Il sistema industriale è in crisi ma si deve aver fiducia e investire. L’allarme di Confcommercio sul crollo dei consumi
Monti auspica la ripresa ma l’economia sta crollando commenti
di: Filippo Ghira
f.ghira@rinascita.eu
Una volta tanto, Mario Monti ha dato l’idea di avere lo sguardo rivolto più all’Italia che alle opinioni dell’Alta Finanza internazionale.
Intervenendo alla inaugurazione del nuovo stabilimento della Barilla, ha infatti ricordato che tra le prime economie europee, l'Italia è preceduta solo dalla Germania per l’incidenza del settore industriale sul valore aggiunto complessivo
E questo nonostante la crisi e la progressiva perdita della competitività della nostra economia nel decennio (1997-2006) precedente la crisi.
Il sistema industriale, ha aggiunto l’ex consulente di Goldman Sachs, rappresenta un patrimonio coerente con la nostra storia passata e con il futuro del Paese. Certo, ha ammesso, le nostre imprese manifatturiere stanno vivendo un periodo difficile ed è ancora in corso la fase di profonda ristrutturazione che è necessaria per adattarsi alla concorrenza globale. Ci sono però esempi di aziende che hanno tracciato la strada. Non si tratta solo di grandi imprese ma anche di imprese di dimensioni medie, di tipo familiare, che hanno rivisto la propria strategia per continuare a essere competitive rispetto ai concorrenti esteri che basano la propria forza sui bassi prezzi.
L’ex consulente di Moody’s ha rivendicato di avere varato un “Decreto per la crescita” che si pone l’obiettivo ambizioso di porre l'innovazione al centro del modello di sviluppo del nostro Paese e delle nostre imprese. In questo momento, ha insistito, abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie di cui il Paese dispone per riprendere a crescere. C'è ancora molto da lavorare ma siamo sulla buona strada.
Dobbiamo coltivare il nostro futuro ed essere ottimisti pensando allo sforzo che il Paese sta facendo. Il resto d'Europa sta guardando come gli italiani stanno reggendo questa che ha ammesso essere “una prova dura e amara”, con proteste e critiche anche aspre. Ma, a suo dire, gli italiani sarebbero coscienti di appartenere ad un Paese che sta cambiando per il meglio. Oggi l'Italia è sottoposta a tensioni sociali rilevanti. Perché rilevanti erano gli squilibri finanziari ed economici ai quali lui medesimo ha dovuto porre rimedio in tempi brevi e “con qualche aspetto di brutalità”.
In questa fase della vita italiana la parola chiave diventa quindi coesione. Una coesione tra i processi produttivi, l'agricoltura e l'industria, e poi i servizi. Una coesione tra i vari dipendenti di una azienda e tra questa e le altre presenti nello stesso territorio.
Un riconoscimento è stato pure offerto pure al mondo politico. C’erano tre partiti in Parlamento che dedicavano le loro migliori energie al tentativo di distruzione reciproca e che quest'anno hanno saputo moderarsi e concentrare la loro capacità politica nell'adottare, su proposta del governo, provvedimenti che riusciranno, o forse falliranno, ma che sono provvedimenti ai quali le forze politiche hanno dato un grande contributo. O che bello, andare allo sfascio del Paese con il sostegno del Parlamento!
Mentre Monti era impegnato nella glorificazione di se medesimo, la Confersercenti rendeva noti i risultati di un rapporto elaborato dall'ufficio studi che sima per il 2012 un calo dei consumi del 3,3% in termini reali. Le cause sono note. Se in agosto c’era stata una inversione di tendenza con una piccola crescita determinata dal desiderio delle famiglie di non rinunciare in toto alle vacanze, a settembre è stata invece notte fonda. Per Confersercenti quest’anno il Prodotto interno lordo calerà del 2,2%.
Sotto accusa restano le tasse (ormai al 55% del reddito) che hanno pesato molto nei bilanci delle famiglie, già provate dalle spese fisse per affitti, luce e gas, assicurazioni e autovetture. Nel biennio 2011-2012 hanno chiuso i battenti ben 100 mila negozi. E per un Paese che vive della domanda interna, una crisi del genere potrebbe innescare un effetto moltiplicatore disastroso. Con i consumi che calano si riducono infatti gli investimenti delle imprese. E se poi arrivasse pure un altro aumento dell’Iva, dopo quello del 2011, si potrebbe avere una minore spesa per 38 miliardi di euro.
Monti auspica la ripresa ma l?economia sta crollando | Economia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale




Rispondi Citando
