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Discussione: WWII: Guerra tra ideologie?

  1. #1
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    Predefinito WWII: Guerra tra ideologie?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Non l'ho messo nella sezione "Cattolici in politica" perché è più che altro un argomento di taglio storico, ma implica anche delle riflessioni teologiche.

    A vostro avviso, da cattolici apostolici romani (astenersi quindi atei, laicisti, agnostici, musulmani, ebrei, cristiani scismatici ed eretici, ecc.), la vittoria degli Alleati anglo-americani e dei sovietici nella seconda guerra mondiale ha portato ad un mondo più cristiano e quindi più conforme alle leggi divine e naturali?
    Penso che la situazione, in caso di vittoria nazifascista, sarebbe stata peggiore di quella attuale.
    Se da una parte - quella Alleata - si professavano anche ideologie strettamente ateiste (Urss), è comunque vero che, alla fine dei giochi, in occidente s'è imposto un sistema di diritti e libertà che permettono la pratica della religione cristiana nelle sue forme più funzionali al messaggio evangelico. L'analisi, ovviamente, tiene conto della successiva sconfitta del sistema sovietico-comunista, intendiamoci, così come delle innovazioni pastorali introdotte dal Concilio Vaticano II, due fattori che hanno decisamente migliorato la situazione generale del cristianesimo fedele a Roma (ma anche del cristianesimo scismatico, a mio giudizio). Si tratta quindi di sistemi politici che, pur lontani in parte dal messaggio cristiano, non ne impediscono la pratica e urtano solo marginalmente il cuore di valori centrali su cui si poggia la Chiesa.
    Dall'altra parte - quella nazifascista - c'erano sistemi politico-sociali completamente alieni al rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, diritti che discendono dalla comune dignità di essere umano che ci rende tutti uguali in quanto tutti figli dell'unico Padre.
    Fascismo e nazismo, perpetrando sistematici stermini di massa, riducendo in schiavitù intere nazioni, utilizzando la forza come strumento quotidiano di politica, hanno violato tutta quella serie di diritti radicati nell'umanità e che ancora oggi stiamo difendendo o cercando di definire meglio. L'essenza di queste ideologie è perversa e maligna, completamente estranea al cristianesimo: ancora peggio, non hanno esitato - il fascismo in particolare - a mascherare questa distanza addirittura sfruttando la Chiesa per i loro scopi. Non credo di esagerare eccessivamente se ipotizzo che lo zampino di Satana sia stato all'interno di queste ideologie disumane e della loro applicazione: possiamo vedere negli assolutismi del XX° secolo e nei loro leader (Mussolini, Hitler, Stalin, etc) una leggera spinta compiuta dal Principe delle Menzogne al male che l'umanità può abbracciare, liberamente.
    Insomma, tra molti bivi storici possibili, ci è ancora andata bene: non benissimo, certamente, ma poteva andare molto peggio. Una vittoria dell'Asse avrebbe schiacciato il mondo sotto un gioco disumano e privo di amore cristiano, rischiando di distruggere il messaggio coltivato per due millenni. Anche un eccessivo rafforzamento sovietico, collegato a un indebolimento anglo-americano, avrebbe portato a un esito analogo, con l'unica differenza del simbolismo esteriore di questa distruzione morale e valoriale.

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  2. #2
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Feyerabend Visualizza Messaggio
    Penso che la situazione, in caso di vittoria nazifascista, sarebbe stata peggiore di quella attuale.
    Se da una parte - quella Alleata - si professavano anche ideologie strettamente ateiste (Urss), è comunque vero che, alla fine dei giochi, in occidente s'è imposto un sistema di diritti e libertà che permettono la pratica della religione cristiana nelle sue forme più funzionali al messaggio evangelico. L'analisi, ovviamente, tiene conto della successiva sconfitta del sistema sovietico-comunista, intendiamoci, così come delle innovazioni pastorali introdotte dal Concilio Vaticano II, due fattori che hanno decisamente migliorato la situazione generale del cristianesimo fedele a Roma (ma anche del cristianesimo scismatico, a mio giudizio). Si tratta quindi di sistemi politici che, pur lontani in parte dal messaggio cristiano, non ne impediscono la pratica e urtano solo marginalmente il cuore di valori centrali su cui si poggia la Chiesa.
    Dall'altra parte - quella nazifascista - c'erano sistemi politico-sociali completamente alieni al rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, diritti che discendono dalla comune dignità di essere umano che ci rende tutti uguali in quanto tutti figli dell'unico Padre.
    Fascismo e nazismo, perpetrando sistematici stermini di massa, riducendo in schiavitù intere nazioni, utilizzando la forza come strumento quotidiano di politica, hanno violato tutta quella serie di diritti radicati nell'umanità e che ancora oggi stiamo difendendo o cercando di definire meglio. L'essenza di queste ideologie è perversa e maligna, completamente estranea al cristianesimo: ancora peggio, non hanno esitato - il fascismo in particolare - a mascherare questa distanza addirittura sfruttando la Chiesa per i loro scopi. Non credo di esagerare eccessivamente se ipotizzo che lo zampino di Satana sia stato all'interno di queste ideologie disumane e della loro applicazione: possiamo vedere negli assolutismi del XX° secolo e nei loro leader (Mussolini, Hitler, Stalin, etc) una leggera spinta compiuta dal Principe delle Menzogne al male che l'umanità può abbracciare, liberamente.
    Insomma, tra molti bivi storici possibili, ci è ancora andata bene: non benissimo, certamente, ma poteva andare molto peggio. Una vittoria dell'Asse avrebbe schiacciato il mondo sotto un gioco disumano e privo di amore cristiano, rischiando di distruggere il messaggio coltivato per due millenni. Anche un eccessivo rafforzamento sovietico, collegato a un indebolimento anglo-americano, avrebbe portato a un esito analogo, con l'unica differenza del simbolismo esteriore di questa distruzione morale e valoriale.
    Lo sgancio di ben due bombe atomiche su una popolazione inerme - mi riferisco ai fatti di Hiroshima e Nagasaki - e le tonnellate di bombe che gli aerei anglo-americani sganciarono sui paesi dell'Asse e su tutti i paesi occupati militarmente dalle truppe tedesche e italiane senza alcuna distinzione tra obiettivi militari ed obiettivi civili sarebbero una chiara dimostrazione dell'attaccamento degli Alleati a "tutta quella serie di diritti radicati nell'umanità"?
    Nel magico ed incantato mondo dell'utente Feyerabend come si configurano gli stupri delle truppe sovietiche nei confronti delle donne tedesche (e non solo, purtroppo) e delle truppe anglo-americane e francesi nei confronti della popolazione italiana? Una prova del rispetto antifascista per la dignità umana così come intesa dalla dottrina cattolica?
    Come giudicare moralmente il fatto che le illuminate e civili democrazie occidentali abbiano permesso che intere nazioni del continente europeo finissero sotto il giogo di un imperialismo moderno fondato su un'ideologia che la Chiesa aveva condannato perché intrinsecamente diabolica e perversa (Divini Redemptoris, 1937)?
    L'american way of life, fondata sul consumismo ed il materialismo più biechi, contraddirebbe solo marginalmente e tangenzialmente la weltanschauung cattolica secondo cui beati sono i poveri in spirito e non coloro che sono attaccati spasmodicamente ai beni materiali e al "dio-denaro"?
    Pio XII non aveva condannato tanto gli "assolutismi" statolatrici quanto le democrazie laiciste e secolarizzate come due facce delle medesima medaglia anticristiana?
    Non sono gli stessi documenti della Chiesa a dirci che esiste un grado di malizia nei diversi totalitarismi affermatisi nel Novecento che vede nel comunismo il massimo della perversione e del satanismo? E quindi che dire di chi, in nome della lotta al totalitarismo, ne ha favorito l'affermarsi e il consolidarsi? Che dire poi di chi, una volta crollato il totalitarismo di partito e di Stato comunista, ha di fatto introdotto il totalitarismo del mercato, della merce, del denaro e della finanza? Non bisognerebbe riflettere sulle parole del filosofo cattolico e antifascista Augusto Del Noce, il quale sosteneva che il totalitarismo del mercato globale fosse peggiore persino del comunismo classista e del nazionalsocialismo razzista?
    Ultima modifica di Giò; 17-10-12 alle 13:06
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  3. #3
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Lo sgancio di ben due bombe atomiche su una popolazione inerme - mi riferisco ai fatti di Hiroshima e Nagasaki - e le tonnellate di bombe che gli aerei anglo-americani sganciarono sui paesi dell'Asse e su tutti i paesi occupati militarmente dalle truppe tedesche e italiane senza alcuna distinzione tra obiettivi militari ed obiettivi civili sarebbero una chiara dimostrazione dell'attaccamento degli Alleati a "tutta quella serie di diritti radicati nell'umanità"?
    Nel magico ed incantato mondo dell'utente Feyerabend come si configurano gli stupri delle truppe sovietiche nei confronti delle donne tedesche (e non solo, purtroppo) e delle truppe anglo-americane e francesi nei confronti della popolazione italiana? Una prova del rispetto antifascista per la dignità umana così come intesa dalla dottrina cattolica?
    Questi sarebbero gli argomenti per cui il pensiero democratico-liberale avrebbero violato la dignità dell'uomo?

    Vogliamo poi parlare del fatto che i primi a compiere bombardamenti su città inermi furono tedeschi e italiani nella guerra civile spagnola?
    Vogliamo parlare dei bombardamenti sulle città inglese?
    Vogliamo parlare dei bombardamenti in Africa e dell'uso di armi chimiche?
    Vogliamo parlare delle V2?
    Vogliamo parlare dei tentativi di ottenere la bomba atomica da parte dei tedeschi? Fallito anche perchè molti scienziati furono costretti a scappare in USA, che guarda un pò, la svilupparono per primi, cogli l'ironia?
    Riguardo agli stupri, vogliamo parlare di quelli commessi dagli italiani in Africa o nei balcani e in Grecia?

    Ora io non voglio dire che gli alleati furono dei santi in guerra, non esistono santi in guerra. Il problema è che fin dai tempi dei babilonesi, le guerre sono una merda, che non coinvolgono solo i militari, ma anche i civili. Gli stupri e le violenze nelle guerre ci sono sempre stati purtroppo e non c'entra nulla l'ideologia delle parti (a parte che è ridicolo intendere la WWII e in generale tutte le guerre, come guerra tra ideologie, ma va bè...).

    Ma è ridicolo che un fascista sollevi queste questioni per almeno 2 motivi. Il primo è che la guerra l'avete iniziata voi e anche in queste cose vale il principio di azione-reazione (oppure gli alleati dovevano stare a prenderle in silenzio?), il secondo è che nella vostra ideologia malata c'è anche l'esaltazione della guerra come valore.
    E questa è la guerra, morte e violenza.
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  4. #4
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Questi sarebbero gli argomenti per cui il pensiero democratico-liberale avrebbero violato la dignità dell'uomo?
    L'utente Feyerabend ha asserito che i fatti dimostrerebbero l'intrinseca disumanità del "nazi-fascismo" perché ha violato i "diritti umani", ignorando il fatto però che lo stesso hanno fatto coloro che di questi diritti legati alla dignità umana si facevano, in teoria, difensori e portatori, fermo restando che la concezione cattolica dei diritti umani non è affatto uguale a quella liberale. Perché in tal caso i fatti non valgono come prova, ma valgono solo nel caso del "nazi-fascismo" (categoria oltre tutto storicamente, politicamente e filosoficamente inesistente)?

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Vogliamo poi parlare del fatto che i primi a compiere bombardamenti su città inermi furono tedeschi e italiani nella guerra civile spagnola?
    A parte che stiamo discutendo della seconda guerra mondiale e dei suoi esiti compatibili o meno con i principi del Cattolicesimo Romano e non della guerra civile spagnola, va ricordato che la portata del bombardamento di Guernica, giudicato da molti l'episodio più clamoroso e brutale del conflitto, va nettamente ridimensionata rispetto a come lo ha dipinto la propaganda antifascista e antifranchista:

    Contro la leggenda nera - Il mito di Guernica

    Il bombardamento aveva come finalità obiettivi strategici di tipo militare ed ebbe come effetti "collaterali" i danni alla città e alla popolazione. Non si trattò di un bombardamento a tappeto.


    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Vogliamo parlare dei bombardamenti sulle città inglese?
    I bombardamenti effettuati sulle città inglesi furono responsabilità quasi esclusiva dell'aviazione tedesca, dato che la partecipazione italiana fu praticamente nulla, avevano per di più obiettivi di carattere militare e strategico e furono una risposta a precedenti bombardamenti effettuati dai britannici contro i tedeschi.

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Vogliamo parlare dei bombardamenti in Africa e dell'uso di armi chimiche?
    Anche in tal caso, ti rammento che stiamo parlando della seconda guerra mondiale e non di un altro conflitto.

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Vogliamo parlare delle V2?
    Questo renderebbe i bombardamenti terroristici commessi dagli Alleati anglo-americani sulla popolazione civile inerme moralmente leciti?

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Vogliamo parlare dei tentativi di ottenere la bomba atomica da parte dei tedeschi? Fallito anche perchè molti scienziati furono costretti a scappare in USA, che guarda un pò, la svilupparono per primi, cogli l'ironia?
    E come mai i nazionalsocialisti, che non riuscirono ad avere la bomba atomica, sarebbero "intrinsecamente disumani", mentre invece gli americani, che l'hanno effettivamente ottenuta e l'hanno sganciata per ben due volte su una popolazione civile inerme, senza alcuna finalità di carattere militare e strategico, no?

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Riguardo agli stupri, vogliamo parlare di quelli commessi dagli italiani in Africa o nei balcani e in Grecia?
    Ti risulta che i comandi italiani avessero ordinato ai propri sottoposti di stuprare indiscriminatamente le donne dei paesi occupati? Ti risulta che i comandi italiani consentissero che si diffondesse tra i soldati una propaganda in cui si incitava allo stupro delle donne del nemico con lo scopo di umiliare il loro "orgoglio razziale"? Beh, se non ti risulta, sappi però che questo accadde tra le truppe sovietiche e, seppur in modo diverso, tra le truppe "anglo-franco-americane".

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Ora io non voglio dire che gli alleati furono dei santi in guerra, non esistono santi in guerra. Il problema è che fin dai tempi dei babilonesi, le guerre sono una merda, che non coinvolgono solo i militari, ma anche i civili. Gli stupri e le violenze nelle guerre ci sono sempre stati purtroppo e non c'entra nulla l'ideologia delle parti (a parte che è ridicolo intendere la WWII e in generale tutte le guerre, come guerra tra ideologie, ma va bè...).
    Bravo, era quello che volevo far capire all'utente Feyerabend, ma tu sei partito lancia in resta nella difesa d'ufficio dell'antifascismo...

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Ma è ridicolo che un fascista sollevi queste questioni per almeno 2 motivi. Il primo è che la guerra l'avete iniziata voi e anche in queste cose vale il principio di azione-reazione (oppure gli alleati dovevano stare a prenderle in silenzio?), il secondo è che nella vostra ideologia malata c'è anche l'esaltazione della guerra come valore.
    E questa è la guerra, morte e violenza.
    1) La seconda guerra mondiale ha avuto una genesi complessa dalla quale risulta che responsabilità molto gravi ebbero le democrazie occidentali, come la Gran Bretagna e la Francia, e la Russia sovietica, mentre, al contrario, Mussolini fu uno dei capi di governo più attivi nell'evitare lo scoppio di un conflitto di portata mondiale. Rimane il fatto che la guerra alla Polonia da parte della Germania venne dichiarata a causa delle violenze commesse dai polacchi sulla popolazione tedesca di Danzica e dintorni e per il mancato rispetto da parte della Polonia di precedenti accordi che garantivano il ritorno alla Germania di Danzica.

    2) Il Fascismo italiano non esalta né la violenza fine a se stessa né tanto meno lo stupro, la sopraffazione e lo sterminio. In merito ti rimando a quanto ho scritto ad Haxel nelle pagine precedenti della discussione.
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  5. #5
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    credo che le idee in guerra contino, non tutti sono bestie in guerra o comunque non tutti nella stessa misura
    gene normanno

  6. #6
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    credo che le idee in guerra contino, non tutti sono bestie in guerra o comunque non tutti nella stessa misura
    Il primo bombardamento alleato in Italia risale all'11 giugno 1940. La città vittima fu Torino. E sarebbero i cattivi e violenti "fascisti" ad aver iniziato?
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  7. #7
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il primo bombardamento alleato in Italia risale all'11 giugno 1940. La città vittima fu Torino. E sarebbero i cattivi e violenti "fascisti" ad aver iniziato?
    L'Italia ha dichiarato guerra il 10 giugno, cosa dovevano aspettare?
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  8. #8
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    ...
    Trascurando il solito revisionismo/negazionismo....a Guernica sono esplosi 4 petardi, la guerra è colpa degli alleati (a proposito il prossimo passo qual è? Negare l'esistenza di Hitler? Del resto il cadavere non fu ritrovato), a cui non mi va neanche di rispondere, io non ho scritto che i bombardamenti degli alleati fossero moralmente leciti, ma sicuramente erano giustificati come risposta ad una guerra iniziata dall'asse.

    I due fronti hanno usato le stesse armi, quindi nessuno dei due può dirsi superiore da questo punto di vista, del resto come avrebbero dovuto rispondere gli alleati? Con la cavalleria e gli arcieri?

    I fatti che rendono disumani il "nazi-fascismo", in realtà precedono lo scoppio della guerra. Negazione della democrazia, repressione delle libertà, razzismo ecc.
    Vogliamo poi ricordare come Mussolini ed Hitler arrivarono al potere? Dobbiamo ricordare quando fu impedito ai comunisti con la forza di entrare nel reichstag? La notte dei cristalli? Dobbiamo ricordare le violenze delle camicie nere contro i socialisti? L'omicidio Matteotti ecc.?

    In che modo tutte queste cose onorino la dignità dell'uomo francamente non lo so, in attesa che tu mi venga a dire che queste cose non sono mai successe ti auguro buona notte.
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

  9. #9
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    L'Italia ha dichiarato guerra il 10 giugno, cosa dovevano aspettare?
    L'Italia aveva dichiarato guerra alla Gran Bretagna, non l'aveva bombardata.

    Città come Torino e Milano subirono peridocamente i bombardamenti anglo-americani dal 1940 al 1945, a conferma del fatto che la strategia britannica prima e americana poi era quella di piegare i propri nemici attraverso la progressiva intensificazione dei bombardamenti non solo su obiettivi cosiddetti "strategici" di carattere militare ma anche su obiettivi civili, in modo da fiaccare il morale della popolazione ed indurre al collasso il fronte interno.

    Guardiamo l'esempio di Milano:

    Storia di Milano ::: Bombardamenti aerei su Milano

    Anno 1940

    Notte tra il 15 e il 16 giugno

    Milano subì il primo attacco aereo dopo soli cinque giorni dall'entrata in guerra dell'Italia.. L'allarme antiaereo fu dato alla 1.48. Vennero colpiti diversi edifici, e si contarono un morto e alcuni feriti.

    Notte tra il 16 e il 17 giugno

    Alle 22.30 suonò l'allarme in seguito all'avvistamento di 8 aerei che sorvolavano i cieli di Milano. Secondo allarme alle 0.23 per altri bombardieri in avvicinamento da sud, poi ancora un allarme quindici minuti dopo, per aerei che sganciavano bengala in zona attigua alla Caproni, che poi fu effettivamente colpita da circa 25 bombe. Alla 1.00, segnalati aerei da nord diretti a sud, alle 2.00 sgancio di bombe sulla Milano-Laghi. Ultimo allarme alle 5.04, e alle 6.22 definitivo cessato allarme. Danni non rilevanti.

    Notte tra il 13 e il 14 agosto

    Dopo quasi due mesi di tranquillità, alla 0.55 allarme per aerei provenienti da Como, Varese e Domodossola. Vennero sganciate bombe e volantini di propaganda. Si contarono 15 morti e 44 feriti, dovuti ad attacchi concentrati nelle vie Sarpi, Settala, Moscova, e viale Padova. Altri danni a Greco e in via Messina. La Dicat sparò numerosissimi colpi, senza tuttavia poter colpire apparecchi inglesi.

    Notte tra il 15 e il 16 agosto

    Allarme alle 0.40, ma a causa del fuoco contraereo della Dicat, gli aerei inglesi si liberarono del loro carico di bombe su Merate e Mariano Comense. Un velivolo Wellington fu abbattuto, provocando la morte di uno dei cinque piloti.

    Notte tra il 18 e il 19 agosto

    Allarme alle 0.40, furono sganciate 14 bombe (colpiti stabilimenti Innocenti a Lambrate, Caproni e aeroporto Forlanini-idroscalo).

    Notte tra 24 e 25 agosto

    Allarme alle 0.49, ma sgancio di bengala.

    Notte tra il 26 e il 27 agosto

    Allarme tra la 1.00 e le 3.00. Nessuna bomba sganciate, due aerei inglesi abbattuti (uno nell'Appennino ligure, uno presso Arese).

    Notte tra il 18 e il 19 dicembre

    Il Bomber Command si rifece vivo dopo più di tre mesi di silenzio. L'allarme durò dalle 2 alle 4.30: distrutta una cascina ad Assago e colpita la via Col di Lana a Milano (otto morti, 16 feriti).
    Anno 1942

    Se il 1941 era trascorso senza nessuna missione del Bomber Command, che aveva preferito concentrare le proprie forze in altri scenari di guerra, il 1942 (che sembrava un'annata tranquilla) mostrò la preparazione e la determinazione inglesi nel mese di ottobre.

    Tardo pomeriggio del 24 ottobre

    La cittadinanza fu colta di sorpresa quando il suono delle sirene si sovrappose al rumore del traffico alle ore 17.57: innanzitutto perché da più di un anno gli aerei avevano disertato i cieli milanesi, inoltre perché fino ad allora gli attacchi erano stati sempre effettuati durante la notte. Ma quello che più sorprese, fu il fatto che le prime bombe cominciarono a cadere appena tre minuti dopo l'allarme, che evidentemente era stato dato con colpevole ritardo. Circa 73 aerei Lancaster si riversano ad ondate sulla città, in un orario di affollamento e movimento intenso. La Dicat intervenne già spiazzata, cercando di rimediare a tutta una serie di errori difensivi (che infatti le vennero rimproverati nei giorni successivi, anche sulla stampa). Le bombe sganciate furono di tutte le dimensioni, tra le quali ben 12 da 2000 chili, più di 2.000 bombe incendiarie di grosso calibro e più di 28.000 di piccolo calibro.
    La seconda fase dell'attacco fu disturbata dal fumo degli incendi subito divampati, che saliva a cinquecento metri di quota schermando il cielo. Si levarono in volo, per intercettare i bombardieri, cinque aerei dell'Aeronautica, senza successi importanti. Un Lancaster si schiantò al suolo dalle parti di Segrate, abbattimento forse attribuibile alla contraerea installata presso la Caproni. Al termine del raid, i morti risultarono 135, i feriti 331, alcuni dei quali non sopravvissero.
    Vaste zone della città risultarono danneggiate o devastate. Secondo il rapporto della prefettura, subirono gravi danneggiamenti gli stabili in via Pantano, via Velasca e corso Roma (ora porta romana) ai civici 7,9 e 10; due stabilimenti in zona Ticinese e la via S. Cristoforo; piazza Tricolore, viale Montenero (civici dal 72 al 76 e 73), via Archimede, via Melloni, il Macello e il mercato ortofrutticolo (scalo Vittoria), via Messina, Lomazzo, Sarpi, Aleardi, corso Buenos Aires (civici 33 e 58), piazza Bacone, via Oxilia (civici dal 23 al 29 e 26), via Sauli (dal 18 al 28).
    Il carcere di San Vittore fu danneggiato, e a causa dell'abbattimento di un muro perimetrale e del parapiglia seguitone, un centinaio di detenuti si diede alla fuga. Il disastro obbligò il Comune a predisporre scuole ed edifici pubblici per accogliere i senzatetto, mentre la cittadinanza si lamentò dell'insufficienza dei rifugi pubblici, dimostratisi in numero inferiore rispetto alle concrete esigenze di riparo durante gli attacchi.

    Notte tra il 24 e il 25 ottobre

    Gli incendi causati dall'incursione pomeridiana ancora divampavano, quando alle 22.44 piombarono su Milano altri bombardieri inglesi. Tuttavia l'attacco risultò notevolmente inferiore a quello diurno appena effettuato, a causa dei pochi aerei che effettivamente riuscirono a raggiungere la città, avendo lo stormo subito lungo il tragitto numerose perdite (causa temporale e contraerea svizzera). Molte bombe si dispersero così sul territorio circostante Milano, alcune finirono addirittura sulla certosa di Pavia e a Vigevano.
    Per migliaia di milanesi iniziò lo sfollamento: tutte le sere dei giorni feriali grandi masse si accalcavano su corriere e treni (ma c'è chi doveva arrangiarsi con biciclette) per passare la notte, dopo un giorno di duro lavoro, in zone limitrofe ritenute non soggette a bombardamenti notturni, trovando casa presso locali messi a disposizione da contadini.
    Alla fine del 1942 cominciarono ad essere ridotti i trasporti pubblici cittadini, soprattutto per mancanza di pezzi di ricambio. Molte linee vennero soppresse, e le corse iniziarono ad avere frequenza ridotta.
    Anno 1943

    Dall'inizio dell'anno la Dicat, dopo avere dato prova di scarsissima preparazione ed efficacia, era stata affiancata dalla Flak tedesca. Il Bomber Command era intanto stato potenziato e perfezionato, ed aveva iniziato la distruzione sistematica delle città tedesche.
    A Milano, intanto, la razione di pane giornaliera scese a 150 grammi, i buoni del tesoro persero valore e tra la popolazione prese piede il baratto, unico sistema per procurarsi di che vivere.

    Notte tra il 14 e il 15 febbraio

    Il preallarme suonò alle 21.30, e dopo mezz'ora, alle 22.06, il grande allarme. Circa 138 Lancaster iniziarono a sganciare le bombe alle 22.34. La rotta era stata tracciata da numerosi pathfinder dal Lago Maggiore in poi. Un solo aereo fu colpito dalla contraerea, e si schiantò in fondo a via Boffalora, alla Barona. Un membro dell'equipaggio non fu più trovato, ed uno dei motori venne dissotterrato nel 1990, durante i lavori per la costruzione del capolinea Famagosta della metropolitana due. Durante l'attacco vennero sganciate 110 tonnellate di bombe esplosive e 166 tonnellate di ordigni incendiari.
    La ricognizione inglese per la valutazione dei danni inflitti fu effettuata quattro giorni dopo da un aereo De Havilland Mosquito. Secondo il rapporto e interpretando le foto scattate dall'alto, risultarono danneggiate l'Alfa Romeo, la Caproni, la Isotta Fraschini, la Centeneri e Zinelli e la manifattura tabacchi. Danni poi allo scalo Farini, a porta Genova, al deposito tranviario di via Messina e a quello degli autobus di corso Sempione. Inoltre, 35 aree civili danneggiate in corso Roma, presso il Duomo, all'Arena, in via Mario Pagano, piazzale Loreto, alla stazione centrale nei pressi della università Cattolica.
    Secondo i rilievi italiani dei giorni seguenti, danneggiati risultarono numerosi cinema, la centrale del latte, diverse centrali Stipel, più 203 case distrutte e 220 gravemente danneggiate, 376 con danni importanti, e più di 3000 quelle con danni lievi. Gravi danni subì il Corriere della Sera in via Solferino.
    Per quanto riguarda il patrimonio culturale ed artistico, danneggiate risultarono le chiese di: S.Maria del Carmine, S.Lorenzo, S.Giorgio al palazzo. Inoltre il palazzo Reale, la Pinacoteca Ambrosiana, la Permanente, la Galleria d'arte moderna, il Conservatorio.
    Per domare gli incendi dovettero intervenire anche i vigile del fuoco di Bologna, oltre a quelli di tutte le province vicine. Alle otto del mattino seguente riprese la circolazione dei tram e dei treni alla Stazione centrale.

    Il conteggio dei morti si attestò su 133, con 442 feriti. I senza tetto risultarono 7.950, ma pochi giorni dopo quelli regolarmente registrati presso gli uffici comunali furono 10.000. La città subì un ulteriore svuotamento da parte della popolazione, sia perché rimasta senza una casa, sia per timore di ulteriori attacchi. Le scuole furono chiuse a tempo indeterminato, sia per il pericolo di bombardamenti, sia per mancanza di combustibile.

    Notte tra il 7 e l'8 agosto

    palazzo SormaniIl 25 luglio Mussolini era stato arrestato dopo la storica seduta del Gran Consiglio del fascismo, e tradotto sul Gran Sasso. Per accelerare la resa dell'Italia, venne allora programmato un ciclo di bombardamenti ferocissimi su Milano, che, secondo le intenzioni, dovevano distruggere la città entro un mese.
    Il primo di tali attacchi iniziò con l'allarme delle 0.52 dell'8 agosto, quando aerei nemici erano stati segnalati in passaggio sulla frontiera svizzera. Le bombe iniziarono a cadere alla 1.10. I Lancaster della RAF sganciano soprattutto bombe incendiarie: presto enormi cerchi di fuoco si propagarono a Porta Venezia, porta Garibaldi, in corso Sempione, Magenta e Ticinese. Il teatro Filodrammatici andò distrutto, così come gran parte del Corriere della Sera. Risultò inservibile l'ospedale Fatebenefratelli. Pesanti danni anche al museo di Storia naturale, al Castello, alla Villa Reale, al palazzo Sormani. In totale, si ebbero 600 edifici distrutti, sotto le cui macerie persero la vita 161 persone, più 281 feriti.
    La contraerea riuscì a colpire due Lancaster (che precipitarono uno in via Gustavo Modena, l'altro, a pezzi, cadde sulla via Compagnoni e dintorni). L'oscuramento della città fu imposto dalle 21.30 alle 5.30. I mezzi ATM riuscirono a riprendere servizio solo in periferia, dato che la maggior parte delle vie più centrali risultava impraticabile al passaggio veicolare, ostruita da macerie e costellata di voragini..

    Notte tra il 12 e il 13 agosto

    il DuomoPer questa missione il Bomber Command inglese mobilitò tutti gli apparecchi disponibili, e su Milano furono inviati addirittura 504 aerei: 321 Lancaster e 183 Halifax. Lo scopo di tale spiegamento di forze era quello di creare sulla città il cosiddetto vortice di fuoco (dai comandi inglesi tanto teorizzato quanto realizzato sulle città tedesche), per annientarla totalmente. Per questo, tra le 2.000 tonnellate di bombe trasportate quella notte, vi erano 380.000 spezzoni incendiari.
    L'allarme fu dato alle 0.35, con cielo senza nubi. Neppure dieci minuti dopo iniziò lo sgancio delle bombe e degli spezzoni incendiari, il tutto per circa un'ora. La contraerea nulla poté fare. Il centro cittadino fu la zona più colpita, senza risparmiare però il quartiere Ticinese, Garibaldi, Sempione. Gli incendi divamparono ovunque, con effetti distruttivi su palazzo Marino, la Questura, il Commissariato Duomo, il Castello, la chiesa di San Fedele, Santa Maria delle Grazie (ma non il Cenacolo "ingessato" nei sacchi di sabbia); il Duomo riportò gravi danni, così come la Galleria (volta distrutta e facciata delle costruzioni "raschiate").
    Piazza S. FedeleLa potenza delle fiamme era alimentata dal vento che si era alzato a causa dell'incendio stesso, che attirava aria dalle campagne per autoalimentarsi (è l'effetto, enormemente ingrandito, che si verifica quando si apre lo sportello di una stufa: le fiamme subito riprendono vigore perché attirano nuovo ossigeno dall'esterno). La scena all'alba dovette apparire apocalittica: quasi metà città era in preda alle fiamme e l'aria totalmente irrespirabile, interi quartieri erano pericolanti. Furono comunque ripristinate alcune linee automobilistiche per favorire lo sfollamento degli ultimi cittadini rimasti, all'incirca 250.000 persone.

    Notte tra il 14 e il 15 agosto

    Palazzo RealeQuesta volta 140 Lancaster scesero su Milano alle 0.32. In un'ora, sganciarono facilmente le loro bombe, guidati dagli incendi del precedente attacco che ancora ardevano non domanti. Furono nuovamente centrati il Castello, il Palazzo Reale, il teatro dal Verme e il teatro Verdi. Numerose industrie colpite pesantemente. I pochi cittadino presenti diedero soccorso ai vigili del fuoco e agli uomini UMPA per fermare la furia devastatrice delle fiamme, ma l'imprese fu rallentata dalla mancanza d'acqua, causata dalla distruzione delle tubature dell'acquedotto.

    Notte tra il 15 e il 16 agosto

    il teatro alla ScalaIl terzo attacco del ciclo programmato fece suonare l'allarme alle 0.31. Non tutti i 199 Lancaster decollati dall'Inghilterra questa volta raggiunsero Milano, in una notte per loro poco fortunata. Maggior sfortuna toccò comunque alla città: interi quartieri vennero bombardati. Segnaliamo solo: Archivio di Stato (enormi perdite cartacee), il Duomo, la Scala, che ebbe il tetto sfondato (e che sarà ricoperto con tettoie provvisorie fino all'inizio del lavori di restauro), la Rinascente (totalmente distrutta, poi demolita perché non recuperabile).
    I quotidiani uscirono la sera seguente, in edizioni limitate, anche a causa della mancanza di carta per le rotative. La città era in preda agli incendi e coperta di macerie, e il Bomber Command decise di fermarsi, seppur insoddisfatto. Infatti la distruzione totale della città apparve impresa impossibile, per due ragioni.
    Innanzitutto i materiali di costruzione degli edifici (pochissimo legno), e l'inversione termica che tanto afose rende le giornate di agosto: il caldo estremo anche notturno e l'umidità a livelli prossimi al 90% impedivano all'aria di circolare, ragione per la quale le fiamme non riuscivano mai a propagarsi con la facilità che si verificava sulle città tedesche. Inoltre, l'armistizio era ormai vicino: inutile insistere.

    Le terribili incursioni del mese di agosto avevano colpito il 50% degli stabili, di cui il 15% gravemente danneggiato. I senza tetto furono almeno 250.000, e 300.000 gli sfollati. Per rimuovere le macerie si reclutarono con difficoltà 5.000 operai, oltre a 1.700 militari. La maggior parte degli sgomberi e delle messe in sicurezza fu affidata alla manovalanza ormai esperta della ditta Romanoni (che dall'inizio del conflitto aveva vinto l'appalto per tali incombenze).
    Il servizio di trasporto pubblico fu quello che ne uscì più disastrato (acqua, luce e gas erano infatti ripresi entro le 48 ore). I tram e le filovie erano totalmente distrutti, così come le rimesse, devastate dagli incendi. Dalle vetture meno danneggiato si recuperano i pezzi per rendere efficienti pochi tram, in una sorta di cannibalismo meccanico. Inoltre, con la rete di alimentazione aerea danneggiata (i palazzi crollando avevano travolto in centinaia di punti i fili della corrente) anche i tram rimessi in servizio ebbero problemi di circolazione. Inizialmente vennero dunque impiegate le piccole locomotive a vapore dei gamba de legn (che vennero così tolte dai servizi extraurbani), le quali, con i rimorchi di fortuna, poterono garantire almeno qualche linea, soprattutto per collegare le stazioni ferroviarie.

    Pietoso fu lo spettacolo dei monumenti milanesi: tra tutti, la mattinata del 16 agosto venne dedicata ad un sopralluogo della Scala, come detto centrata in pieno da una bomba di grosse dimensioni. I palchi apparvero gravemente danneggiati, solo il palcoscenico, ristrutturato notevolmente negli anni trenta, si era salvato grazie al sipario metallico che aveva impedito al fuoco di propagarsi. Per evitare che la pioggia e il gelo dell'inverno distruggessero del tutto quanto scampato, nel mese di settembre venne studiata e messa in opera una copertura provvisoria anulare, per proteggere i palchi e i fregi decorativi. La tettoia venne realizzata con materiale di fortuna, prevalentemente legno e cartone catramato. Solo a conflitto terminato sarebbe stato possibile portare a termine il restauro e il ripristino del teatro.

    S. Maria delle Grazie
    Santa Maria delle Grazie, eccettuato il Cenacolo, ne uscì parzialmente mutilata. La cupola bramantesca risultò alquanto danneggiata, così come il chiostro e la fontana centrale, colpita in pieno da una bomba. Anche il chiostro piccolo venne colpito, ma l'incendio propagatosi era stato coraggiosamente spento dall'opera degli stessi frati.
    Ospedale Maggiore

    Infine, l'Ospedale Maggiore, la storica Ca Granda, fu centrata da sei o sette bombe di grosso calibro. Andò distrutto il cortile centrale, che perse i portici. Furono colpiti anche i chiostri laterali. Dovranno passare decenni prima di poter vedere restaurato l'antico complesso ospedaliero.

    L'otto settembre regalò all'Italia l'armistizio; il 24 novembre Mussolini diede vita la Repubblica Sociale italiana.

    Con il sopraggiungere dell'inverno si dovettero abbattere centinaia di alberi (tra quelli sopravvissuti agli incendi) per alimentare le stufe domestiche.
    Anno 1944

    Dopo l'armistizio, mentre gli angloamericani risalivano lentamente dal sud Italia ormai liberato, Milano passò sotto il controllo dei Tedeschi, coadiuvati da squadre autonome di fascisti, quali la "Ettore Muti".

    Notte tra il 28 e il 29 marzo

    Partiti dalla Puglia, 78 Wellington arrivarono su Milano alle 22.40. L'attaccò si concentrò sullo scalo di Lambrate. L'allarme era suonato tardi, dieci minuti prima del lancio dei bengala su Rogoredo e Affori, tant'è che la contraerea, anche se allertata, non colpì aerei nemici. I danni al sistema ferroviario furono ingenti: circa 300 vagoni distrutti, e binari devastati fino a Segrate. Furono anche colpite numerose vie e piazze adiacenti gli scali attaccati, con un bilancio di 18 morti e 45 feriti.

    Mattina del 29 marzo

    Alle 12.15 si presentarono sulla città, ancora nel caos per l'attacco notturno, poco meno di 139 aerei (tanti erano partiti dalla Puglia, ma alcuni si erano dovuti ritirare prima di sferrare l'attacco). L'allarme fu dato col dovuto anticipo, alle 11.40, e le prime detonazioni si udirono su Lambrate, vero obiettivo del bombardamento. Distrutte risultarono cinque cabine di manovra, almeno 5 km di binari e impianti, tutta la linea di elettrificazione aerea, 5 locomotive e circa 500 vagoni.
    Anche se l'attacco si era rivolto al materiale rotabile, ci furono almeno 30 morti tra Rogoredo, via Corelli, via Tertulliano, e Ronchetto sul Naviglio. Anche in questa occasione la contraerea nulla poté: anche se in mano alla Flak tedesca, con l'ausilio della'AR.CO. (artiglieria contraerei), i risultati furono deludenti come quando era gestita dalla Dicat.

    Mattina del 30 aprile

    L'allarme suonò alle 11.38, a mezzogiorno iniziarono a cadere le prime bombe. I bombardieri si divisero in due gruppi, con due target precisi: la Breda, sezione costruzioni aeronautiche, e lo scalo Lambrate. La Breda risultò semi distrutta, lo scalo vide ridotti in cenere 32 locomotive, 100 vagoni, l'officina rialzo (più 22 interruzioni di binario).

    Notte tra il 5 e il 6 aprile

    Alle 20.50 aerei inglesi del 205° Group sganciarono bombe su Lambrate. Non risultano documentazioni ufficiali della missione, è ipotizzabile un errore di obiettivo.

    Notte tra il 10 e l'11 luglio

    Alle 23.45 vennero lanciati razzi illuminanti, data la forte foschia afosa presente nell'aria, poi 86 Wellington inglesi si scatenarono di nuovo su Lambrate: la volontà strategica era quella di annientare il principale scalo ferroviario di Milano, dal quale passavano le merci per le industrie convertite dai tedeschi alla produzione di materiale militare. Danni limitati.

    Notte tra il 13 e il 14 luglio

    Il 205° Group inglese inviò per distruggere Lambrate 89 aerei, e l'allarme suonò alle 23.32. Per la prima volta la contraerea riuscì a mettere in difficoltà i bombardieri, due dei quali vennero colpiti. I danni allo scalo risultarono facilmente rimediabili, proprio a causa della sfortuna che quella notte colpì gli Inglesi.

    Fine Luglio e Agosto

    In questi mesi estivi gli attacchi dal cielo si concentrarono sulle strade, sui mezzi di trasporto e sulle aziende del territorio intorno a Milano. Furono bombardati i ponti sul Ticino a Boffalora e a Turbigo, il ponte sull'Oglio a Palazzolo.
    Il 24 agosto due Liberator del 34° Squadron sudafricano gettarono su Milano volantini di propaganda.

    Settembre

    Nella notte tra il 5 e il 6 settembre furono sganciate tra bombe, che colpirono uno stabile in piazza Morbegno e la scuola di via Russo. Anche la Breda di Sesto San Giovanni fu centrata da alcune bombe di calibro minore.
    Nella notte tra il 10 e l'11 settembre molti apparecchi sorvolarono Milano, colpendo solo alcuni edifici privi di interesse strategico, probabilmente per un errore di posizione.

    Mattina del 20 ottobre

    Alle 11.14 fu dato il piccolo allarme, seguito troppo presto dal grande allarme, alle 11.24. Le prime bombe iniziarono a colpire alle 11.29, cioè un quarto d'ora. La popolazione non ebbe dunque il tempo di mettersi adeguatamente al sicuro. Le zone interessate furono quelle adiacenti lo scalo di Lambrate, con tragiche conseguenze sulla popolazione civile. Questo infatti fu il più straziante dei bombardamenti, per la distruzione della scuola elementare di Gorla.
    Qui, quando suonò il primo allarme, le maestre sollecitarono i bambini a riporre matite e quaderni nelle cartelle, e ad avviarsi nel rifugio sotterraneo. Tuttavia, durante la discesa delle scolaresche lungo le scale, suonò il secondo allarme, così inaspettato (visto che il primo era stato dato solo dieci minuti prima) da essere interpretato da taluni come il cessato allarme. Quando sulle scale, in un momento di grande incertezza e voci contrastanti, si trovarono ammassati all'incirca duecento bambini e il personale scolastico, cadde una bomba di (presumibilmente) 250 Kg, centrando in pieno la tromba della scale e il suo carico di piccole vite. Altre 170 bombe caddero sul quartiere e su Turro e Precotto, seminando stragi e lutti in intere famiglie. Alla fine dell'incursione, tra i bambini della scuola e le vittime civile dei quartieri colpiti, i morti furono circa 614.

    Novembre

    Il mese autunnale vide numerosissimi attacchi aventi però come obiettivo località attigue a Milano, quali Pero, Lodi, Codogno, prevalentemente per distruggere fabbriche o fermare convogli ferroviari. Anche la città subì sporadici bombardamenti, ma sempre bombe isolate, forse frutto di errori o di sganci di emergenza.

    Dicembre

    Come il mese precedente, continuarono attacchi su località del milanese, mentre la città venne sostanzialmente risparmiata (scalo Lambrate, deposito locomotive Greco, Breda, scalo Romana). Gli attacchi continui e sparpagliati degli ultimi mesi del 1944 avevano indotto nella popolazione grande timore ogni qual volta si dovesse organizzare uno spostamento con mezzi di trasporto (treni, tram extraurbani, ma anche corriere, auto private, carretti e perfino biciclette erano diventati gli obiettivi preferiti degli aeroplani).
    Anno 1945

    Milano iniziò l'ultimo anno di guerra in condizioni disperate ma ancora organizzata: si pensi alle numerose mense collettive predisposte dal Comune per supplire ai bisogni della cittadinanza, spesso impossibilitata a procurarsi il cibo o privata di una casa per cucinarlo. Se ne contavano in corso Indipendenza, in via Cimarosa, in via Verdi, in piazza Diaz (in un capannone che sorgeva dove ora c'è il giardino e il monumento ai Carabinieri), in piazzale Maciachini, in viale Padova, in piazzale Accursio. Intanto, tutte le città del Nord Italia risultavano ormai indifese, sotto i continui bombardamenti e mitragliamenti da parte dell'aviazione anglo-americana.

    Gennaio

    Milano subì numerosi piccoli attacchi, prevalentemente concentrati su scali ferroviari o su convogli appena usciti dalle stazioni. Si susseguivano incessantemente gli attacchi ai mezzi di trasporto, senza distinguere purtroppo fra treni che portavano merci e materiale militare in Germania (attraverso la Svizzera) e convogli carichi di operai e sfollati, come quel Gamba de Legn colpito da un caccia nella tratta fra Inveruno e Cuggiono (10 morti e 40 feriti).

    Febbraio-Aprile

    Ancora piccoli attacchi, per un totale di 14, che causarono circa 28 morti e una ottantina di feriti. Gli ultimi furono registrati il 12 (mitragliamento a raso lungo la via Manzoni) e il 13.
    Il 25 aprile, appena fattosi buio, Mussolini abbandonò Milano diretto a Como. Il 30 aprile entrarono in città le truppe anglo americane della Quinta Armata: la guerra era finita.


    Conclusioni

    I sessanta attacchi aerei sulla città di Milano causarono tra i 1200 e i 2000 morti.

    Approssimativamente, la città perse un terzo delle proprie costruzioni, distrutte direttamente dalle incursioni, dagli incendi da queste causati o per le demolizioni successive resesi necessarie o giudicate più economiche dei restauri. Dall'immensa mole di macerie sgomberate dal suolo cittadino sorse la Montagnetta di San Siro al QT8 (il quartiere modello degli anni trenta). Ancora oggi tuttavia sopravvivono ruderi cittadini che ricordano i terribili attacchi (ad esempio, il palazzo a brandelli all'incrocio delle cinque vie, proprio all'imbocco di via Santa Marta).

    Degli 80.000 alberi cittadini presenti nel 1942, al termine della guerra se ne censirono solo 30.000. Per diversi anni i senzatetto dovettero abitare nelle case-minime allestite dal Comune, edificate ai limiti della città, come quelle in viale Argonne, a metà della via Lorenteggio, a San Siro.

    L'11 maggio 1946, alle ore 21, si inaugurò la rinata Scala, con il concerto diretto da Arturo Toscanini e musiche di Rossini, Verdi, Puccini, Boito.

    Il primo gradino di una lenta normalità da ritrovare.

    Danni provocati dai bombardamenti nel centro storico
    Bibliografia

    Rastelli A., Bombe sulla città, gli attacchi alleati: le vittime civili a Milano, 2000;
    AA.VV., Milano in guerra, 1979;
    AA.VV., Milano nella resistenza, bibliografia e cronologia marzo 1943/maggio 1945, 1975;
    Ganapini L., Milano nella seconda guerra mondiale, in Milano Moderna, 1992;
    Ogliari F., Milano anno zero, 1999;
    Ogliari F., Il Teatro alla Scala, 2001.
    Ultima modifica di Giò; 19-10-12 alle 10:52
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  10. #10
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    Predefinito Re: La vittoria degli Alleati ha portato ad un mondo più cristiano?

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Trascurando il solito revisionismo/negazionismo....a Guernica sono esplosi 4 petardi,
    Il bombardamento di Guernica, come ormai riconosciuto dalla storiografia più recente, fu un fatto strumentalizzato dalla propaganda antifranchista per infangare i "nacionales". Se questi ultimi, sbagliando, tentarono di incolpare addirittura i repubblicani del fatto, dall'altra parte si ingigantì la portata dell'episodio.
    Il bombardamento di Guernica aveva un obiettivo di carattere militare e questo significa che non aveva come fine primario - a differenza di quanto faranno gli anglo-americani durante la seconda guerra mondiale - quello di fiaccare il morale della popolazione e di terrorizzarla attraverso l'uccisione di civili innocenti.
    Leggiti anche questo: - GUERNICA, la verità oltre il mito | Lettere al direttore | Varese News
    Questo non significa che l'episodio di Guernica non sia mai accaduto, ma il numero di morti fu nettamente inferiore a quello propagandato (i morti furono 126 e i feriti una trentina) e colpì il centro abitato accidentalmente.
    Se i "nacionales" sbagliarono nell'attribuire ai repubblicani la vera responsabilità per quanto accaduto a Guernica, va però detto che un fondo di verità tale accusa l'aveva. Perché? Perché gli anarchici avevano piazzato su molti edifici e punti della città della dinamite che, una volta decisa la ritirata dalla città, venne fatta esplodere.


    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    la guerra è colpa degli alleati
    Pur scherzando, hai detto una grande verità.
    La Germania dichiarò guerra alla Polonia e procedette all'invasione del territorio polacco sostanzialmente per una serie di ragioni. In precedenza la Polonia era vincolata alla Germania da un trattato di amicizia che stabiliva fra i due paesi relazioni formalmente amichevoli e sostanzialmente accettabili. Questo trattato - stipulato all'epoca del governo autoritario e fascisteggiante del maresciallo Pilsudski - non fu rinnovato tra i due paesi, ma il colonnello Beck - polacco - promise, in un incontro avvenuto con Goering, che la Polonia avrebbe rinnovato il trattato e ceduto Danzica alla Germania, in cambio di alcune contropartite (non territoriali, ma economiche). La Polonia mutò drasticamente atteggiamento e i rapporti con la Germania si inasprirono progressivamente. L'Inghilterra e la Francia fomentarono la Polonia contro la Germania, assicurandole che in caso di conflitto l'avrebbero aiutata senza reticenza. In più i Polacchi erano assolutamente convinti dell'efficienza del loro esercito. In questo clima, evidentemente teso, la corda si spezzò perché a Danzica e dintorni scoppiarono dei tumulti di carattere anti-tedesco, che sfociarono in vere e proprie violenze ai danni della popolazione di origine tedesca. Le autorità polacche spesso o non erano in grado di reprimere i moti o addirittura erano complici. Le violenze erano sempre più frequenti. Di fronte all'atteggiamento spavaldo della Polonia e falliti tutti gli altri tentativi di scongiurare un conflitto, Hitler decise di non cedere sulle sue rivendicazioni e di invadere la Polonia.

    Se l'Inghilterra e la Francia avessero assecondato le richieste di Hitler su Danzica, a quest'ora probabilmente non sarebbe scoppiata una guerra mondiale fratricida.

    Per quanto riguardo l'Italia, le cose stanno così: Mussolini, pur legato ad Hitler dal Patto d'Acciaio, non si fidava molto di Hitler e non aveva in grande simpatia la Germania nazionalsocialista. L'Italia sarebbe stata pronta per una guerra di una certa portata solamente a partire dal 1942. Aveva tutti gli interessi ad evitarla. E così fece: prima fungendo da mediatore alla conferenza di Monaco e poi spendendosi in trattative diplomatiche tese a scongiurare l'invasione tedesca della Polonia [da notare che durante l'invasione polacca, mentre l'Italia non era ancora entrata in guerra, Mussolini si spese personalmente affinché venissero mandati degli aiuti ai polacchi vittime della guerra]. Infine, invasa la Polonia dai tedeschi, il Duce propose una conferenza tra le potenze belligeranti per il ristabilimento della pace ed una revisione definitiva dello status quo. Inutile dire - perché scontato - che questi tentativi non trovarono minimamente seguito a causa della reticenza, se non proprio della contrarietà, di Francia e Gran Bretagna. In risposta ai tentativi di mediazione italiani, gli Inglesi attuarono un iniquo blocco navale contro l'Italia nel Mediterraneo, il quale, a prescindere dalle cifre dei danni che causò all'economia italiana, era deprecabile per il suo fine essenzialmente ricattatorio.

    Quindi sì, la guerra è scoppiata per colpa o, se preferisci, anche per colpa di Inghilterra e Francia.


    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    (a proposito il prossimo passo qual è? Negare l'esistenza di Hitler? Del resto il cadavere non fu ritrovato), a cui non mi va neanche di rispondere,
    Non rispondere se vuoi, ma almeno leggi, così quanto meno sentirai una campana un po' diversa dalla solita...

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    io non ho scritto che i bombardamenti degli alleati fossero moralmente leciti, ma sicuramente erano giustificati come risposta ad una guerra iniziata dall'asse.
    Se dici che erano giustificati significa che li ritieni moralmente leciti. Altrimenti parleresti di attenuante, non di giustificazione. Ma anche in tal caso sbaglieresti: se i bombardamenti con obiettivi militari, pur causando anche la morte di persone, possono essere considerati legittimi, non altrettanto si può dire dei bombardamenti a tappetto di carattere terroristico diretti contro civili inermi, oltre tutto senza alcuna finalità di rappresaglia.

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    I due fronti hanno usato le stesse armi, quindi nessuno dei due può dirsi superiore da questo punto di vista, del resto come avrebbero dovuto rispondere gli alleati? Con la cavalleria e gli arcieri?
    Continui erroneamente a sostenere che gli Alleati fossero gli "aggrediti" e i paesi dell'Asse gli "aggressori". Come ti è già stato spiegato, così non è. I bombardamenti da parte inglese iniziarono subito. Quindi, i primi a dare il via alle danze, da questo punto di vista, furono inequivocabilmente gli Alleati. E del resto furono Inghilterra e Francia a dichiarare guerra alla Germania in seguito all'invasione della Polonia, non il contrario. I bombardamenti sull'Inghilterra - risposta a precedenti bombardamenti inglesi sulla Germania per altro - da parte tedesca avevano per obiettivo esclusivamente gli aeroporti, quindi un obiettivo di carattere militare (infatti si voleva la distruzione dei velivoli della RAF). Il bombardamento di Londra avvenne per rappresaglia al bombardamento di Berlino, che gli inglesi effettuarono senza risparmiare le zone abitate. Hitler, dopo quell'accaduto, decise di radere al suolo Londra, fino ad allora risparmiata volutamente. Ma anche nel bombardare Londra bisogna rilevare che i tedeschi si concentrarono per lo più sui moli e sulla zona del porto piuttosto che sulle zone abitate, pur anch'esse colpite.


    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    I fatti che rendono disumani il "nazi-fascismo", in realtà precedono lo scoppio della guerra. Negazione della democrazia, repressione delle libertà, razzismo ecc.
    Vogliamo poi ricordare come Mussolini ed Hitler arrivarono al potere? Dobbiamo ricordare quando fu impedito ai comunisti con la forza di entrare nel reichstag? La notte dei cristalli? Dobbiamo ricordare le violenze delle camicie nere contro i socialisti? L'omicidio Matteotti ecc.?
    Queste sono considerazioni che non c'entrano con la seconda guerra mondiale e peccano della presunzione di ritenere nazionalsocialismo e Fascismo la stessa cosa, che invece, evidentemente, non sono.

    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    In che modo tutte queste cose onorino la dignità dell'uomo francamente non lo so, in attesa che tu mi venga a dire che queste cose non sono mai successe ti auguro buona notte.
    Non è questione di negare - violenze da entrambe le parti sono effettivamente avvenute - ma di essere obiettivi. Cosa che evidentemente gli antifascisti democratici, tranne singolari eccezioni, non riescono ad essere.
    Hatamoto likes this.
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