(AGI) - Sydney, 15 set. - Centinaia di manifestanti che protestavano contro il film su Maometto si sono scontrati con la polizia a Sydney. Davanti al consolato americano si e' radunata una folla, bambini compresi, e la polizia e' stata costretta ad intervenire per allontanare decine di persone che si erano assiepate sui gradini dell'edificio. I manifestanti si sono quindi trasferiti nel vicino Hyde Park dove gli animi si sono calmati. Gli Usa stanno inviando forze militari per rispondere ai disordini esplosi in diversi paesi musulmani in seguito alla diffusione del trailer di un film su Maometto considerato blasfemo. Lo ha rivelato magazine Foreign Policy, che ha intervistato il segretario alla Difesa Leon Panetta. "Dobbiamo essere preparati all'eventualita' che queste manifestazioni finiscano fuori controllo", ha detto al senza fornire ulteriori dettagli. Ma il magazine ha aggiunto che il Pentagono ha gia' inviato 100 uomini dei reparti speciali dei marines a proteggere le ambasciate in Libia e nello Yemen, e si sta valutando di spedirne altri 50 in Sudan.
Nella notte, un manifestante e' morto al Cairo negli scontri durante le proteste anti americane, in cui sono rimasti feriti 53 poliziotti. Lo hanno riferito fonti di sicurezza. Un 35enne, Ismail Rashad Ahmed, e' stato portato morto in ospedale da un amico che ha raccontato che la vittima e' stata uccisa da colpi d'arma da fuoco mentre partecipava alle manifestazioni.
Sette dei 53 agenti avevano ferite da proiettile.
La rabbia musulmana contro il film blasfemo della figura di Maometto e contro l'Occidente e' esplosa, attesa e prevista, il venerdi' della preghiera nelle moschee, che per oltre un anno aveva invece spinto la comunita' internazionale a un moto di empatia con le proteste per la democrazia e contro le dittature, a partire dagli Stati Uniti che oggi con Barack Obama dicono "la leadership nel mondo e' ancora nostra". A Khartoum migliaia di manifestanti hanno lanciato pietre contro i poliziotti di guardia e sono riusciti ad entrare nei complessi adiacenti delle ambasciate britannica e tedesca. Un manifestante e' rimasto ucciso nei pressi dell'ambasciata Usa.
La bandiera tedesca e' stata ammainata e al suo posto e' stato issato un vessillo islamico. Solo in tarda serata la situazione e' tornata alla normalita', quando i manifestanti sono stati cacciati fuori dalle forze di sicurezza. A Tunisi si sono verificati gli scontri piu' violenti: i manifestanti hanno incendiato parzialmente l'ambasciata americana, dal quale la rappresentanza diplomatica era stata evacuata. Il bilancio delle vittime e' pesante: 3 morti e 28 feriti.
Proteste si sono tenute anche in Bangladesh, con 10mila persone in piazza a Dacca, in Malaysia e in Indonesia, a Chennay in India. A Tripoli, in Libano, e' stato dato fuoco a un Kentucky Fried Chicken, fast food americano accusato di non rispettare i precetti dell'Islam. Il bilancio e' di un morto e 25 feriti. A Bengasi, teatro martedi' notte dell'attacco contro il consolato Usa in cui e' morto l'ambasciatore in India, l'aeroporto e' rimasto chiuso per alcune ore "per motivi di sicurezza". Successivamente e' stato reso noto che da ieri droni Usa sorvolavano la zona e che sono stati presi di mira dalle milizie islamiche. Disordini anche Jos, nel centro-nord della Nigeria, dove le forze dell'ordine hanno sparato dei colpi in aria per disperdere una manifestazione organizzata dalla locale comunita' musulmana. Nel Sinai un gruppo di beduini ha fatto irruzione in un campo di peacekeepers e incendiato la torre di osservazione del campo e ingaggiato scontri con le unita' di pace sul posto. Sono rimasti feriti in tre: due colombiani e un egiziano. Barack Obama ha ordinato la revisione delle misure di sicurezza nelle ambasciate e le sedi diplomatiche Usa in tutto il mondo dopo l'attacco di martedi' al consolato di Bengasi in cui sono stati uccisi l'ambasciatore in Libia, Chris Stevens e altre 3 cittadini Usa. A Sanaa, nello Yemen, sono stati dispiegati 50 marines per proteggere la rappresentanza diplomatica. (AGI) .




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