o incremento nell’offerta di moneta affinché diminuisca la disoccupazione? Siamo liberi dai limiti dell’ideologia, ma la libertà va gestita tramite la conoscenza altrimenti diventa un caos dove chiunque può improvvisarsi “capo”.



    Citazione Originariamente Scritto da Il Mite Visualizza Messaggio

    (hai presente i libri di Carmine Abate?)
    Sempre, non è “per sempre”
    “…Per sempre è un’espressione effimera che racchiude la nostra voglia caparbia di perdurare nel tempo. Non esiste nulla per sempre, a parte le cose tangibili, ritenute erroneamente inanimate, come le pietre di fiumara, le montagne della Sila, il mare nostro, il vento. Per sempre è la collina del Rossarco…”


    Ed io che da siciliano, pur avendo lavoro, casa (e case) in Sicilia, ho voluto costruirmi i miei eremi fra le montagne della Sila e le burrasche del mare di Scilla.
    A volte mi incontro con qualcuno dei miei figlioli nella grande baita in Sila, loro vengono giù (raramente) o dalle coste della Francia del nord, o dal cielo plumbeo meneghino, arrivano a Lamezia via Fiumicino, qualche caritatevole zio cosentino li preleva e li accompagna su per la montagna, ed io son già lì, venuto su dal giorno prima ad accendere il fuoco del camino in inverno, e con l’arrosto di cinghiale della vicina trattoria “da Fulvio” ordinato la mattina, tenuto caldo per loro. E’ bello incontrarli, abbracciarli, sentire le loro voci calme, guardarli a lungo mentre fuori è il silenzio “assordante” della neve alta, temendo il momento, dopo 2 o 3 giorni che ripartiremo tutti, loro a nord ed io a sud.
    E le fin troppo brevi estate a Scilla, 15 giorni di stacco e via, di nuovo a “laurà” per pagare le pensioni anticipate ai bocciofili nordici.


    …gli Arcuri, non tradiscono mai le loro radici, si chiedono promesse, si tramandano segreti, giurano di resistere in nome della libertà e dell'onestà.
    Come posso non amare Carmine Abate e la Calabria?
    “…il vero nemico della società, il razzismo, la barriera più grande che esiste al mondo e che cerca di dividere gli uomini, motivo d'incomprensione e d'incomunicabilità tra questi ultimi. I temi dell'odio e dell'intolleranza…”



    Citazione Originariamente Scritto da Il Mite Visualizza Messaggio

    Ma se poi comincio a raccontarmi grosse stronzate sui briganti eroi
    Non ho la visione di briganti eroi, e penso che fenomeni di cosiddetto “brigantaggio” esistessero al sud ben prima del processo unitario, e non solo al sud.
    Penso però che una qualche forma di ribellione, o di resistenza armata o come la si voglia definire, nel decennio 1861-1870 nei territori meridionali si sia effettivamente manifestata e che non si sia trattato di un fatto secondario, non lo dico io…:
    “Pare non bastino sessanta battaglioni per tenere il Regno. Ma, si diranno, e il suffraggio universale? Io non so niente di suffraggio, so che al di qua del Tronto non ci vogliono sessanta battaglioni e di là si. Si deve dunque aver commesso qualche errore; si deve quindi o cambiar principi o cambiar atti e trovar modo di sapere dai napoletani, una buona volta, se ci vogliono si o no. Agli italiani che, rimanendo italiani, non vogliono unirsi a noi, non abbiamo diritto di dare archibugiate – MASSIMO D’AZEGLIO – ”

    “La guerra contro il brigantaggio, insorto contro lo Stato unitario, costò più morti di tutti quelli del Risorgimento. Abbiamo sempre vissuto si dei falsi: il falso del Risorgimento che assomiglia ben poco a quello che ci fanno studiare a scuola – INDRO MONTANELLI – ”

    Se poi si vuole a tutti i costi derubricare tutto al rango di: “fenomeno del brigantaggio nelle province meridionali”, lo si faccia pure, ma non mi si dica che si parla di Storia.



    Citazione Originariamente Scritto da Il Mite Visualizza Messaggio

    ritengo il vero collante dell'unità di Italia: l'allenza tra il peggio del nord e il peggio del sud, nata anche prima dell'unità e che continuerà anche dopo, se e quando... E continuerà anche per colpa della parte "normale" del nord e del sud)
    Gli italiani sono un popolo grottesco, patetico e cialtrone. E soprattutto un popolo di una ignoranza che non ha pari in Europa. Chi viaggia per le capitali e le città del Continente vede quasi ovunque le persone occupate nella lettura; le biblioteche e i musei aperti sino a notte; il paesaggio, la storia e i luoghi difesi e anche utilizzati come fonte economica, rispettandone l’identità. Gli italiani sono dei barbari analfabeti e teledipendenti. Dopo un secolo e mezzo, in Italia hanno spadroneggiano i peggiori parlamento e governo dell’intera sua storia unitaria. Un parlamento e un governo composti da criminali, da ignoranti, debosciati e venduti. 150 anni buttati nel cesso. Alla lettera.



    Citazione Originariamente Scritto da Il Mite Visualizza Messaggio

    Non sottovalutare mai il potere degli idioti. A venti cretini che perdono tempo in un forum (quorum ego, lo ammetto) ne corrispondono duecento che magari macinano le stesse idee; mettine uno in un posto dove può essere ascoltato e si moltiplicherà...
    E tu non sopravalutarli…
    Ma forse hai ragione tu…la Lega stasera è risalita nei sondaggi…



    Citazione Originariamente Scritto da Il Mite Visualizza Messaggio

    Vuol dire che la colpa non è dei piemontesi ma di qualcosa che avvenne dopo, di Mussolini e dei democristiani?
    I proff. Daniele e Malanima, non indagano sulle cause della “divergenza” tra il nord e il sud,
    essi rilevano:
    — che divari rilevanti fra regioni, in termini di prodotto pro apite, non esistevano prima dell’Unità;
    — che essi si siano manifestati sin dall’avvio della modernizzazione economica (più o meno fra il 1880 e la Grande Guerra);
    — che si siano approfonditi nel ventennio fascista;
    — che si siano poi ridotti considerevolmente nei due decenni fra il 1953 e il 1973;
    — che si siano aggravati di nuovo in seguito alla riduzionedei tassi di sviluppo dell’economia dai primi anni ’70 in poi..."
    Se si legge lo studio si capisce che le 2 aree del paese, nei confronti dell’Europa più sviluppata, erano, al tempo dell’Unità, davvero messe male entrambe.
    “…Questa analogia del livello di prodotto pro capite nelle due parti
    del paese può essere spiegata dicendo che, quando il prodotto
    pro capite declina, come era accaduto nell’Italia del Settecento e
    del primo Ottocento, e si approssima al livello della sussistenza,
    per differenze notevoli fra aree regionali non c’è spazio.”

    In altri termini: “l’uguaglianza nella povertà.”

    Poi il centro-nord è “decollato”, mentre il sud restava “al palo” e la forbice ha continuato ad allargarsi.

    Personalissimamente, ritengo che questa diversità sia il risultato di scelte di politica
    economica che hanno subordinato lo sviluppo del Mezzogiorno a quello del resto del Paese.
    Io non accetterò mai e sempre rifiuterò, quindi, la teoria che esista una eterogeneità sistematica tra Centro-Nord e Sud, radicata nelle esperienze storiche del passato. Perché tali teorie sono un “insulto” al cosiddetto “metodo scientifico”.
    Resta il fatto che il modello di “regressione dinamica” adottato da Rosaria Rita Canale e spiegato da Malkia fornisce come risultato che la crescita del PIL pro capite del Centro-Nord non ha alimentato quella del Sud, ma piuttosto è vero il contrario. Il luogo comune che il Mezzogiorno rappresenti solo motivo di rallentamento per il resto del Paese, sembra perciò da doversi rigettare.

    Infine, anche per me, come per Venetoimpenitente e Les Paul è un piacere discutere con Il Mite (anche se non sempre ha ragione, imho).
    E, comunque, è di tutta evidenza che il livello di civiltà, eleganza, tolleranza e qualità degli argomenti e degli interventi di questo forum e dei suoi simpatizzanti è di gran lunga superiore a quello facilmente rilevabile visitando i piani cosiddetti “superiori”.

    sergente romano
    …perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi trecento soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la Civiltà.
    Noi siamo Greci…



  4. #154
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    Predefinito Re: Indipendenza... e poi?

    Citazione Originariamente Scritto da largodipalazzo Visualizza Messaggio
    Se mo metti in bocca ciò che non ho scritto.....
    Sia al nord che al sud ..il sottoproletariato urbano era predominante come era predominate il contadino mezzadro. Quei post che hai travisati , o più semplicemente , dove mi sono spiegato male , erano per spiegare a qualcuno che tutta questa differenza tra nord e sud non esisteva.
    Mi sono riletto i tuoi post, nonché qualche testo di U. Eco, in modo da cercare di trovare la giusta chiave di lettura e di interpretazione onde decifrare il senso di quello che volevi dire. Dunque le opzioni possibili sono:
    a) volevi dire che il 60% della popolazione del nord erano borghesi medio alti; ma hai smentito quindi non volevi dire questo;
    b) sud e nord avevano la stessa composizione sociale quindi ci doveva essere lo stesso livello di analfabetismo.
    Quindi se ho interpretato correttamente il tuo pensiero, e intendevi dire b), ne consegue che volevi anche dire
    c) che i dati sull'analfabetismo al sud sono falsi, evidentemente falsati dal piemontese massone e giudaico che voleva nascondere la superiorità del sud.
    Se non ho interpretato male un'altra volta, dobbiamo dedurne che secondo te, tipo tanti winston smith, oscuri impiegati massonico giudaici hanno falsificato i dati delle visite di leva, dei comuni, degli schedari delle forze di polizia, dei testi degli scrittori (settembrini in primis, anzi no, lui era massone ed antiborbonico quindi avrà detto il falso da solo), dei registri elettorali, sì da far apparire il Sud come una massa di analfabeti anziché quella accademia di fini dicitori e laureati che era, dall'università di napoli alle campagne lucane... Eridano è vivo e lotta insieme a noi! (probabilmente la cosa è stata un test per la successiva falsificazione dell'olocausto: con impiegati questa volta solo ebrei a redigere i testi di Levi e Amery e Frank, a tatuare avambracci, a falsificare dati di nascite e morti, il tutto per giustificare la nascita di israele e quindi dare l'impulso decisivo alla conquista del mondo)
    Certo, magari le cose sono andate così, ma sarà per il microchip che mi hanno installato nel cervello ma mi permetto di ritenere che la differenza tra i tassi di analfabetismo sia dovuta:
    - alla differente politica scolastica tra stati del nord e regno delle due sicilie;
    - alla migliori condizioni del proletariato contadino del nord rispetto al proletariato contadino del sud e quindi alla maggiore attenzione verso il leggere e scrivere da parte del proletariato medesimo (magari nella stessa ottica del renzo tramaglino: visto che c'è questa cosa, tanto vale approfittarne);
    - alla presenza di un proletariato urbano industriale, anzi di una vera classe operaia, anche in questo caso più vicina, se non altro "fisicamente" alla possibilità di frequentare una scuola.
    In effetti, mi pare che confondi i concetti di proletariato e sottoproletariato e che non ti è chiara la composizione delle classi sociali in Italia: che faccio, dottò, posto?
    E' qui che vuoi il trionfo della ragione ellenica / qui dove perfino l'alfabeto è un segno dell'obbrobrio da distruggere? (Luzi, Libro di Ipazia)

 

 
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