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Discussione: L'ascesa delle destre

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    Predefinito L'ascesa delle destre

    L'Ungheria

    Il primo dopoguerra, con la crisi economica e sociale che pervade il vecchio continente, comporta una vera e propria crisi delle istituzioni democratiche e parlamentari. La prima fu naturalmente la conservatrice Ungheria, figlia degli splendori del vecchio e multietnico Impero Asburgico. Dopo un tentativo di rivoluzione comunista guidato dall'ebreo e "rosso" Bèla Kuhn con l'appoggio della borghesia e della nobiltà progressista del conte Michele Kàrolyi, le truppe dell'ammiraglio Nicola Horthy, ex-aiutante di campo dell'imperatore Francesco Giuseppe e ed ex-capo dell'incrociatore "Novara", riportano l'ordine a Budapest nella primavera del 1921. Horthy dichiarerà infatti: "Meglio vivere sotto l'aquila bifronte degli Asburgo che sotto la falce e il martello dei comunisti!" Ad ogni modo, un'assemblea di proprietari terrieri, vecchi nobili magari e i quadri dell'esercito ungherese lo proclama nuovo sovrano di Budapest, ma l'ammiraglio rifiuta e assume il titolo di Reggente d'Ungherua, trasferendosi con la moglie nella tenuta a Kenderes. Nel 1939, con il suo cavallo bianco sfilerà tra le strade della capitale in festa per i vent'anni della sua reggenza, ma lo stesso anno dovrà accordarsi con il vicino Reich tedesco. In questo modo l'Ungheria resterà indipendente ma dovrà allearsi con le potenze dell'Asse, nel "nuovo ordine europeo" da loro istaurato nel 1938. Dopo la sua morte, andrà al potere il figlio, il luogotenente Stefano Horthy.



    L'Italia

    In Italia, dopo una serie di governi liberali particolarmente instabili, il re Vittorio Emanuele III decide di affidare l'esecutivo nella mani di Benito Mussolini, giornalismo del "Popolo d'Italia" e fondatore del Partito Nazionale Fascista, dopo la marcia su Roma nell'autunno del 1922. Nel giro di pochi anni, precisamente il 3 gennaio 1925, Mussolini crea ufficialmente uno stato totalitario in Italia con una serie di provvedimenti detti "leggi fascistissime" stilate con il giurista nazionalista Alfredo Rocco. Mussolini nel giro un paio d'anni però scassina quelli che erano rimasti dei centri di potere estranei allo stato totalitario. Per prima cosa riesce e far abdicare il sovrano e tutta la famiglia Savoia se ne va negli Stati Uniti in esilio forzato. In secondo luogo stipula un "concordato" che a parole risolve la questione romana, ma nei fatti impone alla Chiesa pesanti restrizioni con la chiusura dei circoli di Azione Cattolica, e il regime stesso inizia una campagna di esaltazione della razza latina con manifestazioni che escono dal sentiero e dal pensiero prettamente cristiano. In terzo luogo abbiamo la costituzione di un vero e proprio esercito politico con la liquidazione dei carabinieri e di quei reparti di provata fede monarchica. Ora i soldati dovranno giurare fedeltà soltanto al Duce, Benito Mussolini, capo dello stato e del governo dell'Italia Imperiale Fascista. Nel 1935 Mussolini dichiara guerra all'Etiopia, ultimo stato indipendente in Africa, e durante le operazioni militari utilizza anche strumenti illegali come i gas nervini, aboliti dalle convenzioni di Ginevra. Il 9 maggio 1936 le truppe italiane, comandate dal generale Italo Balbo, entrano ad Addis Abeba: nasce l'Africa Orientale Italiana, nuova colonia del nostro paese e fonte di poche gioie viste le poche ricchezze in termini di materie prime. Nello stesso anno abbiamo la partecipazione a fianco di Franco nella guerra civile spagnola e l'alleanza con il Reich tedesco con l'Asse Roma-Berlino. L'anno successivo la firma del Patto Anti-Comintern contro l'Urss con Berlino e Tokyo e la firma del nuovo Asse Roma-Berlino-Tokyo. Nel 1939 il primo ministro e genero di Mussolini, Galeazzo Ciano, dichiara guerra al piccolo regno dell'Albania, retto dal re Zog, e l'anno successivo viene stipulato il Patto d'Acciaio che incrementa i trattati precedenti tra Italia Fascita, Reich Tedesco e Impero Giapponese con un "patto tripartito", che prevede zone reciproche d'influenza in Europa, in Asia e in Africa. Và ricordato che nel 1938, vengono adottate leggi razziali e varato un "nuovo ordine" dalle potenze dell'Asse, stilato da Ciano e dallo stesso Hitler. Dopo la morte di Mussolini, nel 1954, il timone passa a Ciano. Sul letto di morte il Duce dice: "Io sono stato reazionario e rivoluzionario a seconda delle circostanze".



    La Polonia

    La Polonia, nata dopo la fine del secondo Reich del kaiser Guglielmo II e dell'Impero Russo dello zar Nicola II, dopo alcuni disordini di matrice socialcomunista assume un ferreo regime repubblicano militare retto dal maresciallo Joseph Pilsudski, uomo particolarmente duro che avvia una brutale politica contro la Chiesa cattolica e le organizzazioni sindacali. Molte sono infatti le occasioni in cui il maresciallo mandò la cavalleria a cavallo, la "Polacca", a disperdere tentativi di scioperi e quant'altro. Va ricordato che questa sua politica troppo reazionaria gli aliena anche gran parte dei quadri dell'esercito polacco, ed egli deve ben presto rivalutare la linea reazionarie. Nel 1938 muore avvelenato e il suo corpo viene ritrovato nel suo castello di Varsavia. Il suo successore, il maresciallo Karol Rydz-Smigly, avvia una profonda riforma dello stato. Innanzi tutto ufficializza la costituzione di una "repubblica militare polacca" con a capo una giunta militare formata dai migliori elementi dell'esercito. Allo stesso tempo avvia una profonda riforma delle forze armate, abbandonando i cavalli e puntando alla fanteria motorizzata e ai cingolati. Successivamente avvia trattative di alleanza con il Reich e le potenze dell'Asse che gli valgono l'autodeterminazione, ma deve concedere Danzica e il suo corridoio a Hitler con un trattato firmato a Berlino il 1 settembre 1939.



    La Jugoslavia

    La Jugoslavia, regno che nasce all'indomani dei trattati di pace che assegnavano alla Serbia gran parte della penisola Balcanica, è retta da re Alessandro I, personalità particolarmente emblematica poiché inizialmente avvia una politica autoritaria e successivamente la rinnega. Avviando quindi una democratizzazione del regno attacca in più occasioni la vicina Italia, in modo da sollevare le popolazioni slave presenti in Istria e Dalmazia. Mussolini, per paura di vere e proprie rivolte, prima attua repressioni delle varie associazioni slave in Italia, e successivamente finanzia generosamente il movimento degli ustascia del fascista croato Ante Pavelic. Questo è un vero e proprio gruppo paramilitare terroristico di stampo nazionalista, che nel 1934 riesce nel suo intento, cioè riesce ad uccidere il sovrano a Sarajevo il 28 giugno 1934 (vent'anni dopo...). Per un mese gli ustascia mettono a ferro e fuoco l'intero regno finché lo stesso Ante Pavelic non prende il potere e avvia una serie rilevante di cambiamenti. Trasferisce la capitale a Zagabria e si autoproclama nuovo sovrano del grande regno della Croazia con il nome di Ante I. Avvia una vera e propria politica razziale contro serbi, bosniaci mussulmani e altre etnie minoritarie, in linea con quelle che saranno le leggi di Norimberga, con tanto di lager e foibe; il sovrano croato a tal proposito dirà: "E' ora di ripulire il mondo da ogni sozzura anticroata". Pavelic sottoscriverà una ferrea alleanza con il Reich e con le altre potenze dell'Asse nel 1938, e nel 1942 entrerà nel Patto d'Acciaio. Dopo la morte di Pavelic, nel 1957, le redini verranno prese dal figlio primogenito, Ante II.



    La Romania

    Il regno di Romania invece attraversa un periodo di sviluppo sotto il regno del re-dittatore Carol II. Egli infatti avvia diverse riforme, come quella agraria e quella sulla liberalizzazione dei capitali stranieri in Romania, ma il paese si trova sotto una dittatura sanguinaria, anche perchè è stata adottata la pena di morte per i "reati politici". Ad ogni modo la repressione dell'esercito di Bucarest non riguarda soltanto la componente socialcomunista o liberlademocratica, ma anche la stessa destra nazionalista e il movimento delle Guardie di Ferro. Il suo leader infatti, Zelea Condreanu, responsabile di atti terroristici contro lo stato, sarà processato ed impiccato. Carol II non riesce a domare la grande rivolta del 2 marzo 1939, alla quale prendono parte anche reparti dell'esercito mandato per sopprimere i rivoltosi. Di fronte ad un vero e proprio assalto al palazzo reale, il re-dittatore si spara e il capo della rivolta e nuovo leader delle Guardie di Ferro, Ion Antonescu, decide di nominare nuovo sovrano il primogenito di Carol II, Michele I, e di autoproclamarsi capo del governo. Nel giro di un mese Antonescu cambia tutto: mette le basi per una più ferrea dittatura totalitaria, proclama lo "Stato Legionario" e chiama al governo le Guardie di Ferro, diventati i "pretoriani" del re e del primo ministro. In secondo luogo stringe un'alleanza di ferro con le forze dell'Asse e nel 1942 entra nell'alleanza. In più occasioni disse: "sono prima di tutto un soldato", per rimarcare la sua storia militare.



    L'Austria

    Le vicende in Austria invece sono diverse. Divenuta una piccola repubblica dopo la fine della guerra, alle prime consultazioni democratiche vanno al potere i cristiano-sociali e i socialdemocratici. La coalizione non riesce però a risolvere le grandi questioni nazionali, e ben presto nel paese di diffonde una forte ostilità che si traduce nella nascita di molti movimenti nazionalisti che incalzano la coalizione bianco-rossa al governo. Per fronteggiare la situazione che può degenerare, vengono avviati dei contatti con un movimento cattolico conservatore diretto da Engelbert Dollfuss, ex-esponente dei cristiano-sociali austriaci. Dollfuss sarà nominato primo ministro dopo una lunga trattativa, ma le prime ordinanze saranno particolarmente severe. Nel 1932, lo stesso anno del suo insediamento, avvierà una nuova legislazione più dura che consentirà un avvicinamento con il Reich tedesco. Nel 1938 Dollfuss e Hitler si incontreranno a Vienna e decideranno l'unificazione dei due paesi, l'Anschluss, che porterà lo stesso Dollfus alla carica di vice-cancelliere del terzo Reich, anche se sarà sempre mal visto dai gerarchi nazionasocialisti. Il destino dell'Austria si legherà quindi con la storia della Germania, di cui è diventata Ostmark.



    La Germania

    Ed eccoci arrivati alla Germania, la grande sconfitta nella Grande Guerra, che da Reich guglielmino (il kaiser Guglielmo II se ne va in Argentina dove compra una fattoria, alleva cavalli e scrive le sue memorie) diventa traballante repubblica. Anzi la repubblica di Weimar, stato semi-democratico che durerà soltanto per pochi anni. Al suo interno infatti i partiti poltici principali, la SPD, Zentrum e il Partito Liberaldemocratico si trovano in perenne disaccordo sulle politiche da adottare e, nello stesso tempo devono avviare una rispettare il trattato di pace con le imposizioni e i pagamenti ai paesi vincitori. Quando, il 12 febbraio 1923, il governo di coalizione retto dal socialdemocratico Kurt Eisner cade in seguito al vertiginoso aumento della dissipazione, un gruppo di ex-militari ed esponenti della destra nazionalista attua un vero e proprio colpo di stato a Monaco di Baviera. Sono capitanati dal caporale Adolf Hitler, ex-imbianchino es ex-pittore all'Accademia di Vienna, volontario nelle fine dell'esercito tedesco nella Grande Guerra e decorato con la Croce di Ferro. Intorno a lui c'è il capitano Karl Ehrhardt, il capo della squadriglia germanica Herman Göring, i fratelli nazionalisti Otto e Gregor Strasser, l'architetto baltico e futuro "teorico della razza" Alfred Rosemberg e il dottorando Rudolf Hesse. E' questo lo zoccolo duro nel Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, o meglio conosciuto come Partito Nazista Tedesco. Si aggiungeranno successivamente l'ex-studente di teologia Joseph Goebbels, l'allevatore di polli Heinrich Himmler e i grandi finanziamenti degli industriali tedeschi (Bosch, Krupp, ecc...) terrorizzati dell'avanzati del Movimento Spartachista, il partito dei comunisti tedeschi. E' il cosidetto "putch della birreria" (poichè fu organizzato in un locale di Monaco) del 15 febbraio 1923 a rovesciare le sorti della Germania. L'esercito infatti occupa il Reichstag e il maresciallo Alexander Hindemburg lo nomina cancelliere tedesco: Hitler accetta e si autò proclama Fuhrer del Terzo Reich tedesco. Nel cosiddetto "biennio di ferro" 1933-1935 Hitler costruisce la sua creatura, la nuova Germania nazionalsocialista, che in seguito sarà il fulcro del nuovo ordine che istaurerà nel 1938 in Europa. Viene restaurato l'impero e lo stesso Hitler si reca in Argentina, da Guglielmo II, per consegnargli il personale invito di ritorno in Germania e una lauta pensione. Il nuovo kaiser sarà infatti lo stesso Fuhrer che ufficialmente cinge la corona che fu dei re di Prussia e nomina una giunta permanente del cancellierato con a capo Karl Ehrhardt, nuovo cancelliere del Reich. Viene avviata una profonda riforma delle istituzioni con la concentrazione del potere nella mani del Fuhrer, che punta prima di tutto ad una forte industriale bellica motore della prima della Germania in Europa. La poderosa truttura del nuovo esercito tedesco infatti viene affidata al grasso maresciallo di Berlino Herman Göring e allo stesso tempo viene costruita una vera e propria "macchina da guerra", il Ministero della Propaganda affidato al mago della comunicazione Joseph Goebbels che garantirà al regime gioie e consenso. La politica estera verrà affidata al giovane e rampante ambasciatore Joakin von Ribbentrop il quale del giro di un decennio riporterà la Germania a perno della politica estera continentale: per prima cosa il Reich si rifiutò di pagare i paesi vincitori e si disinteressò dei trattati di pace relati all'esercito. La debolezza delle democrazie occidentali e liberaldemocratiche e l'isolazionismo degli Stati Uniti fece capire ai maggiori osservatori internazionali che Hitler aveva ormai in mano i destini del mondo. Nel 1932 l'influenza della Germania nazista arriva anche a Vienna e porta Dollfuss al potere e sei anni dopo i due paesi tedeschi si uniscono in una unico impero che inizia la sua politica di espansione. Due anni prima Hitler aveva aiutato Franco e aveva stretto un patto con l'Italia fascita e il Giappone: l'Asse Roma-Berlino-Tokyo e il Patto Anti-Comintern e successivamente il Patto d'Acciaio e il Tripartito. Ma il futuro dell'Europa è deciso nel 1938 dove il Fuhrer convoca a Berlino i capi di stato e di governo di tutti gli stati europei reazionari e conservatori e qui illustra il "nuovo ordine" che viene sottoscritto. A margine dei lavori dell'incontro il Fuhrer dichiarerà "Credo che la provvidenza mi protegga". Il 1 settembre 1939 viene occupata Danzica e il 10 dello stesso mese Hitler si sposa con la compagna Eva Braun, al fianco del dittatore ormai da più vent'anni. Le vicende della Germania quindi si legheranno a doppio filo con la storia europea degli anni 40-50 e di questo e del "nuovo ordine" ci sofferemeremo successivamente.



    Il Portogallo

    Il Portogallo, dal 1910 diventato repubblica dopo che il deputato Bernardino Machado la proclamò dal balcone del municipio di Lisbona il 5 ottobre, deve fare i conti con una situzione difficile e possibile rivolte contadine, le classi più povere che soffrivano una situazione ormai al limie del sopportabile. Senza dimenticare che, nei mesi successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale molti fedeli si recavano nel piccolo villaggio di Fatima, dove tre 17 febbraio 1917 tre pastorelli avevano visto una "bella Signora vestita di bianco". Una situazione quindi ingovernabile. Nel maggio del 1918 i il generale Gomes da Costa e il collega, maresciallo Antonio Carmona, decidono di prendere il potere e richiamo in patria re Manuele II e la regina madre Amalia, fuggiti a Londra dopo l'attentato di re Carlo I il 1 febbraio 1908. Manuel II, nuovo re del Portogallo, capisce che la situzione è grave e decide di destuire con la forza i due generali che lo avevano riportato in patria e li manda a lavorare in una cava dispersa in Angola, colonia di Lisbona in Africa. In secondo luogo si reca personalmente all'Università di Coimbra, da un grigio e solitario professore di economia politica industriale ed autore del saggio "Dottrina e azione politica interna per il nuovo Portogallo", il professor Antonio de Oliverira Salazar. Questi inizialmente è scettico e rifiuta, poi ci ripensa e successivamente accetta solo ad una condizione, fondamentale: carta bianca. E bianca sarà. Diventa ufficialmente primo ministro il 16 febbario 1918 con delega all'industria, agricoltura, finanze e colonie e inizia la sua opera nel povero paese iberico. Approva la nuova carta costituzione del "Estado Novo", antidemocratica e conservatrice che riflette la sua formazione gesuita: l'uomo, è imperfetto e la sua natura è portata alla violenza e quindi è fondamentale il ruolo di un nuovo uomo capace di mettere ordine ad un popolo che lo stesso Salazar disprezza. Disse infatti a tal proposito "So benissimo di dover soltanto amministrare otto milioni di cadaveri". Il suo compito primario è educare il popolo, poiché governare significa proteggere la gente. Attuò una durissima repressione in Angola, Guinea Portoghese e Mozambico e riavviò l'economia puntando soprattutto sull'agricoltura. Nel 1938 firmò il patto con l'Asse.



    La Lituania

    La Lituania era nata con la Pace di Parigi del 1919 ed era stata per più di un decennio una democrazia parlamentare con un sistema presidenziale ed un suffragio universale. La crisi del 1929 aveva favorito l'ascesa al potere di un blocco conservatore e nazionalista guidato da Alfe Smentona che vinse le elezioni politiche del 1934 e avviò la costruzione di una "repubblica corporativa", un rafforzamento dell'eserico lituano ed una politica estera legata alle altre repubbliche baltiche, anch'esse paesi reazionari. Nel 1938 Smentona, riconfermato nello stesso anno presidente della repubblica con una percentuale superiore all'80%, firmò il patto con l'Asse. A tal proposito dichiarò che "la Lituania aveva iniziato una nuova era della sua secolare storia".



    La Lettonia

    La repubblica della Lettonia invece aveva combattuto con forza la vicina Estonia, già dittatura all'indomani della sua indipendenza. Lettonia e Lituania possono infatti quasi andare a braccetto per quanto concerne l'evoluzione dello stato. Essa infatti diventa una repubblica democratica dove particolarmente radicato è il partito socialdemocratico ma la crisi provocata dal crollo della borsa di Wall Strett comporta un rafforzamento delle opposizioni reazionarie che alle elezioni legislative del 1934 si raccolgono intorno alla figura di Karl Ulmanis, fervente nazionalista, e vincono le consultazioni a fronte anche della spaccatura dell'alleanza tra socialdemocratici e centro democratico.Ulmanis inizialmente consente il corretto funzionamento delle istituzioni e in particolare del parlamento ma nel giugno del 1936, quando la proposta di dare al presidente del consiglio ampi poteri viene inviata a discussione nel settembre successivo si scatena l'inverosimile. Ulmanis fa occupare le camere dalle guardie nazionali e avvia la seconda fase del suo esecutivo, reazionaria e totalitaria, tanto che dichiara "finita l'epoca dell'Estonia piccola e priva di spina dorsale". Seguirà quindi le vicende politiche delle altre repubbliche baltiche con il patto del 1938 con le forze dell'Asse.



    L'Estonia

    La piccola e fragile repubblica baltica dell'Estonia nacque praticamente già dittatura con il presidente della repubblica, Koral Pats, il quale poté essere il vero "muratore" della basi istituzionali della creatura baltica. Innanzi tutto una repubblica di nome, una dittatura di fatto: parlamento e consigli erano stati sbarrati, sostituiti con l'esteso potere del presidente della repubblica, capo dello stato, del governo e delle forze armate, massimo giudice del paese e pontefice della nuova religione baltica estone. Pats infatti creò un nuovo culto, una vera religione personale basata sulla sua persona. Di fronte a questa iniziativa, naturalmente impopolare, intervennero in più occasioni le forze dell'esercito estone contro soprattutto la chiesa cristiana nazionale luterana, radicata profondamente in queste zone. Ma dal 1922, data in cui il presidente-tiranno si insediò, al 1940 non fu completato il suo progetto religioso e fu successivamente abbandonato. Pats disse a tal proposito "Non c'è trippa per gatti !!". Per quanto riguarda la politica estera, furono firmati i patti di alleanza con l'Asse nel 1938 e l'Estonia entrò nell'orbita del nuovo assetto.



    La Bulgaria

    L'Impero della Bulgaria aveva vissuto un travagliato dopoguerra con numerosi raccolti andati male, una diffusa carestia ed una forte disoccupazione. Dal punto di vista politico la maggioranza del popolo bulgaro, alle elezioni del 1919, aveva dato la propria fiducia al Partito dei Contadini di Aleksandar Stambolijski impegnato in una politica di riforme sopratutto per quanto riguarda l'agricoltura. Ma la "primavera bulgara" sarebbe durata poco: il 5 maggio 1923 Stambolijski sarebbe stato ucciso da sicari della destra con il tacito accordo dello zar Boris; quest'ultimo aveva formato con i quadri principali dell'esercito una giunta militare che limitò severamente la libertà dei partiti fino all'abolizione stessa tranne del Movimento Bulgaro Nazionale, il partito dello zar. In più il parlamento divenne soltanto un organo consultivo senza poteri decisionali. Nel 1934 lo stesso Boris III avrebbe preso le redini del governo istaurando una formale dittatura personale. La Bulgaria avrebbe fatto parte del nuovo "ordine" delle forze dell'Asse a partire dal 1938.



    La Grecia

    La storia della Grecia ha avuto fasi particolarmente alterne, influenzate naturalmente dalla figura del sovrano. La sconfitta nella guerra contro la Turchia, successiva alla Prima Guerra Mondiale, nel 1922 aveva comportato la fuga in Italia di re Giorgio II e ad Atene fu proclamata la repubblica durante una cerimonia sul Partenone. L'istituto repubblicano però sarà retto per più di un decennio da forze progressiste e socialcomuniste contro le quali in più occasioni i quadri più estremisti dell'esercito avevano organizzato tentativi di colpi di stato. Nel 1935 re Giorgio fu richiamato in patria in seguito alla vittoria dei monarchici alle elezioni politiche ma il sovrano si trovò di fronte ad una scelta obbligata: doveva chiamare al governo il generale Ioannis Metaxas, organizzatore della resistenza contro il governo delle sinistre. Il sovrano accettò e Metaxas sciolse il parlamento e perseguitò duramente l'opposizione repubblicana mentre si riannodavano i legami con l'Italia. Con Mussolini fu firmato il patto di Bari nel 1936 e nel 1938 la Grecia entrò nell'influenza delle forze dell'Asse. Metaxas ricordò "Non sarò ricordato come i condottieri di Sparta, ma poco ci manca !"



    La Spagna

    La Spagna, che attraversava una profonda crisi dai tempi della sconfitta dell'Invincibile Armata di Filippo II, divenne nei nella seconda metà degli anni 30 del XX secolo teatro di una battaglia ideologica tra fascismo e antifascismo, tra dittatura e democrazia. Ma andiamo per ordine. Per prima cosa re Alfonso XIII aveva deciso di non partecipare alla Grande Guerra ma i riflessi economici della crisi si divero anche nel regno spagnolo, dilaniato da numerosi problemi. In primo luogo istituzioni troppo deboli, il parlamento spagnolo ormai privo di potere, un'economia troppo arretrata e fondata su un'agricoltura superata e numerosi scontri sociali. In particolare in Spagna si era diffuso un forte e radicato movimento anarchico e sovversivo che nel 1921 avrebbe dato vita al partito comunista spagnolo, guidato dalla "pasionaria" Dolorres Ibarruri. Di fronte ad una possibile sollevazione contro le secolari istituzioni monarchiche, con le rivolte in Catalogna per l'autonomia e la guerra coloniale in Marocco, re Alfonso chiamò al governo il generale Primo de Rivera. Egli era un pluridecorato militare spagnolo che aveva in più occasioni salvato la monarchia dello sfracello e avviò una politica conservatrice con una forte limitazione delle libertà del popolo spagnolo. Al suo fianco chiamò il colonnello di campo Francisco Franco, brillante giovane militare. Quando però le opposizioni repubblicane, nel 1930, vinsero le elezioni municipali a Madrid Primo de Rivera e il governo militare di dimisero e Alfonso XIII chiamò al voto il popolo spagnolo che scelse il partito socialista democratico guidato da Manuel Azana e da Alcalà Zamora. Il primo governo socialista spagnolo avviò profonde riforme ma trovò la forte opposizione delle forze conservatrici, nazionaliste e reazionarie spagnole, le quali riuscirono a far cadere l'esecutivo nel 1933 e il re fu bel contento di ritornare alle urne, liberandosi così delle sinistre. Infatti la destra conservatrice, la Falange, il partito fascista spagnolo, i nazionalisti e i cattolici tradizionalisti si strinsero in un blocco conservatore che stravinse le elezioni e governò il paese tra il 1933 e il 1935, il cosidetto "biennio negro". L'esecutivo era guidato naturalmente da Primo de Rivera, il quale però fu ucciso da un anarchico in un attentato durante ad una parata militare a Madrid. Il paese piombò nel caos. Le opposizioni, il cosiddetto Fronte Popolare, che univa repubblicani, laici, democratici, socialisti, radicali, comunisti e anarchici prese il potere in alcune regione del regno spagnolo mentre Alfonso XIII si rifugiava sotto la protezione di Salazar a Lisbona. Il governo nero e l'esercito si strinsero intorno al generale Franco, erede di Rivera e benedetto dal sovrano con il dono nella medaglia benedetta della Vergine del Pilar. La guerra civile spagnola attrasse molte nazioni europee: Italia e Germania appoggiarono apertamente Franco mentre i repubblicani ebbero l'aiuto di "brigate internazionali" formate dalle opposizioni di mezzo mondo. La guerra sarebbe terminata con la presa di Madrid da parte dei "franchisti" nel marzo del 1939 e il ritorno al potere di Alfonso XIII. Franco dichiarerà "Vi ho dato la vera democrazia, la democrazia effettiva del popolo !". La Spagna, monarchica e franchista, avrebbe firmato nel 1940 il patto di ferro con l'Asse.



    La Cecoslovacchia

    La repubblica cecoslovacca, nata all'indomani della fine della guerra, era un mosaico di etnie e popolazioni diverse, ma in questo paese si consolidò la democrazia grazie anche ad importanti personalità come i presidenti Tomas Masaryk e Edvard Benes, due leader democratici che tanto avevano fatto per la libertà della repubblica. I governi, a partire dal 1919, attuarono politiche di riforma, a partire da quella agraria che nel 1921 espropriò oltre un milione di ettari di latifondo. Ma le tensioni etniche riemersero ben presto e nel 1935 il presidente Benes fece arrestare monsignor Jòzef Tiso, leader del partito nazionalista cattolico cecoslovacco, perchè implicato in una serie di tentativi di colpi di stato contro il legittimo governo democratico di Praga. L'arresto di Tiso scatenò durissime reazioni da parte delle opposizioni che si schierarono contro la decisione del presidente e scesero in piazza a protestare. Una parte dell'esercito, a favore del blocco delle destre, intervenne: fece arrestare Benesm e liberò Tiso. Quest'ultimo fu proclamato dalle forze dell'esercito nuovo presidente della repubblica cecoslovacca e nel 1936 stilò la nuova carta costituzionale del nuovo stato, ribattezzato "repubblica parrocchiale corporativa". Il Vaticano gli tolse la possibilità di celebrare messe e nel 1938 aderì al nuovo ordine dell'Asse. Tiso dirà che "cattolicesimo e nazionalisocialismo si completano benissimo".



    La FNFRE

    Il 2 maggio 1938 Hitler chiama a raccolta a Berlino tutte le nazioni che hanno governi conservatori, nazionalisti e reazionari per una riunione, la Conferenza di Berlino. Vi partecipano il Duce Benito Mussolini, l'ammiraglio e reggente Nicola Horthy, il maresciallo Karol Rydz-Smigly, re Ante I, re Michele II e il capo del governo Ion Antonescu, il presidente Koral Pats, il primo ministro Antonio Salazar, il presidente Alfe Smentona, il presidente Karl Ulmanis, lo zar Boris III, re Giorgio II e il generale Ioannis Metaxas, re Alfonso XIII e il generale Francisco Franco (impegnato in guerra) e monsignor Jozef Tiso. Partecipano come osservatori il premier turco Kemal Atatürk, il sergente cubano Fulgencio Batista e il caporale e professore di storia militare argentina Juan Domingo Peron. In questa sede il Fuhrer e il primo ministro italiano Galeazzo Ciano espongono il piano per la costruzione del "nuovo ordine europeo", la Federazione delle Nazioni Fasciste e Reazionarie d'Europa, la FNFRE. Essa doveva garantire una solida alleanza politica, economica e militare tra la Germania, l'Italia, l'Ungheria, la Polonia, la Jugoslavia, la Romania, l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, il Portogallo, la Spagna, la Bulgaria, la Grecia e la Cecoslovacchia basata sulla condivisione di uguali ideali reazionari. Ad ogni però questo patto non era particolarmente equilibrato poiché ne traevano vantaggio in particolare la Germania e l'Italia che così ad influenzare rispettivamente l'Est europeo e la zona mediterranea e danubiano-balcanica. La FNFRE divenne operativa nel maggio dell'anno successivo, quando decise di entrare anche la Turchia, che aveva perso il suo padre fondatore (morte di Atatürk nell'autunno del 1938), e la presidenza fu assegnata al kaiser tedesco Aldof Hitler. Ma l'ascesa delle destre non era ancora finita.

    Mentre negli Stati Uniti venivano confermati a gran voce i repubblicani, fautori di una politica isolazionista diversamente dal partito democratico, la Società delle Nazioni si sciolse il 3 settembre 1939. L'anno successivo, il 2 marzo 1940 in Norvegia le elezioni legislative furono vinte dal partito nazionalista di Vidkun Quisling. Il re prese la via dell'esilio poiché era contrario al programma di Quisling e se ne andò negli Stati Uniti. Il nuovo esecutivo aderì il 10 marzo 1940 alla FNFRE. Nello stesso mese anche i governi del Regno di Svezia e della Repubblica Finlandese caddero nelle mani delle forze conservatrici e chiesero di entrare prima nella nuova Repubblica Federale Norvegese, diventando la Federazione dela Nord.

    Il 14 giugno 1940 le elezioni politiche in Francia diedero la maggioranza al maresciallo Henri-Philippe Pètain, leader del Fronte Nazionale di cui faceva parte anche il movimento fascista Action Française. Pètain prima ridusse le libertà alla popolazione con il pretesto di un possibile colpo di stato delle sinistre socialcomuniste e successivamente regalò al Reich l'Alsazia e la Lorena. Le opposizioni scesero in piazza contro il nuovo regime, nato nel paese della Rivoluzione. Ma in questa occasione, il 14 luglio 1940 le truppe di Hitler entrarono in Francia per aiutare le forze dell'ordine di Parigi e sedarono i rivoltosi dopo un mese di disordini. Il 20 dello stesso mese la Quarta Repubblica Francese, fondata su base corporativa, entrava a pieno titolo nella FNFRE e occupava il Belgio e la Svizzera mentre il Reich annetteva i Paesi Bassi e il Lussemburgo. L'Italia intanto invadeva la Corsiva mentre la Spagna annetteva velocemente l'Andorra e la Federazione del Nord, in un giorno, occupava la Danimarca. e l'Islanda. Tutte operazioni ordinate da Hitler che da Rastenburg progettava da tempo anche la fine della Gran Bretagna. E infatti le Croci di Ferro di John Mosley, che unificavano il Partito Conservatore e il Partito Nazionalista, vinse le elezioni il 2 febbario 1941 e la "Battaglia d'Inghilterra" fu vinta anche dalla destra inglese mentre la famiglia reale se ne andava in Canada in esilio. Il 10 maggio 1941 la FNFRE si riunì a Berlino a distanza di tre anni e decise di dare ampi poteri a Hitler il quale, il 15 novembre 1942, poteva proclamare la nascita dell'Impero Nazionalsocialista Europeo con capitale Berlino cigendosi la testa come primo Kaiser del continente. La Schuldfrage, l'assalto al potere mondiale era cominciato: tenendo a bada i suoi numerosi vassalli che reggevano i governi nazionali europei, Hitler si rivolse alla Russia e all'Estremo Oriente. Il 3 aprile 1943 Stalin veniva assassinato e la Russia iniziava un processo di nascita di uno stato reazionario retto da una giunta militare mentre il Giappone, legato a Roma e Berlino, continuava la sua politica di potenza in Asia.

    E il Vaticano?!? Naturalmente occupato dalle truppe dell'Asse nel marzo del 1944, Pio XII se ne va in esilio negli Stati Uniti, come del resto la maggior parte dei sovrani rovesciati dai regimi europei, e il nuovo pontefice massimo è lo stesso Hitler che inaugura il culto della razza ariana europea: forti contestazioni dai cattolici europei ma l'Impero regge e seda la rivoluta con ferro e fuoco.
    Ultima modifica di Cattivo; 08-10-12 alle 18:44

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