La sfida di Civati
referendum sull’Udc
Pubblico, 12 settembre 2012
Sei referendum per il Pd del 2013. Riforma fiscale, reddito minimo, incandidabilità, consumo suolo, matrimonio gay e alleanze. È su queste tematiche che questo week end inizierà la raccolta firme da parte di Prossima Italia, l’associazione che fa capo all’ex rottamatore Pippo Civati.
Senza nulla togliere all’importanza dei primi quattro quesiti di carattere programmatico, è sugli ultimi due referendum che si focalizzerà l’attenzione dei dirigenti nazionali del Pd perché dal loro esito dipende l’alleanza con i centristi di Pier Ferdinando Casini.
Come e quando nasce l’idea del referendum interno?
I referendum nascono a Luglio in occasione della riunione di Prossima Italia. Si tratta di fare una riflessione non sulle persone ma sulle idee” e di usare uno strumento finora non conosciuto e mai regolamentato.
Ma delle regole devono pur esistere…
Si, si devono raccogliere il 5% di firme tra tutti gli iscritti del Partito democratico che al momento sono 600mila. In numeri assoluto dobbiamo perciò raccogliere almeno trentamila firme. Una volta raccolte al referendum potranno partecipare non solo gli iscritti ma anche gli elettori del Pd. Si userebbe la stessa procedura usata per le primarie.
I referendum sui matromini gay e sulle alleanze hanno lo scopo di bloccare la strada ad un’eventuale alleanza con l’Udc di Casini?
Noi crediamo che chi ha governato con Berlusconi non dovrebbe far parte della nostra alleanza. Prima di andare a rubare voti a destra, come sostiene Renzi, dovremmo cominciare a prendere voti nel campo del centrosinistra.
Quindi senza Casini si torna alla foto di Vasto?
Ci sono molte altre foto che mi piacerebbe vedere. Mi piacerebbe vedere le foto della Milano di Pisapia o della Genova di Doria.
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