
Originariamente Scritto da
Monsieur
Questo post mi costa. Mi costa perché gli intellettuali che rispetto e che mi ispirano e che stimo, e penso a Scalfari, il partito politico che ritengo il migliore, e penso al Partito Democratico, lo giudicherebbero una cretinata.
Penso che chi mi conosce come utente sappia che non sopporto il populismo. Ma più che altro non sopporto l'irrazionalità, i postulati dati e non spiegati, piovuti dal cielo.
C'è un argomento tabù, e si chiama euro. Io voglio dire subito che non pretendo di avere ragione. E' possibile che mi sbagli, il tema è tecnico, il mainstream intellettuale dice altro. Ma non per questo posso rinunciare a pensare con la mia testa. Così come pensano con la loro testa molti qualificati economisti, e non demagoghi da strapazzo, che ritengono l'uscita dall'euro una via probabilmente anche auspicabile. E penso, tra gli altri, a Paolo Savona.
C'è un precedente, ed è quello della crisi valutaria del 1992. In quell'anno ad opera della cosiddetta speculazione internazionale la lira venne pesantemente svalutata e costretta ad uscire dallo SME, dopo essere stata ritenuta giustamente dagli investitori internazionali, dopo aver accettato i Trattati di Maastricht, incapace di mantenere inalterato l'artificioso cambio col marco. L'euro è un artificioso cambio col marco divenuto moneta unica. In quell'anno 1992 l'economia italiana visse il suo piccolo secondo miracolo economico, abortito poi dalle politiche disastrose di qualche mese di governo Berlusconi, che aveva abbandonato la programmazione salariale e quindi fatto ricrescere l'inflazione. Gli investimenti nel nostro paese aumentarono esponenzialmente, le esportazioni pure. L'inflazione -sorpresa!- cominciò a tendere a scendere. L'Italia aveva bisogno di quella svalutazione, per ridare fiato alla crescita e compensare gli effetti recessivi delle pur condivisibili politiche di austerità. E' necessario, per impedire il pericolo del default e scongiurare l'inflazione, approfondire temporaneamente le politiche recessive, con un aumento ulteriore della tassazione. Superato questo momento, l'economia potrà riprendersi, riappropriatasi finalmente dello strumento di una consapevole politica monetaria, e andare verso un nuovo miracolo economico, finalmente liberi da una concezione dell'Europa dogmatica, recessiva e dominata dalla Germania.