Acqua: parte il riordino dei consorzi di bonifica - La Nazione - Toscana

Acqua: parte il riordino dei consorzi di bonifica
Il tributo sarà "ineliminabile e fondamentale"
L'assessore Bramerini: "Le Regioni non possono abolire i consorzi di bonifica perché sono previsti dalla normativa statale ma possono disciplinare il loro funzionamento e le loro attività''

Toscana, 4 ottobre 2012 - Una razionalizzazione dei consorzi di bonifica idraulica in Toscana che prevede il passaggio dagli attuali 41 comprensori a 6 e una riduzione dei gestori. La Giunta regionale, informa una nota, ha avviato l'iter che porterà entro l'anno al riordino della materia e alla riduzione sostanziale dei soggetti preposti all'attività di bonifica, in coerenza con i principi contenuti nei criteri d'intesa Stato-Regioni. ''La razionalizzazione che proponiamo - spiega l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - si rende necessaria in un'ottica di risparmio e alla luce dell'attuale frammentazione e eterogeneità negli enti gestori.

Come è noto, le Regioni non possono abolire i consorzi di bonifica perché sono previsti dalla normativa statale ma possono disciplinare il loro funzionamento e le loro attività''. Stante il dibattito in corso sul riassetto istituzionale di vari enti (Province comprese), l'assessore spiega che si aprirà subito un confronto con i vari soggetti interessati e le Province anche sulla base degli indirizzi che darà il Consiglio regionale per determinare il numero più adeguato di Consorzi che comunque non potranno superare il numero dei Comprensori, ovvero 6.

Bramerini sottolinea inoltre che ''a chi chiede il motivo della necessità del tributo, rispondo che è ineliminabile e fondamentale. Lo Stato infatti finanzia solo nuove opere per i corsi d'acqua classificati più importanti, mentre le
legge prevede che per quelli meno importanti e per l'attività di manutenzione ci pensi il privato che appunto agisce tramite i Consorzi. Il contributo di bonifica serve a finanziare tutte le attività che competono ai privati per legge e il cittadino paga nella misura del beneficio che riceve''.

La riorganizzazione, prosegue la nota, punta inoltre a ''rendere certo e trasparente il contributo versato da ciascun consorziato. Per questo obiettivo sarà la giunta a dare direttamente indicazioni su come redigere i piani di classifica che determinano le necessità di manutenzione-gestione di un corso d'acqua e le modalità di ripartizione dei costi fra i privati''. Altro obiettivo quello di semplificare e sburocratizzare l'attività amministrativa, saranno anche ridotti gli organi politici con le relative spese (sarà previsto solo un compenso-rimborso per il presidente del consorzio in misura proporzionale alle funzioni esercitate)''.

La nota ricorda che ad oggi su 13 Consorzi di bonifica, 12 sono commissariati. La Regione avrà le funzioni di indirizzo e controllo. Secondo il consigliere regionale Udc Marco Carraresi ''oggi, con un'operazione sicuramente attesa da troppi anni, la Regione Toscana sta cercando finalmente di intervenire con una riforma che potrebbe anche non ottenere gli effetti sperati. Primo fra tutti quello di far sì che i soldi versati dai cittadini, vengano quantomeno utilizzati effettivamente e nel modo migliore per lo scopo per il quale vengono richiesti''. ''Anche perché - aggiunge - la Regione ha da sempre precise responsabilità: nella disciplina del funzionamento dei consorzi di bonifica e nella determinazione delle modalità di riscossione del tributo e di relativo finanziamento degli interventi di bonifica''. Per l'esponente Udc ''c'è bisogno adesso di una riforma seria che, se attuata, potrebbe addirittura far risparmiare soldi preziosi ai contribuenti. E comunque ristabilirebbe quantomeno una corretta trasparenza e uniformità nell'applicazione delle norme''.