Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 78/12 del 26 settembre 2012, Santi Cipriano e Giustina

Rassegna stampa del 26.09.2012

Terra Santa: l’Intifada cattolica…
Da otto anni ogni venerdì i cattolici di Betlemme recitano in processione il S. Rosario sotto il muro del check point di Betlemme. Leggiamo quello che è successo ad agosto durante il Campo Estivo della Pastorale Giovanile della Diocesi di Gerusalemme, al quale hanno partecipato anche dei ragazzi italiani…
“(…) Per molti dei ragazzi cristiani palestinesi era la prima volta che si avvicinavano così tanto al muro anzi, molti di loro non avevano mai visto il muro così vicino e soprattutto molti di loro non sono mai riusciti a superare questo muro e a visitare i luoghi santi di Gerusalemme. Nei 5 giorni di campo scuola i ragazzi non potranno andare a pregare nè al Santo Sepolcro nè sul Monte degli Ulivi… incredibile ma vero! Vieni dall’Italia e puoi fare quello che vuoi… sei nato a Betlemme, a Taybeh, a Zababdeh e nei dintorni della Città Santa e non puoi nemmeno entrarci… Non è facile accettarlo per i nostri ragazzi, non è facile trovare i motivi dato che i ragazzi cristiani non hanno mai messo in pericolo la sicurezza di Israele ed allora? Allora credo che si possa tranquillamente dire che non è giusto tutto questo! Negare il diritto alla libertà va contro ogni logica ma in questa terra l’unica logica che vige è quella della sopraffazione e del più forte.. (…) non possiamo fare altro che resistere con la preghiera ed i segnali che forse è la strada giusta ci sono: la nostra preghiera fa paura! Fa paura al punto tale che i soldati israeliani hanno chiuso il portone del muro al nostro passaggio. E’ stato interessante vedere le facce incredule dei ragazzi italiani presenti mentre guardavano il muro chiudersi ed è stato altrettanto interessante sentirli commentare questa chiusura… ma i commenti ve li lascio immaginare!”
L’INTIFADA cristiana… | Abuna Mario

20 settembre col fantasma del massone ebreo Nathan
La Breccia di Porta Pia non fu una cannonata che aprì un varco nelle mura ma l'abbattimento di una storia finita, quella del potere temporale della Chiesa. (…) Dobbiamo far scattare l'orgoglio e riappropriarci della nostra libertà: ripartiamo dal cittadino, secondo l'esempio del più grande sindaco che Roma abbia espresso, Ernesto Nathan. Massone, mazziniano, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (…) (Discorso del Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, per il 142° anniversario della Breccia di Porta Pia)
Grande Oriente d'Italia - Sito Ufficiale

20 settembre in salsa kosher
La sera del 20 settembre, alle ore 20.30, la Fanfara di Roma capitale dell’Associazione Bersaglieri, passerà di corsa e suonando nelle strade dell’antico Ghetto per esibirsi in concerto a Portico d’Ottavia. Nell’ambito della celebrazione del 142° anniversario della presa di Roma del 20 settembre 1870, i Bersaglieri, per il secondo anno, intendono ricordare l’abbattimento delle sei porte che chiudevano al tramonto l’intero quartiere. Le porte del Ghetto erano sei. Le prime tre furono messe in opera nel 1555 da papa Pio IV, le restanti, con l’ampliamento dei confini del quartiere, furono fatte costruire da papa Sisto V. La conquista di Roma da parte dell’Esercito italiano portò all’abbattimento definitivo delle porte che erano già state aperte per brevi periodi con la conquista di Napoleone nel 1798 e durante i 5 mesi della Repubblica romana nel 1849. Il generale Antonino Torre, consigliere comunale di Roma capitale, d’intesa con il Presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici, ha ideato l’evento che nella prima edizione, quella dello scorso anno, ha avuto un grandissimo successo ed è stato molto apprezzato in particolare dagli abitanti del Ghetto che, per la prima volta dopo il 1870, hanno rivisto i fanti piumati nelle loro strade. Con l’occasione verrà presentato il fumetto storico 1870: La presa di Roma realizzato, sempre per iniziativa del generale Torre, da Saverio Di Tullio. Il sindaco Alemanno, che ha patrocinato l’evento, sarà presente allo spettacolare evento.
ROMANOTIZIE.IT - Concerto dei Bersaglieri al Ghetto

Senza principi cristiani, emergenza umanitaria
(…) la vera emergenza, in Italia, negli ultimi decenni è quella educativa. Invece continuiamo a illuderci che tutto si possa risolvere con emendamenti, norme, commi e paragrafi. (…) Ecco perché diciamo che la prima emergenza, per l’Italia, è da tempo quella educativa. Perché per tirarsi fuori dai guai, più che di nuove leggi, l’Italia avrebbe bisogno di nuovi uomini, molto più difficili da promulgare.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...&ID_sezione=29

Le adozioni negli stati canaglia
Il tema dell'adozione da parte di genitori omosessuali continua ad essere oggetto di dibattito per l'opinione pubblica. E se le posizioni opposte, pro e contro, sembrano essere inconciliabili, il partito di quanti pensano due genitori dello stesso non possano crescere un bambino arruola ora un testimone illustre e forse inatteso. Rupert Everett, attore britannico da vent'anni dichiaratamente gay, in un'intervista rilasciata a Sunday Times Magazine, ha lasciato poco spazio ai dubbi sulla sua posizione in merito all'argomento. "Non riesco a pensare niente di peggio che essere cresciuto da due papà", ha messo in chiaro. "Per un ragazzino già avere genitori famosi rischia di essere una catena di cui è difficile liberarsi. Figurarsi se i due genitori oltreché famosi sono pure omosessuali". L'attore parla in generale (e non fa nomi), ma limitandosi alla Gran Bretagna è facile trovare riferimenti al discorso di Everett. Per citarne uno, il caso di Elton John, che insieme al compagno David Furnish ha avuto un figlio, Zachary, da una "mamma surrogato". E che neppure un mese fa aveva ammesso: "Ora per lui avere due padri è normale, ma quando capirà mi vedrà come un pazzo” (…)
Adozione gay, Rupert Everett: "Non riesco a pensare a niente di peggio" - IlGiornale.it

L’anno delle fedi: auguri alla Sinagoga
Pubblichiamo di seguito il telegramma che Benedetto XVI ha inviato al Rabbino Capo di Roma, Dott. Riccardo Di Segni, nella ricorrenza di Rosh Ha-Shanah 5773, di Yom Kippur e di Sukkot: (...) In occasione delle festose ricorrenze di Rosh Ha-Shanah 5773 e Yom Kippur e Sukkot, rivolgo un sentito auguro di pace e di bene a Lei e all'intera Comunità ebraica di Roma, invocando dall'Altissimo copiose benedizioni per il nuovo anno e auspicando che ebrei e cristiani, crescendo nella stima e nell'amicizia reciproca, possano testimoniare nel mondo i valori che scaturiscono dall'adorazione del Dio unico (Quale? La SS. Trinità? ndr)
ZENIT - Telegramma di Benedetto XVI al Rabbino Capo di Roma

Anno delle fedi: a scuola dai diversamente cattolici di Taizè
«Verso la Gmg di Rio de Janeiro - dall’Incontro europeo dei giovani di Taizé alla Giornata mondiale della gioventù». Sarà questo il tema del Convegno rivolto agli animatori della pastorale giovanile della diocesi di Roma che si terrà sabato 22 settembre al Pontificio Seminario Romano Maggiore. Al centro dell’appuntamento, che si aprirà alle 9.30 con la preghiera presieduta dal vescovo ausiliare Matteo Zuppi ZUPPI, «ci sarà l’organizzazione del 35° “Incontro europeo dei giovani”, promosso dalla Comunità di Taizé in collaborazione con la diocesi di Roma, che dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio 2013 farà convergere a Roma circa 50mila giovani da tutta Europa». Ad anticiparlo è il direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile, don Maurizio Mirilli, che aggiunge: «Nei giorni prossimi i Fratelli di Taizé, insieme ai giovani del Servizio diocesano, definiranno gli ultimi dettagli dell’accoglienza nelle parrocchie, nelle comunità religiose e nelle famiglie della Capitale e individueranno i volontari che presteranno servizio durante quelle giornate». A parlarne saranno gli stessi fratelli di Taizé, che interverranno sul tema del “Pellegrinaggio di fiducia sulla terra” istituito 35 anni fa dal fondatore della Comunità di Taizé, Frère Roger, ucciso il 16 agosto 2005 all’età di 90 anni. (…)
ZENIT - Dall'incontro europeo di Taizé alla Gmg di Rio

I lavori che gli italiani non vogliono più fare: gli schiavisti
Disabili costretti a chiedere l'elemosina agli incroci, in particolare nella zona del Palazzo di Giustizia. Cinque romeni arrestati a Torino dalla polizia municipale sono accusati di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani. Le vittime erano quattro loro connazionali affidati ora ai servizi sociali del Comune. Tra loro un uomo senza entrambe le braccia che era costretto a mangiare senza alcun aiuto. Le quattro vittime arrivano dalla zona settentrionale della Romania, al confine con l'Ucraina. Erano costretti a chiedere l'elemosina dalle 8 alle 20, con soltanto mezz'ora destinata alla pausa pranzo e in qualsiasi condizione climatica. La gang di aguzzini era composta da un'intera famiglia, con il padre che ne era a capo e i suoi due figli e una figlia che lo aiutavano. Un altro, parente dell'uomo senza entrambe le braccia, fungeva da controllore e incassava i proventi dell'accattonaggio due volte al giorno, accertando che i disabili non trattenessero neanche un centesimo. La polizia municipale ha sequestrato 5.700 euro, di cui 238 in monetine, frutto dell'attività di una sola mattinata. Il gip Rosanna La Rosa ha già convalidato tutti gli arresti.
Disabili costretti a mendicare, cinque romeni arrestati a Torino

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