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    Predefinito Re: San Roberto Bellarmino, Opera Omnia


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    Lightbulb Re: San Roberto Bellarmino, Opera Omnia

    17 SETTEMBRE 2018: anniversario dell’impressione delle stigmate di San Francesco d’Assisi (avvenuta il 17 settembre 1224); anniversario dell’assassinio di San Pietro Arbues, inquisitore maggiore d'Aragona (ucciso da marrani in odium Fidei il 17 settembre 1485 nella cattedrale di Saragozza, poi beatificato da Papa Alessandro VII Chigi e canonizzato da Papa Pio IX) e patrono dell'Inquisizione spagnola; anniversario della morte del cardinale San Roberto Bellarmino (Montepulciano, 4 ottobre 1542 – Roma, 17 settembre 1621) appartenente all'Ordine dei Gesuiti, vescovo, confessore, teologo e dottore della Chiesa…



    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...isitore-e.html
    "lunedì 17 settembre 2018: San Pietro de Arbues, Inquisitore e Martire.
    Pedro de Arbues, nato ad Epila presso Saragozza tra il 1441 e il 1442, conclusi gli studi, fu elevato al Sacerdozio e costituito Canonico Regolare della Cattedrale di Saragozza. Nel 1474 fu chiamato ad esercitare in Aragona il Santo Uffizio dell’Inquisizione. Nell’adempimento di esso fu martirizzato da alcuni Giudei. Passò al Signore il 17 settembre 1475. Alessandro VIII nel 1668 lo iscrisse fra i Beati. Pio IX lo annoverava fra i Santi Martiri il 29 giugno 1867.
    Per un biografia più ampia del santo Martire rimandiamo all'articolo "Pedro d Arbues: il Santo Martire dell'Inquisizione Spagnola" pubblicato su Radio Spada."
    https://www.radiospada.org/2017/09/p...ione-spagnola/

    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...lla-messa.html

    "MAGISTERO DELLA CHIESA
    Il 17 settembre 1562 il Sacrosanto Concilio Ecumenico Tridentino, legittimamente riunito nello Spirito Santo sotto la presidenza dei Legati della Sede Apostolica, emana il Decreto e i Canoni dogmatici sul santissimo Sacrificio della Messa."
    https://4.bp.blogspot.com/-2WgsPOjqL...00/foto_05.JPG




    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...27&oe=5C345A02





    “IMPRESSIONE DELLE SANTISSIME STIGMATE SUL CORPO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
    Confessore.

    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Due anni prima della morte, San Francesco si ritirò sul monte Alvernia (La Verna) in Toscana, dove iniziò un digiuno di quaranta giorni in onore di San Michele Arcangelo. Ora avvenne che, durante la sua meditazione, vide come un Serafino che aveva sei ali fiammanti e i piedi e le mani inchiodati ad una croce. Francesco comprese che un puro spirito non può soffrire e che perciò la visione era destinata ad avvertirlo che sarebbe diventato sempre più simile a Gesù, mediante una partecipazione della sua croce, non già per mezzo di un martirio esterno, ma per mezzo del martirio di un'ardente carità. E perché questo amore crocifisso potesse servire di esempio a tutti, cinque piaghe simili a quelle di Gesù sulla croce gli si formarono sui piedi, sulle mani e sul costato. Da questa ultima il sangue usciva abbondantemente. Questo fatto fu così ben riconosciuto con l'andar del tempo, che Benedetto XI volle che se ne celebrasse ogni anno la commemorazione, e Paolo V, per accendere nel cuore dei fedeli l'amore di Gesù in croce, estese questa festa a tutta la Chiesa.
    • Dai Commentari di san Bonaventura Vescovo.
    Leggenda di San Francesco, c. 13.

    Francesco, questo servo e ministro veramente fedele di Cristo, due anni prima di rendere lo spirito al cielo, ritiratosi in un luogo elevato chiamato monte Alvernia per cominciarvi un digiuno di quaranta giorni in onore dell'Arcangelo Michele, fu inondato più abbondantemente dalle dolcezze spirituali della contemplazione soprannaturale ond'era abitualmente favorito e acceso più ardentemente dalla fiamma dei celesti desideri, onde cominciò a sentire un'affluenza straordinaria di tutti i doni soprannaturali. Mentre dunque i serafici ardori delle sue brame lo trasportavano in Dio, e un vivo sentimento di tenera compassione lo trasformava in colui, che volle per un eccesso d'amore essere crocifisso: pregando una mattina nella festa dell'Esaltazione della santa Croce, sul fianco della montagna, vide come l'aspetto d'un Serafino avente sei ali risplendenti quanto il fuoco, discendere dalla sublimità dei cieli. Il quale, giunto con volo rapidissimo a un certo punto nell'aria in prossimità dell'uomo di Dio, apparve non solo alato ma ancora crocifisso; colle mani e i piedi distesi e inchiodati a una croce, le ali invece disposte di qua e di là, in tal maniera, da averne due alzate sulla testa, due spiegate per volare, e le altre due ne coprivano, avvolgendolo, tutto il corpo. A tal visione egli stupì grandemente, e sentì nell'animo suo gioia mista a dolore, ché, mentre la vista gradevole di colui, che gli si mostrava in maniera sì prodigiosa e famigliare, gli causava piacere estremo, il crudele spettacolo della crocifissione gli trapassava l'anima con una spada di compassione dolorosa.
    Egli sapeva bene, che la debolezza e la sofferenza sono incompatibili coll'immortalità d'uno spirito serafico, ma interiormente illuminato da colui che si mostrava di fuori, comprese che una tale visione era presentata ai suoi sguardi per insegnargli che l'incendio del cuore e non il martirio del corpo era quello che doveva trasformare interamente l'amico di Cristo in una perfetta rassomiglianza con Gesù crocifisso. Sparita pertanto la visione, dopo un arcano e famigliare colloquio, gli rimase l'anima infiammata d'un ardore serafico; e il corpo impresso di ferite simili a quelle del Crocifisso, come se, liquefatto dapprima sotto l'azione del fuoco, avesse poi ricevuta l'impronta d'un sigillo. Infatti cominciarono subito ad apparire nelle sue mani e ai suoi piedi i segni dei chiodi, aventi la loro testa sulla palma delle mani e sul collo dei piedi, e la loro punta all'opposto. Inoltre il lato destro presentava una cicatrice rossa, come se fosse stato trapassato da lancia, e più volte fece sacro sangue sì da bagnare e la tonaca e le altre sottovesti.
    Divenuto dunque Francesco un uomo nuovo, grazie a un nuovo e stupendo miracolo - dacché per un singolare privilegio, di cui nessuno per l'addietro era stato favorito, egli si trovò contrassegnato, o per dir meglio, ornato delle sacre Stigmate - discese dal monte portando con sé l'immagine del Crocifisso, non tracciata già da mano d'artefice su tavole di pietra o di legno, ma stampata sulla propria carne dal dito di Dio vivente. E siccome sapeva benissimo «che è bene tener celati i secreti d'un re» (Tob. 12,7), perciò l'uomo serafico, cosciente del segreto del gran re, nascondeva più ch'era possibile quei sacri segni. Ma perché è proprio di Dio il rivelare per sua gloria le grandi cose che fa, il Signore stesso, che aveva impresso segretamente quelle stigmate, le mostrò apertamente con alcuni miracoli; affinché con questi strepitosi prodigi apparisse manifesta la virtù meravigliosa nascosta nelle Stigmate.
    Ora questo miracoloso avvenimento sì ben constatato ed esaltato con lodi e favori speciali nelle bolle pontificie, il Papa Benedetto XI volle che si celebrasse ogni anno con una festa; che poi il Pontefice Paolo V, ad accendere i cuori dei fedeli all'amore di Cristo crocifisso, estese a tutta la Chiesa.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 32 sui Vangeli.
    Poiché il Signore e Redentore nostro venne al mondo come un nuovo uomo, diede nuovi comandamenti al mondo. Infatti oppose alla nostra vita nutrita nei vizi la contrarietà della novità della sua. Cosa infatti l'uomo vecchio, cosa l'uomo carnale conosceva, se non tenere le sue cose, rubare le altrui se poteva, desiderare se non poteva? Ma il medico celeste a ciascun singolo vizio adibisce medicamenti contrari. Infatti come coll'arte della medicina le cose calde si curano con le fredde e le fredde con le calde, così nostro Signore oppose medicine contrarie ai peccati, tanto da ordinare la continenza ai lussuriosi, la generosità ai tirchi, la mansuetudine agli iracondi, l'umiltà agli orgogliosi.
    Difatti quando proponeva nuovi comandamenti a quelli che lo seguivano, disse: "Chiunque non rinunzia a tutto quel che possiede, non può essere mio discepolo". Come se volesse dire apertamente: voi che per la vita vecchia desiderate la roba d'altri, elargite per il desiderio di un nuovo modo di vivere anche la vostra. Ascoltiamo cosa dice in questa lezione: "Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso". Ivi si dice che rinneghiamo la nostra roba: qui si dice che rinneghiamo noi stessi. E forse non è faticoso all'uomo abbandonare la sua roba, ma è molto faticoso abbandonare se stesso. È da una parte meno negare ciò che ha; molto dall'altra negare quel che è.
    Ma il Signore ha comandato a noi che veniamo a Lui di rinunziare a noi, perché quanti veniamo alla gara della fede, ci impegniamo ad una lotta contro gli spiriti maligni. Infatti gli spiriti maligni non possiedono nulla di proprio in questo mondo: quindi dobbiamo lottare nudi con i nudi. Infatti se chiunque lottasse vestito con uno nudo, verrebbe più in fretta sbattuto a terra, perché ha onde venga afferrato. Che cosa infatti sono tutti beni terreni, se non certi indumenti del corpo? Chi dunque si avvicina alla contesa contro il diavolo, getti via gli indumenti, per non soccombere.”
    https://sardiniatridentina.blogspot....i-san.html?m=0
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    Stigmate di san Francesco - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/stigmate-san-francesco/
    «17 settembre, Impressione delle Sacre Stigmate di San Francesco.

    “Sul monte dell’Alvernia, in Toscana, la commemorazione dell’impressione delle sacre Stimmate, che, per meravigliosa grazia di Dio, furono impresse nelle mani, nei piedi e nel costato di san Francesco, Fondatore dell’Ordine dei Minori”.
    Signore Gesù Cristo, che raffreddandosi la carità nel mondo, per infiammare i nostri cuori del tuo amore, hai rinnovato le sacre Stimmate della tua Passione nella carne del Beatissimo Padre nostro Francesco, concedici propizio, per i suoi meriti e le sue preghiere, di portare sempre la Croce e di fare frutti degni di penitenza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...te-207x300.jpg






    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio – Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XVII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=3mksL5RX-FQ
    XVII domenica d Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=DxA2PnjagQQ
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    I Martiri di Castelfidardo / II parte - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/m...ardo-ii-parte/
    “17 settembre 2018 - I Martiri di Castelfidardo / II parte.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza - Comunicato n. 68/18 del 17 settembre 2018, Stimmate di San Francesco.”
    http://www.centrostudifederici.org/w...ia-300x224.png


    https://www.agerecontra.it/2018/09/i...dardo-i-parte/
    https://www.agerecontra.it/2018/09/i...ardo-ii-parte/




    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica nona dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-4ott.htm
    “4 OTTOBRE SAN FRANCESCO D'ASSISI CONFESSORE.”





    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...si-detail.html
    https://www.sursumcorda.cloud/settim...mbre-2018.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/






    https://forum.termometropolitico.it/...-chiesa-2.html

    https://forum.termometropolitico.it/...-d-assisi.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-assisi-5.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-assisi-2.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-d-assisi.html




    https://vivificat.wordpress.com/2012...matefrancesco/



    17 Settembre -Impressione delle Stimmate di San Francesco
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...-francesco.htm
    “17 SETTEMBRE IMPRESSIONE DELLE STIMMATE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI.

    Il serafico Padre san Francesco nutrì, fin dalla sua conversione, una tenerissima devozione a Cristo crocifisso; devozione che diffuse sempre con le parole e la vita. Nel 1224, mentre sul monte della Verna era immerso nella meditazione, il Signore Gesù, con un prodigio singolare, gli impresse nel corpo le stimmate della sua passione. Benedetto XI concesse all’Ordine francescano di celebrare annualmente il ricordo di questo privilegio, che rese il Poverello «mirabile segno» di Cristo.”

    «PREGHIERA
    O Dio che, per infiammare il nostro spirito
    con il fuoco del tuo amore,
    hai impresso nel corpo del serafico Padre san Francesco
    i segni della passione del tuo Figlio,
    concedi a noi, per sua intercessione,
    di conformarci alla morte del Cristo
    per essere partecipi della sua risurrezione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli.»

    «INNO CRUCIS CHRISTI
    si canta per la festa dell'Impressione delle Stimmate di San Francesco

    Crucis Christi mons Alvérnae *
    Recénset mystéria,
    Ubi salútis aetérnae
    Dantur privilégia:
    Dum Francíscus dat lucérnae
    Crucis sua stúdia.
    Hoc in monte vir devótus,
    Specu solitária,
    Pauper, a mundo semótus,
    Condénsat ieiúnia:
    Vigil, nudus, ardens totus,
    Crebra dat suspíria.
    Solus ergo clasus orans,
    Mente sursum ágitur;
    Super gestis Crucis plorans
    Maeróre confícitur:
    Crucísque fructum implórans
    Animo resólvitur.
    Ad quem venit Rex e caelo
    Amíctu Seráphico,
    Sex alárum tectus velo
    Aspéctu pacífico:
    Affixúsque Crucis telo,
    Porténto mirífico.
    Cernit servus Redemptórem,
    Passum impassíbilem:
    Lumen Patris et splendórem,
    Tam pium, tam húmilem:
    Verbórum audit tenórem
    Viro non effábilem.
    Vertex montis inflammátur,
    Vicínis cernéntibus:
    Cor Francísci transformátur
    Amóris ardóribus:
    Corpus vero mox ornátur
    Mirándis Stigmátibus.
    Collaudétur Crucifíxus,
    Tollens mundi scélera,
    Quem laudat concrucifíxus,
    Crucis ferens vúlnera:
    Francíscus prorsus inníxus
    Super mundi foédera. Amen

    Traduzione conoscitiva:
    Il Monte della Verna rivive i misteri della Croce di Cristo; là dove vengono elargiti gli stessi privilegi che donano la salvezza eterna, mentre Francesco volge tutta la sua attenzione alla lucerna che è la Croce.
    Su questo monte l’uomo di Dio, in una caverna solitaria, povero, separato dal mondo, moltiplica i digiuni. Nelle veglie notturne, pur nudo, è tutto ardente, e si scioglie in lacrime con frequenza.
    Recluso con sé solo, dunque, prega, con la mente si innalza, piange meditando le sofferenze della Croce. È trapassato dalla compassione: implorando i frutti stessi della croce nella sua anima si va consumando.
    A lui viene il Re dal cielo in forma di Serafino, nascosto dal velo delle sei ali con volto pieno di pace: è confitto al legno di una Croce. Miracolo degno di stupore.
    Il servo vede il Redentore, l’impassibile che soffre, la luce e splendore del Padre, così pio, così umile: e ascolta parole di un tale tenore che un uomo non può proferire.
    La cima del monte è tutta in fiamme e i vicini lo vedono: Il cuore di Francesco è trasformato dagli ardori dell’amore. E anche il corpo in realtà viene ornato da stimmate stupefacenti.
    Sia lodato il Crocifisso che toglie i peccati del mondo. Lo loda Francesco, il concrocifisso, che porta le ferite della Croce e completamente riposa al di sopra delle cure di questo mondo. Amen.»







    https://www.radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “17 settembre 2018: Impressione delle Sacre Stimmate sul corpo di San Francesco d'Assisi, confessore.”
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    “Il 17 settembre 1562 il Sacrosanto Concilio Ecumenico Tridentino, legittimamente riunito nello Spirito Santo sotto la presidenza dei Legati della Sede Apostolica, emette il decreto e i canoni sulla Messa. Essa è l’unico, vero e perfetto sacrificio che, già prefigurato nelle oblazioni di Abele (Cfr. Gen. IV, 4-5), di Melchisedech (Cfr. Gen. XVI, 18) e di Isacco (Cfr. Gen. XX) e nell’immolazione della Pasqua ebraica (Cfr. Exod. XII, 1-14), fu annunziato dal Profeta Malachia (Cfr. Mal. I, 11), istituito da Cristo nell’Ultima Cena e consumato sulla Croce. La sua offerta, giovevole ai vivi e ai defunti e fatta anche in memoria ed onore dei Santi, ripresenta in modo incruento la Passione e la Morte del Signor nostro Gesù Cristo
    e ha quattro finalità: l’adorazione, il ringraziamento, la propiziazione e l’espiazione. Son da rigettare le bestemmie e le farneticazioni di coloro che intendono la Messa come semplice commemorazione del Sacrificio del Calvario oppure come sacrificio solo di lode e ringraziamento.”

    “Il 17 settembre 1485 viene assassinato in odium Fidei da alcuni ebrei "conversos" nella cattedrale di Saragozza, San Pietro Arbues, inquisitore maggiore d'Aragona. Beatificato da Papa Alessandro VII Chigi e canonizzato da Papa Pio IX, è patrono dell'Inquisizione spagnola.”
    https://www.radiospada.org/2017/09/p...ione-spagnola/
    «Pedro de Arbues: il Santo Martire dell’Inquisizione Spagnola di Giuliano Zoroddu

    Pedro de Arbues, nacque ad Epila tra il 1441 e il 1442 da Antonio e Sancia Ruiz. Forma prima a Huesca e a Saragozza, studiò Diritto e Teologia a Bologna dove conseguì la laurea nel 1473. Nel 1474 tornò in patria e al contempo l’Arcivescovo di Saragozza, scorgendo in lui una meraviglia di virtù, lo volle tra i Canonici della Cattedrale, che professavano la Regola di sant’Agostino, e poco dopo lo elevò al Sacerdozio. Se già da laico era dedito alle pratiche di pietà e carità, sublimato allo stato di ministro di Dio, si sforzò di perfezionarsi sempre più e di attirare tutti a Cristo con le parole, nelle prediche e nel confessionale, e con l’esempio di una vita secondo la legge divina. Erano quegli gli anni in cui i due sovrani Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona si apprestavano a dare l’ultimo assalto ai Mori che ancora tenevano soggiogata Granada per restituire le Spagne tutte a Gesù Cristo. Oltre ai maomettani però vi era anche il problema, ben più esiziale e per la Chiesa e per lo Stato, dei marranos o cristianos nuevos, quei cristiani cioè che, pur essendosi convertiti dal Giudaismo, segretamente continuavano a seguire la Legge Mosaica e gli altri riti (molti dei quali superstiziosi) della Sinagoga.
    Costoro costituivano quasi uno Stato dentro lo Stato e una chiesa dentro la Chiesa, il che andava a nocumento dell’una e dell’altra istituzione. Per estirpare questa piaga i due sovrani chiesero a Papa Sisto IV di confermare con la sua autorità apostolica un tribunale inquisitoriale (ecclesiastico) che però fosse gestito dalla Corona. La cosa avvenne il 1° novembre 1478 con la bolla “Exigit sinceræ devotionis affectus”: nasceva la gloriosa e benemerita Inquisizione Spagnola che sarebbe stata abolita solo nel 1834. Giudice supremo fu eletto il mite e zelante padre Tomas de Torquemada dell’Ordine dei Predicatori, il quale però si occupava direttamente solo dei domini castigliani. A questo punto entra in scena il nostro Pedro de Arbues, il quale nel 1484 fu designato dal Torquemada, con l’autorità di Innocenzo VIII, ad essere Inquisitore Maggiore per il Regno di Aragona. Nell’espletamento del santo ufficio si dimostrò prudente e misericordioso, ma sempre zelante nel reprimere le eresie e nello scoprire ed estirpare l’occulta piaga del cripto-giudaismo.
    Rispetto agli inquisiti mostrava sentimenti di padre amoroso: nessuno di essi fu giustiziato, molti anzi si riconciliarono, sinceramente pentiti, con Dio e la Chiesa. Non mancarono inoltre le conversioni di Giudei e Maomettani. Contro di lui tramava tuttavia la Sinagoga che tentò varie volte di toglierlo da mondo, come a suo tempo fece con gli Apostoli. Le trame dei Giudei e dei marranos, la loro quinta colonna nella Chiesa e nella società civile, riuscirono la notte tra il 14 e il 15 settembre 1485.
    Pedro coi confratelli Canonici si accingeva a cantare il Mattutino dell’Ottava della Natività di Maria, ma prima volle raccogliersi in preghiera davanti all’altare della stessa Vergine verso la quale fin da fanciullo nutriva una tenerissima devozione. Ma nella Cattedrale non vi erano solo i Canonici: nel buio si muovevano furtivi i sicari. Raggiunto l’Inquisitore, che ancora stava assorto in orazione, lo trafiggono ripetutamente, lasciandolo quasi esangue. Secondo la tradizione, gli assassini incrudelivano su Pedro nel momento esatto in cui i canonici cantavano il verso del salmo invitatorio “Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas”[1], in cui il Signore si lamenta della dura cervice del popolo ebraico. Il Martire, con la gola colpita e un coltello rimasto conficcato nel fianco, ebbe ancora la forza di dire: “Sia benedetto Gesù perché muoio per la sua santa fede”. Ma la morte lo raggiungerà solo due giorni, il 17 settembre. Sul letto dell’agonia il suo unico desiderio rimaneva la conversione dei peccatori e degli infedeli. Sentendosi ormai prossimo alla scioglimento dal corpo, ricevuto il Santo Viatico, con tutte le forze che gli rimanevano esclamò con Davide: “Lætatus sum in his quæ dicta sunt mihi: In domum Domini ibimus”[2]. Dopodiché spirò nel bacio del Signore. Ai funerali assistette tutto il clero e il popolo di Saragozza.
    Dio subito diede gloria al suo Confessore per mezzo dei miracoli: il suo sangue che aveva macchiato il pavimento della Cattedrale era stato asterso, ma le macchie iniziarono a rosseggiare e a ribollire come se il esso fosse stato sparso di fresco[3]. Gli altri miracoli che seguirono contribuirono a diffondere il culto verso il Martire, che ebbe la prima suprema sanzione quando il 17 aprile 1668 Alessandro VII, Sommo Pontefice, procedette alla Beatificazione del Servo di Dio e permise che se ne celebrasse l’Ufficio e la Messa con il grado duplex majus in tutti i luoghi posti sotto la giurisdizione dell’Inquisizione Spagnola, che poteva altresì annoverarlo fra i suoi Patroni, assieme a san Pietro Martire. Finalmente il 29 giugno 1867, diciottesimo centenario del martirio dei santi Pietro e Paolo, Pio IX lo annoverava fra i Santi Martiri nel giubilo di tutta la Chiesa.
    Questo Eroe della Spagna e dell’Europa Cristiana che sacrificò tutto sé stesso per la Verità ci insegna che solo questa ha diritti e che solo servendo ad essa, non concetto etereo ma Dio che si incarna, si fa il bene del prossimo sia come singolo sia come Stato. Contro tutte le spregevoli menzogne, inoltre, con le quali gli eretici, gli illuministi, i massoni, i liberali, i modernisti e tutti i nemici della Chiesa e della Spagna, hanno infangato quell’opera santa che fu l’Inquisizione Spagnola, il cattolico deve gloriarsi di questa benemerita Istituzione e ricordare che essa contribuì a risparmiare alle popolazioni spagnole le tragedie delle guerre di religione che tra il XVI e il XVII secolo dilaniarono la Francia e la Germania. Ci ammonisce il santo Abate Gueranger: “Lungi dunque dai nostri cuori di cattolici la vigliaccheria che non osa accettare gli sforzi fatti dai nostri padri per conservarci la più preziosa delle eredità! Lungi da noi quella facilità puerile nel credere alle calunnie degli eretici e dei pretesi filosofi, contro una istituzione ch’essi non possono, naturalmente, che detestare! Lungi da noi quella deplorevole confusione di idee che mette sullo stesso piede la verità e l’errore, e che, visto che questo non può avere diritti, ha osato concludere che la verità non deve reclamarne!”[4]. Preservando il tesoro più prezioso che un popolo può avere, la Fede, gli inquisitori come san Pedro e il venerato Torquemada forgiarono quella Spagna “una, grande y libre” che Pio XII definirà “Nazione eletta da Dio come principale strumento di evangelizzazione del Nuovo Mondo e come baluardo inespugnabile della Fede Cattolica”[5] . Senza la Fede Romana manca quel mirabile collante che tiene assieme popolazioni che Dio ha voluto diverse per lingua e per tradizioni e fa si che esse si riuniscano in Nazione: e la cosa possiamo osservarla chiaramente e tristemente in Spagna come in tutta Europa.
    A noi, cattolici e militanti, il Santo Inquisitore insegni a militare con una fede “effervescente” come il sangue per la Fede e per una Società Cristiana non solo contro quanti attentano all’integrità del depositum fidei e della morale evangelica, ma contro coloro che, in un delirio luciferino e gnostico, si scagliano, nel loro delirio luciferino e gnostico, contro l’Ordine eterno, materiale e spirituale, che Dio Creatore e Padre ha stabilito per il bene dell’uomo, facendosi portatori di un’ideologia irrazionale, nel nome di una emancipante “libertà” ben diversa da quella “qua Christus nos liberavit”[6] spandono la morte – fisica e morale, individuale e collettiva – con il divorzio, l’aborto, la sodomia istituzionalizzata, l’eutanasia e Dio solo sa cos’altro ancora.
    Siccome però noi siamo cristiani, non possiamo essere pessimisti! Il mondo è sempre più secolarizzato e anticristico, sempre più cupa è la notte di questo Sabato Santo post-conciliare, ma più brillante è la luce della Verità Cattolica che ci conforta e ci assicura la finale vittoria e il dissolvimento dei consigli degli empi. Così accadde in quel settembre del 1485, quando la Sinagoga uccidendo Pedro diede un Martire e un Intercessore alla odiata Chiesa, così accadrà per il nostro futuro: “Io lo so che il mio Redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!”[7]

    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!

    [1] Ps. XCIV, 10-11.
    [2] Ps CXXII, 1.
    [3] La veridicità del fenomeno della “effervescenza e moltiplicazione del sangue”, avvenuta il 19 e il 27 settembre 1485 fu sanzionata dalla Sacra Congregazione dei Riti nella 17 gennaio 1663.
    [4] Dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 582-584.
    [5] Pio XII, Radiomessaggio “Con inmenso gozo”, 16 aprile 1939.
    [6] Gal IV, 31.
    [7] Job XIX, 25»
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...ng?w=815&ssl=1





    “Il 17 settembre 1621 moriva S.E.R. il cardinale Roberto Bellarmino SJ, vescovo, confessore e dottore della Chiesa (festa liturgica 13 maggio).”
    “San Roberto Bellarmino (Montepulciano, 4 ottobre 1542 - Roma, 17 settembre 1621). Festa liturgica il 13 maggio.

    «Non il Papismo è nuovo ma il Luteranesimo. E a noi non fa nulla che gli eretici ci chiamano ora omusiani, ora papisti. Anzi questi stessi vocaboli designano l’antichità e la nobiltà della nostra Chiesa. Infatti che significa che Gesù Cristo è ‘omousios’ al Padre, se non che ha comune col Padre la natura e la divinità? Dunque quando siamo chiamati omusiani, siamo chiamati tali dalla sostanza e dalla divinità di Cristo. Per eguale ragione, se noi siam detti papisti dal Papa, come i Luterani da Lutero, chi non vede di quanto i papisti sono più antichi dei Luterani e dei Calvinisti? Invero Clemente e Pietro e perfino Cristo, furono Papi, cioè Padri e Sommi Pontefici dei Padri. Ci chiamino gli eretici papisti, ci chiamino omusiani, mai non ci potranno chiamare con ragione da qualche uomo determinato, come noi chiamiamo essi da Lutero e da Calvino. Cosi è, o uditori. Noi stiamo al sicuro nella rocca della Chiesa e ce la ridiamo di tutti gli eretici, uomini nuovi, e diciamo loro con Tertulliano: “Chi siete voi? Donde e quando siete venuti? Onde siete sbucati or ora? Dove siete stati rimpiattati tanto tempo? Non abbiamo udito parlar di voi fin d’ora” (De præsc. hær.) [...] con san Girolamo: “Chiunque tu sia, sostenitore di nuove dottrine, ti prego di usar riguardo alle orecchie romane: usa riguardo alla fede che fu riconosciuta con lode dalla bocca apostolica. Perché tenti di insegnarci ciò che prima non abbiamo saputo? Perché mettiti fuori ciò che Pietro e Paolo non hanno voluto dar fuori? Fino a questo giorno il mondo è stato cristiano senza codesta vostra dottrina. Quanto a me io terrò da vecchio quella fede nella quale nacqui da fanciullo” (Ep. ad Pamm. et Ocean.).
    (S. Roberto Bellarmino, Grande Catechismo della Dottrina Cristiana, cap. 2)»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e2&oe=5C30A5E4








    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/58.pdf
    "L’argomento detto di “resistenza” di san Roberto Bellarmino: un altro mito tradizionalista
    don Anthony Cekada."


    "LA NOUVELLE THEOLOGIE DEL SEDEPLENISMO (1) di Frà Leone da Bagnoregio
    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1...eplenismo.html
    "(...) San Roberto Bellarmino (†1625) nelle sue celebri Controversie, pubblicate dal 1586 al 1593 completa e rafforza la tesi di Stapleton, che fa senz’altro sua. Egli mostra particolarmente come la nozione di visibilità della Chiesa quale anzi esposta sia un dato di fatto universale e costante. Approfondisce, inoltre, l’aspetto di Chiesa visibile quale oggetto della fede. Il citato “Dictionnaire” (13) prosegue, infatti: «Egli mostra che la Chiesa, benché visibile, è allo stesso tempo oggetto della fede, perché ciò che si vede di essa non è punto ciò che si crede. Si vede la società degli uomini che professano la stessa fede sotto l’autorità dei pastori legittimi, principalmente dei pontefici romani, e si crede che quella medesima società, istituita da Gesù Cristo, è la sola vera Chiesa; verità in se stessa rivelata e evidente, alla quale possiamo [e dobbiamo] dunque aderire mediante l’atto di fede» (14).
    (...) San Roberto Bellarmino, Card. - Controversiæ, De Ecclesia militante, tomo I, lib.III, c. XV, col. 957, Lyon, 1601.(...) "


    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1...illiamson.html
    "RISPOSTA A SUA ECC. REV. MONS. RICHARD WILLIAMSON SULLA TESI DEL PAPA ERETICO di Fra Leone da Bagnoregio."




    http://www.cmri.org/ital-index.html

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio, tratta di messaggi subliminali, rock satanico, occultismo, massoneria"
    http://www.centrosangiorgio.com/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    https://www.agerecontra.it/
    https://www.agerecontra.it/category/arai-daniele/
    https://www.facebook.com/Traditio.Verona.it/

    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    “Non Una Cum - Roman catholics sedevacantists.”
    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/

    https://www.facebook.com/fidecatholica/

    http://www.traditionalmass.org/

    https://novusordowatch.org/

    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    https://www.truerestoration.org/

    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/




    https://moimunanblog.com/2018/09/16/...san-francisco/
    https://moimunanblog.files.wordpress...d-image52.jpeg








    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    https://twitter.com/saintamedee?lang=it
    “Ligue Saint Amédée‏ @SaintAmedee.”

    17 septembre : Saint Lambert, Évêque de Maastricht et Martyr (? 696) :: Ligue Saint Amédée
    «17 septembre : Saint Lambert, Évêque de Maastricht et Martyr († 696)»
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nt_lambert.jpg





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    17 septembre : Les Stigmates de saint François d'Assise (1224) :: Ligue Saint Amédée
    «17 Septembre : Les Stigmates de saint François d'Assise (1224). »
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_Francois.jpg







    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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