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  1. #1
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    Exclamation E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta




    Bisogna che gli ottimati del circo mediatico e giudiziario, i palasharpisti di ogni latitudine ideologica, quelli che danno petulanti lezioncine di etica da posizioni di minoranza intransigente, si mettano in testa che la democrazia fa schifo, puzza, è per sua natura e definizione sporcata dalla manipolazione del consenso in regime di suffragio universale diretto.

    La democrazia di massa è spettacolo, avanspettacolo, non riflessione;

    è agitazione di simboli e vitalismi come la favolosa (efficace) nuotata del sessantacinquenne venuto a stupire e a manipolare la Sicilia, l’amico di Casaleggio, il Pataca, il Grillo,

    piuttosto che elaborazione di idee, progettazione architettonica del futuro politico, convito energizzante dell’eros civile, mito poietico, macché, tutte balle:

    l’assessore o il consigliere venuto dal nulla democratico, selezionato nel crogiuolo delle preferenze elettorali, da sempre si procura i voti con ogni mezzo lecito e illecito, una volta sono i soldi arrivati chissà come, una volta i circuiti dipendenti dalla affiliazione lobbista quasi perbene, una volta direttamente la ’ndrangheta più sprezzante e avida, e quando sgarra oltre la decenza, e quando lo beccano (intendiamoci, solo se e quando lo beccano) finisce in galera come segnacolo di eccezione che conferma la regola.

    Dove la società è tendenzialmente pulita o perbenista, puliti per quanto possibile sono gli affari, relativamente pulito è il circuito del denaro, dell’investimento, dell’opera, che ne so, in posti come Casalecchio di Reno o Sesto San Giovanni dove vige il cosiddetto sistema Penati, la funzione di collettore del consenso e dei mezzi per procurarselo la fanno i partiti tutori, la protezione sociale pubblica, le cooperative, lo stato, classi dirigenti senza particolari scrupoli etici ma attente a distinguere interesse collettivo e interesse personale, a tenere sotto controllo gli spiriti selvaggi della democrazia invece che a farsene ingabbiare.

    La Milano di Umberto Eco, il luogo felice dove potevi uscire con chiunque, senza essere consegnato a una vita riservata e moralmente repellente di ogni contaminazione con il Male, che è il suo consiglio comportamentale per l’oggi, non è mai esistita, questo è appena ovvio.

    Il miracolo economico, la politica repubblicana dei partiti lo ha provocato e assecondato e accompagnato mangiando a quattro palmenti, generando quel sistema del consenso democratico che ha funzionato finché hanno funzionato le sue coordinate culturali, civiche, e l’antipolitica di vario ordine e grado, e l’influenza indipendente e aggressiva di media e giudici era cosa inconcepibile.

    Il patto con il Male c’è sempre stato, è insito in un regime non aristocratico e forse in ogni regime politico, anche quello capace apparentemente di sublimarlo, ma una volta il patto con il diavolo era governato dalla politica, e produceva anche sogni democratici clamorosamente suggestivi, se non belli, poi la politica democratica si è indebolita, e allora abbiamo la nuda e sprezzante ’ndrangheta e delle facce che non dicono più niente se non si travestono con le teste di maiale.

    La democrazia è corrotta nel suo fondamento, è a misura d’uomo e dunque è storta come il legno storto.

    Recide come sistema ogni rapporto con il divino e il suo diritto, con il sacro, con la tradizione, con uno spazio pubblico occupato dalla storia e dal suo superbo portamento:

    la democrazia è la tabula rasa, il contare ciascuno per uno e dunque il contare le persone, la massa delle persone, come se fossero soldi, piccioli, birilli, pupi, mezzi e non fini.

    E’ una utopia regressiva della quale non possiamo fare a meno per proteggere le libertà civili, i diritti della coscienza e della personalità e della proprietà, i diritti liberali.

    Ma non possiamo scambiarla per una scuola di misura e di responsabilità etica, è disonesto farlo, bisogna sapere che la sua regola è la dismisura dei mezzi che sopravanzano il fine.


    ...


    ...CRUDO E SANGUIGNO COME UNA PUGNALATA, MA ANCHE MOLTO FRANCO, DISINCANTATO E PIU' VERO DEL PALASHARP STRACOLMO D'INDIGNATI FASULLI...


    hefico:
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    Impossibilia nemo tenetur

  2. #2
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta







    Bisogna che gli ottimati del circo mediatico e giudiziario, i palasharpisti di ogni latitudine ideologica, quelli che danno petulanti lezioncine di etica da posizioni di minoranza intransigente, si mettano in testa che la democrazia fa schifo, puzza, è per sua natura e definizione sporcata dalla manipolazione del consenso in regime di suffragio universale diretto.

    La democrazia di massa è spettacolo, avanspettacolo, non riflessione;

    è agitazione di simboli e vitalismi come la favolosa (efficace) nuotata del sessantacinquenne venuto a stupire e a manipolare la Sicilia, l’amico di Casaleggio, il Pataca, il Grillo,

    piuttosto che elaborazione di idee, progettazione architettonica del futuro politico, convito energizzante dell’eros civile, mito poietico, macché, tutte balle:

    l’assessore o il consigliere venuto dal nulla democratico, selezionato nel crogiuolo delle preferenze elettorali, da sempre si procura i voti con ogni mezzo lecito e illecito, una volta sono i soldi arrivati chissà come, una volta i circuiti dipendenti dalla affiliazione lobbista quasi perbene, una volta direttamente la ’ndrangheta più sprezzante e avida, e quando sgarra oltre la decenza, e quando lo beccano (intendiamoci, solo se e quando lo beccano) finisce in galera come segnacolo di eccezione che conferma la regola.

    Dove la società è tendenzialmente pulita o perbenista, puliti per quanto possibile sono gli affari, relativamente pulito è il circuito del denaro, dell’investimento, dell’opera, che ne so, in posti come Casalecchio di Reno o Sesto San Giovanni dove vige il cosiddetto sistema Penati, la funzione di collettore del consenso e dei mezzi per procurarselo la fanno i partiti tutori, la protezione sociale pubblica, le cooperative, lo stato, classi dirigenti senza particolari scrupoli etici ma attente a distinguere interesse collettivo e interesse personale, a tenere sotto controllo gli spiriti selvaggi della democrazia invece che a farsene ingabbiare.

    La Milano di Umberto Eco, il luogo felice dove potevi uscire con chiunque, senza essere consegnato a una vita riservata e moralmente repellente di ogni contaminazione con il Male, che è il suo consiglio comportamentale per l’oggi, non è mai esistita, questo è appena ovvio.

    Il miracolo economico, la politica repubblicana dei partiti lo ha provocato e assecondato e accompagnato mangiando a quattro palmenti, generando quel sistema del consenso democratico che ha funzionato finché hanno funzionato le sue coordinate culturali, civiche, e l’antipolitica di vario ordine e grado, e l’influenza indipendente e aggressiva di media e giudici era cosa inconcepibile.

    Il patto con il Male c’è sempre stato, è insito in un regime non aristocratico e forse in ogni regime politico, anche quello capace apparentemente di sublimarlo, ma una volta il patto con il diavolo era governato dalla politica, e produceva anche sogni democratici clamorosamente suggestivi, se non belli, poi la politica democratica si è indebolita, e allora abbiamo la nuda e sprezzante ’ndrangheta e delle facce che non dicono più niente se non si travestono con le teste di maiale.

    La democrazia è corrotta nel suo fondamento, è a misura d’uomo e dunque è storta come il legno storto.

    Recide come sistema ogni rapporto con il divino e il suo diritto, con il sacro, con la tradizione, con uno spazio pubblico occupato dalla storia e dal suo superbo portamento:

    la democrazia è la tabula rasa, il contare ciascuno per uno e dunque il contare le persone, la massa delle persone, come se fossero soldi, piccioli, birilli, pupi, mezzi e non fini.

    E’ una utopia regressiva della quale non possiamo fare a meno per proteggere le libertà civili, i diritti della coscienza e della personalità e della proprietà, i diritti liberali.

    Ma non possiamo scambiarla per una scuola di misura e di responsabilità etica, è disonesto farlo, bisogna sapere che la sua regola è la dismisura dei mezzi che sopravanzano il fine.


    ...


    ...CRUDO E SANGUIGNO COME UNA PUGNALATA, MA ANCHE MOLTO FRANCO, DISINCANTATO E PIU' VERO DEL PALASHARP STRACOLMO D'INDIGNATI FASULLI...


    hefico:
    Se la democrazia è corrotta per sua natura (a detta di Ferrara), l'alternativa quale sarebbe? Lui cosa propone? Un nuovo sistema aristocratico o dittatoriale?
    C'è da dire che un fondo di verità esiste, in quanto il 90% dei cittadini sono persone semplici, che badano più alla simpatia di questo o quel politicante ed allo "spettacolo" che questi propone piuttosto che ai contenuti dei programmi politici o ai complessi ragionamenti socio-economici da essi potrebbero scaturire..E questo ovviamente non è un bene, perchè premia la "mediaticità" e non la qualità delle idee!
    In realtà la colpa non è tutta del popolo, ma anche (e forse soprattutto) dei partiti, ai quali spetterebbe il compito di fare una selezione attenta dei candidati da proporre al voto della nazione: se già si propongono candidati inadeguati il popolo sbaglierà a prescindere da chi scelga.
    Occorrerebbero due cose:
    1) una selezione dei candidati all'interno dei partiti basata sulla meritocrazia, sulla competenza e sui valori etici di questi ultimi e
    2) una selezione dei cittadini da far votare, in base quantomeno alla conoscenza dei fondamenti dei programmi politici dei diversi candidati
    In questo caso, però, non si tratterebbe più di democrazia ma, appunto, di aristocrazia o meritocrazia e forse non sarebbe un male..

  3. #3
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    Wink Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da GIU2012 Visualizza Messaggio
    Se la democrazia è corrotta per sua natura (a detta di Ferrara), l'alternativa quale sarebbe? Lui cosa propone?....
    Mi spiace davvero tu ti ponga questa domanda, probabilmente NON conosci Giuliano Ferrara ovvero non lo leggi, ascolti...

    GIULIANO FERRARA E' PER LA DEMOCRAZIA, COMUNQUE IMPERFETTA, SOPRA OGNI ALTRA FORMA DI POSSIBILE GOVERNO...MA CON GLI OCCHI DEL DISINCANTO E NON CON L'IPOCRISIA DEI FINTI MORALISTI!!


    iaociao:
    Ultima modifica di salvo.gerli; 25-10-12 alle 11:17
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    Impossibilia nemo tenetur

  4. #4
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Mi spiace davvero tu ti ponga questa domanda, probabilmente NON conosci Giuliano Ferrara ovvero non lo leggi, ascolti..

    GIULIANO FERRARA E' PER LA DEMOCRAZIA, COMUNQUE IMPERFETTA, SOPRA OGNI ALTRA FORMA DI POSSIBILE GOVERNO...MA CON GLI OCCHI DEL DISINCANTO E NON CON L'IPOCRISIA DEI FINTI MORALISTI!!



    iaociao:
    In questo caso è anche lui un ipocrita, dal momento che si rende conto che trattasi di un meccanismo imperfetto di governo ma non propone alternative e correttivi per lo stesso..

  5. #5
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da GIU2012 Visualizza Messaggio
    Se la democrazia è corrotta per sua natura (a detta di Ferrara), l'alternativa quale sarebbe? Lui cosa propone? Un nuovo sistema aristocratico o dittatoriale?
    C'è da dire che un fondo di verità esiste, in quanto il 90% dei cittadini sono persone semplici, che badano più alla simpatia di questo o quel politicante ed allo "spettacolo" che questi propone piuttosto che ai contenuti dei programmi politici o ai complessi ragionamenti socio-economici da essi potrebbero scaturire..E questo ovviamente non è un bene, perchè premia la "mediaticità" e non la qualità delle idee!
    In realtà la colpa non è tutta del popolo, ma anche (e forse soprattutto) dei partiti, ai quali spetterebbe il compito di fare una selezione attenta dei candidati da proporre al voto della nazione: se già si propongono candidati inadeguati il popolo sbaglierà a prescindere da chi scelga.
    Occorrerebbero due cose:
    1) una selezione dei candidati all'interno dei partiti basata sulla meritocrazia, sulla competenza e sui valori etici di questi ultimi e
    2) una selezione dei cittadini da far votare, in base quantomeno alla conoscenza dei fondamenti dei programmi politici dei diversi candidati
    In questo caso, però, non si tratterebbe più di democrazia ma, appunto, di aristocrazia o meritocrazia e forse non sarebbe un male..

    Ogni volta che dichiaro la minore imperfezione di un voto selezionato basato sulle caratteristiche intellettive, culturali e morali del cittadino votante vengo sempre aggredito.
    Chissà mai perchè, vero?

  6. #6
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Ogni volta che dichiaro la minore imperfezione di un voto selezionato basato sulle caratteristiche intellettive, culturali e morali del cittadino votante vengo sempre aggredito.
    Chissà mai perchè, vero?
    io lo condivido (a patto di introdurre giusti accorgimenti nel punto 1) e 2) ), ma è come se fosse un tabù da prendere con le pinze, perchè si tocca il concetto di democrazia e i perbenisti si mettono già in pre-allarme con certi temi da affrontare..

  7. #7
    Tutto fa brodo
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Mi spiace davvero tu ti ponga questa domanda, probabilmente NON conosci Giuliano Ferrara ovvero non lo leggi, ascolti...

    GIULIANO FERRARA E' PER LA DEMOCRAZIA, COMUNQUE IMPERFETTA, SOPRA OGNI ALTRA FORMA DI POSSIBILE GOVERNO...MA CON GLI OCCHI DEL DISINCANTO E NON CON L'IPOCRISIA DEI FINTI MORALISTI!!


    iaociao:
    Quelli che la democrazia va bene solo quando vincono loro, dici?

    Che personaggi!
    Forza Italia per la Libertà!


  8. #8
    Super Troll
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da GIU2012 Visualizza Messaggio
    io lo condivido (a patto di introdurre giusti accorgimenti nel punto 1) e 2) ), ma è come se fosse un tabù da prendere con le pinze, perchè si tocca il concetto di democrazia e i perbenisti si mettono già in pre-allarme con certi temi da affrontare..

    Da quanto scrivi ne deriva che concedere il voto a faccendieri, truffatori, menzogneri, mafiosi, collusi, mignotte e corruttori e loro clienti è democratico, impedire l'accesso alla pubblica amministrazione di costoro è invece antidemocratico.

  9. #9
    Italiani ! tiè !
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Ogni volta che dichiaro la minore imperfezione di un voto selezionato basato sulle caratteristiche intellettive, culturali e morali del cittadino votante vengo sempre aggredito.
    Chissà mai perchè, vero?
    forse perchè è un po' vago come argomento.
    fai degli esempi pratici.
    Un fallimento è l'opportunità di ricominciare in modo più intelligente.
    Henry Ford.

  10. #10
    STELLA D'ACCIAIO
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    Predefinito Re: E’ disonesto chi predica una democrazia incorrotta

    Ma che cos'è questo schifo?
    I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
    I've come to help you with your problems, so we can be free
    I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
    I'm just a man whose circumstances went beyond his control
    Beyond my control

 

 
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