“Pizzo” ai No Tav per evitare scontri
I gestori della Cascina Roland ammettono di aver versato un obolo al Movimento per evitare contestazioni all'iniziativa con Chiamparino in Valsusa. Ferrentino: “Come la mafia. Sono sconvolto, un fatto che giudico gravissimo”
Una parte dell’incasso per garantire l’ordine pubblico, per scongiurare scontri o addirittura evcitare danneggiamenti ai locali. A versare l’obolo i gestori della Cascina Roland di Villar Focchiardo Francesco Garzelli e Michele Di Dedda per evitare che qualche scalmanato attivista del Movimento No Tav desse fastidio all’iniziativa organizzata lunedì scorso dal sindaco di Sant’Antonino di Susa Antonio Ferrentino, assieme a Sergio Chiamparino per presentare il progetto Smart Valley. Imprenditori e politici, più dei 70 previsti, hanno presenziato a un incontro pubblico nel quale è stato illustrato il piano per trasformare la Valsusa in un distretto a burocrazia zero con incentivi fiscali per le imprese che investono: «E’ stato un successo – conferma lo stesso Ferrentino – una delle migliori iniziative politiche che mi sia capitato di organizzare». Peccato che per evitare che arrivasse qualcuno a rovinarla sia stata versata una parte dell’intero incasso.
«Quando ho saputo la cosa sono rimasto di sasso – prosegue Ferrentino – io sono un meridionale e mi hanno insegnato che questo si chiama pizzo. Nel Sud Italia è prerogativa della malavita organizzata, in Valsusa del Movimento No Tav». Ecco spiegato il perché dell'improvvisa non belligeranza, nonostante le annunciate manifestazioni di protesta. L’importo è di alcune centinaia di euro, dopotutto come spiega lo stesso Ferrentino «per quell’iniziativa abbiamo pagato 1.750 euro», e una parte è finita al Movimento. Non usa metafore anche il senatore Pd Stefano Esposito, presente anche lui all’iniziativa in Valle: «Ho sempre descritto una parte del Movimento “Mafia senza pizzo”, vedo che hanno rimediato alla mancanza».
Un atto ancor più grave se si tiene conto che la Cascina Roland è una struttura pubblica, peraltro ristrutturata con i soldi della Comunità montana quando il presidente era proprio l’attuale candidato della lista Chiamparino alle Regionali. «Sono sconvolto – conclude Ferrentino – è il fatto più grave da quando esiste il Movimento No Tav» e a questo punto viene da chiedersi se non sia prassi consolidata quella di chiedere un obolo per evitare scontri e tafferugli. Una cosa è certa: «Avevamo promesso che la prima riunione di maggioranza si sarebbe tenuta proprio alla Roland, gli avevamo fatto uno spottone davanti a decine di imprenditori. Per quanto mi riguarda – chiosa Ferrentino – io non ci metterò più piede».
?Pizzo? ai No Tav per evitare scontri - Lo spiffero, quello che gli altri non dicono
?CASCINA ROLAND PAGA AI NO TAV PER NON ESSERE DISTURBATA? É GRAVISSIMO? | ValsusaOggi




Rispondi Citando

