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  1. #1
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    Predefinito la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    Noto che in questo periodo storico in cui il PIL decresce la crisi economica avanza suscitano un certo interesse.io mi sono fatto un idea diversa: la teoria della decrescita è una teoria che scivola tra la banalità e la deriva autoritaria.partiamo dalla banalità: leggo da qualche articolo di un fantomatico signor Pallante propugnatore italico della decrescita(tra l’altro è laureato in lettere fonte wikipedia e non cita studi o ricerche a dimostrazione di quello che dice). Costui scrive che è meglio favorire le ristruttazione edilizie della cementificazione selvaggia, riciclare invece di sprecare risorse naturali, come si può dargli torto a parte il fatto che queste sono misure che fanno crescere il PIL almeno nel lungo periodo e ha più a che fare con sviluppo sostenibile che con la decrescita.

    Poi c’è il grande teorico della decrescita Serge Latouche. per mia disgrazia ho letto il suo libro “Per un’abbondanza Frugale” e l’ho trovato vagamente inquientante.Lo scopo del libro è rispondere ai critici della decrescita e non l’ho trovato per nulla convincente. In un passo di questo dice che se tutti consumassimo come gli abitanti del Burkina Faso potremmo arrivare fino a 23 miliardi di abitanti prima che il pianeta collassi. Alzi la mano chi vorrebbe fare la fame come nel Burkina Faso…..Certo il nostro pianeta ringrazierebbe, ma chi lo decide di decrescere? siamo in democrazia e si può dissentire oppure siamo obbligati a decrescere? se io voglio farmi una doccia tre volte al giorno invece che una volta alla settimana mi mandano la gestapo o la NKVDne l bagno di casa? appare chiaro che se si considera la decrescita come una politica ecomica e non come la somma di scelte individuali si sfocia nello stato totalitario.le scelte di consumo nel mondo occidentale e democratico sono frutto di libere scelte. Deciderle dall’alto è possibile, ma non in un sistema democratico e liberale di libera scelta.Per fortuna però questi teorici della decrescita sono solo una manica di buffoni, infatti lo stesso Latoche scrive in un libro intitolato transizione , dedicato al come passare dalla società attuale a quella frugale della decrescita che si sarebbero enormi problemi di riconversione dell’apparato produttivo”, per esempio “trasformare le industrie automobilistiche in fabbriche di cogeneratori energetici” (chissà se mantenendo gli attuali livelli occupazionali). E tutto questo, ovviamente, con una “ridefinizione del lavoro e l’eliminazione, quanto meno, dei suoi aspetti penosi, in attesa di una sua abolizione”. Pace e bene.

    queste poche considerazioni mi sembrano sufficienti per lasciare questa fantamotica teoria a qualche salotto radical chic che non sa come perdere il propio tempo.

    la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica | Blog di robertobenfatto

  2. #2
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    --sarei favorevole ad una decrescita della Popolazione( questo è il problema) anche se l'idea me la bocciassero come antidemocratica,antidiritti umani, antitutto.
    Un mondo che possa dare cibo a più di 20 miliardi di umani è sicuramente(per me) invivibile. Non potrei vivere sono pensando al cibo( mi riterrei una bestia che non ha bisogni superiori).Purtroppo esiste una miriade di persone ed istituzioni che fanno propaganda in tal senso. Nel mondo ,beati gli antichi che avevano spazio e potevano muoversi senza troppi divieti.
    GLF

  3. #3
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio


    Noto che in questo periodo storico in cui il PIL decresce la crisi economica avanza suscitano un certo interesse.io mi sono fatto un idea diversa: la teoria della decrescita è una teoria che scivola tra la banalità e la deriva autoritaria.partiamo dalla banalità: leggo da qualche articolo di un fantomatico signor Pallante propugnatore italico della decrescita(tra l’altro è laureato in lettere fonte wikipedia e non cita studi o ricerche a dimostrazione di quello che dice). Costui scrive che è meglio favorire le ristruttazione edilizie della cementificazione selvaggia, riciclare invece di sprecare risorse naturali, come si può dargli torto a parte il fatto che queste sono misure che fanno crescere il PIL almeno nel lungo periodo e ha più a che fare con sviluppo sostenibile che con la decrescita.

    Poi c’è il grande teorico della decrescita Serge Latouche. per mia disgrazia ho letto il suo libro “Per un’abbondanza Frugale” e l’ho trovato vagamente inquientante.Lo scopo del libro è rispondere ai critici della decrescita e non l’ho trovato per nulla convincente. In un passo di questo dice che se tutti consumassimo come gli abitanti del Burkina Faso potremmo arrivare fino a 23 miliardi di abitanti prima che il pianeta collassi. Alzi la mano chi vorrebbe fare la fame come nel Burkina Faso…..Certo il nostro pianeta ringrazierebbe, ma chi lo decide di decrescere? siamo in democrazia e si può dissentire oppure siamo obbligati a decrescere? se io voglio farmi una doccia tre volte al giorno invece che una volta alla settimana mi mandano la gestapo o la NKVDne l bagno di casa? appare chiaro che se si considera la decrescita come una politica ecomica e non come la somma di scelte individuali si sfocia nello stato totalitario.le scelte di consumo nel mondo occidentale e democratico sono frutto di libere scelte. Deciderle dall’alto è possibile, ma non in un sistema democratico e liberale di libera scelta.Per fortuna però questi teorici della decrescita sono solo una manica di buffoni, infatti lo stesso Latoche scrive in un libro intitolato transizione , dedicato al come passare dalla società attuale a quella frugale della decrescita che si sarebbero enormi problemi di riconversione dell’apparato produttivo”, per esempio “trasformare le industrie automobilistiche in fabbriche di cogeneratori energetici” (chissà se mantenendo gli attuali livelli occupazionali). E tutto questo, ovviamente, con una “ridefinizione del lavoro e l’eliminazione, quanto meno, dei suoi aspetti penosi, in attesa di una sua abolizione”. Pace e bene.

    queste poche considerazioni mi sembrano sufficienti per lasciare questa fantamotica teoria a qualche salotto radical chic che non sa come perdere il propio tempo.

    la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica | Blog di robertobenfatto

    quindi è del tutto naturale adottare un sistema
    che postula la crescita e i consumi infiniti,
    perchè infinite sono le risorse energetiche,
    minerarie, alimentari.

    pace e bene.

  4. #4
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    quindi è del tutto naturale adottare un sistema
    che postula la crescita e i consumi infiniti,
    perchè infinite sono le risorse energetiche,
    minerarie, alimentari.

    pace e bene.
    Cominciamo a distinguere la crescita economica con il semplice consumo di energia, si può crescere economicamente anche consumando di meno, con materiali più efficienti, auto che inquinano e consumano meno, case più efficienti, ecc,,,,

    Sono ragionamenti questi che partono dall'assioma che le risorse siano costanti, invece l'invenzione tecnologica permette di moltiplicare le risorse.

    In una società neolitica la terra aveva pochi milioni di individui, in una civiltà post industriale svariati miliardi, il pianeta è lo stesso.
    Ultima modifica di dDuck; 24-09-12 alle 12:10

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  5. #5
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    I gulag di aldo io li riserverei per i decrescisti.
    Ultima modifica di Ludis; 24-09-12 alle 12:15

  6. #6
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    Citazione Originariamente Scritto da Jano Visualizza Messaggio
    I gulag di aldo io li riserverei per i decrescisti.
    Aldo Raine ?

    hahahaha

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  7. #7
    Anticapitalista!
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    ma certo, distruggiamo tutto in nome del profitto e dei supermercati!

    tanto DDuk e simili hanno già pronta una Terra B dove fuggire, meschini, quando sarà stato tutto distrutto!
    L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist

  8. #8
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Aldo Raine ?

    hahahaha
    beh, tu sei uno di quelli che han poco da ridere...
    L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist

  9. #9
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    boosgpgnerre bpombardare l'africa a tapeto, dalle città più grandia i più sperduti villaggi; e fare lo stesso con l'india, e iol problema si risolve

  10. #10
    STELLA D'ACCIAIO
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    Predefinito Re: la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica

    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    Noto che in questo periodo storico in cui il PIL decresce la crisi economica avanza suscitano un certo interesse.io mi sono fatto un idea diversa: la teoria della decrescita è una teoria che scivola tra la banalità e la deriva autoritaria.partiamo dalla banalità: leggo da qualche articolo di un fantomatico signor Pallante propugnatore italico della decrescita(tra l’altro è laureato in lettere fonte wikipedia e non cita studi o ricerche a dimostrazione di quello che dice). Costui scrive che è meglio favorire le ristruttazione edilizie della cementificazione selvaggia, riciclare invece di sprecare risorse naturali, come si può dargli torto a parte il fatto che queste sono misure che fanno crescere il PIL almeno nel lungo periodo e ha più a che fare con sviluppo sostenibile che con la decrescita.

    Poi c’è il grande teorico della decrescita Serge Latouche. per mia disgrazia ho letto il suo libro “Per un’abbondanza Frugale” e l’ho trovato vagamente inquientante.Lo scopo del libro è rispondere ai critici della decrescita e non l’ho trovato per nulla convincente. In un passo di questo dice che se tutti consumassimo come gli abitanti del Burkina Faso potremmo arrivare fino a 23 miliardi di abitanti prima che il pianeta collassi. Alzi la mano chi vorrebbe fare la fame come nel Burkina Faso…..Certo il nostro pianeta ringrazierebbe, ma chi lo decide di decrescere? siamo in democrazia e si può dissentire oppure siamo obbligati a decrescere? se io voglio farmi una doccia tre volte al giorno invece che una volta alla settimana mi mandano la gestapo o la NKVDne l bagno di casa? appare chiaro che se si considera la decrescita come una politica ecomica e non come la somma di scelte individuali si sfocia nello stato totalitario.le scelte di consumo nel mondo occidentale e democratico sono frutto di libere scelte. Deciderle dall’alto è possibile, ma non in un sistema democratico e liberale di libera scelta.Per fortuna però questi teorici della decrescita sono solo una manica di buffoni, infatti lo stesso Latoche scrive in un libro intitolato transizione , dedicato al come passare dalla società attuale a quella frugale della decrescita che si sarebbero enormi problemi di riconversione dell’apparato produttivo”, per esempio “trasformare le industrie automobilistiche in fabbriche di cogeneratori energetici” (chissà se mantenendo gli attuali livelli occupazionali). E tutto questo, ovviamente, con una “ridefinizione del lavoro e l’eliminazione, quanto meno, dei suoi aspetti penosi, in attesa di una sua abolizione”. Pace e bene.

    queste poche considerazioni mi sembrano sufficienti per lasciare questa fantamotica teoria a qualche salotto radical chic che non sa come perdere il propio tempo.

    la decrescita una teoria antieconomica, illiberale e antidemocratica | Blog di robertobenfatto
    Infatti, lasciamo crepare il burkina faso mica vogliamo ridurci come lui?
    I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
    I've come to help you with your problems, so we can be free
    I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
    I'm just a man whose circumstances went beyond his control
    Beyond my control

 

 
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