Spagna, il ritorno degli indignados
scontri e arresti in piazza a MadridLe forze dell'ordine sono intervenute con i manganelli per tentare di fermare la folla che aveva provato a forzare i cordoni di protezione intorno al Parlamento dove migliaia di indignati manifestavano al grido di «dimissioni» del governo Rajoy
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Guerriglia urbana nella capitale: la polizia carica i manifestanti che avevano circondato il parlamento
ALESSIO SCHIESARI
Doveva essere una manifestazione pacifica, è terminata con ventitre arresti e tredici feriti, tra cui un poliziotto. È questo il bilancio del corteo di indignados davanti al Parlamento spagnolo, una manifestazione autorizzata ma che è terminata in guerriglia urbana. Nel pomeriggio i 1.350 celerini schierati per contenere il corteo hanno caricato la folla per permettere alle camionette della polizia di farsi spazio e raggiungere il centro di piazza Nettuno, quella antistante il parlamento. Dal tentativo di aprire un corridoio tra i manifestanti sono nate le colluttazioni, che sono proseguite fino a sera, quando gli indignados sono stati spinti dalla polizia fino alla zona della stazione di Atocha e del Paseo del Prado. La polizia per disperderli ha sparato a salve e continuato con le cariche. Secondo alcuni manifestanti gli agenti avrebbero utilizzato anche proiettili di gomma. L'autorizzazione rilasciata dal parlamento spagnolo terminava alle 210, ma i contestatori hanno tentato di organizzare comunque un assemblea nel centro città.
Piazza Nettuno si era riempita nel pomeriggio, quando migliaia di manifestanti hanno circondato l'edificio del parlamento per protestare contro le misure di austerità approvate dal governo spagnolo e per chiedere le dimissioni dell'esecutivo di Mariano Rajoy. La protesta non riguardava solo Madrid, ma si è svolta in contemporanea in molte città spagnole. Nella capitale però si sono verificati gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, sotto gli occhi attoniti dei turisti. Secondo la polizia, l’intervento degli agenti a Piazza Nettuno si era reso necessario per impedire che i manifestanti sfondassero i cordoni intorno al parlamento. Già in mattinata era stato arrestato un uomo che era montato su una transenna d’acciaio con la bandiera di un sindacato.
La Stampa - Spagna, il ritorno degli indignados scontri e arresti in piazza a Madrid
La Grecia si ferma per 24 ore
Sciopero generale contro i tagli
ARGIRIS PANAGOPOULOS
26.09.2012
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Diverse le manifestazioni dei sindacati organizzate nel centro della capitale greca conto la spending review da 11,9 miliardi del governo Samaras, imposta dalla troika. Paura per la repressione delle forze dell'ordine
Oggi tutta la Grecia si fermerà per 24 ore, con l'eccezione dei mezzi di trasporto pubblico di Atene che sciopereranno a intermittenza per portare in centro chi vorrà manifestare conto i tagli da 11,9 miliardi del governo Samaras, imposti dalla troika. E circola la voce che il governo sia pronto a reprimere duramente ogni manifestazione fuori della legalità. Nel frattempo il paese è scosso per la assoluta segretezza delle indagini sull'arricchimento illecito di almeno 32 deputati dei partiti governativi per l'acquisto di immobili attraverso il riciclaggio di denaro sporco per 10,2 miliardi. Scandalo che è costato la sospensione temporanea dal suo incarico al presidente del parlamento Meimarakis.
I sindacati del settore privato Gsee e del settore pubblico Adedy hanno appunto proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore, al quale hanno aderito quasi tutti i sindacati di tutti i settori del paese. Per l'ennesima volta lavoratori, disoccupati, giovani, donne e immigrati che lottano contro i tagli andranno divisi in piazza. I sindacati confederali hanno convocato un'assemblea al Campo di Marte, vicino al Politecnico, alle 11, mentre il Pame del Kke terrà la sua assemblea alle 10.30 a piazza Omonia.
Allo sciopero hanno aderito i sindacati dei portuali Pno e di tutte le categorie del settore navale, i controllori di volo della Eeeke e tutti i sindacati dei trasporti urbani e interurbani, delle ferrovie, della Metropolitana di Atene, gli statali e tutte le categorie dell'impresa a partecipazione pubblica Dedho e delle amministrazioni locali Poeota, gli insegnanti di tutti i livelli, i medici e tutto il personale della sanità, gli avvocati e gli impiegati nelle banche della Otoe, gli ingeneri del Tee e i liberi professionisti, gli artigiani e le associazioni dei commercianti e negozianti Gsebee, che abbasseranno le saracinesche fino alle 3 di pomeriggio. L'Unione dei giudici e dei procuratori resterà in stato di agitazione fino il 20 ottobre, interrompendo le sedute dalle 10 del mattino e non pubblicando le sentenze. E gli impiegati delle agenzie tributarie hanno proclamato uno sciopero di tre giorni, fino alla fine della settimana. Oggi non ci saranno nemmeno previsioni meteo, perché allo sciopero aderiscono perfino gli impiegati del servizio nazione di meteorologia Emy.
Lo tsunami dei nuovi tagli prevede tra l'altro l'abolizione di ogni traccia di tredicesima e quattordicesima, l'aumento dell'età pensionabile da 65 a 67 anni, tagli sulle pensioni integrative e quelle basse, tagli sui benefici per i disabili e i malati con problemi renali, tagli alle pensioni degli agricoltori e alle loro prestazioni sanitarie; aumento degli anni di lavoro per avere la pensione minima e tagli sulle indennità di disoccupazione temporanea nel settore delle costruzioni, degli alberghi ed altri, nuovi tagli sulla spesa farmaceutica e ospedaliera. E ancora, riduzione del 12% in media degli stipendi di militari, poliziotti e giudici.
Il ministro delle Finanze, l'ultraliberista Stournaras, ha cercato ieri di rispondere alle voci allarmanti riportate dalla stampa tedesca sull'insostenibilità del programma per la «salvezza» del paese, ammettendo che il prolungamento del piano della troika per due anni costerà tra i 13 e 15 miliardi che, secondo le ricette segrete di Stournaras, saranno coperti dallo stesso programma senza ulteriori prestiti. Staikouras, il suo vice, scommette però che il pagamento del debito greco dovrà slittare, mentre la direttrice generale del Fmi, Christine Lagarde, ha avvertito sul rischio di un buco nelle finanze del governo di Samaras per i ritardi nella svendita del patrimonio del paese e l'applicazione del Memorandum.
Secondo Lagarde serviranno tagli aggiuntivi, oltre a quelli che già dovrà adottare Samaras, e un aumento delle entrate. Ma come si possono aumentare le entrare in un paese che è stato condotto alla maggior recessione della sua storia, questo Christine Lagarde non l'ha detto. Nel centro di Atene, già un negozio su tre, il 28,3% del totale, ha abbassato per sempre le sue serrande. la mobilitazione Tutti i sindacati di tutti i settori del paese aderiscono alla protesta contro il pesante piano di austerity imposto dalla troika. E la direttrice del Fmi Lagarde prevede ancora nuovi tagli
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0, ma i contestatori hanno tentato di organizzare comunque un assemblea nel centro città.
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