Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    La profondità della violenza

    Violenza non significa soltanto uccidere qualcuno. C’è violenza quando usiamo una parola tagliente, quando facciamo un gesto per respingere una persona, quando obbediamo per paura. Quindi la violenza non è soltanto quella delle stragi organizzate nel nome di Dio, della società o del paese. La violenza è molto più sottile, molto più profonda, e noi stiamo indagando la vera profondità della violenza. Quando vi definite indiani o musulmani o cristiani o europei, o qualsiasi altra cosa, voi siete violenti. E sapete perché? Perché vi state separando dal resto dell’umanità. Quando vi separate per una fede, per nazionalità, per tradizione, questo produce violenza. Quindi, una persona che cerca di comprendere la violenza, non appartiene a nessun paese, a nessuna religione, a nessun partito o sistema politico; si preoccupa della comprensione completa dell’umanità.


    J. Krishnamurti - Freedom from the Known, pp 51-52

  2. #2
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    E ora rivomitate pure la cena.
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 14-10-12 alle 21:12

  3. #3
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Mah guarda, se devo essere sincero mi sono rotto le palle pure io del nazionalismo, delle definizioni, etichette di ogni genere e tutto il resto, poi capisco benissimo che il fatto che il mondo sia cambiato così velocemente negli ultimi decenni per chi ha un minimo di sensibilità sia un trauma, ma questo trauma o lo si supera positivamente oppure ci si allontana sempre più dal mondo circostante - insomma o si fa come Evola ("Cavalcare la tigre") o si fa come Mishima e ci si ammazza per protestare contro la modernità, ma non è che serva a molto. Possiamo sputare finché vogliamo contro il mondo capovolto che ci circonda, ma prima o poi ci stancheremo anche di sputare, e allora ci chiederemo, forse, finalmente: cosa fare?
    Detto ciò, quel discorso di Krishnamurti (che personalmente non ho mai letto), certo, sembra creato ad hoc per essere adeguato all'ideologia dominante (a dire il vero non so quando sia stato scritto), ma va considerato che un discorso del genere non è per tutti. Le masse vivono di astrazioni e senza astrazioni non possono vivere.
    Scusate ma evidentemente è il mio trip di questo periodo
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  4. #4
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Poi mi sembra superfluo dire che fare piazza pulita di astrazioni ed ideali per asservirsi gratuitamente all'Umanità sia pura idiozia
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  5. #5
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Citazione Originariamente Scritto da Malaparte Visualizza Messaggio
    Mah guarda, se devo essere sincero mi sono rotto le palle pure io del nazionalismo, delle definizioni, etichette di ogni genere e tutto il resto, poi capisco benissimo che il fatto che il mondo sia cambiato così velocemente negli ultimi decenni per chi ha un minimo di sensibilità sia un trauma, ma questo trauma o lo si supera positivamente oppure ci si allontana sempre più dal mondo circostante - insomma o si fa come Evola ("Cavalcare la tigre") o si fa come Mishima e ci si ammazza per protestare contro la modernità, ma non è che serva a molto. Possiamo sputare finché vogliamo contro il mondo capovolto che ci circonda, ma prima o poi ci stancheremo anche di sputare, e allora ci chiederemo, forse, finalmente: cosa fare?
    Detto ciò, quel discorso di Krishnamurti (che personalmente non ho mai letto), certo, sembra creato ad hoc per essere adeguato all'ideologia dominante (a dire il vero non so quando sia stato scritto), ma va considerato che un discorso del genere non è per tutti. Le masse vivono di astrazioni e senza astrazioni non possono vivere.
    Scusate ma evidentemente è il mio trip di questo periodo
    Abbandonare le ''idee'' per abbandonarsi alle ''forme''.

  6. #6
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Su "Cavalcare la tigre" secondo me ci sarebbe da rifletterci per bene. D'altronde ogni epoca, per quanto disgustosa, porterà in sé qualcosa di buono, se non altro nelle nuove "sfide" (se così vogliamo chiamarle con un po' di retorica, ma alla fine quello sono) che pone; certo se uno cerca le sfide di ieri (guerre, eroismo, rivoluzioni e conflitti politici) resterà deluso, ma la nostra epoca ha per l'appunto il pregio (che conduce alla disperazione i nostalgici di ieri) di lasciar cadere tutte queste vuote etichette attraverso le quali ci si alienava identificandosi arbitrariamente con qualcosa al di fuori di sé (l'Italia e la sua storia più o meno eroica, l'Europa, il fascismo...), per fare spazio alla realtà concreta, se così vogliamo chiamarla: l'individuo con quello che realmente lo caratterizza
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  7. #7
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Citazione Originariamente Scritto da Angelus Mortis Visualizza Messaggio
    E ora rivomitate pure la cena.
    Perché? Se tutto è violenza più niente è violenza, tra l'altro anche "l'umanità" è violenza che campa della sopraffazione di altre specie

  8. #8
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Pensate a purificare corpo e mente, va, che covare rancore vi farà solo morire prima
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  9. #9
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Citazione Originariamente Scritto da Malaparte Visualizza Messaggio
    Mah guarda, se devo essere sincero mi sono rotto le palle pure io del nazionalismo, delle definizioni, etichette di ogni genere e tutto il resto, poi capisco benissimo che il fatto che il mondo sia cambiato così velocemente negli ultimi decenni per chi ha un minimo di sensibilità sia un trauma, ma questo trauma o lo si supera positivamente oppure ci si allontana sempre più dal mondo circostante - insomma o si fa come Evola ("Cavalcare la tigre") o si fa come Mishima e ci si ammazza per protestare contro la modernità, ma non è che serva a molto. Possiamo sputare finché vogliamo contro il mondo capovolto che ci circonda, ma prima o poi ci stancheremo anche di sputare, e allora ci chiederemo, forse, finalmente: cosa fare?
    Detto ciò, quel discorso di Krishnamurti (che personalmente non ho mai letto), certo, sembra creato ad hoc per essere adeguato all'ideologia dominante (a dire il vero non so quando sia stato scritto), ma va considerato che un discorso del genere non è per tutti. Le masse vivono di astrazioni e senza astrazioni non possono vivere.
    Scusate ma evidentemente è il mio trip di questo periodo
    Mi piace molto questo post.
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  10. #10
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    Predefinito Re: La profondità della violenza - J. Krishnamurti

    Alla fine è sempre un plotone di soldati a salvare la civiltà - Oswald Spengler
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