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Discussione: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

  1. #1
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    Predefinito Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    Lo Stato deve essere democratico e questo in sintesi significa i seguenti requisiti fondamentali:


    1. Tutti i cittadini maggiorenni partecipano alla politica attraverso il voto libero e segreto e la possibilità di candidarsi alle elezioni.
    2. Esiste un ampio grado di libertà di professare e promuovere le proprie opinioni religiose o non-religiose, politiche ed economiche, in forma individuale e/o associata, attraverso la stampa e altri mezzi di comunicazione, anche se alcune opinioni possono avere una promozione limitata o proibita (esempio: incitamenti alla violenza, alla sovversione, all'illegalità, a sistemi di governo che rifiutano il suffragio universale).
      Il numero delle limitazioni e delle proibizioni, decise dalla maggioranza, vanno ridotte al minimo indispensabile per garantire un largo pluralismo.
    3. Tutti gli individui, gli organismi istituzionali e privati, devono rispettare in egual modo la legge.
    4. Tutti le persone hanno diritto alla sicurezza personale: protezione contro crimini come assassinio, tortura, rapimento, violenze fisiche.
    5. Tutti gli individui, gli organismi istituzionali e privati, hanno diritto alla proprietà privata. La legge deve proteggere la proprietà privata.
    6. Separazione dei poteri: per una migliore gestione del potere politico occorre il rispetto del principio della separazione dei poteri, secondo la classica tripartizione: il potere esecutivo al governo; il potere legislativo al parlamento; il potere giudiziario alla magistratura.
    7. Volontà della maggioranza: le leggi cambiano periodicamente in virtù delle opinioni politiche, economiche, morali religiose e non-religiose espresse dalla maggioranza popolare, nel rispetto dei requisiti precedenti.
      Per la precisione qualsiasi legge dello Stato presuppone e dispone in base a principi morali: le proprie opinioni politiche ed economiche sono conseguenza delle proprie opinioni morali.
      La volontà della maggioranza rappresenta l'espressione dell'identità nazionale, garantisce coesione sociale, sprona il confronto sociale.
      L'identità nazionale non è stabilita a priori, integrale, immodificabile ma essa viene determinata in modo dinamico, questione per questione, con il periodico e libero confronto sociale.

    La democrazia non è un sistema perfetto o meraviglioso ma semplicemente il migliore tra i sistemi possibili.
    La democrazia é un giusto mezzo tra gli eccessi della dittatura e dell'anarchia.
    La dittatura priva molte persone dei propri diritti fondamentali.
    L'anarchia disgrega la società, è il regno della confusione; nel caos anarchico anche le norme morali più semplici divengono fragili o mancanti; anche le persone più dotate di volontà e saggezza ne sono condizionate in una certa misura. L'anarchia priva molte persone dei propri diritti in quanto i diritti fondamentali non possono essere garantiti senza un'autorità politica.
    Possono esistere numerosi tipi di democrazie, a seconda delle leggi che i cittadini di ogni Stato scelgono per governarsi, oltre ai requisiti fondamentali elencati nelle righe precedenti.
    Il miglior grado di benessere sociale dipende da quanto i cittadini e le leggi saranno capaci di interpretare nel modo migliore i valori morali come ad esempio dignità, rispetto, amore, verità, pace, libertà, solidarietà, onestà, perdono, compassione, pietà, educazione, responsabilità.

    Obiezioni? aggiunte?
    chi tace acconsente.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 17-10-12 alle 16:48
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  2. #2
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    in sostanza è buono, ma la democrazia ha comunque l'interesse a svolgere politiche riguarda l'identità nazionale, tra cui legge sulla cittadinanza, tutela della lingua nazionale, e tutela del patrimonio storico, culturale e artistico della nazione, ovviamente garandendo diritti alle minoranze locali e tutela dei diritti giuridici agli immigrati
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel
    legge sulla cittadinanza,
    In effetti ho pensato a questo: ho scritto che tutti i cittadini maggiorenni possono votare. Ok. Però che significa "essere cittadini"? Se la legge impone che sono da considerare cittadini solo quelli, ad esempio, che hanno un reddito annuo sopra un milione di euro, oppure che hanno la pelle bianco avorio, non va bene, ovvero non è democratico.
    Quindi penso che inserirò anche questo punto:
    - Sono considerati cittadini tutte le persone nate da altri cittadini e/o nate nel territorio dello Stato; tutti gli immigrati dopo un certo numero di anni di permanenza nel territorio dello Stato, con buona condotta.

    :giagia:
    Citazione Originariamente Scritto da Haxel
    tutela della lingua nazionale, e tutela del patrimonio storico, culturale e artistico della nazione,
    mmm, no su questo non sono d'accordo.
    nel senso che secondo me una democrazia non cessa di essere una democrazia se non segue quelle cose.
    Casomai si può dire che quelle sono cose sensate, certo, però secondo me non sono requisiti fondamentali della democrazia. :giagia:

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel
    ovviamente garandendo diritti alle minoranze locali e tutela dei diritti giuridici agli immigrati
    Penso che questo rientri nei punti 2, 3, 4, 5.
    Ultima modifica di TEBELARUS; 17-10-12 alle 18:36
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  4. #4
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    [QUOTE]
    Citazione Originariamente Scritto da CESAR Visualizza Messaggio
    In effetti ho pensato a questo: ho scritto che tutti i cittadini maggiorenni possono votare. Ok. Però che significa "essere cittadini"? Se la legge impone che sono da considerare cittadini solo quelli, ad esempio, che hanno un reddito annuo sopra un milione di euro, oppure che hanno la pelle bianco avorio, non va bene, ovvero non è democratico.
    Quindi penso che inserirò anche questo punto:
    - Sono considerati cittadini tutte le persone nate da altri cittadini e/o nate nel territorio dello Stato; tutti gli immigrati dopo un certo numero di anni di permanenza nel territorio dello Stato, con buona condotta.

    :giagia:
    ok, ma gli immagrati possono prendere la cittadinanza, solo dopo una lunga permanenza, e altri requisiti come oltre alla buona condotta, l'integrazione alla vita civile della società

    mmm, no su questo non sono d'accordo.
    nel senso che secondo me una democrazia non cessa di essere una democrazia se non segue quelle cose.
    Casomai si può dire che quelle sono cose sensate, certo, però secondo me non sono requisiti fondamentali della democrazia. :giagia:
    ni, nel senso, in alcuni regimi o eventi( vedi rivoluzione culturare e regime di Pol Pot) il patrimonio storico, artistico e culturale di una nazione è stata quasi cancellata, se non cancellata del tutto
    la lingua nazione di uno Stato poi garantisce maggiore coesione sociale( a mio avviso)

    Penso che questo rientri nei punti 2, 3, 4, 5.

    ok
    Ultima modifica di Haxel; 17-10-12 alle 18:57
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  5. #5
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    La democrazia è quel sistema che fa dipendere le decisioni collettive dalle preferenze di coloro che ne subiscono gli effetti.
    E' un sistema con cui si massimizza la probabilità che le decisioni collettive facciano gli interessi del popolo.
    Presuppone diritto al voto libero, periodico, segreto, uguale, corretto, diritto a candidarsi alle cariche pubbliche, separazione dei poteri, libertà di espressione, riunione, associazione, culto, informazione, garanzia dei diritti individuali e delle minoranze, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge senza distinzioni di genere, razza, lingua, orientamento sessuale, convinzioni in materia di religione, condizione personale e sociale.
    Limiti ai diritti solo nella misura necessaria a impedire la lesione di altri diritti.
    Ultima modifica di Annibale; 17-10-12 alle 19:12

  6. #6
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    Secondo la dottrina cattolica, tutte le forme di governo possono essere legittime, purché siano indirizzate al bene comune e rispettino la legge divina e la legge naturale; quindi sia i diritti della Chiesa che i diritti naturali che riguardano gli uomini, le famiglie, i corpi intermedi, ecc.
    Leone XIII nell'Enciclica "Libertas" ribadì questo principio della dottrina politica e sociale cattolica: "Tra i vari tipi di Stato, purché siano di per se stessi in grado di provvedere al benessere dei cittadini, nessuno è riprovato dalla Chiesa; essa pretende tuttavia ciò che anche la natura comanda: che i singoli Stati si reggano senza recare danno ad alcuno, e soprattutto rispettino i diritti della Chiesa". Pertanto, anche la cosiddetta "democrazia" può essere ammessa perché "non è vietato preferire un tipo di Stato regolato dalla partecipazione popolare, fatta salva la dottrina cattolica circa l’origine e l’esercizio del pubblico potere". Quali sono però le condizioni perché un sistema democratico possa essere compatibile con i principi della religione cattolica?
    Innanzitutto, lo Stato dev'essere "l'unità organica e organizzatrice di un vero popolo" e non "un'agglomerazione amorfa d'individui", secondo l'insegnamento di Pio XII. La differenza sta in questo: "Il popolo vive e si muove per vita propria; la massa è per sé inerte, e non può essere mossa che dal di fuori. Il popolo vive della pienezza della vita degli uomini che lo compongono, ciascuno dei quali — al proprio posto e nel proprio modo — è una persona consapevole delle proprie responsabilità e delle proprie convinzioni. La massa, invece, aspetta l'impulso dal di fuori, facile trastullo nelle mani di chiunque ne sfrutti gl'istinti o le impressioni, pronta a seguire, a volta a volta, oggi questa, domani quell'altra bandiera. Dalla esuberanza di vita d'un vero popolo la vita si effonde, abbondante, ricca, nello Stato e in tutti i suoi organi, infondendo in essi, con vigore incessantemente rinnovato, la consapevolezza della propria responsabilità, il vero senso del bene comune. Della forza elementare della massa, abilmente maneggiata ed usata, può pure servirsi lo Stato: nelle mani ambiziose d'un solo o di più, che le tendenze egoistiche abbiano artificialmente raggruppati, lo Stato stesso può, con l'appoggio della massa, ridotta a non essere più che una semplice macchina, imporre il suo arbitrio alla parte migliore del vero popolo: l'interesse comune ne resta gravemente e per lungo tempo colpito e la ferita è bene spesso difficilmente guaribile".
    Il cittadino esemplare in una democrazia "sana" deve avere "la coscienza della sua personalità, dei suoi doveri e dei suoi diritti, della propria libertà congiunta col rispetto della libertà e della dignità altrui. In un popolo degno di tal nome, tutte le ineguaglianze, derivanti non dall'arbitrio, ma dalla natura stessa delle cose, ineguaglianze di cultura, di averi, di posizione sociale — senza pregiudizio, ben inteso, della giustizia e della mutua carità — non sono affatto un ostacolo all'esistenza ed al predominio di un autentico spirito di comunità e di fratellanza. Che anzi esse, lungi dal ledere in alcun modo l'uguaglianza civile, le conferiscono il suo legittimo significato, che cioè, di fronte allo Stato, ciascuno ha il diritto di vivere onoratamente la propria vita personale, nel posto e nelle condizioni in cui i disegni e le disposizioni della Provvidenza l'hanno collocato". E' importante che la democrazia non scada nell'arbitrio della massa perché questi potrebbero esserne gli effetti: "La libertà, in quanto dovere morale della persona, si trasforma in una pretensione tirannica di dare libero sfogo agl'impulsi e agli appetiti umani a danno degli altri. L'uguaglianza degenera in un livellamento meccanico, in una uniformità monocroma: sentimento del vero onore, attività personale, rispetto della tradizione, dignità, in una parola, tutto quanto dà alla vita il suo valore, a poco a poco, sprofonda e dispare. E sopravvivono soltanto, da una parte, le vittime illuse del fascino appariscente della democrazia, confuso ingenuamente con lo spirito stesso della democrazia, con la libertà e l'uguaglianza; e, dall'altra parte, i profittatori più o meno numerosi che hanno saputo, mediante la forza del danaro o quella dell'organizzazione, assicurarsi sugli altri una condizione privilegiata e lo stesso potere".
    Coloro che, in democrazia, si dovessero trovare a reggere la cosa pubblica devono avere determinate caratteristiche che gli consentano di elevarsi dal resto del popolo e dimostrare di esser degni e consapevoli del proprio ruolo: "Per compiere un'azione feconda, per conciliare la stima e la fiducia, qualsiasi corpo legislativo deve - come attestano indubitabili esperienze - raccogliere nel suo seno una eletta di uomini, spiritualmente eminenti e di fermo carattere, che si considerino come i rappresentanti dell'intero popolo e non già come i mandatari di una folla, ai cui particolari interessi spesso purtroppo sono sacrificati i veri bisogni e le vere esigenze del bene comune. Una eletta di uomini, che non sia ristretta ad alcuna professione o condizione, bensì che sia l'immagine della molteplice vita di tutto il popolo. Una eletta di uomini di solida convinzione cristiana, di giudizio giusto e sicuro, di senso pratico ed equo, coerente con se stesso in tutte le circostanze; uomini di dottrina chiara e sana, di propositi saldi e rettilinei, uomini soprattutto capaci, in virtù dell'autorità che emana dalla loro pura coscienza e largamente s'irradia intorno ad essi, di essere guide e capi specialmente nei tempi in cui le incalzanti necessità sovreccitano la impressionabilità del popolo, e lo rendono più facile ad essere traviato e a smarrirsi; uomini che nei periodi di transizione, generalmente travagliati e lacerati dalle passioni, dalle divergenze delle opinioni e dalle opposizioni dei programmi, si sentono doppiamente in dovere di far circolare nelle vene del popolo e dello Stato, arse da mille febbri, l'antidoto spirituale delle vedute chiare, della bontà premurosa, della giustizia ugualmente favorevole a tutti, e la tendenza della volontà verso l'unione e la concordia nazionale in uno spirito di sincera fratellanza".
    La democrazia deve quindi riconoscere la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e i principi della morale cattolica per evitare di scadere nella tentazione statolatrica: "Una sana democrazia, fondata sugl'immutabili principi della legge naturale e delle verità rivelate, sarà risolutamente contraria a quella corruzione, che attribuisce alla legislazione dello Stato un potere senza freni né limiti, e che fa anche del regime democratico, nonostante le contrarie ma vane apparenze, un puro e semplice sistema di assolutismo".
    L'uomo democratico, per poter essere oltre che democratico anche cattolico, "compreso da rette idee intorno allo Stato e all'autorità e al potere di cui è rivestito, in quanto custode dell'ordine sociale, non penserà mai di offendere la maestà della legge positiva nell'ambito della sua naturale competenza. Ma questa maestà del diritto positivo umano allora soltanto è inappellabile, se si conforma — o almeno non si oppone — all'ordine assoluto, stabilito dal Creatore e messo in una nuova luce dalla rivelazione del Vangelo. Essa non può sussistere, se non in quanto rispetta il fondamento, sul quale si appoggia la persona umana, non meno che lo Stato e il pubblico potere. È questo il criterio fondamentale di ogni sana forma di governo, compresa la democrazia; criterio col quale deve essere giudicato il valore morale di ogni legge particolare".
    Una democrazia che non riconosce i principi del Cattolicesimo e della legge naturale è una forma prossima o addirittura coincidente con l'assolutismo di Stato, secondo cui "l'autorità dello Stato è illimitata" e "di fronte ad essa — anche quando dà libero corso alle sue mire dispotiche, oltrepassando i confini del bene e del male, — non è ammesso alcun appello ad una legge superiore e moralmente obbligante".
    Per questo motivo, secondo la dottrina cattolica, è erroneo anche il "culto cieco del valore numerico" in quanto in una vera e sana democrazia il cittadino deve valere per ciò che è e non come voto o per la quantità di voti che riesce a portare. Altresì, la democrazia per essere giusta e legittima deve fondarsi sulla Verità e non sulle opinioni fallaci della massa elettorale.
    Come si concretizza però la partecipazione del popolo alla vita dello Stato in una democrazia cattolica? "Affinché la collaborazione di cittadini responsabili possa ottenere felici risultati nella vita politica quotidiana, si richiede un ordinamento giuridico positivo, che organizzi una opportuna ripartizione delle funzioni e degli organi del potere, insieme ad una protezione efficace dei diritti, indipendente da chiunque. I diritti delle persone, delle famiglie e dei gruppi e il loro esercizio devono essere riconosciuti, rispettati e promossi non meno dei doveri ai quali ogni cittadino è tenuto. Tra questi ultimi non sarà inutile ricordare il dovere di apportare allo Stato i servizi, materiali e personali, richiesti dal bene comune. Si guardino i governanti dall'ostacolare i gruppi familiari, sociali o culturali, i corpi o istituti intermedi, né li privino delle loro legittime ed efficaci attività, che al contrario devono volentieri e ordinatamente favorire. Quanto ai cittadini, individualmente o in gruppo, evitino di attribuire un potere eccessivo all'autorità pubblica, né chiedano inopportunamente ad essa troppi servizi e troppi vantaggi, col rischio di diminuire così la responsabilità delle persone, delle famiglie e dei gruppi sociali".

    Questi sono i principi su cui si deve fondare una sana democrazia, che sia quindi, per usare un linguaggio aristotelico, "politeia" e non "democrazia-demagogia".

    Tuttavia, non bisogna dimenticarci, come ammoniva Pio XI, che i sistemi "rappresentativi" e parlamentari democratici "pur non essendo per sé in opposizione alla dottrina cattolica, sempre conciliabile con ogni forma ragionevole e giusta di regime, sono tuttavia i più esposti al sovvertimento delle fazioni", le cui conseguenze altro non possono essere che una "non più fiduciosa sicurezza" ma una "trepida incertezza e sempre nuovi timori; non operosa laboriosità, ma indolenza e disoccupazione; non più la serena tranquillità dell’ordine, nel che consiste la pace, ma dappertutto un irrequieto spirito di rivolta. Ond’è che, illanguidite le industrie, diminuiti e ritardati i commerci, reso sempre più difficile il culto delle scienze, delle lettere e delle arti, e, ciò ch’è molto più grave, danneggiata la stessa civiltà cristiana, per inevitabile conseguenza, invece del tanto vantato progresso, si aggrava sempre più un regresso doloroso verso l’imbarbarimento della società".
    Ultima modifica di Giò; 17-10-12 alle 19:22
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  7. #7
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Secondo la dottrina cattolica, tutte le forme di governo possono essere legittime, purché siano indirizzate al bene comune e rispettino la legge divina e la legge naturale; quindi sia i diritti della Chiesa che i diritti naturali che riguardano gli uomini, le famiglie, i corpi intermedi, ecc.
    Ovviamente Dio e la natura delegano la Chiesa a decidere le loro leggi. :see:
    Ultima modifica di Annibale; 17-10-12 alle 19:31

  8. #8
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    Ovviamente Dio e la natura delegano la Chiesa a decidere le loro leggi. :see:
    La Chiesa non può decidere arbitrariamente quali sono le leggi di Dio e della natura perché non è un potere temporale fra gli altri, ma è il Corpo Mistico di Nostro Signore Gesù Cristo, depositario della Fede cristiana e delle verità che Dio ci ha rivelato facendosi uomo ed incarnandosi in Gesù Cristo.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    mi sa che si è andati un pò fuori tema
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  10. #10
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    Predefinito Re: Quali sono i requisiti fondamentali della democrazia?

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    mi sa che si è andati un pò fuori tema
    Va bè stringi stringi Giò ha detto che la democrazia per essere accettabile deve prevedere una relazione tra Stato e Chiesa, relazione in cui la Chiesa svolge un ruolo di di riferimento superiore, come professore che assiste l'alunno (lo Stato), correggendolo quando sbaglia. Insomma religione di Stato.
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