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    Predefinito L'Isola insorge contro i tagli: "Reagiremo in tutte le sedi"

    L'Isola insorge contro i tagli: "Reagiremo in tutte le sedi" - Politica - L'Unione Sarda

    L'Isola insorge contro i tagli:
    "Reagiremo in tutte le sedi" Il presidente della Regione Ugo Cappellacci

    Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di stabilità. Tra i tagli più dolorosi quelli che colpiscono le Regioni a statuto speciale. La Sardegna perderà altri 300 milioni di euro. Netta la posizione di Cappellacci: "I tagli incidono sui servizi, occorre opporsi con tutte le forze e con la massima unità possibile della politica e della società sarda".

    Quando i tagli del Governo vanno a incidere pesantemente sui servizi, occorre opporsi con tutte le forze e con la massima unità possibile della politica e della società sarda". Così il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ritorna sui nuovi tagli predisposti dal Governo Monti. "Come avvenuto già in precedenza - afferma Cappellacci - non esiteremo dinanzi ad una nuova aggressione all'Autonomia e soprattutto alla società sarda e ai diritti dei nostri cittadini a condurre una battaglia in tutte le sedi sia politiche che giurisdizionali. Non vi può essere alcuna tolleranza dinanzi ad un Governo che, al di là dei proclami, sta consumando una lenta e subdola secessione al contrario dell'Italia dalla Sardegna". "Dinanzi a questa aggressione - prosegue il governatore sardo - la politica sarda ha il dovere di essere unita. Non c'è tempo per accuse false e mistificatorie e in liti insensate che rischiano di fare il gioco di chi sta dall'altra parte del mare. Dividersi sarebbe stupido ed autolesionista. Farlo per piccole speculazioni politiche sarebbe anche riprovevole dal punto di vista morale".

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  2. #2
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    Predefinito Re: L'Isola insorge contro i tagli: "Reagiremo in tutte le sedi"

    Il governo cancella fondi e autonomia - Cronaca - La Nuova Sardegna

    Il governo cancella fondi e autonomia
    La legge di stabilità toglie poteri e 300 milioni alla Regione: nuova vertenza con lo Stato

    CAGLIARI. Mentre Cappellacci si recava a Bruxelles per rivendicare la specialità della Regione, il Consiglio regionale prendeva atto che la riforma costituzionale, elaborata dal consiglio dei ministri, poteva cancellare 64 anni di storia sarda. Così, interrotti i lavori del consiglio regionale sulla Sanità, si è riunita d’urgenza la commissione Bilancio, presieduta da Pietro Fois. L’idea era quella di votare una risoluzione ma, dopo aver sentito l’assessore al Bilancio, La Spisa, in commissione è arrivata la notizia che il presidente Napolitano aveva sollevato alcune eccezioni proprio sul nuovo ruolo delle regioni. La commissione bilancio deciderà stamani la strategia da seguire, nella consapevolezza che l’attacco alla Sardegna avviene ora su due fronti: quello finanziario, (mancano 300 milioni), e quello dei poteri, attaccati dal governo centrale. Si sa che ogni mutamento del sistema politico ha coinciso con una riforma dei poteri locali e anche questo provvedimento ne è una testimonianza.

    Per mettere ordine al Titolo V della costituzione, riformato undici anni fa, nello schema disegnato dal governo Monti, i poteri locali vengono tutti ridimensionati, mandando definitivamente in soffitta l’idea del federalismo. Nella seconda delle quaranta pagine del provvedimento Monti si legge: «Le regioni a statuto speciale entro sei mesi dalla data in vigore del presento decreto, adeguano il proprio ordinamento alle disposizioni del presente articolo mediante modifica delle norme di attuazione dei relativi statuti». E’ il primo articolo perché il principale obiettivo del governo è risparmiare sulle regioni autonome. Il testo della legge è chiarissimo: «Se le regioni a statuto speciale non si adeguano, resta bloccato il meccanismo della delega fiscale». Come dire: addio ai trasferimenti. Nella revisione dei poteri locali ce n’è per tutti, regioni, province e comuni.

    «I tagli ai costi della politica che noi condividiamo e abbiamo anticipato non c’entrano, questa è un’aggressione senza precedenti all’Autonomia», dice il presidente della giunta, Cappellacci. La riforma degli enti locali, decisa dal governo, rivede in peggio anche il patto di stabilità, rendendo del tutto inutile la vertenza della Sardegna sulle entrate. «Un atto gravissimo», dice l’assessore Giorgio La Spisa, «dobbiamo reagire duramente assieme alle altre regioni speciali e tentare ancora il ricorso per via giudiziaria». Commenti identici in commissione Bilancio: «Con gli scarponi chiodati di triste memoria si stanno cancellando 60 anni di autonomia», commenta Giampaolo Diana, capogruppo del Pd. Il gruppo Pdl - fa sapere il capogruppo Pietro Pittalis - ha invitato la giunta a proseguire nella difesa della specialità.

    «E’ la più grande manovra di accentramento mai fatta», spiega Paolo Maninchedda, presidente della commissione Autonomia, «è la dimostrazione che il governo giudica inutile la partecipazione democratica e scambia l’autonomia con il decentramento». Maninchedda, però, giudica tardiva la reazione di Pd e Pdl che hanno avviato la discussione nella commissione Bilancio: «Ben svegliati»! commenta, «da due anni ripeto che l’unica strada è l’indipendenza. Ci possiamo ancora confrontare con uno Stato che ci porta via le risorse e fa interferenze sugli enti locali»? L’assessore agli Affari generali, Mario Floris, è indignato: «I sardi devono capire che i grandi partiti nazionali non hanno più una giustificazione. Bisogna essere uniti in un’alleanza trasversale».

    Luciano Uras (Sel), che ieri ha presentato, assieme ad altri componenti del gruppo Misto e dell’Idv una proposta di legge «anticorruzione» per ripristinare i controlli di legittimità degli atti degli enti locali della Regione, ripercorre così le ultime vicende: «La vertenza Sardegna s’è iniziata con la decisione del governo di non rispettare la legge. Questo è accaduto perché la maggioranza, la giunta e il suo presidente si sono genuflessi, subordinandosi al governo Monti che ha deciso di violare la legge».

  3. #3
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    Predefinito Re: L'Isola insorge contro i tagli: "Reagiremo in tutte le sedi"

    Guerra ai tagli, Cappellacci da Napolitano: "Intervenga o l'Isola si allontanerà dall'Italia" - Politica - L'Unione Sarda

    Guerra ai tagli, Cappellacci da Napolitano:
    "Intervenga o l'Isola si allontanerà dall'Italia"

    La Regione impugna la legge sulla spending review e Cappellacci manifesta preoccupazione e rabbia davanti al presidente della Repubblica Napolitano. "La proposta di legge del governo Monti rischia di creare un solco che allontanerebbe definitivamente la Sardegna dall'Italia".

    Ieri è stato il giorno delle proteste e dell'ultimatum ("Reagiremo in tutte le sedi"), oggi è quello della dichiarazione di guerra. Cappellacci affida l'ultima possibilità di mediazione al presidente della Repubblica Napolitano da cui è in visita insieme a una delegazione di presidenti. "La proposta di legge di stabilità del governo Monti rischia di creare un solco che allontanerebbe definitivamente la Sardegna dall'Italia". Parole su cui pesano le tante vertenze che l'Isola ha ancora aperte. Da quella sulle entrate alle tante che, quotidianamente, si levano dal desolante panorama industriale. "Il provvedimento del Governo - ha a proposito sottolineato - vanificherebbe tutti gli sforzi in atto per colmare i gravi e storici ritardi nello sviluppo, accumulatisi nel tempo, e renderebbe impossibile ogni tentativo di recupero dei divari legati all'insularità".

    LA GIUNTA CONTRO LA SPENDING REVIEW - Prima dell'incontro istituzionale, la Giunta regionale della Sardegna, presieduta dal vicepresidente dell'esecutivo, Giorgio La Spisa, ha deliberato di impugnare la legge sulla Spending review. In attesa di conoscere i contenuti del disegno di Legge di stabilità e del decreto legislativo che modifica il Titolo V della Costituzione, la Giunta e il Consiglio stanno valutando ulteriori ricorsi alla Corte Costituzionale. Alla decisione potrebbe seguire anche un ricorso sulla legge di stabilità, una volta approvata. Con un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta proprio sugli ultimi provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri. La Regione critica i due provvedimenti approvati dal Cdm: "Siamo di fronte - ha spiegato l'assessore regionale della Programmazione e vicepresidente della Giunta, Giorgio La Spisa - a successivi e insistenti atti che minano l'autonomia e riducono la capacità di spesa della Sardegna".

    GLI ARTICOLI CONTESTATI - Sono vari gli articoli della legge sulla spending review che la Regione Sardegna ha deciso di impugnare con una delibera di Giunta. Fra questi quelli che riguardano la privatizzazione della Tirrenia, le Entrate, la Sanità e l'ordinamento degli Enti locali. "La Sardegna non ha certamente aspettato la politica nazionale per avviare un processo di revisione della spesa, che paradossalmente rischia di esser limitato e interrotto dalle indebite ingerenze del Governo", ha spiegato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che si trova a Roma per partecipare alla Conferenza straordinaria delle Regioni, commentando la delibera approvata questa mattina dalla Giunta. "Non possiamo accettare che, riducendo a puro e semplice pretesto un rigore che invece noi già stiamo traducendo in pratica, il Governo consumi arbitrii in materie delicate, come quella relativa al trasporto pubblico, della Tirrenia e che addirittura pretenda di sottrarre risorse a quella Sanità che la nostra Regione paga con risorse proprie e non con trasferimenti dello Stato, aggiungendo così un nuovo capitolo alla questione relativa alle entrate. Allo stesso modo non è tollerabile che il Governo, come un debitore che si fa lo sconto da solo, preveda accantonamenti sulle somme dovute a titolo di entrate, che debbono ancora esser pagate. Altrettanto gravi sono le violazioni in materia di ordinamento degli Enti locali, di trasporti su linee automobilistiche e tramviarie e di linee marittime e aeree di cabotaggio fra porti e scali della regione: tutti temi riguardo ai quali non faremo nessuno sconto, a nessun governo, di qualsiasi origine o colore politico sia espressione". Secondo il Presidente, "il Governo prima spoglia i Comuni e le Regioni delle risorse necessarie ad esercitare i propri compiti, poi, violando la Costituzione, vorrebbe privarle delle proprie funzioni e infine vorrebbe ritirarsi, sottraendosi ai propri doveri e consumando una vera e propria desertificazione istituzionale, che priva i cittadini dei loro diritti".

    Giovedì 11 ottobre 2012 129

  4. #4
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    Predefinito Re: L'Isola insorge contro i tagli: "Reagiremo in tutte le sedi"

    Spending review la Regione Sardegna impugna la legge - Cronaca - La Nuova Sardegna

    Spending review, la Regione Sardegna impugna la legge

    La Giunta ha deliberato di impugnare la legge di stabilità e sta valutando eventuali ricorsi alla Corte Costituzionale

    CAGLIARI. La Giunta regionale della Sardegna, presieduta dal vicepresidente dell’esecutivo, Giorgio La Spisa, ha deliberato di impugnare la legge sulla Spending review. In attesa di conoscere i contenuti del disegno di Legge di stabilità e del decreto legislativo che modifica il Titolo V della Costituzione, la Giunta e il Consiglio stanno valutando ulteriori ricorsi alla Corte Costituzionale.

    Alla decisione della Giunta regionale della Sardegna di impugnare la legge sulla Spending review potrebbe seguire anche un ricorso sulla legge di stabilità, una volta approvata. Con un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta proprio sugli ultimi provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri. La Regione critica i due provvedimenti approvati dal Cdm: «Siamo di fronte - ha spiegato l’assessore regionale della Programmazione e vicepresidente della Giunta, Giorgio La Spisa - a successivi e insistenti atti che minano l’autonomia e riducono la capacità di spesa della Sardegna».

    11 ottobre 2012

  5. #5
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    Predefinito Re: L'Isola insorge contro i tagli: "Reagiremo in tutte le sedi"

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  6. #6
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