Re: Programma impossibile.
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Eridano
Tel chi il democristiano.
Prima parla - e scrive - di separazione del Nord dall' italia; poi di italiani riferendosi alla liberazione dall' euro.
Non me ne frega nulla di difenderlo, io non sono fan di nessuno, riporto e basta.
Probabilmente però occorrerebbe leggere l'articolo, di cui questo è solo la premessa sintetica.
Resta il fatto che nel suo ideale programma c'è la divisione netta senza se e senza ma.
A mio avviso l'uscita dall'euro e la divisione nella sua visione sono più che compatibili.
Gli daresti forse torto?
Anch'io la penso così.
Re: Programma impossibile.
Citazione:
Originariamente Scritto da
ventunsettembre
Non me ne frega nulla di difenderlo, io non sono fan di nessuno, riporto e basta.
Probabilmente però occorrerebbe leggere l'articolo, di cui questo è solo la premessa sintetica.
Resta il fatto che nel suo ideale programma c'è la divisione netta senza se e senza ma.
A mio avviso l'uscita dall'euro e la divisione nella sua visione sono più che compatibili.
Gli daresti forse torto?
Anch'io la penso così.
E di questo gliene va dato merito :gratgrat: , dal resto euro ed italia son robe nate negli stessi pensatoi , mi sa.
Re: Programma impossibile.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Freezer
E di questo gliene va dato merito :gratgrat: , dal resto euro ed italia son robe nate negli stessi pensatoi , mi sa.
Una moneta nord-italiana sarebbe forte e stabile.
Re: Programma impossibile.
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Italiano
Una moneta nord-italiana sarebbe forte e stabile.
Sicuramente migliore del marco.
Re: Programma impossibile.
La tanto famigerata e rimpianta liretta negli anni '50 e primi'60 era considerata , alla stregua dell'oro, una valuta fortissima.
Il cambio con il dollaro americano risulto' inchiodato per anni su quota 600.
Ma erano anni dove, la palla al piede do ö sudde e a politica, non la facevano da padroni.
In compenso Mattei e le aziende al seguito alimentavano il sogno italiano.
Se si va in malora , meglio. Almeno, forse ,sparira' col paese anche la parola italia.
Ormai tutto cio' che si porta dietro il marchio itaglia sa di
colossale bufala:postridicolo:
Re: Programma impossibile.
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Originariamente Scritto da
verdi
La tanto famigerata e rimpianta liretta negli anni '50 e primi'60 era considerata , alla stregua dell'oro, una valuta fortissima.
infatti l'invasione era appena incominciata e l'apparato statale non era ancora completamente in loro mano.
Re: Programma impossibile.
Citazione:
Originariamente Scritto da
verdi
Ma erano anni dove, la palla al piede do ö sudde e a politica, non la facevano da padroni.
Su questo dissento.
Re: Programma impossibile.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Eridano
Su questo dissento.
Forse questa impressione dipende dalle diverse zone in cui si sono vissuti quegli anni.
Comunque nulla a che fare con oggi.
Re: Programma impossibile.
Oltre che dalle aree di provenienza dipende anche dall'eta' anagrafica di ciascuno di noi.
penso che pochi abbiano sperimentato i favolosi anni '50 ( vorrei dire the fab '50), ma ci siamo informati e abbiamo vissuto di rendita negli anni '60.
In Liguria mi ricordo che il figlio del verduraio siciliano veniva un po' preso in giro da noi ragazzini.
In Emilia durante le medie non mi ricordo di avere mai impattato un terry se non un cancelliere comunale.
Insomma non c'era a livello popolo la percezione della presenza invasiva di loro.
Sicuramente le citta' di Milano e Torino arrivarono prima alla fatale invasione e annientamento culturale.
Re: Programma impossibile.
Ancora Blondet, il democristiano (ma i democristiani non sono i Casini vari e quelli che si sono riuniti a St. Vincent? Magari questi la pensassero come lui!)
Ribellarsi è un diritto. Cominciamo? (di Maurizio Blondet)
14 ottobre 2012Di Maurizio Blondet
“Chi uccide il tiranno è lodato e merita un premio”
san Tommaso d’Aquino.
“L’albero della libertà deve essere annaffiato di tanto in tanto dal sangue dei patrioti e dei tiranni. E’ il suo concime naturale”.
Thomas Jefferson.
Signori, abbiamo dato come “diritto acquisito” la libertà dall’oppressione. Invece , si tratta di una conquista che si deve strappare agli oppressori, facendo loro paura. Ed anche peggio: Tommaso d’Aquino, un santo, non considera omicidio l’uccisione del tiranno. Oggi, i tiranni e oppressori sono numerosissimi e insaziabili del nostro denaro: sono i politici che abbiamo votato e i loro compari imbucati nel settore pubblico. con mezzi legali non è possibile cacciarli dal poteere, perchè costoro hanno “occupato” la legalità: si aumentano gli stipendi “per legge” (la votano loro), rigettano i tagli “per legge”, tormentano noi cittadini con la burocrazia, ci perseguitano chiamandoci evasori, ed è tutto legale. Noi cittadini, che li paghiamo, siamo sottoposti a soprusi, punizioni arbitrarie intollerabili.
Equitalia può bloccarci i conti correnti e le carte di credito, sequestrarci automezzi ed altri beni, senza nemmeno avvertirci: non esiste più il diritto di proprietà in Italia. Le pubbliche persecuzioni hanno portato al suicidio decine di imprendotori, e tutto “legalmente”. La democrazia di fatto non esiste più: i nostri politici hanno ceduto la sovranità popolare che gli avevamo delegato, all’eurocrazia di Bruxelles e alla Bce, entrambi organi non-eletti, fattidi individui coooptati non sappiamo come. E alla fine hanno ceduto il loro “dovere” di governare ad un gruppo di “tecnici” guidati da un presidente della Commissione Trilaterale e da banchieri, a loro volta agli ordini di uno speculatore di Goldman Sachs, Mario Draghi, e di governi stranieri (Berlino). Logica e giustizia voleva che i nostri politici, dopo aver così auto-certificato la loro nullità e inutilità, se ne tornassero a casa. Invece, hanno mantenuto per sé una sola “sovranità”: quella di aumentarsi gli emolumenti a piacere, e di arraffare “contibuti elettorali” e “ai gruppi” che costano miliardi. Con voto unanime, quindi del tutto “legale”.
Il supremo tempio del diritto, la Corte Costituzionale, come abbiamo visto, ha dichiarato incostituzionale il taglio degli stipendi loro (400-600 mila euro annui) e degli altri miliardari di stato. La magistratura gode di una totale impunità, e può commettere gravissimi soprusi contro la libertà dei cittadini. Ne elenco tre: intercettare chiunque in qualunque momento, come il vecchio Kgb sovietico. Incarcerare preventivamente innocenti (Kgb). Scegliere come testimoni privilegiati dei criminali comprovati e già giudicati, i “pentiti” (definiti non a caso “collaboratori di giustizia” e stipenditi: in pratica diventano funzionari ausiliari della magistratura) dando loro la libertà di accusare calunniosamente gli avversari politici dei giudici, senz a obbligo di portare prove oggettive. Basta la parola di criminali, meglio se pluriomicidi mafiosi. La parola di testimoni onesti, invece, non vale nulla senza i “riscontri oggettivi”.
Quando la volontà del popolo s’è espressa con inequivocabile chiarezza e con “referendum”, dichiarando sua volontà di votare col sistema di voto maggioritario, la responsabilità civile dei giudici, l’annullamento del finanziamento pubblico dei partiti – tutto il sistema “democratico” e “legale” s’è adoperato per calpestarla. Non abbiamo il voto maggioritario, ma un proporzionale corretto, perchè faceva comodo a loro. I magistrati non pagano i loro errori. I partiti, sappiamo come continuano ad arraffare impunemente.
Eppure il referendum è il mezzo più legale e legittimo della volontà popolare, scritto nella Costituzione. Chi doveva farlo rispettare? Il presidente della repubblica, la Corte Costituzionale. Non hanno fatto nulla. LA volontà popolare espressa costituzionalmente è stata calpestata, e loro l’hanno lasciata calpestare. Perchè sono parte del potere occupante, del sistema di Dispotismo che si autonomina “democrazia”.
Ebbene: questo avviene perchè siamo stati troppo passivi. Perchè a molti di noi faceva comodo, molti hannno ricevuto qualche beneficio d alla “legalità sequestrata”, la maggioranza per paura: questi oppressori, come tutti gli oppressori, si sono anche accaparrati la forza pubblica ed esercitano la violenza contro di noi. Molti cittadini, probabilmente, pensano sia “illegale” sbattere fuori ccon la forza questi mascalzoni. E’ un dovere.
C’era un articolo (art.50 secondo comma) che lo dichiarava, nella bozza della nostra Costituzione: “Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”. Questa frase fu proposta dai democristiani, Dossetti e Moro, nel 1947. Fu in seguito cancellata perchè la guerra fredda infuriava, e si temeva desse un’arma in più al più potente partito comunista dell’Occidente (già allora metà del nostro popolo, della libertà se ne fotteva: era pronta a darla a Mosca). Ma ciò non significa che la resistenza all’oppressione sia diventata illegale. Al contrario, è una conseguenza diretta della sovranità popolare: chi ha “occupato” i poteri pubblici e li gestisce in modo da violare i diritti fondamentali dei cittadini, deve essere cacciato. Noi cittadini viviamo, ormai è chiaro, sotto occupazione. Spogliati da un occupante, che non ha il minimo interesse alla prosperità comune, alla giustizia e all’equità. Bisogna re-imparare a resistere. E’ dura, saremo minoranza, dovremo entrare in clandestinità, rischiamo il carcere (preventivo, ossia la tortura), la persecuzione giudiziaria e fiscale. Ma se non ci ribelliamo, ci faranno sempre eggio.
L’albero della libertà deve essere annaffiato di tanto in tanto dal sangue dei patrioti e dei tiranni. E’ il suo concime naturale.
Chissà quanto si scandalizzerà l'alabardiere a leggere queste iniquità.