



A me della casa di Montecarlo non importa nulla, e trovo che questa vicenda sia stata strumentalizzata fino all'eccesso. Ha rubato? No. Ha mentito? Se la menzogna non ha rilevanza penale, non vedo quale sia il problema.






Si tratta di dignità, perfino di "onore" se vogliamo. La vita non si esaurisce al di fuori del codice penale, ma per fortuna ha ampie zone sottratte al legislatore. Il problema è che questa vicenda è stata usata da Berlusconi contro Fini, nella spiacevole moda di trascinare in basso l'avversario, invece che innalzarsi al suo livello. Ma è una questione che non c'entra con FLI, ma con AN e prima ancora con il MSI e con la figura e la condotta di Fini per come esse sono degradate nel tempo.
Ed è per questo che soprattutto gli ex-militanti di AN, che da bravi scemi si sbattevano per un ideale, si sentono traditi e sono infuriati. Sia per rispetto verso di loro, sia per rispetto nei confronti della donna che aveva fatto testamento a favore del partito. E il punto è proprio questo: Fini ha assicurato che il cognato non c'entrava nulla, e che il partito non ne è stato danneggiato. Ma, non essendo il partito una pubblica amministrazione, è irrilevante dal punto di vista penale.
Vedremo, magari è vero che il partito non ne è stato danneggiato, cioè magari è vero che è stato comprato al prezzo di mercato. Il problema è però un altro, ed è il fatto che Fini ha mentito alla base sul coinvolgimento del Tulliani. E non si tratta, neanche qui, di un problema "legale", ma di un problema tutto umano, anzi, "troppo umano", e cioè inerente al rapporto tra seguaci e Capo, che era sì stato messo a dura prova, ma sostanzialmente aveva retto PERFINO nella scissione: il Capo, onestamente, aveva scelto un'altra strada. Ora però Fini ha mentito in modo esplicito e palese su una questione che è stata caricata d'importanza, a torto o a ragione adesso è irrilevante. Non solo ha mentito: di fatto ha giurato, promettendo di dimettersi in caso contrario.
E ci sono molte cose che la Destra (cupa, brutta, retrograda, non europea, non tutta perbenista, non lo discuto) può perdonare, ma ingoiare un giuramento tradito a questo modo, e per questo motivo non solo è difficile, ma è anche ripugnante.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Fini si è bruciato, ha cominciato 3/4 anni fa a perdere pezzi e a scontentare il proprio elettorato spostandosi al centro. La rottura con berlusconi poteva agevolarlo se avesse avuto un seguito tra gli italiani, ma FLI vale davvero poco. L'affare Montecarlo, per quanto gonfiato da Libero, non l'ha giovato ed è una macchia che lo accumuna agli altri politici. Non vedo un futuro per lui, ha giocato male le sue carte.
Negli ambienti di Destra è considerato Belzebu
Ultima modifica di Contediculagna; 18-10-12 alle 01:31
Una sola moneta, un solo popolo, una sola banca centrale. Magica europa!


Dalle tue parole emerge un'amarezza che va al di là del singolo episodio contestato a Fini, radicandosi piuttosto nelle pregresse azioni politiche che di fatto hanno portato alla scomparsa della destra e di An. Da questo punto di vista, ho sempre contestato certe scelte dell'attuale segretario di An, prima di tutto quella di aver rinunciato per più di un decennio ai valori fondanti il partito, alleandosi prima con Berlusconi e successivamente con Bossi. Così facendo ha svenduto la reputazione acquisita dall'ex MSI, abbandonando le radici legalitarie dei missini.
L'ambizione e gli errori di calcolo hanno fatto il resto.
Sono stato un elettore di An, pur non sopportando la presenza dei vari Gasparri, la Russa, Matteoli ecc., e trovando odiosa l'alleanza con quello che dovrebbe essere il nemico, ossia la Lega.
Una volta che An è confluita nel Pdl, mi sono ritrovato a votare per Fiamma Tricolore, proprio per protestare contro certe decisioni.
Sono d'accordo che l'onore vada oltre le leggi, però nel panorama politico italiano Fini è il "meno peggio" e gli va riconosciuta la lungimiranza politica che lo ha portato ad avvicinare la destra a posizioni più moderate, ampliando conseguentemente l'orizzonte politico degli ex camerati.
Fini ha pagato certe scelte con il linciaggio mediatico, ancora più grave se diretto contro la terza carica dello Stato, e a questo punto evidentemente diretto a destabilizzare le Istituzioni. Non trascuro il fatto che la propaganda sia stata fatta da giornali che fino al giorno prima hanno coperto qualsiasi vergogna perpetrata dal Governo Berlusconi, sorvolando puntualmente sugli scandali che ci ridicolizzavano agli occhi del Mondo.
Trovo ripugnante farmi rappresentare da gente in odor di mafia che utilizza il Parlamento per perseguire squallidi interessi personali, non certamente le vicende della Tulliani e di suo marito.
Ultima modifica di Marcello1986; 18-10-12 alle 02:12


Ma non è proprio un'amarezza legata alle posizioni politiche. Di FLI ho condiviso fin dall'inizio pochissime posizioni, anche se tutto sommato a parte la boiata dell'antifascismo non erano posizioni inaccettabili. Finché si è retti, le strade si possono dividere, i percorsi si possono sbagliare, le cantonate si possono prendere. Di AN io non ho fatto a tempo ad essere elettore, ma comunque non disprezzo Fini perché ha cambiato idea. Per quanto riguarda FLI, rivendico il suo diritto di prendere e andarsene via, che fa il paio con il mio di non seguirlo. Non me ne frega nulla del linciaggio mediatico, non è una verginella e non è esente da alcuna colpa. So perfettamente che la posta in gioco del linciaggio mediatico erano i militanti di Alleanza Nazionale, più che l'elettorato. Mi frega della sua onestà.
Perché se gli riconosco il diritto di farlo è perché mi riconoscevo suo seguace, e ogni legame di questo tipo si basa sulla fiducia: che deve durare anche dopo la fine del legame, altrimenti il legame stesso è stata una solenne presa in giro.
Lui ha affermato di non avere svenduto la casa.
Lui ha affermato che il cognato non c'entrava nulla.
Lui ha affermato che in caso contrario si sarebbe dimesso.
La prima, sono disposto a crederlo, vedremo cosa dicono le carte. Ma la seconda? Con che faccia può rivendicare di essere diverso anche solo dai peggiori? Si chiama mentire, sapendo di mentire. Di più. Ha promesso, il che equivale a giurare. E giurare a vuoto si chiama tradimento, molto di più dello scioglimento di un partito in un altro contenitore.
E non perché a Montecarlo ci sia una grande villa con annessa tenuta: la rilevanza sarebbe la medesima se si parlasse di un garage a Bottrighe. Fini ha perso la sua dignità di politico nel momento in cui invece di ammettere l'errore e chiedere scusa (nessuno pretendeva la sua testa) ha persistito nel mentire: non solo e non tanto agli elettori, ma soprattutto ai militanti.
E la destra italiana tollera di tutto, ma non gli spergiuri.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


Fini chi? Mica il cognato di tulliani?