Mario Monti: “Con Statuto dei lavoratori meno posti di lavoro”
Durante il suo intervento in videoconferenza a un dibattito organizzato dall'università Roma Tre, il presidente del Consiglio ha parlato di lavoro, politica, Europa, ma soprattutto di economia, ammettendo che il suo governo, per evitare il tracollo, ha imposto provvedimenti che hanno portato e stanno portando prezzi alti
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 13 settembre 2012Commenti (36)
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Lavoro, politica, Europa. Durante il suo intervento in videoconferenza durante un convegno all’UniversitàRoma Tre, il presidente del Consiglio Mario Montiha toccato vari punti del dibattito politico, esprimendo il suo parere anche su alcune questione del passato. Come l’utilità delle leggi sul lavoro, che per il professore hanno avuto effetti collaterali poco piacevoli. “Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori, ispirate dall’intento molto nobile di proteggere la parte più debole (il lavoratore), hanno contribuito a determinare un insufficiente creazione di posti di lavoro” ha detto il premier durante il dibattito organizzato dalla Società italiana di scienze politiche. Sollecitato da Gianfranco Pasquino, inoltre, Monti ha inserito la sua considerazione in un discorso più generale riferito alle politiche economiche del passato ed in particolare a “certe disposizioni, giustamente, tese a tutelare le parti deboli nei rapporti economici” che “hanno finito, impattando nel gioco del mercato, per danneggiare le stesse parti che intendevano favorire”. A questo proposito il presidente del Consiglio ha fatto riferimento anche a “certe norme sul blocco dei fitti” che “hanno reso più difficile la disponibilità di alloggi in affitto a favore di coloro che si volevano tutelare”.
Non solo. Monti ha parlato anche d’Europa e delle ripercussioni negative che l’Italia avrebbe dovuto sopportare qualora non fosse entrata in Eurolandia. ”Se non fossimo passati all’euro i prezzi di beni e servizi in Italia sarebbero più alti di quelli che sono” è il parere dell’ex rettore della Bocconi, secondo cui “il passaggio all’euro non è solo un cambio di moneta ma anche un cambio di metodo di governo”. Un governo, il suo, che per azione indiretta ha aumentato proprio i prezzi dei beni di primo consumo. “E’ verissimo che per evitare il tracollo finanziario dell’Italia questo Governo ha imposto provvedimenti che hanno portato e stanno portando prezzi alti” ha detto il capo dell’esecutivo”. Si tratta di “provvedimenti che sono stati presi su proposta del governo con l’appoggio del Parlamento e dei gruppi che ci sostengono” ha spiegato Monti, il quale poi ha assicurato di non aver mai aspirato “ad avere un ruolo tecnico di area”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...lavoro/351027/
Chissà a cosa si riferisce....
e poi mica dire che Monti è di destra, sennò qualcuno si vergogna..





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