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Discussione: Il Disegno di legge del PCF per la titela dell'industria è ora legge : grazie a tutti

  1. #1
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    Lightbulb Il Disegno di legge del PCF per la titela dell'industria è ora legge : grazie a tutti

    Finalmente dopo una legislatura in cui al Senato sono prevalsi purtroppo solo i bracci di ferro politici siamo stavolta riusciti ad ottenere un grande e trasversale accordo: Il disegno di legge [email protected] per chiedere all'unione europea dazi antudumping contro le importazioni extraeuropee ha ricevuto un grande si del SenatocontroIl Disegno di Legge Haxel del PCF per la tutela e il rilancio dell'industria italiana è passato grazie ad un aplissimo e trasversale appoggio e le misure per incoraggare l'automobile elettrica non sono state stralciate nonostante l'opposizione di qualche repubblicano: grazie a tutti i senatori di buona volontà!

    http://politicainrete.it/forum/il-gi...ml#post3445792

    Disegno di Legge Haxel per la tutela e il rilancio dell'industria italiana

    Premessa:
    è necessario oggi più che mai incentivare la nostra produzione nazionale, contro la concorrenza estera, per noi le vie da seguire non l'attuazione di alcune politiche di tipo protezionistico non tariffario, una migliore correlazione dei vari settori industriali e di ricerca, favorire la Green Economy, migliorare l'assunsione lavorativa.
    con questa legge puntiamo al raggiungimento di questi risultati.

    Dispositivo

    art.1) correlare: la manifattura con la ricerca sviluppo e progettazione
    Le imprese possono essere messe in condizione di incorporare e tradurre in attività di mercato le numerose conoscenze disponibili nelle università e nella ricerca valorizzando le tantissime competenze e creatività disponibili nel mondo giovanile ad alta qualificazione, oggi fuori dal mercato del lavoro

    art. 2) rivalutazione delle grandi e piccole medie imprese nazionali.
    Il termine valutazione va inteso come una pubblicità sulla produzione delle nostre imprese e favorire il consumo interno. in poche parole bisogna che le imprese possano:
    - attuare scelte di politiche stabili e di lungo periodo in quanto le risorse da destinare alle politiche
    industriali non debbono avere natura episodica;
    - identificare le priorità su cui indirizzare investimenti e risorse imprenditoriali;
    - incentivare lo sviluppo di una rete di collaborazione fra imprese di piccole
    dimensioni, poco propense a crescere, ma potenzialmente aggregabili in cluster tecnologici
    con partecipazione di imprese manifatturiere e terziarie;
    - utilizzare manager pubblici( o esperti del settore) come elemento di coordinamento, il che implica
    l’assunzione di chiare responsabilità nell’individuazione delle linee strategiche e nella
    realizzazione dei progetti;
    - favorire la condivisione fra pubblico e privato del rischio implicito in scelte imprenditoriali orientate
    a definire nuovi mercati e quindi spostate su un orizzonte di medio-lungo periodo.

    Deve essere rivalutato il ruolo delle grandi imprese a controllo pubblico, che presidiano settori strategici del nostro apparato produttivo e con le quali competiamo con altri big player mondiali. Lo stesso varrà per le piccole e medie

    art. 3) correlare il rapporto tra manifattura e servizi avanzati
    La politica industriale deve puntare su una forte integrazione tra filiere manifatturiere e settori dei servizi per l’industria (per l’organizzazione della produzione, per il supporto finanziario, per l’organizzazione della presenza sui mercati, ecc.)

    art. 4) correlare export e internazionalizzazione
    La definizione di strategie industriali internazionali è una questione nazionale. Temi quali la programmazione economica, la questione energetica, i cambiamenti climatici, i flussi migratori rendono insufficienti le politiche nazionali. Occorre una politica europea per le infrastrutture, specialmente nella ricerca e puntare alla nascita di soggetti di dimensione europea, per competere con Cina e Usa.

    art. 5)prodotti tecnologici che richiedono un notevole “know-how”
    identificare quindi le conoscenze e le abilità operative necessarie per svolgere una determinata attività lavorativa

    art. 6) Prorogati gli ecobonus incentivi alle auto elettriche arrivano i project bond.
    Serviranno ad accelerare la realizzazione di infrastrutture e godranno di un regime fiscale privilegiato: vengono tassati al 12,5%, come i titoli di Stato, invece del normale 20%. Il nuovo strumento punta ad attrarre capitali privati internazionali e fondi sovrani per il finanziamento e la realizzazione delle opere. Nelle prossime settimane il ministero dello Sviluppo definirà le modalità di garanzia di questo nuovo strumento da parte del sistema finanziario, delle fondazioni e dei fondi privati. Il provvedimento consente inoltre alle società non quotate, anche Pmi, di raccogliere capitali sul mercato con l'emissione di cambiali finanziarie a breve e obbligazioni a medio-lungo termine.

    art. 7) Parte l'agenda digitale; maggiore trasparenza nelle spese della Pubblica amministrazione
    Riorganizzati i fondi e le agevolazioni alle imprese che fanno innovazione. E si da il via all'agenda digitale che dovrà portare più innovazione nella Pubblica amministrazione. Maggiore trasparenza: tutte le spese (e incentivi) superiori a 1.000 euro dovranno essere pubblicate sui siti Internet di ministeri e amministrazioni locali.

    art. 8) Bonus da 3.000 a 5.000 euro per l'auto elettrica
    Arriva con una serie di facilitazioni che sbloccano e facilitano l'installazione delle colonnine di ricarica, indispensabili per favorire lo sviluppo del trasporto a basse emissioni di Co2. Si introducono incentivi da 3.000 a 5.000 euro per chi acquista un auto elettrica rottamando la propria vecchia auto di categoria analoga. Saranno inoltre omologate le auto che da benzina o diesel diventeranno elettriche montando un kit specifico.

    art. 9) Riorganizzati i fondi più innovazione
    Razionalizzazione dei Fondi e delle agevolazioni alle imprese. Il fondo speciale rotativo sull'innovazione tecnologica (ex FIT) ora si chiamerà Fondo per la crescita sostenibile e concentrerà i suoi interventi sulla promozione di progetti di ricerca, il rilancio di aree in crisi e la promozione della presenza internazionale delle imprese e l'attrazione di investimenti dall'estero. Abrogate 43 vecchie norme di agevolazione alle imprese con il recupero di circa 650 milioni nel 2012, più altri 200 milioni negli anni successivi. Disponibili le risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), istituito presso Cassa Depositi e Prestiti, stimabili in circa 1,2 miliardi.

    art. 10) Defiscalizzazione per accelerare i progetti
    Le defiscalizzazioni già previste per le società di project financing e limitate ad alcune tipologie di progetti sono estese a tutte le infrastrutture realizzate in partenariato pubblico-privati, a parziale o totale copertura del contributo pubblico a fondo perduto. Diventa obbligatoria la Conferenza dei servizi preliminare per la finanza di progetto. Sono in arrivo 70 milioni per i porti che godranno d'ora in poi di autonomia finanziaria.

    art. 11) Sconto fiscale alle aziende che assumono cervelli
    Nelle stime potrebbe favorire oltre 4 mila nuove assunzioni di alto livello ogni anno, contribuendo a evitare la fuga dei migliori cervelli. Infatti lo Stato concede alle aziende che assumono laureati in materie scientifiche (specializzati o con master) un credito d'imposta pari al 35% delle spese calcolate sul costo aziendale, con un vincolo di trattenere il personale assunto per almeno 3 anni. La copertura è di 50 milioni l'anno. Sullo stesso fronte, sono previsti finanziamenti agevolati, tramite il fondo Kyoto, per soggetti che operano nel campo della green economy e generano nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato.

    art. 12) nuova politica sul protezionismo non tariffario
    Maggiori incentivi alla produzione nazionale interna: le misure volte a favorire il ricollocamento professionale dei lavoratori interessati da interventi di riconversione e riqualificazione industriale saranno elaborate dal Governo, e dai privati interessati. I Progetti andranno adottati mediante la stipula di accordi di programma, che andranno a disciplinare gli interventi agevolativi, l'attività integrata e coordinata di amministrazioni centrali, regioni, enti locali e dei soggetti pubblici e privati, le modalità di esecuzione degli interventi e la verifica dello stato di attuazione e del rispetto delle condizioni fissate.Azioni antidumping; regolamentazioni tecniche, amministrative e normative a tutela della salute e del consumatore, dell'ambiente e della sicurezza nazionale; crediti all'export e finanziamenti agevolati legati all'acquisto dei beni nazionali
    rapporti banche-impresa

    13) Al fine di impedire la chiusura di aziende in attivo o con commesse di grandi importi in prospettiva per crediti in pendenza presso le banche la presente legge prevede una proroga dei termini di pagamento dei crediti alle banche lmitata alle imprese che presentino i requisiti specificati in questo articolo
    14) Viene abolita l'Imposta sulla casa sugli edifici usati con funzione di lavoro da un'impresa
    nuovo progetto università

    15) rafforzare il legame tra piccoli progetti in start up e le università sul modello del polo tecnologico di Vecchiano, sostenuto dall'Università per le questioni scientifiche e da un piccolo pool di investitori privati ed istituzionali.

    L'obiettivo è di concentrare l'intervento pubblico e/o privato su poche grandi aree di crisi industriale di rilevanza nazionale, superando l'attuale frammentazione degli interventi e delle risorse. Secondo la definizione data dalla norma, sono situazioni di crisi industriale complessa, quelle che, a seguito di istanza delle regioni interessate, riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale derivante da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto oppure una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio.

    I Progetti di riconversione e riqualificazione industriale saranno diretti a promuovere investimenti produttivi anche a carattere innovativo, la riqualificazione delle aree interessate, la formazione del capitale umano, la riconversione di aree industriali dismesse, il recupero ambientale e l'efficientamento energetico dei siti e la realizzazione di infrastrutture strettamente funzionali agli interventi.

    Proposta normativa [email protected] da far presentare dall’Italia all’unione europea sui dazi antidumping alle importazioni extraeuropee

    Articolo 1)
    Con il presente atto si propone all’unione europea di estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento (CE) n. 91/2009 del Consiglio sulle importazioni di determinati elementi originari della Repubblica popolare cinese a tutte le importazioni industriali di qualsiasi genere provenienti da qualsiasi paese extraeuropeo che siano il risultato di pratiche sleali basate sul dumping .
    Articolo 2)
    Un prodotto è quindi considerato oggetto di dumping quando il suo prezzo all'esportazione In un paese dell’Unione europea (UE) è inferiore ad un prezzo comparabile del prodotto simile, praticato nel paese esportatore nell'ambito di normali operazioni commerciali.
    Articolo 3)
    L’articolo 1 si applica a tutti i casi in cui risulti un pregiudizio materiale grave a danno di un'industria di un qualsiasi stato memebro dell’UE, sia esso un pregiudizio a danno di un'industria stabilita nell’UE oppure una minaccia di pregiudizio o un grave ritardo nella creazione di tale industria.
    Articolo 4)
    L'accertamento di un pregiudizio si basa su prove positive e implica un esame obiettivo dei seguenti elementil volume delle importazioni oggetto di dumping, soprattutto qualora esse siano aumentate in misura significativa, tanto in termini assoluti quanto in rapporto alla produzione o al consumo nell’UE;i prezzi delle importazioni oggetto di dumping, soprattutto per determinare se esse siano state effettuate a prezzi sensibilmente inferiori a quelli dei prodotti simili dell'industria dell’UE, e se esse abbiano avuto l'effetto di deprimere i prezzi o di impedirne l'aumento;l'incidenza di tali importazioni sull'industria dell’UE interessata, soprattutto in termini di produzione e utilizzazione degli impianti, scorte, vendite, quota di mercato, evoluzione dei prezzi, profitti, utile sul capitale investito, flusso di cassa ed occupazione.
    Ultima modifica di [email protected]; 15-09-12 alle 19:44
    Haxel and SteCompagno like this.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Il Disegno di legge del PCF per la titela dell'industria è ora legge : grazie a t

    è una importante vittoria
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Re: Il Disegno di legge del PCF per la titela dell'industria è ora legge : grazie a t

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    è una importante vittoria
    E oggi il DDL Haxel diventa ufficialmente legge

    http://politicainrete.it/forum/il-gi...ml#post3475795

  4. #4
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    Predefinito Re: Il Disegno di legge del PCF per la titela dell'industria è ora legge : grazie a t

    Un buon testo. Certo, alcuni punti non credo che abbiano nemmeno la copertura finanziaria per essere attuati, ma in generale è una vittoria per la nostra industria.
    La Vita è troppo breve per non essere Italiani!

 

 

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