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  • 1 Post By Majorana

Discussione: Di nuovo (!) sulla socializzazione

  1. #1
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    Predefinito Di nuovo (!) sulla socializzazione

    Mi rendo conto che il tema è stato trattato ampiamente sia su questo forum che su quello della DR.

    Personalmente ho letto e riletto la Carta di Verona , mi sono documentato attraverso files audio e scritti di Beppe Niccolai ma, ancora, ci sono dei dubbi che non riesco a dissipare.

    Parliamoci chiaro: nella R.S.I. non tutti intendevano la "socializzazione" del lavoro allo stesso modo. Ugo Spirito, per esempio, teorizzava la "corporazione proprietaria" (teorizzazione considerata positivamente anche da taluni anti-fascisti), Julius Evola intendeva nient'altro che riproporre il vecchio corporativismo su base tedesca e portoghese (questo lo si può leggere su "Gli Uomini e le rovine"), mentre la maggior parte dei fascisti concepivano il processo di socializzazione come forma di partecipazione organizzativa ed economica.

    Stando a quanto detto/scritto da Spirito , insomma, il modello della socializzazione doveva avvicinarsi all'attuale progetto Fat.Sin.Pa argentino. Ecco un estratto da wikipedia:

    Con Corporazione proprietaria si intende quindi il prodotto della trasformazione di una società anonima di capitali in corporazione[1], passando dallo status giuridico di azienda privata a quello di istituto di diritto pubblico, in modo da costringere il capitale ad uscire dal circuito decisionale per essere relegato in quello passivo ed esterno della semplice partecipazione all'utile.
    Tale trasformazione doveva portare a due conseguenze:
    il passaggio del controllo del capitale dagli azionisti, soggetto passivo in ottica di produttività e lavoro, ai lavoratori dell'azienda;
    il trasferimento dei mezzi di produzione, e quindi della proprietà stessa dell'azienda, alla corporazione.[2]
    In quest'ottica vi è una trasformazione del lavoratore in autentico protagonista dell'azienda nella quale, a parità di diritto, sono soci tutti coloro che vi esplicano un'attività produttiva[3] e, con le parole dello Spirito stesso, il capitale passa dagli azionisti ai lavoratori che diventano:
    « proprietari della corporazione per la parte loro spettante in conformità dei particolari gradi gerarchici. »
    (Ugo Spirito, Capitalismo e corporativismo, 1934.)


    fonte: Corporazione proprietaria - Wikipedia


    Ma siccome quella di Spirito si trattò d'una posizione di minoranza, allora, il modello della socializzazione fascista si avvicina(va) a ciò che nella Germania socialdemocratica venne chiamato "cogestione" o "mitbestimmung". Ecco una breve ma esaustiva definizione:

    La Germania adotta il modello dell'economia sociale di mercato, specialmente nell'area del Reno più ricca di industria.
    Fu un compromesso nato da un braccio di ferro[non chiaro], durato anni, fra il partito socialdemocratico tedesca e quello cristiano-democratico. Nel 1976, il governo del socialdemocratico Helmut Schmidt approvò, con un largo consenso politico, la riforma che introduceva in Germania il principio della cogestione (Mitbestimmung). La gestione delle imprese tedesche era affidata a due organi: un Consiglio Esecutivo (Vorstand) e un Consiglio di Sorveglianza (Aufsichtsrat). Il lavoratori avevano diritto di eleggere metà dei rappresentanti del Consiglio di Sorveglianza. La restante metà e il Presidente sono eletti dall'Assemblea degli Azionisti. Per le delibere del Consiglio di Sorveglianza, il voto del Presidente vale doppio in caso di parità degli esiti elettorali.
    Introdotta nel 1951 nei settori del carbone, acciaio e minieri, stabiliva che nelle aziende con più di mille dipendenti spettano ai rappresentanti dei lavoratori lo stesso numero di seggi degli azionisti. Il responsabile delle risorse umane viene nominato dopo il voto vincolante dei sindacati.
    Il German Works Costitution Act del 1952 è ancora oggi alla abse del diritto di informazione, consultazione e cogestione, e stabilisce che in tutti i settori nelel aziende con più di 500 dipendenti spetti ai rappresentanti dei lavoratori un terzo dei seggi nel Consiglio di Sorveglianza.
    Nel 1976, una nuova legge sulla cogestione stabilisce la parità dei seggi fra azionisti e sindacato nelle aziende con più di 2000 dipendenti. In caso di parità dei voti in consiglio, prevale il voto dei rappresentanti degli azionisti.


    fonte: Cogestione - Wikipedia

    Insomma: con "socializzazione" si intende un modello per certi versi simile alle Fat.Sin.Pa o a quello del "Capitalismo Renano" ?

    Grazie sia per le risposte sia per la pazienza.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Di nuovo (!) sulla socializzazione

    Entrambe le cose, cogestione tedesca e quell' altro modello argentino, sono forme di socializzazione, la prima più moderata, la seconda più "estrema".
    Il modello di socializzazione della RSI prevedeva un tipo di socializzazione diversa in base all' assetto societario: prevaleva un sistema vicino alla cogestione tedesca; in alcuni settori come quello commerciale fu invece previsto il sistema cooperativistico vero e proprio.
    Ho un libro che contiene molto materiale sulla socializzazione della RSI: La rivoluzione nella rivoluzione: cronostoria della dottrina sociale fascista, di Sergio Pisciotta, Edizioni Settimo Sigillo.

  3. #3
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    Predefinito Re: Di nuovo (!) sulla socializzazione

    Io sono a favore di socializzazioni e nazionalizzazioni,il modello è quello della RSI
    ,ma anche durante il fascismo le aziende nazionalizzate erano seconde solo a quelle
    dell URSS

  4. #4
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    Predefinito Re: Di nuovo (!) sulla socializzazione

    Capisco...ma voi, sinceramente, quali dei due modelli post-WWII prferite?

  5. #5
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    Predefinito Re: Di nuovo (!) sulla socializzazione

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Io sono a favore di socializzazioni e nazionalizzazioni,il modello è quello della RSI
    ,ma anche durante il fascismo le aziende nazionalizzate erano seconde solo a quelle
    dell URSS

    Il Fascismo ha la grossa colpa di non aver nazionalizzato le aziende come la FIAT e cacciato a calci in culo i proprietari.
    Il modello da seguire è quello che stava adottando, se non fosse stata interrotta dalla sconfitta militare, la Germania con una specie di comunismo economico di stampo nazionale e di qualità, quindi un forte Socialismo Nazionale aristocratico (occhio a non confondere il termine aristocratico con altri termini).
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  6. #6
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    Predefinito Re: Di nuovo (!) sulla socializzazione

    Citazione Originariamente Scritto da Majorana Visualizza Messaggio
    Il Fascismo ha la grossa colpa di non aver nazionalizzato le aziende come la FIAT e cacciato a calci in culo i proprietari.
    Il modello da seguire è quello che stava adottando, se non fosse stata interrotta dalla sconfitta militare, la Germania con una specie di comunismo economico di stampo nazionale e di qualità, quindi un forte Socialismo Nazionale aristocratico (occhio a non confondere il termine aristocratico con altri termini).
    Nella RSI la FIAT venne socializzata.
    Il capitale tornò a sorridere dopo la libberazzione.

 

 

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