articolo di Paolo Borioni su L'Unità
Ora Leone verrà a dirmi che non è vero niente e che Ed Milliband in realtà è un turbocapitalista, però lo posto lo stesso![]()


articolo di Paolo Borioni su L'Unità
Ora Leone verrà a dirmi che non è vero niente e che Ed Milliband in realtà è un turbocapitalista, però lo posto lo stesso![]()
VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/


La predistribution viene considerata dalla sx labour come una roba blairiana
Comunque non vengo io a dirti niente, parla Stewart Wood, ministro-ombra e stretto collaboratore del leader laburista: «il tassa e spendi non basta più».
«Il centro? Lo occupiamo già noi. Ecco le idee per tornare a Downing street»
Presentato come barone di Anfield, Stewart Wood potrebbe sembrare un aristocratico da circoli esclusivi e sterminati latifondi che finiscono per shire. Invece, questo affabile quarantaquattrenne con una passione per la politica internazionale è forse il più stretto collaboratore di Ed Miliband, ministro-ombra ed elemento chiave del gruppo di fortysomething che attualmente guida il Labour. Lo abbiamo intervistato alla vigilia della conference laburista su quali saranno i temi del congresso, la tenuta della leadership di Miliband e i rapporti con i liberaldemocratici, sempre più a disagio nella coalizione di governo.
Lord Wood, quale sarà l’idea di fondo del vostro appuntamento che comincia domani?
Vogliamo che questo congresso giri attorno a come ricostruire il paese, dopo lo shock continuo della crisi finanziaria ed economica nel mondo. Le famiglie inglesi continuano a soffrire molto per gli effetti della crisi, e la risposta del governo temo stia soltanto peggiorando le cose, sono riusciti a riportare il paese in recessione. La Gran Bretagna deve cambiare rispetto al suo vecchio modello economico, e noi vogliamo cominciare a spiegare in che modo possiamo rispondere alla sfida del cambiamento.
Ed Miliband spera di sigillare la sua presa sul partito e nell’opinione pubblica. La sua leadership finora non è stata ancora messa alla prova. Sente questo peso?
Il suo discorso sarà importante, i congressi annuali dei partiti servono ai leader di opposizione per far capire al pubblico chi sono, in cosa credono e dare un’idea del profilo del governo che vogliono guidare. Siamo a metà percorso del ciclo elettorale, a due anni e mezzo circa dal voto, probabilmente, e questa è per noi l’opportunità di dimostrare che abbiamo le idee giuste per aiutare le persone a migliorare la propria vita negli anni che verranno.
Si è appena chiuso il congresso liberaldemocratico, tra polemiche e mugugni. Pensate di riaprire un dialogo con loro in vista delle elezioni?
Siamo concentrati a ottenere una maggioranza laburista alle prossime elezioni. Abbiamo visto migliaia di elettori libdem abbandonare il loro partito in questi due anni e venire da noi, delusi dall’appoggio liberaldemocratico a politiche conservatrici profondamente inique e spregiudicate.
Ma, terrete aperto un canale con loro, almeno solo per il dopo voto?
La nostra ambizione non è quella di anticipare ciò che potrà accadere o meno dopo il voto, ma di dare la maggioranza a un governo laburista guidato da Ed Miliband.
Si è molto parlato in passato di “Red” Miliband, dello spostamento del Labour più a sinistra rispetto agli anni di Blair. Da qualche tempo a questa parte, invece, sembra di osservare un movimento opposto, cioè un ritorno al centro del campo. È così?
Credo che noi già occupiamo il centro. Ed Miliband ha parlato dello squeezed middle, delle classi medie spremute, e di come voglia un partito laburista che non protegga solo i poveri e i più vulnerabili, ma anche il grosso della classe media che si è ritrovata a scivolare sempre più giù, anno dopo anno, quanto a standard di vita.
Sul tema dei diritti civili, l’apertura dei conservatori sui matrimoni gay pareva avervi colto un po’ di sorpresa…
Il Labour si è impegnato all’eguaglianza del matrimonio tra gay e partner eterosessuali. Proprio ieri Miliband ha detto chiaramente che sosterremo il diritto anche di quelle chiese (ad esempio, quella quacchera) che vogliono celebrare matrimoni omosessuali. Siamo molto rispettosi, ovviamente, delle chiese che non vogliono essere coinvolte in queste cerimonie, rispetteremo completamente le loro preferenze.
Quanto, invece, alle idee economiche su cui state ragionando, di recente Miliband ha tirato fuori il concetto di “predistribuzione”. Ci spiega che significa?
Il termine non è esattamente user-friendly, lo ammetto, ma si riferisce all’esigenza di sviluppare politiche più creative per ridurre le ineguaglianze “alla fonte”. Tradizionalmente la sinistra ha usato tasse e spesa per promuovere maggiore uguaglianza. Continueremo a usare “tax and spend”, naturalmente, ma per andare alla radice delle cose che producono maggiore disuguaglianza dobbiamo implementare misure che facciano la differenza a livello di stipendi e redditi, prima ancora di passare allo stadio di tassare e spendere quel denaro.
Avete in mente un orientamento preciso?
Penso a misure come un maggiore controllo sugli stipendi ai livelli più alti, la richiesta di un salario minimo e una maggiore concentrazione per migliorare i livelli di formazione del personale senza titolo universitario; sono tutti punti che diventeranno più importanti.
Un’ultima domanda, non inglese: chi vincerà la corsa per la Casa Bianca?
Ce lo chiediamo tutti a questo punto. Al momento Obama sembra essere in vantaggio, ma il cammino è ancora lungo e il sistema elettorale americano consente a un pugno di elettori in bilico in due o tre stati come Ohio, Florida e Virginia di cambiare il risultato. Per quanto mi riguarda, posso dire che farò sicuramente nottata per seguire il voto a novembre.
English version
Filippo Sensi
«Il centro? Lo occupiamo già noi. Ecco le idee per tornare a Downing street» - Europa
Ultima modifica di Leone; 01-10-12 alle 16:21


BBC News - LIVE: Labour Party conference 2012 - Live
Comunque il live si può vedere dal link sopra.. così magari si evitano articoli che non stanno né in cielo né in terra ma si capiscono bene le cose.


Tutto molto immaginifico, ma scommettiamo che se fosse al potere tutto ciò rimarrebbe sulla carta? Sono 15 anni che un governo di sinistra europeo non fa una politica veramente socialista.
A parte il fatto che nel mondo globalizzato per realizzare quanto chiesto da Milliband ci vorrebbe l'isolamento dell'Europa dal resto del mondo e il divieto assoluto di delocalizzazione.
Against all odds




Campbell e Mandelson oggi pomeriggio.
Ovviamente Ed non li ha fatti entrare in quanto affamatori di operai..
![]()


DA DOVE NASCE LA SVOLTA NEOCENTRISTA DI ED MILIBAND
15 dicembre 2011 - ore 185
Manifesto per una nuova terza via. Un paper da leggere
Il centro studi guidato da Peter Mandelson – Policy Network – ha pubblicato da poco un gustoso paper che da qualche tempo sta facendo discutere – e molto – l’universo dei labour inglesi. Il documento si chiama “In the black labour” ed è una sorta di manifesto in cui Policy Network prova ad offrire ai labour la strada giusta da seguire per realizzare una nuova terza via e per puntare forte su un nuovo modello di stato in cui le riforme contano più delle tasse e in cui le riforme contano molto di più della spesa pubblica. Uno dei passaggi chiave di questo paper è proprio quello in cui Policy Network spiega perché per raggiungere la famosa equità sociale (espressione che in questi giorni avete sentito utilizzare spesso dalle parti del centrosinistra italiano) ci sono altre strade diverse da nuove imposte e nuova spesa pubblica
“Spending is not the only way to secure improvements in our country and the lives of its people. In fact it is often the least good way to do so. Structural or institutional reforms, which affect the causes of inequality and injustice, are often better – and invariably more enduring”.
E poi, ancora
"So, Labour’s principal political task is to demonstrate to people, as well as to convince itself, that it can be trusted to govern in this era of fiscal constraint and that it has a compelling project for economic and social reform within that demanding context. The reality of our fiscal situation means that any future Labour government must look to reforms rather than spending to advance centre-left goals".
Il documento va letto – lo trovate qui (http://www.ilfoglio.it/media/uploads/2011/7683.pdf) – e credo sia una lezione non male per tutti coloro che in Inghilterra (e non solo lì) sono alla disperata ricerca di una terza via utile capace di dare linfa ai maggiori partiti del centrosinistra europeo. Italia compresa, naturalmente.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Claudio Cerasa – @claudiocerasa
Ultima modifica di Leone; 02-10-12 alle 18:41


La conferenza del Labour, a Manchester
Foto dal congresso annuale dei laburisti britannici, tra baci, sorrisi, discorsi e scale mobili: oggi il segretario Miliband ha fatto un discorso molto apprezzato
2 ottobre 2012
0
È in corso in questi giorni a Manchester, in Regno Unito, la conferenza annuale del Partito Laburista britannico. La conferenza, o congresso, si tiene ogni anno e ha lo scopo di discutere e definire la linea politica del partito: i delegati sono eletti dalle sezioni locali del partito, dai sindacati e dai circoli socialisti affiliati al partito. Durante i lavori vengono discusse e approvate mozioni tematiche che hanno valore di indirizzo politico, ma che raramente sono effettivamente vincolanti per il partito: specie quando è al governo, visto che la legge britannica prevede che il governo del paese debba perseguire l’interesse generale e non possa ritenersi vincolato agli accordi presi con un gruppo “privato”.
Oggi alla conferenza del partito ha parlato il segretario Ed Miliband, e il suo discorso è stato accolto da pareri quasi unanimemente positivi sulla stampa e sui social network. Miliband non ha mai brillato per arte oratoria, ma secondo Andrew Sparrow sul Guardian “questo discorso metterà a tacere i suoi critici, almeno per un po’”. Il discorso è stato fatto a braccio, senza appunti e senza gobbo elettronico: non conteneva novità concrete in termini di policy ma, dice Sparrow, “è riuscito a mantenere una posizione centrista senza rinunciare all’ambizione, annunciata lo scorso anno, di ridisegnare il capitalismo”. Miliband ha ribadito il suo impegno a tenere unito il paese, ha confermato le sue critiche feroci alle banche e al sistema finanziario ma ha rigettato l’idea del Labour come partito soltanto di una fascia sociale o di un interesse particolare:
«Dobbiamo essere il partito del settore privato quanto del settore pubblico. Il partito della piccola impresa che sopravvive a fatica. Il partito del sud e il partito del nord. Il partito della classe media sempre più piccola e martoriata. Questo partito non ha un futuro come partito di un singolo gruppo di interesse di questo paese»
Miliband si è poi rivolto direttamente a chi alle elezioni nel 2010 votò per David Cameron, dicendo di capire «perché lo avete votato e perché avete voltato le spalle al governo laburista» e che a questo punto si può concludere che la fiducia che i cittadini hanno accordato a Cameron è stata malriposta. La conferenza dei laburisti andrà avanti fino al 4 ottobre.
La conferenza del Labour, a Manchester | Il Post
Ultima modifica di Leone; 02-10-12 alle 18:43


Nel frattempo è ufficioso il ritorno alla candidatura di molti ex blairiani.. in primis Alaistar Campbell.
Ed Miliband cerca di recuperare il poco favore della gente nei suoi confronti, che lo vede dietro a Cameron e soprattutto al fratello nella fiducia generale nonostante un Labour molto forte.


Il Foglio, come Europa, promuove l'agenda Monti e quindi legge tutto ciò che accade al mondo come propedeutico al ritorno di Monti.
Il Black Labour è solo una delle correnti in cui è oggi articolato il Labour, e non è che siccome sia sostenuto dal prestigioso Policy Network allora automaticamente comanda, dai
Milliband più che altro sta facendo un ottimo lavoro di sintesi delle differenti componenti, a mio avviso, tenendosi giustamente distante da ogni eccesso ideologico nell'uno e nell'altro senso.
Cosa che dovremmo imparare a fare pure in Italia: Bersani ci prova ma, a differenza di Milliband, non si capisce una puppa di quel che dice e nemmeno di quale strategia voglia seguire.