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    Predefinito La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone e… Maroni


    Antonio Marano, Giovanna Bianchi Clerici, Gigi Moncalvo, Roberto Nepote, Ettore Albertoni, Milo Infante, Gianluigi Paragone. Questi sono alcuni nomi di leghisti che sono stati o sono ancora alti dirigenti, membri del CdA o conduttori di importanti trasmissioni. Tutti ovviamente inseriti dai vertici della Lega direttamente nei posti che il Manuale Cencelli riserva a chi ha quote di potere.

    Stipendi ovviamente stratosferici.

    Cosa hanno fatto questi signori, negli anni, per portare avanti le “battaglie” annunciate di Bossi, dalla privatizzazione della RAI – con un referendum vinto nel ’95 – passando per lo “sciopero del canone”, per arrivare a ” RAI 2 A MILANO” – quella di Marano – rimasta sempre saldamente a Roma?

    Questo vogliamo chiedere a Roberto Maroni, non senza ricordargli alcune cose che fanno di questa vicenda un altro inganno perpetrato ai danni della gente del nord, inganno sicuramente non odioso come tanti altri, ma comunque talmente reiterato negli ultimi vent’anni, che fa capire quanto poco rispetto nei confronti dei militanti ci sia stato da parte di tutti coloro che hanno sbraitato su questo argomento.

    Già prima del 1994 ci sono state “nomine” leghiste in Rai. Poi, dopo la vittoria elettorale, il profumo del potere mediatico e di tutto quelle che ne consegue (visibilità, veline ecc. ecc.) inebria i vertici legisti, anzi il vertice, cioè Bossi, consigliato da Antonio Marano.

    Antonio Marano è un architetto pugliese furbetto, capo di Rete 55 Varese, che marca stretto Bossi da qualche anno. Del progetto di Miglio e Bossi “non gliene può fregà de meno”. Diventa Sottosegretario alle Poste e Telecomunicazioni, nel 1° Governo Berlusconi. In una riunione dei gruppi parlamentari di Camera e Senato del giugno ’94 annuncia che “la Lega avrà 2 televisioni: Rai 3 e Rete 4!”.

    Una visione totalmente statalista ed opposta a quella sbandierata da tutta la nomenklatura leghista a tutti i militanti. Maroni è Ministro dell’Interno.

    Ovviamente la previsione del furbo Marano (che tra l’altro si appoggia a tale Ambrosetti, spesso presente negli uffici della presidenza del gruppo parlamentare della Lega e dipendente di FRT, la Federazione Radio e Televisioni finanziata ovviamente da Fininvest) resta una sparata di mezza estate. Non per lui che l’anno successivo arriva finalmente al vertice di una tv nazionale: RAI 2.

    Non c’è che dire: un bel salto per chi solo 2 anni prima era il capo di una di quelle tv locali che oltre a un Tg locale ogni tanto, fanno solo televendite. E’ a questo piccolo pugliese che la Lega affida da allora fino ad oggi le proprie strategie nel mondo dei Media. Infatti il nuovo responsabile dei Media per la Lega è il trasparente Caparini, un giovanotto di buona volontà figlio del proprietario di una piccola tv locale lombarda.

    Bene dal ’96 ad oggi nulla è cambiato. Marano è sempre in Rai a discettare di Isole dei Famosi – cosa centrano con le battaglie leghiste? – e il trasparente Caparini è tra i collaboratori più stretti nel nuovo segretario.
    La sintesi di questi anni, al di là dei pochi piccoli esempi che Vi ho portato è una sola: la Lega quando è in piazza urla e sbraita, quando si siede ai tavoli romani cerca di banchettare con gli altri commensali e non per motivi nobili, come dare visibilità alle proprie battaglie ecc. ecc., ma solo per godere anch’essa delle attenzioni di cantanti, soubrette, veline e veline…

    Questo Maroni lo sa.

    La Lega sta colpevolmente mantenendo in vita una delle aziende più marce del potere italiano, un pozzo senza fondo che ha migliaia di dipendenti nullafacenti mantenuti dal canone.

    Ma qui viene il punto e Maroni lo sa.
    Il canone non basta più per mantenere il “circo RAI” e i vertici del sistema pensano di sistemare il tutto eliminando il problema dell’evasione (50 %) mettendolo in bolletta elettrica. Che vuol dire non solo farlo pagare a tutti ma trovare un sistema per imporre successivamente aumenti senza che nessuno possa difendersi.

    Serve chiedere a Maroni la posizione che assumerà la Lega? O possiamo indovinarla: “La Lega dice NO al CANONE in BOLLETTA e lancerà una grande mobilitazione contro …” Salvo poi continuare a nominare dirigenti, presentatori e selezionare ballerine per i sollazzi dei capi quando sono a Roma.

    Naturalmente mi auguro di sbagliare, ma credo che oggi non sia più il tempo del gioco delle tre carte con la militanza onesta e con l’elettorato fedele. Oggi ci vuole coerenza e sulla questione RAI recuperarla sarà durissima perché 20 anni di menzogne (per usi personali) sono difficili da cancellare.
    *Ex deputato dal 1994 al 2001

    Membro di Commissione Cultura, Commissione Vigilanza Rai e Commissione Riordino Sistema TV

    La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone e

    Mandare gente nell'amminsitrazione della RAI (uno dei più odiosi macchinari dello stato italiano) è servito solo a far ignrassare Marano e soci e a rovinare la reputazione del Movimento.
    Se l'obbiettivo era quello di promuovere le istanze autonomiste e localiste all'interno del servizio pubblico, è stato un fallimento.

    Chissà se MAroni avrà le palle di tenersene fuori come detto al Congresso. Oppure confermerà l'andazzo.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  2. #2
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    La cosa più importante è che i padani - a cominciare dai padanisti e dai leghisti - diano la disdetta al canone rai.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone e… Maroni


    Antonio Marano, Giovanna Bianchi Clerici, Gigi Moncalvo, Roberto Nepote, Ettore Albertoni, Milo Infante, Gianluigi Paragone. Questi sono alcuni nomi di leghisti che sono stati o sono ancora alti dirigenti, membri del CdA o conduttori di importanti trasmissioni. Tutti ovviamente inseriti dai vertici della Lega direttamente nei posti che il Manuale Cencelli riserva a chi ha quote di potere.

    Stipendi ovviamente stratosferici.

    Cosa hanno fatto questi signori, negli anni, per portare avanti le “battaglie” annunciate di Bossi, dalla privatizzazione della RAI – con un referendum vinto nel ’95 – passando per lo “sciopero del canone”, per arrivare a ” RAI 2 A MILANO” – quella di Marano – rimasta sempre saldamente a Roma?

    Questo vogliamo chiedere a Roberto Maroni, non senza ricordargli alcune cose che fanno di questa vicenda un altro inganno perpetrato ai danni della gente del nord, inganno sicuramente non odioso come tanti altri, ma comunque talmente reiterato negli ultimi vent’anni, che fa capire quanto poco rispetto nei confronti dei militanti ci sia stato da parte di tutti coloro che hanno sbraitato su questo argomento.

    Già prima del 1994 ci sono state “nomine” leghiste in Rai. Poi, dopo la vittoria elettorale, il profumo del potere mediatico e di tutto quelle che ne consegue (visibilità, veline ecc. ecc.) inebria i vertici legisti, anzi il vertice, cioè Bossi, consigliato da Antonio Marano.

    Antonio Marano è un architetto pugliese furbetto, capo di Rete 55 Varese, che marca stretto Bossi da qualche anno. Del progetto di Miglio e Bossi “non gliene può fregà de meno”. Diventa Sottosegretario alle Poste e Telecomunicazioni, nel 1° Governo Berlusconi. In una riunione dei gruppi parlamentari di Camera e Senato del giugno ’94 annuncia che “la Lega avrà 2 televisioni: Rai 3 e Rete 4!”.

    Una visione totalmente statalista ed opposta a quella sbandierata da tutta la nomenklatura leghista a tutti i militanti. Maroni è Ministro dell’Interno.

    Ovviamente la previsione del furbo Marano (che tra l’altro si appoggia a tale Ambrosetti, spesso presente negli uffici della presidenza del gruppo parlamentare della Lega e dipendente di FRT, la Federazione Radio e Televisioni finanziata ovviamente da Fininvest) resta una sparata di mezza estate. Non per lui che l’anno successivo arriva finalmente al vertice di una tv nazionale: RAI 2.

    Non c’è che dire: un bel salto per chi solo 2 anni prima era il capo di una di quelle tv locali che oltre a un Tg locale ogni tanto, fanno solo televendite. E’ a questo piccolo pugliese che la Lega affida da allora fino ad oggi le proprie strategie nel mondo dei Media. Infatti il nuovo responsabile dei Media per la Lega è il trasparente Caparini, un giovanotto di buona volontà figlio del proprietario di una piccola tv locale lombarda.

    Bene dal ’96 ad oggi nulla è cambiato. Marano è sempre in Rai a discettare di Isole dei Famosi – cosa centrano con le battaglie leghiste? – e il trasparente Caparini è tra i collaboratori più stretti nel nuovo segretario.
    La sintesi di questi anni, al di là dei pochi piccoli esempi che Vi ho portato è una sola: la Lega quando è in piazza urla e sbraita, quando si siede ai tavoli romani cerca di banchettare con gli altri commensali e non per motivi nobili, come dare visibilità alle proprie battaglie ecc. ecc., ma solo per godere anch’essa delle attenzioni di cantanti, soubrette, veline e veline…

    Questo Maroni lo sa.

    La Lega sta colpevolmente mantenendo in vita una delle aziende più marce del potere italiano, un pozzo senza fondo che ha migliaia di dipendenti nullafacenti mantenuti dal canone.

    Ma qui viene il punto e Maroni lo sa.
    Il canone non basta più per mantenere il “circo RAI” e i vertici del sistema pensano di sistemare il tutto eliminando il problema dell’evasione (50 %) mettendolo in bolletta elettrica. Che vuol dire non solo farlo pagare a tutti ma trovare un sistema per imporre successivamente aumenti senza che nessuno possa difendersi.

    Serve chiedere a Maroni la posizione che assumerà la Lega? O possiamo indovinarla: “La Lega dice NO al CANONE in BOLLETTA e lancerà una grande mobilitazione contro …” Salvo poi continuare a nominare dirigenti, presentatori e selezionare ballerine per i sollazzi dei capi quando sono a Roma.

    Naturalmente mi auguro di sbagliare, ma credo che oggi non sia più il tempo del gioco delle tre carte con la militanza onesta e con l’elettorato fedele. Oggi ci vuole coerenza e sulla questione RAI recuperarla sarà durissima perché 20 anni di menzogne (per usi personali) sono difficili da cancellare.
    *Ex deputato dal 1994 al 2001

    Membro di Commissione Cultura, Commissione Vigilanza Rai e Commissione Riordino Sistema TV

    La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone e

    Mandare gente nell'amminsitrazione della RAI (uno dei più odiosi macchinari dello stato italiano) è servito solo a far ignrassare Marano e soci e a rovinare la reputazione del Movimento.
    Se l'obbiettivo era quello di promuovere le istanze autonomiste e localiste all'interno del servizio pubblico, è stato un fallimento.

    Chissà se MAroni avrà le palle di tenersene fuori come detto al Congresso. Oppure confermerà l'andazzo.
    Non entro nella polemica.
    Ma vorrei ricordare che il trasferimento (vero e reale., non spostamento di gente) di una rete al nord è possibile , tecnicamente e sostenibile economicamente.
    Vorrei ricordare , per fare un esempio , le due principali reti televisive tedesche , ARD e ZDF , che hanno sede una a Monaco l'altra a Colonia.
    Quindi le reti televisive non devono per forza stare tutte assieme nella capitale , e possono benissimo funzionare , fare buoni programmi ed essere economiche anche se locate in altre città.....
    Pertanto sarebbe auspicabile il trasferimento di una sede RAI al nord , e tale sede dovrebbe essere veramente autonoma , ed essendo inserita in una delle aree più sviluppate economicamente , socialmente e culturalmente d'Europa , credo farebbe valide cose.

  4. #4
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Non entro nella polemica.
    Ma vorrei ricordare che il trasferimento (vero e reale., non spostamento di gente) di una rete al nord è possibile , tecnicamente e sostenibile economicamente.
    Vorrei ricordare , per fare un esempio , le due principali reti televisive tedesche , ARD e ZDF , che hanno sede una a Monaco l'altra a Colonia.
    Quindi le reti televisive non devono per forza stare tutte assieme nella capitale , e possono benissimo funzionare , fare buoni programmi ed essere economiche anche se locate in altre città.....
    Pertanto sarebbe auspicabile il trasferimento di una sede RAI al nord , e tale sede dovrebbe essere veramente autonoma , ed essendo inserita in una delle aree più sviluppate economicamente , socialmente e culturalmente d'Europa , credo farebbe valide cose.
    Esattamente come esiste una rai Bozen. Ma per ottenere un risultato di questo genere occorre comportarsi come i sudtirolesi.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Non entro nella polemica.
    Ma vorrei ricordare che il trasferimento (vero e reale., non spostamento di gente) di una rete al nord è possibile , tecnicamente e sostenibile economicamente.
    Vorrei ricordare , per fare un esempio , le due principali reti televisive tedesche , ARD e ZDF , che hanno sede una a Monaco l'altra a Colonia.
    Quindi le reti televisive non devono per forza stare tutte assieme nella capitale , e possono benissimo funzionare , fare buoni programmi ed essere economiche anche se locate in altre città.....
    Pertanto sarebbe auspicabile il trasferimento di una sede RAI al nord , e tale sede dovrebbe essere veramente autonoma , ed essendo inserita in una delle aree più sviluppate economicamente , socialmente e culturalmente d'Europa , credo farebbe valide cose.
    Certo che è possibile trasferire una rete RAI al nord....(che poi, non capisco perchè gli altri territori padani debbano essere più contenti di avere una RAI a Milano anzichè a Roma)...è anche possibile privatizzare, finalmente, tutto il carrozzone, e questo sì che ai leghisti di tutta la Padania piacerebbe molto.
    Solo che la Lega non ha mai voluto nè l'una nè l'altra cosa
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  6. #6
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Citazione Originariamente Scritto da Donald Visualizza Messaggio
    Non entro nella polemica.
    Ma vorrei ricordare che il trasferimento (vero e reale., non spostamento di gente) di una rete al nord è possibile , tecnicamente e sostenibile economicamente.
    Vorrei ricordare , per fare un esempio , le due principali reti televisive tedesche , ARD e ZDF , che hanno sede una a Monaco l'altra a Colonia.
    Quindi le reti televisive non devono per forza stare tutte assieme nella capitale , e possono benissimo funzionare , fare buoni programmi ed essere economiche anche se locate in altre città.....
    Pertanto sarebbe auspicabile il trasferimento di una sede RAI al nord , e tale sede dovrebbe essere veramente autonoma , ed essendo inserita in una delle aree più sviluppate economicamente , socialmente e culturalmente d'Europa , credo farebbe valide cose.
    hai ragione ma in itaglia non è così ...

  7. #7
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    (che poi, non capisco perchè gli altri territori padani debbano essere più contenti di avere una RAI a Milano anzichè a Roma)...
    Anche solo per sentire un altro accento anziché quello romano drescendosessandasgingue giorni all'anno.
    Ultima modifica di murphy; 12-09-12 alle 08:47

  8. #8
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Spostare una rete di qua e una di là è antieconomico. Berlusconi mica si mette a spostare una delle sue reti, ci sarà pure un motivo no? Comunque il problema non è quello, è che la RAI va privatizzata e poi può andarsene dove caxxo il nuovo proprietario vuole mandarla, cosa che ovviamente pdl-lega si son sempre ben guardati dal fare. Anzi il canone è un favore a Berlusconi perché così la RAI è costretta ad avere un tetto sulla pubblicità a tutto vantaggio di mediaset.
    "la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)


  9. #9
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Citazione Originariamente Scritto da murphy Visualizza Messaggio
    Anche solo per sentire un altro accento anziché quello romano drescendosessandasgingue giorni all'anno.
    Guardati Italia 1
    "la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)


  10. #10
    Forumista senior
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    Predefinito Re: La Lega, la Rai (azienda carrozzone), il canone.

    Citazione Originariamente Scritto da Qassim Visualizza Messaggio
    Guardati Italia 1
    Quella non la pago quindi non ho il diritto di metterci il becco. Altro conto è la RAI. No taxation without representation, anche alla tv.
    Ultima modifica di murphy; 12-09-12 alle 16:28

 

 
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