17/09/2012 - Gli incredibili aumenti percentuali di malattia in Regione. Epidemia in arrivo?
In Sicilia deve esserci un’emergenza sanitaria nascosta. Che ha colpito durante l’estate, e tutto ciò è molto triste: con quel bel sole e quel bel mare dobbiamo immaginare che invece tanti dipendenti sono stati costretti a letto, pov’rini. Della storia parla il Corriere:
Il conteggio dell’assessorato alla Funzione pubblica fra giugno e agosto rivela che i regionali hanno cumulato 41.500 giorni di assenza per malattie retribuite e non retribuite, rispetto alle 38.100 del 2011. Appunto, un aumento di 3.400 giornate. Segno di un malcostume che sembrava essere stato arginato due anni fa, quando le assenze per malattia diminuirono in alcuni mesi del 30-40 per cento in coincidenza con la campagna dell’ex ministro Brunetta, indirettamente recepita dalla Regione che in materia di personale ha competenza primaria.
Fu solo un attimo, ma imponente:
Allora si accesero soprattutto i riflettori della Guardia di finanza, i carabinieri a un posto di blocco fermarono due dipendenti del Comune di Palermo a spasso a mezzogiorno, la magistratura avviò delle inchieste. Per alcuni mesi si respirò aria nuova. Ma l’estate che finisce, segnata da un declino generale, con un governo dimissionario, assessori in guerra fra loro, la campagna elettorale avviata, ha finito per far credere che si potesse tornare alle vecchie malsane abitudini del certificato di favore. Con un rimpallo di responsabilità che già echeggia. Perché si dice che una Regione con le casse vuote non può nemmeno permettersi di inviare (e pagare) il medico fiscale. Il danno e la beffa si cumulano così in un conteggio da capogiro perché le assenze per malattia costerebbero alla Regione più di un milione di euro. Tetto raggiunto grazie all’incremento estivo calcolato in 300 mila euro.
In Sicilia i dipendenti si ammalano sempre




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