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  1. #1
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    Predefinito Politica industriale all'itagliana.

    Non dimentichiamoci mai che il grande economista, il bocconiano, bilderbergheriano, trilateralista e commissario europeo Mario Satana, quando andò al governo, credeva che il solo vero ostacolo allo sviluppo economico italiano fossero i tassisti non liberalizzati, seguiti dai farmacisti.
    Ora che i lavoratori sardi sono in agitazione, perchè la multinazionale Alcoa sta per chiudere la sua fabbrica in Sardegna e la trasporta in Arabia Saudita, dove l’eneregia costa niente, ha scoperto che non solo i tassisti sono il problema, ma anche il costo dell’elettricità, che da noi costa alle imprese il 30% in più che in Germania.
    L’alluminio è estratto per elettrolisi, e il costo dell’elettricità è dunque cruciale per questa industria. Come mai, si dovrebbe chiedere, l’Alcoa per tanti anni ha prodotto alluminio in Sardegna, dove l’elettricità costa il 30% più che in Germania?
    La risposta è: per i sussidi pubblici. La canadese Alcoa ha ricevuto per decenni sussidi dalla politica italiana, perchè producesse alluminio anti-economico e "salvasse i posti di lavoro". Quanto? Secondo i vari media, noi contribuenti abbiamo pagato all’Alcoa, negli anni, oltre 3 miliardi di euro. Lo stesso vale per la miniera del Sulcis.
    «Se tutti i soldi spesi in sussidi in questi anni fossero stati messi in mano ai singoli minatori e lavoratori di Sulcis e zone limitrofe, sarebbero stati abbastanza per finanziare una casa, una seria formazione e una nuova attività economica a ciascuno di loro. E ne sarebbero avanzati per bonificare l´intera area» (da Repubblica).
    I minatori del Sulcis vogliono continuare a fare i minatori, e propongono (coi loro sindacati) di trasformare la miniera «in magazzino geologico per lo stoccaggio di anidride carbonica», cioè di buttarvi dentro le emissioni che fanno l’effetto-serra.
    Il che però richiede un investimento di 250 milioni (di euro) per 8 anni. Tanto quanto basterebbe per dare ad ognuno dei 40 minatori un assegno da 4 milioni e 250 mila euro, con cui potrebbero, che so, aprire dei grand hotel, magari in Costa Smeralda.
    Mario Satana, che è universalmente conosciuto come un grande economista, pensava che liberalizzati i tassisti, i problemi d’Italia si sarebbero risolti. Adesso ha scoperto che la canadese Alcoa, finiti i sussidi pubblici che compensavano la produzione anti-economica, se ne va e lascia a spasso migliaia di lavoratori. Forse anche all'Inferno si stanno accorgendo che l’elettricità che ci costa il 30% in più che in Germania c’entra qualcosa con la nostra "bassa competitività"?
    Speriamo, ma nel frattempo il governo dei tecnici, tutti rigorosamente grandi economisti, passera vuota in primis, sta cercando di tenere aperta la miniera di zolfo-carbone e rifilare la ex Alcoa ad un concorrente dell’Alcoa stessa, promettendo i soliti sussidi perché se li accolli.
    "Per salvare i posti di lavoro".
    Salvare posti di lavoro improduttivi è quel che in Italia si è sempre chiamata "politica industriale", almeno da 50 anni. I tecnici, e quel grande economista che si chiama Mario Satana, lo stanno facendo di nuovo, anche se i soldi, ma sarà poi vero?, mancano. A me resta un dubbio: ma i nostri tecnici, il nostro grande economista, non sono dei fieri "liberisti"? Non esaltano il "libero mercato"? Non si insegna alla Bocconi la più intransigente, la più fiera contrarietà allo "statalismo", all’"intervento pubblico nell’economia"?
    Mi chiedo da profano se non sia in auge da noi una concezione sbagliata dell’intervento dello Stato nell’economia. Ossia: sussidi per "salvare posti di lavoro" che non devono essere salvati, creazione di "posti di lavoro" nella scuola, nella burocrazia, nelle tante attività parassitarie del pubblico impiego. È questo lo "statalismo" contro cui si scagliano le anime eccelse della Bocconi?
    Non vorrei che l’adozione del liberismo di mercato sia una scusa per fregarsene dell’economia, per non studiare i problemi, per lasciare che vada a puttane da sè a forza di costi impropri, perchè "provvede il mercato". Insomma, ho il vago sospetto che il liberismo sia una delle solite maschere della irresponsabilità dei nostri politici. L’auto-esenzione dalla difficile responsabilità di fare politica industriale, che richiede competenze e studio.
    Vero Satana?
    Vero Passera vuota?
    Vero Fornero coccodrilla?
    O il vostro disegno, come penso, è proprio di mandarci a puttane completamente?
    E' una domandina che a noi Padani interessa un tantino.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 10-09-12 alle 15:33
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Politica industriale all'itagliana.

    Fermo restando che non porrei la domanda se il disegno degli innominabili sia o meno quello di mandarci in vacca...e' evidente.

    Su tutto il resto voglio solo usare una parolina che magari fara' incassare qualcuno, mi dispiace..<:


    NUCLEARE
    e non aggiungo altro.

    Se ogni minatore si prendesse 4 milioni di euro sarei contento per loro e sarebbe senz'altro cosa buona e giusta, non fosse altro per la vita da schiavi che hanno fatto per decenni....

    Riguardo a creare dello stoccaggio per anidride carbonica nelle miniere mi sembra una colossale

    CASSATA alla sarda!

  3. #3
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    Predefinito Re: Politica industriale all'itagliana.

    Mai sentita nominare la cassata sarda.
    La domanda inutile era per compensare la tua di qualche giorno fa, cdr.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Politica industriale all'itagliana.

    La cassata alla sarda deve essere molto piu' amara di quella sicula.

    Domanda inutile? la settimana scorsa? un altro tempo...altra era geologica...

    Ero dalle parti di Sinbad, ho cercato di stanarlo...ma niente si rinchiude a riccio....

  5. #5
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    Predefinito Re: Politica industriale all'itagliana.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Non dimentichiamoci mai che il grande economista, il bocconiano, bilderbergheriano, trilateralista e commissario europeo Mario Satana, quando andò al governo, credeva che il solo vero ostacolo allo sviluppo economico italiano fossero i tassisti non liberalizzati, seguiti dai farmacisti.
    Ora che i lavoratori sardi sono in agitazione, perchè la multinazionale Alcoa sta per chiudere la sua fabbrica in Sardegna e la trasporta in Arabia Saudita, dove l’eneregia costa niente, ha scoperto che non solo i tassisti sono il problema, ma anche il costo dell’elettricità, che da noi costa alle imprese il 30% in più che in Germania.
    L’alluminio è estratto per elettrolisi, e il costo dell’elettricità è dunque cruciale per questa industria. Come mai, si dovrebbe chiedere, l’Alcoa per tanti anni ha prodotto alluminio in Sardegna, dove l’elettricità costa il 30% più che in Germania?
    La risposta è: per i sussidi pubblici. La canadese Alcoa ha ricevuto per decenni sussidi dalla politica italiana, perchè producesse alluminio anti-economico e "salvasse i posti di lavoro". Quanto? Secondo i vari media, noi contribuenti abbiamo pagato all’Alcoa, negli anni, oltre 3 miliardi di euro. Lo stesso vale per la miniera del Sulcis.
    «Se tutti i soldi spesi in sussidi in questi anni fossero stati messi in mano ai singoli minatori e lavoratori di Sulcis e zone limitrofe, sarebbero stati abbastanza per finanziare una casa, una seria formazione e una nuova attività economica a ciascuno di loro. E ne sarebbero avanzati per bonificare l´intera area» (da Repubblica).
    I minatori del Sulcis vogliono continuare a fare i minatori, e propongono (coi loro sindacati) di trasformare la miniera «in magazzino geologico per lo stoccaggio di anidride carbonica», cioè di buttarvi dentro le emissioni che fanno l’effetto-serra.
    Il che però richiede un investimento di 250 milioni (di euro) per 8 anni. Tanto quanto basterebbe per dare ad ognuno dei 40 minatori un assegno da 4 milioni e 250 mila euro, con cui potrebbero, che so, aprire dei grand hotel, magari in Costa Smeralda.
    Mario Satana, che è universalmente conosciuto come un grande economista, pensava che liberalizzati i tassisti, i problemi d’Italia si sarebbero risolti. Adesso ha scoperto che la canadese Alcoa, finiti i sussidi pubblici che compensavano la produzione anti-economica, se ne va e lascia a spasso migliaia di lavoratori. Forse anche all'Inferno si stanno accorgendo che l’elettricità che ci costa il 30% in più che in Germania c’entra qualcosa con la nostra "bassa competitività"?
    Speriamo, ma nel frattempo il governo dei tecnici, tutti rigorosamente grandi economisti, passera vuota in primis, sta cercando di tenere aperta la miniera di zolfo-carbone e rifilare la ex Alcoa ad un concorrente dell’Alcoa stessa, promettendo i soliti sussidi perché se li accolli.
    "Per salvare i posti di lavoro".
    Salvare posti di lavoro improduttivi è quel che in Italia si è sempre chiamata "politica industriale", almeno da 50 anni. I tecnici, e quel grande economista che si chiama Mario Satana, lo stanno facendo di nuovo, anche se i soldi, ma sarà poi vero?, mancano. A me resta un dubbio: ma i nostri tecnici, il nostro grande economista, non sono dei fieri "liberisti"? Non esaltano il "libero mercato"? Non si insegna alla Bocconi la più intransigente, la più fiera contrarietà allo "statalismo", all’"intervento pubblico nell’economia"?
    Mi chiedo da profano se non sia in auge da noi una concezione sbagliata dell’intervento dello Stato nell’economia. Ossia: sussidi per "salvare posti di lavoro" che non devono essere salvati, creazione di "posti di lavoro" nella scuola, nella burocrazia, nelle tante attività parassitarie del pubblico impiego. È questo lo "statalismo" contro cui si scagliano le anime eccelse della Bocconi?
    Non vorrei che l’adozione del liberismo di mercato sia una scusa per fregarsene dell’economia, per non studiare i problemi, per lasciare che vada a puttane da sè a forza di costi impropri, perchè "provvede il mercato". Insomma, ho il vago sospetto che il liberismo sia una delle solite maschere della irresponsabilità dei nostri politici. L’auto-esenzione dalla difficile responsabilità di fare politica industriale, che richiede competenze e studio.
    Vero Satana?
    Vero Passera vuota?
    Vero Fornero coccodrilla?
    O il vostro disegno, come penso, è proprio di mandarci a puttane completamente?
    E' una domandina che a noi Padani interessa un tantino.
    Hai perfettamente ragione. È tutto un teatrino; liberismo - statalismo come destra - sinistra: un immenso ambaradan per ingannare i sudditi, spremendoli come limoni.

    Politici, bocconiani, preti, sindacalisti, frammassoni, mafiosi, confindustriali e giornalisti. Tutti PARASSITI da eliminare.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Re: Politica industriale all'itagliana.



    Esponente del PD, partito che afferma, con gran pompa, di apprestarsi a governare l'italia.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 

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