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  • 1 Post By Sebastiano

Discussione: debiti e default: fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

  1. #1
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    Predefinito debiti e default: fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...grecia/374997/

    Debiti e default: i fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

    L'ultima protagonista è la nave Libertad: di proprietà del governo argentino, è bloccata nel Ghana dopo una ordinanza di pignoramento contro Buenos Aires chiesta da un fondo speculativo delle Cayman. In tutto il giro di affari di questi fondi potrebbe valere due miliardi di dollari


    di Matteo Cavallito | 6 ottobre 2012


    La trama è quasi comica. Eppure si tratta di una faccenda tremendamente seria, tanto per le sue implicazioni finanziarie quanto per l’implicito e inquietante monito lanciato a tutti i Paesi sull’orlo di una crisi contabile. La protagonista è una nave dal nome epico ed altisonante, Libertad, misura 100 metri circa di lunghezza, vanta un pregevole design anni ’50 e possiede una valutazione di mercato compresa tra i 10 e i 15 milioni di dollari. Lo scenario è il porto di Tema, in Ghana, dove l’imbarcazione è tuttora bloccata con il suo equipaggio di 220 persone dopo un’ordinanza di un tribunale locale che ne ha decretato il sequestro di fronte a un possibile pignoramento. Il motivo? Un ammontare indefinito di “tango bond” non pagati ad un creditore molto speciale: il fondo-avvoltoio (vulture fund) NML, un veicolo d’investimento di proprietà della Elliot Capital Management, società finanziaria registrata nelle paradisiache, in senso fiscale, Isole Cayman.

    L’origine della storia, ovviamente, risale al 2001 quando Buenos Aires dichiarò default su un debito estero da 100 miliardi di dollari. Impossibilitato a restituire la somma, il governo argentino avviò in seguito la ristrutturazione debitoria. L’accordo formalizzato negli anni successivi prevedeva il rimborso del 30% del valore nominale dei titoli, una proposta da “prendere o lasciare” accettata secondo quanto riferito dall’esecutivo dal 93% dei creditori. Tra i dissidenti ci sono però loro, i cosiddetti distressed debt funds, creature finanziarie come NML entrate in scena al primo sentore di disastro. Gli investitori delle Cayman, per intenderci, avevano acquistato parte del debito argentino ad un prezzo scontato e ora, a oltre dieci anni di distanza dalla bancarotta, chiedono ancora il pagamento dei titoli sommati a mora e interessi. La richiesta giunge puntualmente nei tribunali stranieri che, in caso di sentenza favorevole, possono decretare il congelamento degli asset detenuti all’estero del debitore. Esattamente ciò che è accaduto in Ghana.

    I precedenti, per altro, non mancano di certo. All’inizio del 2010, un fondo statunitense chiamato FG Hemisphere ottenne da un tribunale di Hong Kong il pignoramento delle concessioni che la Cina avrebbe dovuto pagare alla Repubblica Democratica del Congo per lo sviluppo di un progetto di estrazione mineraria. L’origine della storia risaliva addirittura al 1980 quando il governo dello Zaire si era indebitato con una società jugoslava che avrebbe dovuto realizzare una linea di trasmissione elettrica tra le città di Bukavu e Goma: la EnergoInvest. Undici anni più tardi Kinshasa dichiarò di non poter pagare il debito, e la società creditrice non trovò altra soluzione che limitare i danni cedendo i diritti di riscossione a prezzi di saldo proprio a FG Hemisphere. Il fondo, creato dagli ex consulenti di Morgan Stanley Peter Grossman e Keith Fogerty, andò all’assalto a colpi di sentenze, interessi maturati e penali caricate. Risultato: i crediti acquisiti passarono da meno di 12 a oltre 100 milioni di dollari.

    La vicenda di FG Hemisphere mostra chiaramente quanto possa essere redditizio il business dei fondi distressed. Alcuni anni fa, un rapporto dell’African Development Bank sostenne che in alcuni casi i rendimenti finali degli investitori potessero raggiungere anche il 2000%. Nel 2007, un rapporto curato dal Fondo Monetario Internazionale e dalla World Bank stimò un giro d’affari da 1 miliardo di dollari. Nell’agosto 2009, il quotidiano britannico Guardian parlò di almeno 54 società finanziarie e 12 Paesi coinvolti per un ammontare complessivo di crediti pari a 1,8 miliardi.

    Tra i grandi fondi del settore si è segnalato di recente anche un certo Dart Management, anch’esso registrato nelle Cayman. Nel maggio di quest’anno, aveva riferito allora il New York Times, il fondo ha incassato in un colpo solo il 90% di un esborso da 436 milioni di dollari operato dal governo greco in favore dei creditori che non avevano accettato il concambio. Secondo le stime rese note ancora dal quotidiano Usa, Dart avrebbe acquistato a suo tempo i bond greci ad un prezzo compreso tra il 60 e il 70% del suo valore nominale. Mentre la maggior parte dei creditori privati era stata costretta ad accettare un concambio del 75% (25 centesimi per ogni dollaro di credito vantato con Atene) il fondo stava ricevendo all’epoca un pagamento privo di sconti. L’ipotesi a giustificazione di un simile trattamento di favore (riservato normalmente soltanto alla Banca centrale europea) è che la Grecia volesse evitare un pericoloso contenzioso in tribunale. Non è chiaro quanti fondi distressed siano al momento in possesso di titoli ellenici. Ieri, in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, il premier greco Antonis Samaras ha prefigurato una bancarotta definitiva del suo Paese in assenza di nuovi aiuti entro novembre. Probabile che alle Cayman siano già in ascolto.
    Ultima modifica di Avanguardia; 06-10-12 alle 23:59

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  2. #2
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    Predefinito Re: debiti e default: fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

    Però la domanda che mi pongo è questa: è più colpa dei fondi che fanno gli avvoltoi, o degli stati che si indebitano mettendosi nella condizione di essere carcasse?
    Se vuoi essere libero, devi quantomeno evitare di metterti dentro la cella, a quel punto è un attimo e qualcuno ti chiude la porta dietro le spalle, ma il grosso lo hai fatto tu.

    Sia in Argentina che in Grecia grossa parte del debito è stata fatta non certo in nome del popolo, ma in nome di interessi di pochi, nel caso dell'Argentina anche nell'interesse della famiglia della presidenta. Così come in Italia in parte, del debito solo le briciole sono andate per il benessere di tutti, il grosso a pochi, pochissimi.
    Ultima modifica di zlais; 07-10-12 alle 00:09
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  3. #3
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    Predefinito Re: debiti e default: fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    Però la domanda che mi pongo è questa: è più colpa dei fondi che fanno gli avvoltoi, o degli stati che si indebitano mettendosi nella condizione di essere carcasse?
    Se vuoi essere libero, devi quantomeno evitare di metterti dentro la cella, a quel punto è un attimo e qualcuno ti chiude la porta dietro le spalle, ma il grosso lo hai fatto tu.

    Sia in Argentina che in Grecia grossa parte del debito è stata fatta non certo in nome del popolo, ma in nome di interessi di pochi, nel caso dell'Argentina anche nell'interesse della famiglia della presidenta. Così come in Italia in parte, del debito solo le briciole sono andate per il benessere di tutti, il grosso a pochi, pochissimi.
    Lo Stato è un'entità impersonale, non può avere colpe. Le colpe sono dei governanti servi delle banche e della finanza.
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    In Italia se sei un lavoratore onesto che non arriva a fine mese e ti suicidi, non ti caga nessuno. Se sei un delinquente, per te si mobilitano presidente della repubblica, governo, parlamento e amici dei carcerati. Viva il paese di Pulcinella!

  4. #4
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    Predefinito Re: debiti e default: fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

    Quando il debito è contratto per favorire i governanti, i politici, e ne va poco o niente alla popolazione, si parla di debito odioso o debito immorale. Pertanto, non andrebbe pagato, se non prendendo tutto quello che hanno ai governanti, politici, intermediari, altri magnacci avvantaggiati.

  5. #5
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    Predefinito Re: debiti e default: fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

    Il Financial Times lo ha definito in maniera molto enfatica “il processo del secolo”. Senza dubbio quella che è in corso il 27 febbraio 2013 presso la Corte Federale di New York, e che vede contrapposti due cosiddetti “fondi avvoltoi” e lo Stato argentino, è una causa che potrebbe avere profonde ripercussioni a livello internazionale, fissando un precedente di assoluto rilievo nei casi di ristrutturazione del debito da parte di un Paese in difficoltà.



    Per capire perché, è necessario fissare in breve quali sono gli elementi salienti di questa storia, facendo un passo indietro di quasi un decennio. Nel 2001, quando l'Argentina fece default per un importo di circa 81 miliardi di dollari, due hedge fund, NML Capital con sede a New York, e l'Huntlaw Corporate Service, registrato nel paradiso fiscale delle isole Cayman, acquistarono una cospicua porzione del debito sui mercati secondari. Successivamente, il governo di Buenos Aires ristrutturò il debito con i suoi creditori, ma la NML Capital non accettò alcuna proposta di revisione, portando in tribunale lo Stato argentino. La corte di primo grado ha dato ragione agli attori finanziari, ordinando il pagamento di 1,3 miliardi di dollari. In un secondo momento, la Corte Federale ha congelato l'esborso, in attesa di avere chiarimenti sulla questione -e fissando per il 27 la prima udienza-. NML Capital e Huntlow, nel frattempo, avevano provato a battere anche altre strade. Non avevano avuto successo nella richiesta di far “sequestrare” -a mo' di garanzia del pagamento- l'ambasciata argentina a Parigi, mentre lo scorso ottobre una corte ghanese aveva dato loro soddisfazione, imponendo il blocco della nave scuola di Buenos Aires Libertad nel porto di Tema, 25 chilometri a Est di Accra. Una decisione che ha fatto scalpore, poi ribaltata solo grazie all'intervento delle Nazioni Unite.



    Purtroppo quello del fondo avvoltoio è un fenomeno abbastanza diffuso. E riguarda chi compra una fetta di debito di un Paese in grande difficoltà per pochi spiccioli e per fini esclusivamente speculativi, tanto che, qualora fosse pagato l'intero ammontare del debito, può arrivare a registrare fino al 400 per cento dell'investimento. Insomma, ci si arricchisce alle spalle dei poveri, per buona pace della comunità internazionale, che per il momento non ha preso alcun provvedimento per mettere fuori legge questo tipo di attività. Certo, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale hanno evidenziato i pericoli posti dai fondi avvoltoi sulla stabilità economica di interi Paesi, ma senza la massiccia mobilitazione di gruppi come Jubilee Usa si è addirittura rischiato che nello Stato di New York fosse approvata una normativa che dava la possibilità agli hedge fund di poter continuare l'iter dei ricorsi anche in sede extragiudiziale.



    Sempre Jubilee Usa ha promosso una veglia tenutasi nella notte tra il 26 e il 27 febbraio davanti alla sede della Corte Federale. La società civile internazionale si augura che i giudici applichino principi di buon senso, dando ascolto al parere fatto pervenire loro dal governo a stelle e strisce, che nel complesso perora la causa dell'Argentina. Una sentenza contro i fondi avvoltoio farebbe epoca, una a favore sarebbe un vero disastro. Considerato il macigno del debito che pende sull'Italia, forse questa volta anche anche a noi conviene tifare Argentina.

    Altreconomia :: Fondi avvoltoi versus Argentina: si decide tutto a New York
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

  6. #6
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    Predefinito Re: debiti e default: fondi avvoltoio su Argentina e Grecia

    Stiamo assistendo al capitalismo che assale direttamente uno stato sovrano, un tempo usava le divisioni e le flotte , ora i tribunali, non che possa tornare ai vecchi metodi, ma ora passa prima dal tribunale.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 

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