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Napoli Capitale
IL GIUDICE RAGAZZINO FREDDATO STATALE 640 AGRIGENTO-CALTANISSETTA DALLA STIDDA AGRIGENTINA
Ventidue anni fa veniva ucciso Livatino
L'Anm: «Col suo rigore professionale, l'umiltà e l'alto senso
etico del ruolo resterà per tutti noi un punto di riferimento»
Ventidue anni fa veniva ucciso Livatino - Corriere del Mezzogiorno
Rosario Livatino
PALERMO - A ventidue anni dalla morte del giudice Rosario Livatino ucciso da mano mafiosa mentre alla guida della sua auto e senza scorta stava percorrendo la strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta, nella sua città, Canicattì, per iniziativa dell' associazione d'impegno civico ed antimafia «Tecnopolis» e di quella culturale «Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino» è stata celebrata una messa nella chiesa di San Domenico, in contrada Gasena, dove avvenne l'agguato. I genitori del «giudice ragazzino», come lo definì l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, hanno deposto in mattinata una corona di fiori ai lati della stele che hanno eretto in ricordo del figlio. Per la sua morte sono stati arrestati e condannati, grazie al supertestimone Pietro Ivano Nava, i killer e i mandanti dell’omicidio.
IL RICORDO DELL'ANM - «Nel ventiduesimo anniversario del suo barbaro assassinio i magistrati del distretto di Palermo ricordano, con immutata emozione, Rosario Livatino. Magistrato che, con il suo rigore professionale, l'umiltà e la riservatezza del suo agire, l'alto senso etico del suo ruolo, rappresenta per tutti noi un esemplare punto di riferimento per conservare e rafforzare l'effettiva autonomia ed indipendenza da ogni altro potere e per coltivare il sogno di contribuire all'affermazione della legalità in un Paese tuttora profondamente condizionato dalla mafia e dalla mentalità mafiosa». Lo afferma la giunta distrettuale dell'Anm di Palermo presieduta da Antonino Di Matteo.
PROCESSO DI BEATIFICAZIONE - Già proclamato Servo di Dio da Giovanni Paolo II, Rosario Livatino potrebbe presto essere proclamato Beato dopo l'avvio, un anno fa, del processo di canonizzazione da parte dell'arcivescovo di Agrigento. Le iniziative in ricordo del giudice barbaramente assassinato proseguiranno nei prossimi giorni con il programma della «Settimana della legalità, in memoria dei giudici Saetta e Livatino». Sabato al teatro Sociale di Canicattì è previsto il convegno «Non di pochi, ma di tanti. Esempi, valori ed azioni per la democrazia e la Giustizia», con monsignor Giovanni D'Ercole, il direttore della Dia Alfonso D’Alfonso, Antonello Montante presidente di Confindustria Sicilia, Roberto Scarpinato, procuratore generale di Caltanissetta, e don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di canonizzazione.
Francesco Parrella
21 settembre 2012