L'occupazione francese di Ventimiglia avvenne alla fine della seconda guerra mondiale, tra il 25 aprile e il 18 luglio 1945, ed ebbe le caratteristiche di un tentativo di annessione della zona alla Repubblica francese, non riuscito per l'opposizione della popolazione locale, del CLN e, principalmente degli alleati anglo-americani.
Le armate della Francia Libera di De Gaulle avevano occupato Mentone già dal 6 settembre 1944, ma Ventimiglia rimase ai tedeschi fin quasi alla fine della guerra. La città dovette quindi subire incessanti bombardamenti dalla parte francese (aerei e navali) che ebbero l'effetto di far evacuare quasi tutta la popolazione, che si rifugiò sulle colline circostanti.
Quando gli anglo-americani sfondarono la linea gotica, i tedeschi in ritirata abbandonarono rapidamente Ventimiglia, difficilmente difendibile, che rimase sguarnita già dal 23 aprile. Tuttavia i bombardamenti francesi continuarono fino al 25, quando una delegazione di cittadini andò a Mentone ad avvertire che i tedeschi non c'erano più. I francesi dunque occuparono il paese il giorno stesso senza spargimento di sangue, prima dell'arrivo degli anglo-americani.
L'occupazione francese della zona però, a differenza di quella alleata nel resto d'Italia, ebbe fin dall'inizio le caratteristiche di un'annessione. Venne immediatamente creato un nuovo posto di frontiera tra l'Italia e la Francia tra Bordighera e Vallecrosia, che faceva quindi ricadere tutta la zona di Ventimiglia e le colline sovrastanti in territorio francese. Venne inoltre interdetto l'accesso alla zona a chiunque non fosse residente.
La popolazione che cominciava a tornare nelle proprie case venne censita e dotata di un lasciapassare provvisorio in francese per "espatriare" in Italia; venne introdotto il franco francese, vennero cambiati i toponimi (Vintimille in luogo di Ventimiglia) e venne imposto il divieto di distribuire giornali in lingua italiana.
Apparvero scritte sui muri che chiedevano il rattachement alla Francia e inneggianti a Vintimille française. Si cominciarono ad organizzare referendum per il passaggio alla Francia e fu creato un partito filofrancese che promuoveva il rattachement chiedendo voti in cambio di cibo e denaro.
Il tentativo però non ebbe successo e provocò anzi le proteste della popolazione; anche il CLN, che in Istria nello stesso periodo si mostrava diviso, qui fu unito nel denunciare questo stato di cose. Gli inglesi e gli americani imposero quindi ai francesi il ritiro dietro il vecchio confine e a partire dal 18 luglio, Ventimiglia fu amministrata da una giunta italo-francese.
Alla fine i referendum di annessione si tennero solo a Briga e a Tenda, dopo la definizione della nuova linea di confine.
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