Uno dei più grandi rocker degli ultimi cinquant’anni, vera araba fenice , perché dato per morto tante volte e popi puntualmente risorto, a questo giro, no, non ce l’ha fatta: ora, può andare davvero sul lato “selvaggio”, l’ignoto come cantava in un brano che diventerà manifesto di una generazione «Walk on the Wild Side” : Lou Reed è morto a 71 anni, secondo quanto è rimbalzato inizialmente dai siti americani per poi diffondersi viralmente in tutto il mondo. L’eroe maudit dei Velvet Underground aveva subito un trapianto al fegato nel maggio scorso. Ora, può andare davvero sul lato “selvaggio”, viaggiaere l’ignoto come cantava in un brano che diventerà manifesto di una generazione , bruciata, «Walk on the Wild Side».
Lou, figlio della buona borghesia ebraica di New York, si diede una missione fin da subito, nel Village ribollente degli anni’60: scandalizzare proprio la crema benpensante da cui proveniva, introducendo nel rock stardom, tutto sommato convenzionale in ambito di genere, il concetto di diversità, le storie negate dei loser : e alzando l’asticella, l’arte applicata alla musica, non più una roba da sempliciotta. Andy Wahrol s’innamorerà dell’estro di questo ragazzotto e si inventerà con lui i Velvet Underground. Solo quattro anni e quattro album, ma una band che scriverà capitoli fondamentali della storia del rock.





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