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    Predefinito Manifesto del Forum delle Associazioni Familiari per le Europee 2009

    Il Futuro dell'Europa passa per la Famiglia






    Europee 2009 - Il Futuro dell'Europa passa per la Famiglia

    Nell’Europa dei 27, i vari Paesi presentano tuttora forti elementi di differenziazione. Le politiche sociali sono spesso diverse per ruolo dei servizi pubblici, quantità di risorse disponibili, scelta tra prestazioni universalistiche o selettive.
    La famiglia stessa si presenta diversa in ciascun contesto nazionale con strutture familiari più coese e stabili nei Paesi del Sud, più frammentate e fragili nell’Europa continentale e settentrionale. Il grande processo di costruzione dell’Unione Europea deve fare i conti con questa situazione, soprattutto se si vuole che la nuova Europa non sia solo un progetto politico o economico ma anche sociale. Alla domanda se sia possibile costruire un’Europa dei popoli, bisogna aggiungere anche quella su quale ruolo la famiglia debba avere in tale processo.
    Nelle condizioni attuali, l’Europa non vede nella famiglia una risorsa per la società, perché la cultura dominante la considera come un vincolo storicamente superato. La società europea vede le proprie risorse negli individui e nei mercati, non certo nelle relazioni familiari. La famiglia non è più una risorsa che si possa dare per scontata.
    Se l’Europa vuole ancora poggiare il proprio tessuto sociale sulle relazioni familiari, occorre che la famiglia sia generata in maniera intenzionale e che le venga riconosciuta una cittadinanza propria; mentre gran parte della società europea ha invece relegato la famiglia tra le scelte individuali della sfera privata.
    Occorre quindi orientarsi a una nuova soggettività sociale della famiglia, cioè prevedere per essa uno specifico complesso di diritti e doveri che ne qualifichi la presenza nel tessuto politico della società.
    L’Europa delle istituzioni, oltre che dei popoli, deve chiedersi seriamente che cosa vuol fare della famiglia. Se fare una scelta antropologica di civiltà, che richiede coerenza nelle decisioni politiche, norme e mezzi adeguati, oppure lasciare la famiglia in balia di una cultura relativista e dei giochi del mercato, che comunque sarebbe una scelta politica di segno negativo.
    Oggi l’Europa vede la famiglia soprattutto come ambito da proteggere (luogo della privacy) e ne coglie solo marginalmente la sua importanza per la società, rifiutandosi, di individuarla come soggetto fondamentale per la crescita della persona e dell’intero contesto sociale, lasciando alle competenze dei singoli Stati la possibilità di riconoscerla come soggetto primario su cui investire o di minarne l’identità più profonda.
    L’Europa ha bisogno della famiglia per costruire il proprio futuro: una famiglia fondata sul matrimonio tra una donna ed un uomo e aperta alla vita. Perché è attraverso la mediazione della famiglia che passano e si concretizzano i valori che fondano l’identità europea: pace, giustizia, uguaglianza, solidarietà, rispetto delle diversità.
    Occorre quindi, in questo momento storico decisivo per lo sviluppo dell’Europa, individuare alcune strategie per poter promuovere una nuova alleanza tra famiglia e società. In tal senso occorre rileggere le politiche sociali in una prospettiva familiare; realizzare politiche familiari esplicite a livello nazionale e locale, capaci di fornire risposte adeguate alle famiglie in termini di politiche fiscali, sostegno alla genitorialità, riconoscimento del lavoro di cura, modelli flessibili per la conciliazione lavoro/famiglia, attenzione ai ruoli maschili e femminili in famiglia e nel mercato del lavoro, servizi per i diversi bisogni nei diversi cicli della vita familiare.

    1 - FAMIGLIA E NATALITA’
    Vi è un rapporto stretto tra famiglia e natalità, perché è nella famiglia che si fanno progetti di vita e si decide di investire sui figli, che rappresentano il futuro di ogni Nazione e non un semplice bene privato.
    Lo scarso numero di nascite genera molti problemi a livello sociale: rischio di insostenibilità fiscale ed economica dell’intero sistema di protezione sociale connesso col rapido invecchiamento della popolazione, pressioni negative sulla crescita della produttività, una forte diminuzione della popolazione giovane in età attiva nei prossimi decenni. Queste difficoltà non sono compensate dagli ipotetici vantaggi derivanti da una popolazione di minori dimensioni.
    Occorre pertanto sostenere soprattutto i giovani sposi, in primo luogo da un punto di vista culturale, favorendo la crescita di responsabilità e di autonomia nelle nuove generazioni attraverso modelli educativi adeguati. E’ inoltre assolutamente indispensabile riconoscere che il futuro dell’Europa è legato al futuro delle famiglie e che quindi occorre investire concretamente nel “bene famiglia”.

    2 - FAMIGLIA E TUTELA GIURIDICA DEI MINORI
    La Convenzione internazionale de l’Aja del 1993 sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale ha predisposto incisive forme di garanzia per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali del minore anche nell’ambito della procedura adottiva, ma ciò da solo non può bastare per dare un futuro ai bambini abbandonati del mondo. Occorre una nuova cultura che possa riportare al centro dell’intera procedura adottiva i primari bisogni del bambino.
    E’ pertanto fondamentale promuovere una politica europea delle adozioni internazionali affinché a tutti i bambini abbandonati nei loro Paesi di origine venga garantito il diritto ad avere una famiglia, attraverso politiche di sostegno attivo e cooperazione allo sviluppo nei Paesi di origine, ma anche favorendo e sostenendo lo sviluppo di una cultura dell’accoglienza nelle famiglie europee.
    Il diritto alla famiglia, d’altra parte, è soprattutto quello alla propria famiglia, ossia il diritto a mantenere rapporti continuativi e significativi con i propri genitori, anche nel caso di loro separazione, nonché nel riconoscimento del principio generale secondo il quale entrambi i genitori hanno una responsabilità comune per quanto riguarda l’educazione dei figli ed il provvedere al loro sviluppo (Convenzione di New York, 1989).
    Allo stesso modo, dovrà essere garantito il diritto del minore al mantenimento nell’ambiente socio-culturale abituale (con particolare riferimento al caso di trasferimento all’estero della residenza d’uno dei due genitori).

    3 - FAMIGLIA E LAVORO
    Il contesto socio-economico europeo pone spesso le persone, e più frequentemente le donne, di fronte a dilemmi difficili, a scelte drammatiche tra “essere in casa” oppure “lavorare fuori casa”. Purtroppo le risposte a questi dilemmi sono in genere a carico della singole famiglie, e il contesto esterno offre pochissime soluzioni.
    La rigidità dei modelli organizzativi e produttivi penalizza pesantemente le persone che entrano e agiscono nel mercato del lavoro con carichi familiari. Di fatto l’organizzazione del lavoro e dei tempi impedisce, alla maggior parte delle persone, di contemperare il fronte lavorativo e quello familiare, impegni di cura e impegni professionali.
    E’ necessario allora uno sforzo di fantasia e di creatività, ma soprattutto un pensiero diverso sulle “risorse umane”, capace di uscire dal paradigma classico di subordinazione della persona all’assetto organizzativo della produzione, per inventare nuove forme di organizzazione del lavoro, anche attraverso l’uso di strumenti di sostegno già disponibili quali il Fondo sociale europeo. Un altro aspetto della società europea contemporanea che si pone come grande nemico della famiglia è la disoccupazione, soprattutto in questo momento di grave crisi economica. La mancanza di lavoro comporta l’impossibilità di progettare serenamente il futuro. Pertanto spetta all’Europa intera incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro, con una particolare attenzione ai giovani, affinché abbiano risorse concrete su cui confidare per costruire i propri “progetti di famiglia”.

    4 - FAMIGLIA E BIOETICA
    Quando le Istituzioni europee, in particolare il Parlamento e molti Stati che fanno parte dell’Unione europea, vengono poste di fronte alle fasi più fragili della esistenza umana, quali sono il nascere ed il morire, le soluzioni adottate rischiano spesso di non proteggere adeguatamente la dignità umana, che è cosa diversa e più importante della semplice “qualità della vita”.
    Le manipolazioni genetiche, la procreazione artificiale, l’utilizzazione degli embrioni umani per fini dichiarati terapeutici, ma che potrebbero anche essere industriali e commerciali, l’eutanasia fatta passare per una “dolce morte”, sono tutti fenomeni che investono il cuore dei diritti umani e della famiglia sui quali l’Unione europea ha già legiferato e in molte occasioni dovrà ancora intervenire.
    Occorre porre un freno ad un approccio scientista e utilitaristico della vita umana: l’Europa non può rimanere silenzioso terreno per ogni scorribanda in fatto di bioetica.

    5 - FAMIGLIA E POLITICHE DI SVILUPPO
    L e famiglie europee rappresentano un importante fattore economico di cui la politica economica deve tener conto, non soltanto rispetto alla crescita e alla stabilità attuali, ma anche agendo in modo responsabile nei confronti delle generazioni future. L’inverno demografico che attanaglia l’Europa interroga tutti i popoli della Ue ed i loro rappresentanti saranno chiamati a dare risposte non più procrastinabili; il calo delle nascite rende insostenibili gli attuali sistemi pensionistici, sanitari e di protezione sociale.
    Le inevitabili riforme delle pensioni, una sanità sotto stretto controllo, le politiche di sviluppo che riguardano tutti gli strati della popolazione e tutti i ceti sociali, toccano profondamente le famiglie e l’equilibrio tra le generazioni.
    Occorre dunque riconoscere che l’Europa ha urgente bisogno di promuovere il proprio “capitale umano” attraverso un’adeguata attenzione e il potenziamento delle azioni in campo formativo ed educativo, anche riconoscendo e valorizzando il contributo dato dalle famiglie per nutrire, crescere ed educare i propri figli.

    6 - FAMIGLIA E MASS MEDIA
    I mezzi di comunicazione sociale sono ormai per molti il principale strumento informativo e formativo, guida e ispirazione per i comportamenti individuali, familiari e sociali, nonché la via privilegiata per la creazione e la trasmissione della cultura.
    La maggior parte degli utenti (primi fra essi bambini e adolescenti) è però sprovvista delle più elementari conoscenze dei linguaggi e degli effetti dei messaggi mass-mediali. Inoltre la violenza, le immagini di famiglie perennemente in crisi, di donne e di uomini incapaci di amare veramente e di volere il bene dell'altro hanno dato e danno un'immagine della famiglia profondamente distorta finendo per arrecare danni ai più deboli e, fra essi, soprattutto ai minori.
    Urgenti e sempre più necessarie appaiano, quindi, disposizioni di legge e indicazioni a livello europeo che, al fine di garantire un armonico sviluppo intellettuale e psichico delle giovani generazioni, agevolino e rendano possibile la produzione e la diffusione di programmi formativi, e privi di messaggi negativi, destinati ai minori.

    7 - FAMIGLIA E FISCO
    In un momento in cui bisogna lavorare per l’armonizzazione dei sistemi fiscali dei Paesi membri è fondamentale riaffermare la funzione sociale, non solo privata, di chi si fa carico di crescere dei figli, e quindi scegliere quei modelli di trattamento fiscale che tengano conto dei componenti del nucleo familiare. La capacità contributiva del cittadino deve essere commisurata al numero dei familiari a carico, i cui costi non possono essere messi sullo stesso piano di quelli per la soddisfazione di altre esigenze private.
    Gli strumenti scelti dagli Stati membri possono essere diversi (deduzioni, detrazioni, quoziente familiare ecc.) ma non il principio di equità orizzontale e la sua efficacia.

    8 - SOLIDARIETA’ TRA LE GENERAZIONI
    Crisi della natalità e invecchiamento della popolazione caratterizzano in misura crescente il quadro demografico europeo, con una crescente sfida alla sostenibilità dei sistemi di protezione sociale, dalle pensioni al sistema socio-sanitario delle cure. In questa situazione i sistemi di welfare nazionali possono rispondere in modo adeguato ai crescenti bisogni di cura, con risorse finanziarie sempre meno ricche, solo con modelli di welfare plurale, in cui pubblico, privato, non profit e famiglie saranno tutti considerati risorse di un unico sistema. In particolare occorre riconoscere e promuovere l’insostituibile funzione di cura e di solidarietà intergenerazionale svolto dalle famiglie, anche con un deciso potenziamento dei sistemi di cura domiciliare.

    9 - FAMIGLIA E immigrazione
    Il diritto alla riunificazione familiare per i cittadini stranieri che risiedono legalmente nel territorio di uno Stato membro, sancita anche da numerosi documenti ufficiali dell’Ue, facilita l’integrazione sociale, contribuisce a creare una stabilità socio-culturale e favorisce la stabilizzazione dello straniero e la sua conseguente integrazione socio-culturale, con effetti benefici per la collettività.
    Molti aspetti normativi relativi al tema dell’immigrazione sono di competenza dei singoli Stati membri, tra i quali sussistono differenze storiche e culturali. Tuttavia la tendenza a considerare il cittadino immigrato solo alla stregua di soggetto di forza lavoro non deve essere la cultura di riferimento degli strumenti legislativi di cui devono dotarsi tutti i Paesi dell’Unione.
    Occorre quindi tutelare con forza i fondamentali diritti degli immigrati, quali la libertà personale, la possibilità di difesa in foro giurisdizionale, l’asilo e la protezione umanitaria, e soprattutto l’unità familiare e il diritto ad elaborare un progetto migratorio stabile per sé e per la propria famiglia.

    10 - FAMIGLIA E ASSOCIAZIONISMO
    L’associazionismo familiare è oggi un soggetto importante in molti Paesi dell’Ue; ad esso vanno riconosciuti valore sociale e soggettività di interlocutore politico. E’ importante che le famiglie abbiano una voce nel dibattito politico, che siano “riscoperte” come portatrici di risorse, e non percepite solo come bisognose e inadeguate, o al massimo utilizzate come “risorse a basso costo” per rispondere ai bisogni dei propri membri. Molti Stati riconoscono alla famiglia l’insostituibile ruolo di cura che svolge nella società e la sua funzione di interscambio di risorse tra generazioni.
    Occorre quindi promuovere, sostenere e sviluppare l’associazionismo non-profit e di utilità sociale, rendendolo autonomo, capace di organizzare servizi e di offrire prestazioni; in tal modo si potrà perseguire una corretta e concreta applicazione del principio di sussidiarietà tra persone, famiglie, società e istituzioni.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Manifesto del Forum delle Associazioni Familiari per le Europee 2009

    insomma chi dobbiamo votare?

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Manifesto del Forum delle Associazioni Familiari per le Europee 2009

    Io penso di essere fortunato: da me si presenta come capolista Mario Mauro.
    Certo, il problema è chi viene dopo di lui. Ancora non son riuscito a sapere...
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

 

 

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