
Originariamente Scritto da
Comandante Diavolo
Per gli Stati Uniti il gruppo di opposizione iraniano Mujahaidin e Khalq (Mujahaidin del Popolo) non è più un’organizzazione terroristica.
Una decisione già presa nel 2009 dell’Unione europea, ma che per Washington rappresenta un cambio di strategia: gli Stati Uniti puntano a un cambiamento di regime in Iran attraverso una politica che coinvolga i gruppi di opposizione.
Il Mek ha cercato di rovesciare il regime teocratico iraniano durante la guerra contro l’Iraq. Ricevette asilo da Saddam Hussein e costruì una base paramilitare a nord di Baghdad, dismessa dal nuovo governo iracheno di Nouri al-Maliki, sciita molto vicino a Teheran.
Usa: gruppo dissidenti iraniani fuori da lista terroristi | euronews, mondo
Obama riabilita i terroristi iraniani, adesso servono.
GLI UMANITARI - In teoria è l’afflato umanitario a spingere molti congressisti americani, democratici compresi, per la decisione di
togliere il MEK dalla lista americana delle organizzazioni terroristiche. Qualche migliaiao d’iraniani fuggiti ormai trent’anni fa vive in Iraq a Camp Ashraf, da dov’essere spostato a cura degli americani perché gli iracheni non li vogliono più.
COMUNISTI FEROCI - Quelli del MEK sulla dei terroristi c’erano finiti perché inclini al comunismo e alle bombe, in particolare contro uffici americani e britannici in Iran ai tempi dello Shà, che volevano cacciare. Cacciato Reza Pahlavi quelli del MEK non si trovarono bene con i khomeinisti, che li massacrarono, da qui la fuga verso l’Iraq.
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TRADITORI DELLA PATRIA - A Saddam piacevano, tanto che li usò anche nella guerra all’Iran contro l’Iran, ma questo li mise in luce ancora peggiore agli occhi degli iraniani, che da allora li considerano comprensibilmente dei traditori. Idea che il regime e i cittadini iraniani hanno avuto modo di confermare anche di recente quando è emerso che quelli del MEK sono la manodopera che ha messo a segno gli attentati contro i fisici iraniani e le infrastrutture dedicate al programma nucleare. Un’attività confermata e ammessa da numerose testimonianze. Anche per questo gli iracheni non li vogliono più e se li deve accollare Washington.
IL PROBLEMA - Che però non può dare assistenza ufficiale a dei “terroristi”, figurarsi poi importarne qualche migliaio negli Stati Uniti, l’unica soluzione possibile visto che con la loro fama non li vuole nessuno. Così alla fine si è deciso di toglierli dalla lista dei terroristi perché “hanno rinunciato al terrorismo”.
UNA SETTA PERICOLOSA - Una bugia come tante, avvalorata da congressisti che negli anni hanno ricevuto migliaia di dollari per intervenire a iniziative nelle quali si lamentava la persecuzione del MEK e dei suoi aderenti. Un gruppo che assomiglia a una setta, guidata ufficialmente dalla signora Rajavi, autonominata “presidente a vita” dell’Iran in luogo del marito, che ha pendenze storiche e giudiziarie tali da renderlo impresentabile. Come raccontato anche di recente da
Seymour Hersh uomini del MEK hanno ricevuto addestramento militare negli Stati Uniti anche nel 2007, la migliore prova a sostegno del fatto che gli Stati Uniti non possono affermare che il MEK abbia abbandonato il terrorismo e ancora meno che appoggiarlo serva ad altro che ad una destabilizzazione violente dell’Iran.
I “nostri” terroristi iraniani non sono terroristi