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Visualizza Risultati Sondaggio: Elezioni 2013 nel Regno d'Italia

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  • Partito Comunista dei Lavoratori

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  • Destra Nazionale

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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    Il 12 aprile 1931, in un pesante clima di scontro tra monarchici e repubblicani, questi ultimi vinsero le elezioni municipali in Spagna. Re Alfonso XIII decise di abbandonare il paese e andò in esilio a Roma, presso la corte di Vittorio Emanuele III, mentre a Madrid veniva proclamata la Seconda Repubblica, dominata da socialisti, comunisti e anarchici. Dopo la vittoria del Frente Popular nelle elezioni politiche del 16 febbraio 1936, e una serie di omicidi politici, tra cui quella del leader dell'opposizione monarchica José Calvo Sotelo il 13 luglio 1936, il generale Francisco Franco, di stanza nel Marocco Spagnolo, proclamò l'Alzamiento, cioè l'insurrezione contro il regime repubblicano. In aiuto dei rivoltosi vennero la Germania nazista, l'Italia fascista e il Portogallo, mentre la Francia, l'Unione Sovietica ed il Messico, oltre a volontari provenienti da tutto il mondo (tra cui l'americano Ernest Hemingway), supportavano il legittimo governo repubblicano. La guerra costerà oltre 300.000 morti su una popolazione di 24 milioni e mezzo di abitanti, e si concluse il 1 aprile 1939 con la completa vittoria dei Repubblicani e con la morte di Francisco Franco nell'assedio di Toledo. Manuel Azaña Diaz fu riconfermato Presidente della Repubblica. Grave scacco delle potenze dell'Asse; Hitler e Mussolini, che si sentivano traditi da Francia e Regno Unito, si rafforzarono nella loro intenzione di far scoppiare al più presto una guerra di conquista, che avrebbe dovuto essere anche una guerra di rivalsa.

    La guerra scoppiò il 1 settembre 1939, in seguito all'invasione della Polonia, e la Francia venne invasa dal rullo compressore nazista, crollando in un solo mese nel maggio 1940. Il 10 giugno 1940 Mussolini, pur conscio dell'impreparazione italiana alla guerra, entrò in guerra contro Francia e Inghilterra; due giorni dopo la Spagna dichiarava a sua volta guerra a Germania e Italia, onde soccorrere la Francia. Nel giro di due mesi anche la Spagna repubblicana fu invasa dalle truppe di Hitler, Madrid capitolò, Azaña fu catturato dai nazisti e morì in carcere. L'ex re Alfonso XIII esultò, credendo che Hitler e Mussolini lo avrebbero restaurato sul trono; invece, l'Italia annesse le isole Baleari, e il Führer creò un governatorato militare a Madrid, affidato a un suo uomo di fiducia. Subito in Spagna divampò la "guerrilla" della Resistenza da parte delle forze di sinistra, vera spina nel fianco delle armate di occupazione con continui attacchi ed attentati, cui l'Asse rispondeva con massacri inenarrabili, come lo sterminio completo degli abitanti di Guernica, cittadina dei Paesi Baschi che ispirò a Pablo Picasso il suo omonimo capolavoro. Pare che, quando alcuni tedeschi intenditori d'arte gli chiesero se "Guernica" la aveva fatta lui, egli rispose: "No, no, è tutta opera vostra!"

    Ad ogni modo, l'occupazione della Spagna (e di Gibilterra) rappresentò un ulteriore allungamento del fronte di guerra, e quindi un ulteriore dissanguamento delle forze nazifasciste, fiaccate da una ferocissima guerra partigiana. Alfonso XIII morì a Roma il 28 febbraio 1941: aveva ormai rinunciato da tempo al sogno di ritornare sul trono spagnolo. Il suo primogenito Alfonso era emofiliaco ed aveva già rinunciato ai suoi diritti al trono nel 1933 per sposare una borghese. Il secondogenito Jaime era fuori gioco perché sordomuto. Erede al trono di Spagna diventava perciò il terzo figlio maschio Giovanni III, Conte di Barcellona, che il 12 ottobre 1935 aveva sposato a Roma la cugina Maria Mercedes di Borbone-Due Sicilie. Da questa ebbe quattro figli: Pilar (nata il 30 luglio 1936), Gian Carlo (nato il 5 gennaio 1938), Margherita (nata il 6 marzo 1939, cieca dalla nascita) e Alfonso (emofiliaco, nato il 3 ottobre 1941).

    Intanto, le cose per l'Italia andavano male, con la perdita di tutte le colonie africane, ed anche in Spagna la guerra prendeva una brutta piega. L'8 novembre 1942 scattava l'Operazione Torcia, che prevedeva lo sbarco a Cadice di tre corpi d'armata. Nonostante l'impreparazione degli americani, alla loro prima esperienza in operazioni di questo tipo, in seguito al ricongiungimento delle forze sbarcate con l'VIII armata britannica, le truppe italo-tedesche furono respinte fin quasi alle porte di Madrid, con il tacito assenso del portoghese Salazar che, pur essendo un ammiratore di Mussolini, aveva capito in fretta da quale parte stare. Dopo lo sbarco alleato in Sicilia del 9 luglio 1943 (Operazione Husky), Vittorio Emanuele III decise di silurare Mussolini grazie all'aiuto dei gerarchi Dino Grandi e Galeazzo Ciani; il Duce fu destituito ed arrestato il 25 luglio, e il Maresciallo Pietro Badoglio fu nominato Primo Ministro; questi rassicurò Hitler che l'Italia avrebbe continuato a combattere a fianco dell'alleato germanico, ma intanto intavolò trattative con gli Angloamericani. Maria Josè di Sassonia-Coburgo-Gotha fu spedita in Svizzera con i suoi figli per proteggerli, ma anche per tagliarla fuori dalle trattative con gli Alleati, ma l'intraprendente principessa di Piemonte restò a Torino con la prole. L'8 settembre 1943 l'Armistizio, firmato a Cassibile il 3 settembre, fu reso pubblico troppo presto, e le truppe naziste furibonde per il tradimento, occuparono quasi tutta l'Italia. Il Re, la Regina Elena, Badoglio e il suo governo si rifugiarono a Brindisi, ma il Principe ereditario Umberto rifiutò di lasciare vilmente Roma e tentò un'estrema difesa della capitale. Sconfitto, venne catturato e spedito nel campo di concentramento nazista di Buchenwald, dove morì il 28 agosto 1944, per ironia della sorte a causa di un bombardamento alleato. Le sue ultime parole sarebbero state: « Italiani, io muoio: ricordatevi di me non come di un principe, ma come di un vostro fratello italiano ».


    La bandiera della Repubblica spagnola

    La Principessa Maria Josè e i suoi figli furono arrestati a Torino e deportati nei campi di concentramento dove morirono poco dopo.

    La guerra in Spagna ebbe fine il 5 febbraio 1945 con la resa di Barcellona; José Antonio Primo de Rivera fu catturato dai Partigiani spagnoli mentre cercava di fuggire nella Francia di Vichy, ed immediatamente passato per le armi. Fu così restaurata la Repubblica, e l'anziano Francisco Largo Caballero, liberato di prigione, ne fu eletto Presidente, con Juan Negrín Primo Ministro. Dopo l'esaurimento dell'Offensiva delle Ardenne, il 7 marzo 1945 gli inglesi superarono il Reno, seguiti il 23 marzo dagli americani. Hitler allora diede ordine di eliminare la Principessa Mafalda con le tre nipoti, ma le quattro erano già state messe in salvo da un contingente militare britannico. Il 25 aprile crollò la Repubblica Sociale Italiana, e Mussolini fu fucilato pochi giorni dopo insieme alla sua amante Claretta Petacci, mentre tentava di rifugiarsi in Svizzera. Il 30 aprile Hitler si suicidò, e l'8 maggio la Germania firmò la resa senza condizioni. La Seconda Guerra Mondiale era finita.

    L'anziano Re d'Italia Vittorio Emanuele III, 76 anni, era stanco e sfiduciato, avendo perso sia il figlio Umberto, ed era accusato dai partiti antifascisti, ora al governo con Ivanoe Bonomi, di aver firmato le leggi razziali e di essere il vero responsabile della guerra, avendo chiamato Mussolini al governo dopo la Marcia su Roma. Cedette perciò a quanti gli chiedevano di farsi da parte, e decise di abdicare. Siccome però non aveva più eredi maschi diretti, e siccome non aveva nessuna simpatia per il ramo collaterale dei Savoia-Aosta, decise di adottare in extremis come figlio proprio Giovanni di Borbone, che non si era mai mosso da Roma durante l'occupazione nazista, aveva sposato una principessa italiana, Maria Mercedes di Borbone-Due Sicilie, ed aveva già due eredi maschi. I monarchici spagnoli chiesero a Giovanni di rifiutare la nomina ad erede al trono d'Italia, poiché in tal modo avrebbe dovuto rinunciare per sempre ai diritti sulla corona spagnola. Giovanni però era un pragmatico, e tra un regno inesistente (quello spagnolo, dove la Repubblica si era rafforzata più che mai dopo la vittoria sui nazisti) e uno certo preferì quest'ultimo. Pretendente al trono spagnolo divenne perciò Saverio di Borbone-Parma (1889-1977), del ramo carlista, anche se alcuni monarchici appoggiavano invece Carlo Pio d'Asburgo-Toscana (1909-1953). Il 9 maggio 1945 Vittorio Emanuele III firmava l'atto di abdicazione, e il suo figlio adottivo veniva incoronato con il nome di Giovanni I di Borbone-Savoia. Questi era gradito anche a molti nostalgici dei Borboni di Napoli, avendo sposato Maria Mercedes di Borbone-Due Sicilie; altri legittimisti borbonici invece sostenevano Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie (1869-1960). L'ex "Re Soldato" andò in esilio ad Alessandria d'Egitto, dove si spense il 28 dicembre 1947; oggi le sue spoglie riposano al Pantheon di Roma, insieme a quelle del figlio Umberto.

    Il Referendum Istituzionale del 2 giugno 1946 vide Socialisti, Comunisti, Azionisti e Repubblicani schierati a favore della Repubblica, con lo slogan « Facciamo come in Spagna »: una dichiarazione d'intenti non troppo fortunata, viste le centinaia di migliaia di morti costate all'instaurazione del regime repubblicano. La Democrazia Cristiana e il Partito Liberale, al contrario, decisero di schierarsi a favore del mantenimento della monarchia, certi com'erano che la presenza di un Re ai vertici dello stato avrebbe reso più difficile il tentativo di portare l'Italia nell'orbita di Mosca, come era accaduto a tutti i paesi dell'Est (Ungheria, Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Albania) nei quali l'allontanamento della casa regnante aveva fatto da prologo all'instaurazione di una dittatura monopartitica ed alla fine della sovranità nazionale. E così la Monarchia prevalse sulla Repubblica con 12.718.641 voti, pari al 54,3% del totale, contro 10.718.502, pari al 45,7% (si ebbero anche 1.498.136 voti nulli). Da notare che alcuni monarchici italiani paradossalmente si astennero dal voto in polemica con la decisione dell'ex re Vittorio Emanuele III di adottare Giovanni di Borbone come proprio erede: per loro il legittimo pretendente al trono italiano era Aimone di Savoia-Aosta, ex Re di Croazia (e per questo legato al passato regime, e quindi indesiderato a molti italiani), e dal 29 gennaio 1948 suo figlio Amedeo, tuttora sostenuto da alcune frange monarchiche.


    La bandiera del Regno d'Italia dopo il referendum del 2 giugno 1946

    Le elezioni politiche del 18 aprile 1948 furono vinte dalla Democrazia Cristiana di Alcide de Gasperi, che formò un governo di coalizione con liberali, socialdemocratici e monarchici. Questa vittoria permise l'adesione dell'Italia alla NATO come membro fondatore il 4 aprile 1949. La Spagna invece scelse la neutralità, come Svizzera, Austria, Svezia e Finlandia, deludendo così l'URSS, che aveva sperato di trascinare la Repubblica Spagnola nell'orbita del futuro Patto di Varsavia. « Non abbiamo intenzione di cedere a nessuno la tanto sospirata sovranità nazionale, e tanto meno a Stalin », pare abbia dichiarato Francisco Largo Caballero. La Spagna invece partecipa fin da subito al processo di integrazione europeo. Il 18 aprile 1951 Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Spagna firmano il Trattato di Parigi che vede la nascita della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), mentre il 25 marzo 1957 questi sette paesi firmano il Trattato di Roma, con il quale viene istituita la Comunità Economica Europea (CEE). Il 7 febbraio 1992 i sette paesi fondatori della CEE, a cui nel frattempo si erano aggiunti Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Portogallo e Grecia, firmarono il Trattato di Maastricht che istituiva l'Unione Europea (UE), ed il 1° gennaio 2002 Italia e Spagna adottarono ufficialmente l'Euro come nuova valuta.

    Spagna e Italia, impegnate nella ricostruzione postbellica, conoscono un vero e proprio boom economico, trasformandosi da paesi poveri e sostanzialmente rurali in nazioni fortemente industrializzate, tanto da divenire nel giro di un quindicennio rispettivamente l'ottava e la quinta economia del mondo. In Italia ai governi centristi seguì la stagione del centrosinistra di Amintore Fanfani, mentre il Partido Popular (PP) di destra si alternava al Partido Socialista Obrero Español (PSOE) nel governo della Repubblica Spagnola. Le poche colonie rimaste alla Spagna in Africa si resero rapidamente indipendenti: l'ex Rio de Oro e Saguia el Hamra non fu ceduto al Marocco, ma in esso il Fronte Polisario guidato da Mohamed Lamine Ould Ahmed il 27 febbraio 1960 proclamò la nascita della Repubblica Democratica Araba Saharawi. La Guinea Spagnola invece si rese indipendente il 12 ottobre 1960 con il nome di Guinea Equatoriale, mentre il territorio di Ifni fu ceduto al Marocco il 4 gennaio 1961. Il consumismo dominava il nuovo stile di vita del popolo, la società andava secolarizzandosi, e all'orizzonte appariva lo spettro del terrorismo. L'Italia venne scossa dalle bombe e dagli attentati dei Separatisti del Sud Tirolo e dei movimenti eversivi sia di destra che di sinistra, mentre la Spagna fu tormentata dai Separatisti Baschi e da altri movimenti eversivi di vario colore.

    La stagione del Sessantotto vide in Italia tutta una serie di contestazioni da parte di movimenti studenteschi che chiedevano la fine della monarchia e l'instaurazione di una repubblica e il Partito Repubblicano Italiano diventa un importante partito d'opposizione collocandosi a sinistra. Re Giovanni di Borbone, la cui salute non era delle migliori, fu molto amareggiato dagli slogan urlati contro di lui dai giovani contestatori (l'epiteto più benevolo era "Giovanni Senza Terra"), e cominciò a pensare di non essere mai stato benaccetto come sovrano dagli italiani, perché di origini straniere. La goccia che fece traboccare il vaso fu però il rapimento e l'assassinio da parte delle Brigate Rosse di Aldo Moro, leader della DC e suo amico personale. Quando questi fu trovato morto il 9 maggio 1978 in una Renault 4 a poca distanza dal palazzo del Quirinale, residenza del sovrano, Re Giovanni si autoconvinse di non essersi speso abbastanza per la sua liberazione, e il 22 maggio decise di abdicare a favore del figlio Gian Carlo I, 40 anni (era nato a Roma il 5 gennaio 1938), ritirandosi in esilio a Cascais, in Portogallo, dove morì il 1° aprile 1993, poco prima di compiere gli 80 anni. Oggi è sepolto nel Pantheon di Roma insieme agli altri sovrani italiani.

    Gian Carlo I si rivelò un monarca capace e in grado di attirarsi le simpatie dei suoi sudditi, tanto che i sondaggi oggi dicono che oltre il 75 % è "giancarlista", cioè giudica favorevolmente l'operato di Re Gian Carlo I. Persino una buona percentuale degli abitanti delle vicine Austria, Slovenia e Croazia si è detta desiderosa di avere un capo di stato come lui, nonostante in tali paesi le simpatie monarchiche siano davvero esigue. Il Borbone-Savoia ha mostrato mano salda nel condannare le azioni dei movimenti eversivi fascisti, comunisti e anarchici, dicendosi altresì favorevole all'indulgenza nei confronti dei terroristi che si pentono e si dissociano dalla lotta armata. Ha inoltre affrontato con decisione la più grave crisi del suo Regno, rappresentato dallo scoppio nel 1992 dello Scandalo di Tangentopoli. Ha convissuto senza problemi con i governi di Sinistra guidati da Prodi e D'Alema, così come con i governi di Destra sostenuti dal movimento separatista ed anti-borbonico della Lega Nord; per due volte ha avviato la formazione di governi tecnici di unità nazionale in seguito alla caduta dei governi guidati da Silvio Berlusconi: nel 1994 con l'affidamento dell'incarico a Lamberto Dini, e nel 2011 con la formazione del governo Monti in seguito alla crisi economica portando in piazza milioni di persone a protestare come in Spagna creando il "Movimento degli Indignati" e le grandi vittorie elettorali di Beppe Grillo con il Movimento 5 Stelle che però è di simpatie repubblicane.


    Il Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia

    Nel 2013 si tengono le elezioni politiche, i partiti sono leggermente diversi dalla Timeline:

    Popolo della Libertà: Partito di centro-destra fondato e diretto dall'imprenditore Silvio Berlusconi negli anni '90 col nome di Forza Italia, conservatore liberale, cristiano democratico che tutti noi conosciamo.

    Partito Democratico di Sinistra: Partito di centro-sinistra con segretario Matteo Renzi, ex sindaco di Firenze, partito cristiano sociale, socialdemocratico e riformista che tutti noi conosciamo, è sorto dopo la caduta del Muro di Berlino ricevendo

    Lega Nord: Partito che unisce le leghe secessioniste delle regioni del Nord Italia, federalista, etno-nazionalista, regionalista e pseudo-indipendentista, ha ricevuto pesanti sanzioni governative per aver insultato la monarchia accusata di impoverire il Nord e favorire il Sud, è diretto da Roberto Maroni succeduto al malato Umberto Bossi.

    Partito Repubblicano Italiano: Partito di centro-sinistra dopo il periodo centrista del secondo dopoguerra con gli anni di Piombo e le contestazioni sessantottine, accusa di brogli elettorali al referendum del 1946, vuole indire una nuova consultazione popolare per decidere se proclamare una Repubblica parlamentare, è un partito laicista, liberale e riformista.

    Partito Comunista dei Lavoratori: I leader dell'estrema sinistra italiana hanno creato una coalizione di partiti radicali per salire al governo e non sottostare ai patti con l'estero per il debito pubblico e favorire l'occupazione e combattere il precariato, all'interno del partito non si sente la necessità di indire un referendum immediato sulla forma istituzionale e sarà rinviato.

    Destra Nazionale: Il nostro partito La Destra, di Daniela Santanchè e Francesco Storace, partito conservatore, corporativista, della destra sociale ed euroscettico, si annovera tra i partiti più filo-monarchici.

    Sinistra, Ecologia e Libertà+Italia dei Valori: La coalizione di centro-sinistra di Vendola e dell'ex magistrato Di Pietro, i due partiti li conoscete.

    Movimento 5 Stelle: Organizzazione politica neutralista fondata ed ideata dal comico Beppe Grillo come protesta contro la casta dei politici e contro la corruzione, alleato del movimento popolare degli Indignati e intende scatenare una "rivoluzione grillina", è concorde nell'indire un referendum istituzionale.
    Ultima modifica di Cattivo; 16-10-12 alle 18:28

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  2. #2
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    Predefinito Re: Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    avere avuto come Re d'Italia Juan Carlo non sarebbe stato male
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Re: Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    avere avuto come Re d'Italia Juan Carlo non sarebbe stato male
    peccato che invecchi male, da qualche anno è pieno di acciacchi

    sarei stato tra quei monarchici che avrebbero combattuto per i diritti di Amedeo di Savoia-Aosta, I Borbone Spagna sono estranei all'Italia

    Alle elezioni avrei votato per la destra nazionale
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 16-10-12 alle 20:15

  4. #4
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    Predefinito Re: Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    peccato che invecchi male, da qualche anno è pieno di acciacchi

    sarei stato tra quei monarchici che avrebbero combattuto per i diritti di Amedeo di Savoia-Aosta, I Borbone Spagna sono estranei all'Italia

    Alle elezioni avrei votato per la destra nazionale
    io invece penso che sarei stato favorevole alla monarchia, perchè ad ogni modo i Borbone tanto stranieri non sono
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  5. #5
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    Predefinito Re: Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    Scenario carino
    Purtroppo, non essendoci un partito che mi piace, devo astenermi.

  6. #6
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    Predefinito Re: Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    Tra questi PRI :giagia:
    ***Bratstvo i jedinstvo***
    Socialismo Gollista

  7. #7
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    Predefinito Re: Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    Un solo appunto: Giovanni Carlo I, non Gian Carlo.
    Ecchecaspita....
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  8. #8
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    Predefinito Re: Re d'Italia Gian Carlo I di Borbone-Savoia - Elezioni 2013

    avrei preferito un'italia senza monarchia,ma comunque voto sel

 

 

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