a Flotta sarda è realtà. Sei navi della Sardegna solcheranno i mari su rotte contributate con oneri di servizio pubblico. I porti saranno quelli soliti: Cagliari, Porto Torres e Olbia. È la fine del monopolio di Stato affidato agli oligarchi di Stato. Ovviamente la legge verrà impugnata da qualcuno, ma in questo senso il comportamento della Catalogna in queste ore ci dice quale deve essere la strada: la strada è quella di progressivi strappi istituzionali della Regione contro lo Stato italiano, fondati su un’idea di sviluppo, libertà e integrazione europea, piuttosto che su confusi istinti rivoluzionari. La Sardegna si deve comportare come uno Stato anche se non lo è perché le negano di esserlo. Deve dotarsi di una sua agenzia per l’energia e agire nel mercato contro E.On e Enel. E prima o poi, per avere rango internazionale, dovrà dotarsi di un esercito.
Oggi l’Unione Sarda dedica una pagina (a firma di Anthony Muroni) alle questioni energetiche che noi denunciamo da tempo. Rivolgiamo un grazie sincero a Bustianu Cumpostu, un vero amico e un autentico patriota, che è stato in grado di sottoporre questa questione all’attenzione del più diffuso giornale della Sardegna. Il giornale (che, come tutti sanno, non mi ama), almeno per un giorno, mostra di capire che c’è una serietà di fondo che distingue gli indipendentisti sardi dai casinisti sardi per l’indipendenza. I casinisti baffuti fanno casino qualsiasi cosa facciano. Gli indipendentisti seri hanno cultura di governo.
Fa più l’inchiesta dell’Unione in un giorno dei 27 grattapancia che siedono in Parlamento da cinque anni e che adesso smaniano per ridurre il numero dei consiglieri regionali. Noi siamo d’accordissimo sulla riduzione, ma che questi 27 baronetti della tratta tirrenica pensino di apparire attivi solo perché si occupano del Consiglio regionale della Sardegna, beh, questo non lo permettiamo. Erano e restano, alla luce dei fatti, inesistenti e inconcludenti su tutte le partite strategiche e lo sono perché rispondono prima al simbolo sotto cui si sono candidati e alle sue logiche e poi alla Sardegna.
Ma torniamo alla Catalogna. Io ci ho studiato, li conosco, non li ammiro per niente e ho sempre in mente le stragi e i danni che hanno fatto nei secoli in Sardegna, però va riconosciuto che sanno come si combatte contro uno stato nemico: si combatte facendo lo Stato. Noi dobbiamo continuare e fare lo Stato, come abbiamo fatto con la flotta sarda. Oggi i catalani vanno a elezioni sui temi dell’indipendenza, del fisco, dello sviluppo; sarebbe utile che anche noi andassimo a elezioni sul tema dello sviluppo e dell’indipendenza; invece, si tira a campare come una qualunque e grigia regione autonomista, enfatizzando retoricamente solennissime stupidaggini ininfluenti rispetto alla drammaticità della crisi in atto. C’è tanto lavoro culturale e morale da fare. Lo faremo: dal 15 ottobre riprendo a fare lezione in Facoltà e ne sono veramente contento (ovviamente senza alcuna retribuzione; lo specifico per gli zelanti della lettera anonima che abbondano in Sardegna). Intanto oggi ci godiamo la supposta a tre stadi che ha iniziato il suo viaggio nei meandri intestinali di Terna, E.On e Enel. Se scende in campo l’Unione (sempre che duri e che non arrivino rescissioni di contratti pubblicitari), forse forse che sull’energia scoperchiamo la pentola e facciamo uscire e vedere i vermi che la abitano (sempre che l’imperscrutabile magistratura sarda se ne accorga e non giri la faccia dall’altra parte).

Sardegna e Libertà » Blog Archive » La Flotta sarda è realtà. Adesso energia e esercito. Sull’energia fa più l’Unione Sarda in un giorno che 27 parlamentari in cinque anni

Mah, vediamo come procedono, io del Psd'az non è che mi fidi molto.