L'altro giorno ero in macchina e andavo a lavoro e per caso ascoltavo la trasmissione Prima pagina su Radio 3 - trasmissione oltremodo schierata e faziosa come tutte le trasmissioni della radio e televisione pubblica -, il giornalista di turno criticava la decisione di erigere un monumento al maresciallo Graziani per via dell'uso dell'iprite - utilizzata anche dagli inglesi nel primo dopoguerra durante la rivolta dei kurdi - e posso anche capire che la cosa possa essere discutibile. Tuttavia il giornalista di turno non ha detto nulla riguardo alla presenza di Togliatti nella toponomastica delle nostre città. Siamo d'accordo che Graziani fece un uso criminale dell'iprite e condusse l'esercito italiano alla sconfitta in Africa Settentrionale, solo per quello doveva essere processato appena richiamato in patria. Ma vogliamo parlare di Togliatti? Membro del Comintern di Stalin? Che avallò le condanne a morte dei comunisti italiani deviazionisti e che non prese mai le distanze dalla politica criminale di Stalin? Che fece finire suo figlio in manicomio? Vogliamo parlare anche di questo? Oppure come al solito ci sono sempre i due pesi e le due misure.