Cari americani, se votate per Barack Obama finirete come l'Italia, pieni di tasse e senza crescita.
Anzi no; è se votate per Romney che finirete male: ovvero come la Svizzera.
Un paradiso fiscale. Nel duello finale per la presidenza degli Stati Uniti d'America tra il repubblicano Mitt Romney e il presidente uscente, il democratico Obama, a sorpresa la comunicazione politica e la campagna elettorale si giocano su due Paesi della vecchia Europa: l'Italia - lo spettro agitato dai repubblicani - e la Svizzera, il fantasma che Obama vorrebbe allontanare da Washington e dintorni. Sì, perché nell'immaginario metastorico e di metafore sul futuro dei due candidati questo paio di nazioni europee incarnano l'eros e il thanatos, i due gangli centrali dello scontro tra destra e sinistra oltreoceano: le tasse e la sanità. Alzare le prime per aumentare la copertura sanitaria statale è, in soldoni, la ricetta obamiana. Abbassare le tasse e ridurre le spese per la sanità è quella repubblicana. «Su tasse e sanità le politiche di Obama - dicono Romney e il vice Paul Ryan nei comizi elettorali - rischiano di far diventare gli Stati Uniti come l'Europa, ovvero simili a Paesi come l'Italia, la Grecia e la Spagna. Con noi gli Usa torneranno a essere grandi». Ora, prima di passare alla metafora svizzera cara ai democratici, una cosa deve preoccuparci in quanto italiani: che il nostro Paese diventi, assieme alla Grecia (che sta messa assai peggio di noi) e alla Spagna (anche questa messa male rispetto all'Italia), simbolo di ciò che gli Usa non dovranno fare in economia e in politica. Se accade è perché nel nostro Paese il peso fiscale altissimo è ormai diventato una fotografia sulla nostra carta d'identità, talmente sgradevole (agli occhi di un pezzo di America e non solo) e riconoscibile, globale, da sostituire nei cliché il tradizionale spaghetti-pizza-mandolino. Nulla a che vedere, insomma, con la trasposizione della Svizzera che gli obamiani - su altra sponda politica - hanno materializzato e girato in uno spot dal titolo Romney Girl, realizzato contro il candidato repubblicano e la sua linea di riduzione del peso fiscale. Nel trailer si vede una donna bionda, chiamata «Miss Conto Bancario Svizzero» (Miss Swiss Bank Account) bella e ben vestita, ammiccante, che si accompagna al candidato Mitt Romney, impersonato come un «milionario che ha conti ovunque» mentre sullo schermo appaiono le nazioni coinvolte: Svizzera, Lussemburgo, Isole Cayman e Irlanda. Canta la bella: «Sono una ragazza di Romney, nel mondo di Romney la vita senza tasse è fantastica», uno slang da far impallidire il «meno tasse per tutti» (rimasto purtroppo irrealizzato), coniato da Berlusconi tanti anni orsono. Auto decappottabili, alberghi di lusso, la Miss Swiss che esce da una piscina, dentro il giardino rialzato di un'enorme villa, con un asciugamano rosa a coprirne le forme e gli ancheggiamenti. Ora, come sia possibile fare delle tasse troppo basse uno strumento di lotta politica per alzarle (e conquistare consensi) è comprensibile negli Usa, dove l'aliquota media pagata dalla maggioranza dei contribuenti americani si aggira attorno al 15% ma non in Italia dove le gabelle ce le portiamo appresso su tutto. L'elemento che ancora manca, nel duello a colpi di Italia vs Svizzera messo in scena dai due candidati alla Casa Bianca, è la reazione dei rispettivi paesi europei. Sì, perché lo spot di Obama con Miss Swiss in costume tipico da Alpi elvetiche ha fatto infuriare Berna. Anche perché su Youtube il video è risultato tra i più cliccati. A levare la propria voce di protesta è stato il Dipartimento federale svizzero per gli Affari esteri, che non ha nascosto l'irritazione del Governo: il video - ha accusato - «dà l'impressione che avere un conto bancario in Svizzera sia una cosa sospetta di per sé e che l'unico scopo sia quello di nascondere il denaro al fisco». Irritazione che arriva, tra l'altro, dopo che si erano da tempo superate le tensioni legate alle accuse di Washington sui presunti conti segreti di oltre 50.000 cittadini americani nella banca svizzera Ubs. Un freddezza superata grazie a un accordo raggiunto in cui i vertici di Ubs rivelavano i nomi di migliaia di evasori americani agli Usa. E l'Italia? Beh, l'Italia per la metafora di Romney e del finire male, senza tasse e senza crescita, non si è arrabbiata. Stiamo assai meglio di Grecia e Spagna, su questo non ci piove, ma che da noi le tasse siano esagerate e la crescita scomparsa da anni, beh, pure su questo non ci piove. Resta da capire cosa avranno più paura gli elettori Usa? Di finire come l'Italia o come la Svizzera? Azzardiamo una previsione: la prima che hai detto.
Il Tempo - Politica - di Massimiliano Lenzi Cari americani, se votate per Barack Obama finirete come l'Italia, pieni di tasse e senza crescita.
Com'è possibile che al popolo della vittoria di Reagan con 489 elettori su poco più di 500, possa avere paura della Svizzera?




Rispondi Citando
