Avanti, siori e siore!
I danee sono quelli dei soliti noti.
I posti sono quelli per gli ultimi arrivati.
E l'assalto alla diligenza può continuare.
Il welfare all'itagliana, con tanto di costituzione statalista e dirigista a supporto, magistratura militante e nella quasi totalità estranea ai territori dove "amministra la giustizia", sindacati sempre pronti a prendere le difese di tutti meno che degli autoctoni, è questo qui.
E i parassiti gongolano.
Dalle false pensioni d'invalidità ai lavoratori socialmente utili per quelli con la valigia di cartone, al tutto gratis e subito (assistenza sanitaria gratuita per chiunque entra, bonus di su e di giù, ecc.) per i nuovi itagliani.
Altro giro, altra corsa.

Uno può scegliere la Pepsi o la Coca.
Uno può mangiare le lasagne o i mandilli de sea.
Uno può (oddio, potrebbe...) assumere Giovanni o Luigi.
Ma non può dare il bonus a Tizio e non a Caio.

Discriminare significa fare delle valutazioni, dare dei giudizi, fare distinzioni ed agire conseguentemente a tali scelte. Il diritto di discriminare – di scegliere quello che si accorda con i nostri valori – è un diritto fondamentale. Proprio come abbiamo il diritto di non comperare un bene in un negozio, allo stesso modo il negoziante ha diritto di non venderci la sua merce, se lo ritiene opportuno. Esso rappresenta la base per scegliere come impiegare il nostro tempo, il nostro capitale e la nostra proprietà, ed è anche ciò che sottende al diritto alla libertà di associazione.


Tar Lombardia: bonus famiglia anche a immigrati

Tar Lombardia: bonus famiglia anche a immigrati regolari - Stranieri in Italia - il portale dell'immigrazione e degli immigrati stranieri - Stranieri in Italia - il portale dell'immigrazione e degli immigrati stranieri

http://www.stranieriinitalia.it/news...a17lug2009.doc

MILANO, 17 luglio 2009 - Il Tar della Lombardia ha stabilito ieri che siano riaperti i termini per la domanda del bonus famiglia estendendola agli immigrati regolari senza carta di soggiorno ma in ''possesso del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno''.

Con questa decisione il Tribunale Amministrativo della Lombardia ha annullato il provvedimento della Regione impugnato lo scorso aprile da Cigl, Centro solidarieta' integrazione, Associazione nazionale Oltre le frontiere, Studi giuridici sull'immigrazione e da alcuni immigrati.

Con il provvedimento il Tar impone alla Regione di riaprire i termini, scaduti il 13 marzo scorso, per ottenere il beneficio, fermo restando che chi ne fa richiesta deve avere anche una serie di requisiti come un determinato reddito e tre figli a carico.

''Siamo soddisfatti - ha sottolineato Vittorio Angiolini, legale della Cgil - in quanto e' stato confermato quanto sostenuto da tutte le associazioni che in questa vicenda rappresentano gli immigrati, e cioe' che quella era una delibera discriminatoria''.