Quello che non perdonerò mai a Di Pietro
1.
Di Pietro, secondo la vulgata berlusconiana, fu insieme al Pool Mani Pulite la mano armata dei comunisti
per radere al suolo i partiti esistenti (DC - PSI)
per far immancabilmente trionfare il Sol dell'Avvenire.
2.
Di Pietro sapeva già prima del 1994 (anno della discesa in campo)
chi era Silvio Berlusconi, godendo delle informazioni in possesso
degli ambienti giudiziari.
Egli sapeva che Berlusconi ripagava i favori politici di Craxi
con lautissime elargizioni di fondi neri.
Egli sapeva (non poteva non sapere) dei PRIMI soldi di Berlusconi
per intraprendere la sua carriera imprenditoriale, soldi
provenienti da non si sa chi e transitati a lui tramite principalmente la Banca Rasini.
Egli sapeva della circonvenzione di minorenne
per quanto riguarda la villa di Macherio proprietà
della marchesina Casati Stampa (sotto tutela legale di Previti)
Egli sapeva che Berlusconi stava scendendo in politica
perché, come dicevano tutti (Sole 24 Ore per primo),
le banche intendevano chiudere i rubinetti dei fidi
in quanto che la Finivest era messa MOLTO MALE economicamente
avendo speso TROPPO per lanciare le televisioni e avendo
dei debiti con le banche allucinanti.
Egli sapeva questo ed altre cose.....
3.
Piccolo intermezzo di cronaca politica e storica italiana:
nel 1993 sembrava a tutti che ci sarebbe stato un accordo elettorale
tra Occhetto (segretario del PDS) e Mariotto Segni fulgente astro
politico di quagli anni (la vittoria del maggioritario)
Tutt'a un tratto, non si è mai capito perché Mariotto Segni,
il candidato premier della coalizione, fece saltare l'accordo.
Come molti commentarono Segni buttò il biglietto vincente della Lotteria.
4.
Il Pool Mani Pulite e soprattutto Antonio Di Pietro
avevano una credibilità e una fiducia da parte della gente
che nessun uomo politico aveva lontanamente (a parte Segni)
considerando poi che allora come ora la corruzione politica
era il pane quotidiano.
Non voglio dilungarmi e passo alle conclusioni.
Antonio Di Pietro è stato considerato sempre, e lo è anche ora,
un uomo dai modi spicci e irruenti ("questo lo sfascio...")
e invece non si sa perché né percome......
l'irruento e impavido Di Pietro, per giunta al soldo dei comunisti,
sapendo tutto quel bel po' di Dio che sapeva di Berlusconi
non "scese in campo" prima del 27 e 28 marzo 1994...
non per candidarsi in politica ma per salvare l'Italia
dalla sciagura Berlusconi.
Perché non lo fece?
Io ancora oggi non lo perdono perché
LUI DA SOLO... SOLTANTO PARLANDO AGLI ITALIANI...
parlando all'Italia forte della credibilità che aveva....
avrebbe potuto evitare 18 anni di vergogna nazionale.
Io per questo non l'ho mai votato e mai lo voterò.
Di Pietro faceva parte di un complotto pro-Berlusconi?
Non mi interessa e mi sembra addirittura riduttivo
rispetto alla colpa di vigliaccheria civile di cui si macchiò
il piccolo-grande Di Pietro.
Quello che m'interessa dire è che "il coraggioso e impavido molisano"
fece il coniglio e non salvò l'Italia.
P.S.
m'immagino già I RAGLI DEGLI ASINI
che interverranno solo per disturbare... ed offendere..
senza entrare nel merito della "vigliaccheria di Tonino"




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