"La Tradizione è la trasmissione dell'idea dell'essere nella sua perfezione massima, dunque di una gerarchia tra gli esseri relativi e storici fondata sul loro grado di distanza da quel punto o unità. Essa è talvolta trasmessa non da uomo a uomo, bensì dall'alto; è una teofania. Essa si concreta in una serie di mezzi: sacramenti, simboli, riti, definizioni discorsive il cui fine è di sviluppare nell'uomo quella parte o facoltà o potenza o vocazione che si voglia dire, la quale pone in contatto con il massimo di essere che gli sia consentito, ponendo in cima alla sua costituzione corporea o psichica lo spirito o intuizione intellettuale."
"Allorquando la Maddalena si presenta a versare gli unguenti sui piedi del Cristo, Giuda Iscariota la biasima dicendo che meglio converrebbe donare il prezzo dell'unguento ai poveri. In queste poche parole è racchiusa l'intera filosofia della tradizione diabolica. Essa infatti propugna il rovesciamento dei criteri: il primo luogo non spetta al culto, dunque a ciò che fonda metafisicamente la moralità e il consiglio di donare ai poveri, bensì all'atto di donare ai poveri, spoglio d'ogni ragione, spacciato per fine ultimo. [...] Nel biasimo di Giuda è già racchiusa la sostituzione dell'umano al sacro.
Poiché un bisogno umanitario è anteposto all'idea della perfezione assoluta, mancherà altresì ogni criterio per porre in ordinata gerarchia i bisogni: prevarrà alla fine il bisogno più violento e più nevroticamente astuto."
"Il dogma [del divenire] estende la sua dominazione ormai a ogni sfera, anche alla più restia per natura a esservi inglobata e sconvolta, l'arte. Si odono così pronunciare elogi che sono biasimi, si osa dire che un artista è "valido" perché "inserito nel suo tempo, nella storia" ovvero, con orrida metafora mineraria, "in un filone attuale". Si elogia ciò che andrebbe celato con pudore, cioè la "ricerca" (cui s'aggiunge, addirittura, inquieta), o l'"esperimento" (cui s'aggiunge, con ormai inconsapevole ludibrio, sofferto)."
"E ciò che oggi è macelleria fu immolazione ieratica, ciò che è matrimonio fu ierogamia, ciò che è gara fu riesumazione religiosa della lotta perenne tra gli opposti, ciò che è guerra o azione in giudizio fu tenzone cerimoniale e ordalia, la ginnastica e gli esercizi acrobatici nei primordi espressero il cammino e i risultati della contemplazione, il commercio nacque come cerimonia di donazioni contrapposte, il danaro come amuleto.
Nello stato primordiale, per l'uomo conta la quiete interiore non deturpata da passioni personali o collettive, da immagini arbitrarie o da futilità, poiché per esperienza egli sa che ripulendo l'anima fino a renderla specchiante si acquista preveggenza, giustizia, indifferenza regale."
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ncav:
