User Tag List

Pagina 24 di 24 PrimaPrima ... 142324
Risultati da 231 a 237 di 237
Like Tree14Likes

Discussione: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

  1. #231
    Mistica Fascista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    112,860
    Mentioned
    346 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

    Loading...
    Di fronte alle proposte romane

    Possiamo accettare oggi un riconoscimento canonico da parte della Roma neomodernista?

    Studio dottrinale

    Terza parte


    Prefazione

    Nella tormenta e nella confusione attuali noi dobbiamo rimanere fedeli agli autentici principii cattolici e restare radicati in essi. E affinché questi siano realmente la luce che illumina e guida i nostri passi, noi dobbiamo trarre da essi le conseguenze pratiche ed applicarle rigorosamente nella nostra vita di tutti i giorni e nei nostri comportamenti quotidiani.

    La coerenza e la non-contraddizione sono la conseguenza logica dell’adesione piena ed intera alla verità.

    Come diceva il cardinale Pie, la carità, che è il vincolo della perfezione, dev’essere dettata e regolata dalla verità, ed è in questo spirito di carità che abbiamo voluto scrivere queste pagine.

    Soprattutto, questo lavoro è stato realizzato sotto lo sguardo di Dio, perché è a Lui che dovremo rendere conto di tutta la nostra condotta; ma l’abbiamo redatto anche per far conoscere lealmente il fondo del nostro pensiero sulla questione delle proposte romane.

    Infatti, nel condividere da molti anni la stessa battaglia con le altre comunità della Tradizione, noi abbiamo avuto a cuore di far conoscere a coloro che ci sono più vicini il modo in cui noi percepiamo la situazione attuale.

    In ogni caso, noi speriamo che questo lavoro venga recepito in questo spirito di pace e di comprensione.

    Si degni la Madonna, Vergine fedele e Regina della Pace, di mantenere tra noi i legami soprannaturali che ci uniscono, nella verità e nella carità, al suo divino Figlio, Gesù Cristo nostro Re.

    Frate Antonio de Fleurance
    Guardiano del Convento San Francesco



    Articolo terzo: Roma non sta rivalutando, comunque, ciò che è caro ai cattolici fedeli?

    I – Ragioni in favore di una risposta positiva

    Sembra di sì.

    Prima ragione

    Prima di tutto, nelle sue omelie – in particolare a Santa Marta – Francesco utilizza delle espressioni che non eravamo più abituati a sentire dalla bocca di un papa. «Noi dobbiamo combattere il diavolo – ha detto – e non solo un po’» «Bisogna combattere il relativismo.»

    Seconda ragione

    Oggi Roma non può più utilizzare il rullo compressore con i cattolici fedeli. E’ troppo divisa per far ciò. Questo può solo contribuire, indirettamente, a rafforzare l’onda tradizionale.

    II – Opinioni in senso contrario

    Lasciamo parlare lo stesso Papa:
    «dopo cinquant’anni abbiamo fatto tutto quello che ci ha detto lo Spirito Santo nel concilio», in continuità con quella «crescita della Chiesa che è stato il concilio?»
    «No» è stata la sua risposta. «Festeggiamo questo anniversario (35)» — ha spiegato — quasi erigendo «un monumento» al concilio, ma ci preoccupiamo soprattutto «che non dia fastidio. Non vogliamo cambiare». Anzi, ce «di più: ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama “essere testardi”, questo si chiama voler “addomesticare lo Spirito Santo”, questo si chiama diventare “stolti e lenti di cuore”» (36).


    III – Risposta di fondo

    Come nell’articolo precedente, sono solo i fatti che ci possono permettere di rispondere alla domanda; prima le parole, poi i fatti.

    1) Parole del Papa

    Nel suo discorso al CELAM, il 28 luglio 2013, il Papa ha messo in guardia contro
    «la strategia dello spirito cattivo», ed ha enumerato alcune tentazioni, tra cui «La proposta pelagiana» che «Appare fondamentalmente sotto forma di restaurazione. Davanti ai mali della Chiesa si cerca una soluzione solo disciplinare, nella restaurazione di condotte e forme superate che, neppure culturalmente, hanno capacità di essere significative. In America Latina, si verifica in piccoli gruppi, in alcune nuove Congregazioni Religiose, in tendenze esagerate alla “sicurezza” dottrinale o disciplinare. Fondamentalmente è statica, sebbene possa ripromettersi una dinamica ad intra, che involuziona. Cerca di “recuperare” il passato perduto.» (37).

    Nell’intervista pubblicata da La Civiltà Cattolica nel settembre 2013:
    «Se il cristiano è restaurazionista, legalista, se vuole tutto chiaro e sicuro, allora non trova niente.».
    Notiamo per inciso che durante il Concilio furono esattamente questi gli argomenti utilizzati per sabotare gli istituti religiosi: si accusavano i religiosi fedeli di giuridismo, legalismo, di eccessivo attaccamento a delle forme superate.
    Ma continuiamo la citazione:
    «La tradizione e la memoria del passato devono aiutarci ad avere il coraggio di aprire nuovi spazi a Dio. Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una ideologia tra le tante.» (38).

    Nella Evangelii gaudium (n° 94) egli se la prende col «neopelagianesimo autoreferenziale e prome¬teico di coloro che […] si sentono superiori agli altri perché osservano determinate norme o perché sono irremovibilmente fedeli ad un certo stile cattolico proprio del passato. […] Questa oscura mondanità si manifesta in molti atteggiamenti […] una cura ostentata della liturgia, della dottrina e del prestigio della Chiesa, […] In tal modo la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un possesso di pochi.»

    Il Papa si inquieta a proposito della Messa tradizionale: «Considero invece preoccupante il rischio di ideologizzazione del Vetus Ordo [si noti l’espressione poco elogiativa], la sua strumentalizzazione» (39).

    Mette in guardia contro i seminaristi «tradizionalisti» rinviati da un seminario. In questi ambienti ci sono spesso problemi psicologici e morali, e degli «squilibri» che si manifestano nella liturgia. I vescovi devono essere vigili, per evitare una «ipoteca sulla Chiesa» (40).

    Il 6 giugno del 2013, egli rende nota la sua inquietudine ai suoi uditori, a proposito di
    «Una è una corrente pelagiana che c’è nella Chiesa in questo momento. Vi sono certi gruppi restuarazionisti. Io ne conosco alcuni, mi toccò riceverli a Buenos Aires. E uno capisce che è come tornare a 60 anni fa! Prima del Concilio… Uno si sente come nel 1940… Un aneddoto, solo per chiarire, non è per ridere, io l’ho preso con rispetto, ma mi preoccupa; quando mi hanno eletto, ho ricevuto una lettera da uno di questi gruppi, in cui mi si diceva: “Santità, Le offriamo questo tesoro spirituale, 3525 Rosarii”. Perché non dicono preghiamo per Lei, chiediamo… no, questa mania di tenere il conto… E questi gruppi tornano a pratiche e a discipline che ho già vissuto – voi no, perché nessuno di voi è vecchio – a discipline, a cose che si vivevano in quel momento, ma non adesso, oggi non sono più…» (41).

    Il Papa riserva altri epiteti ai cattolici fedeli: che sono dei «nostalgici», dei «cavillosi moralisti», dei pipistrelli cristiani che preferiscono l’ombra alla luce della presenza del Signore».

    Ecco Papa Francesco così com’è e cosa pensa di quelli che sono legati alla Tradizione.

    Ma dopo le parole, ecco i fatti.

    Gli atti del Papa

    a) Un avvenimento significativo: la condanna selvaggia dei Francescani dell’Immacolata

    a1 – Il decreto dell’11 luglio 2013

    L’11 luglio del 2013, il cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, rese pubblico un decreto che sollevava dalle loro funzioni i Superiori dei Francescani dell’Immacolata e affidava il governo dell’Istituto ad un «commissario apostolico: il Padre Fidenzio Volpi, OFM Cap. E allo scopo di appesantire la forma del decreto, il cardinale si era munito di una approvazione ex audito di Papa Francesco, cosa che toglieva ai Francescani dell’Immacolata ogni possibilità di fare ricorso al Tribunale della Segnatura Apostolica. Con lo stesso decreto ingiungeva ai Frati di celebrare la nuova Messa, salvo speciale autorizzazione del commissario.» (42).

    a2 – Seguito delle operazioni

    Padre Volpi ha chiuso i seminari della comunità, ha respinto le ordinazioni previste, ha vietato le attività delle case editrici, ha sospeso i gruppi laici legati ai Frati e proibito ogni rapporto con le Suore (43).

    «Accade invece – scrive il prof. Roberto de Mattei - che, in nome del Papa, la Congregazione dei religiosi azzeri il governo dell’Istituto, per trasmetterlo ad una minoranza di frati ribelli, di orientamento progressista, ai quali il neo-commissario si appoggerà per “normalizzare” l’Istituto, ovvero per condurlo al disastro a cui fino ad ora era sfuggito grazie alla sua fedeltà alle leggi ecclesiastiche e al Magistero.» (44).

    a3 – Il turno delle Suore

    Dopo aver letteralmente smembrato la congregazione dei Francescani dell’Immacolata che stavano tornado alla Tradizione, Roma se la prende con le religiose di questa congregazione. Il 19 maggio 2014, il cardinale João Braz de Aviz annuncia alla Madre generale che riceveranno un »visitatore apostolico» con dei vasti poteri. Ed è una religiosa modernista e femminista che arriva immediatamente, per dare inizio alla “normalizzazione” della comunità (45).

    a4 – Occasione e cause di questa condanna

    Un piccolo gruppo di religiosi si lamenta per il fatto che la loro congregazione ritorna sempre più alla Tradizione. Infatti, leggendo la lettera circolare che Padre Volpi ha indirizzata a tutti Frati, l’8 dicembre 2013, i motivi della condanna appaiono chiaramente: il loro crescente attaccamento alla Messa di San Pio V e soprattutto la loro deriva «cripto-lefebvriana» e «sicuramente tradizionalista». Sono queste le cose che hanno messo in allarme Roma.
    Il cardinale João Braz de Aviz, progressista, è intervenuto ed ha usato tutti i mezzi per bloccare il ritorno alla Tradizione di questa congregazione così fiorente (400 frati suddivisi in 50 case sparse in tutto il mondo, con la direzione di diverse stazioni radio, di una televisione e di una casa editrice; 400 suore che dirigono anch’esse radio e case editrici (46)).

    Il giornalista Antonio Socci si fa eco dell’indignazione generale provocata da questa condanna selvaggia: «In Vaticano vi è una nuova inquisizione catto-progressista. Essa perseguita con accanimento i Francescani dell’Immacolata perché hanno la fede e tante vocazioni. E’ una vergogna!» (47).

    a5 – Il Papa era al corrente

    La congregazione dei Francescani dell’Immacolata è di diritto pontificio; il Papa non avrebbe potuto ignorare questa vicenda. Egli ha approvato il decreto dell’11 luglio 2013, e poi le azioni di Padre Volpi, come ha affermato lui stesso a 60 membri dell’Istituto il 10 giugno 2014 (48).

    a6 – E il Motu Proprio di Benedetto XVI?

    Nel resoconto dell’incontro del 10 maggio 2014, Andrea Tornielli, su Vatican Insider, ha scritto che «Sul motu proprio, Papa Francesco ha detto di non volersi distaccare dalla linea di Benedetto XVI, e ha ribadito che anche ai Frati Francescani dell’Immacolata rimane la libertà di celebrare la messa antica, anche se per il momento, viste le polemiche sull’uso esclusivo di quel messale - elemento che non faceva parte del carisma di fondazione dell’Istituto - è necessario “un discernimento” con il superiore [ormai francamente progressista] e con il vescovo se si tratta di celebrazioni in chiese parrocchiali, santuari e case di formazione. Il Papa ha spiegato che ci deve essere libertà, sia per chi vuole celebrare con l’antico, sia per chi vuole celebrare col nuovo rito, senza che il rito diventi una bandiera ideologica.» (49).

    a7 – Francesco e la Messa di San Pio V

    Come constata Roberto de Mattei, «perché emettere un decreto inutilmente provocatorio contro il mondo cattolico che si riferisce alla Tradizione della Chiesa? Questo mondo sta conoscendo una fase di grande espansione, soprattutto tra i giovani, forse è questo il motivo principale dell’ostilità di cui oggi è oggetto» (50).

    Dopo essersi intrattenuto col Santo Padre, il 14 febbraio 2014, Mons. Graubner diceva: «Egli comprende che la vecchia generazione voglia ritornare a ciò che ha vissuto [la liturgia tradizionale], ma non può comprendere la nuova generazione che si rivolge ad essa. Quando mi pongo la questione – ha aggiunto il Papa – ne concludo che si tratta di una sorta di moda, di una cosa che passerà, alla quale non bisogna prestare eccessiva attenzione. Bisogna mantenere la pazienza e la benevolenza verso quelli che sono caduti in questa moda» (51).

    A proposito della liberalizzazione della Messa di sempre, Francesco ha dichiarato: «Penso che la scelta di Papa Benedetto sia stata prudenziale, legata all’aiuto ad alcune persone che hanno questa particolare sensibilità. Considero invece preoccupante il rischio di ideologizzazione del Vetus Ordo, la sua strumentalizzazione» (52).
    Francesco rimane legato alla liturgia della nuova Messa, frutto del Concilio, e quello che vuole evitare ad ogni costo è che il rito tradizionale divenga la bandiera di quelli che chiamano in causa il Vaticano II.
    Notiamo, tra l’altro, che uno dei libri pubblicati dalla casa editrice dei Francescani dell’Immacolata è stato: Concilio ecumenico Vaticano II: un discorso da fare, Casa Mariana Editrice, 2009, il cui autore era Mons. Brunero Gherardini.

    a8 – Il senso di una condanna

    Dopo le testimonianze e il succedersi degli avvenimenti, appare chiaramente che i Francescani dell’Immacolata sono stati condannati a causa del loro progressivo ritorno alla Tradizione, che si esprimeva con l’uso sempre più esclusivo del rito tradizionale.
    Roma si è resa conto, infatti, che se la Messa di San Pio V si sarebbe generalizzata, avrebbe fatto ombra al Novus Ordo e allo spirito neo-modernista che esso veicola. Poiché, checché ne dica il Papa, la Messa tradizionale è il frutto e l’espressione della Tradizione della Chiesa, mentre la nuova Messa è il frutto e l’espressione del neo-modernismo del Vaticano II.

    In altre parole, la Messa è una «bandiera» o un «vessillo» e non una semplice «moda» legata alle «particolari sensibilità» o al «carisma proprio» di un Istituto. Se i Francescani dell’Immacolata sono stati condannati è perché la liturgia tradizionale era per loro più che una moda: essa li riportava alla Tradizione e li allontanava dagli errori conciliari.

    a9 – Le lezioni da trarre dall’avvenimento

    Il Papa non è disposto a rimettere in questione il Concilio. Egli si oppone ad ogni ritorno vero (e quindi esclusivo) alla Tradizione, cioè alla fede di sempre e alla liturgia tradizionale, nella misura in cui questa pretende di essere l’espressione della prima. Il Vetus Ordo viene concesso solo a quelli che vogliono concepirlo alla maniera modernista e cioè come un rito fratello del Novus Ordo, che esprimerebbe la stessa religione.
    La lettera del Santo Padre indirizzata alla Fraternità San Pio X per i venticinque anni della sua fondazione è molto chiara: «Celebrando i sacri misteri secondo la forma straordinaria del rito romano, i membri della Fraternità San Pio X contribuiscono, nella fedeltà alla Tradizione vivente della Chiesa, ad una migliore comprensione e messa in opera del concilio Vaticano II. (53)».
    Esattamente quello che noi vogliamo evitare ad ogni costo!

    b) La cacciata del cardinale Burke

    Come abbiamo visto, il cardinale Burke è «conservatore», ma completamente legato al Concilio, a cui egli deve la sua formazione clericale. Nondimeno, la sua forte opposizione al clan progressista in occasione del Sinodo sulla famiglia è stata la sua disgrazia. Egli era Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il Papa lo ha messo da parte l’8 novembre 2014.

    «L’unica ragione plausibile - scrive Roberto de Mattei - è che il Papa abbia offerto su di un piatto la testa del card. Burke al cardinale Kasper e, per lui, al cardinale Karl Lehmann, […], antico discepolo di Karl Rahner. […] La destituzione del card. Burke ha un significato esemplare analogo alla distruzione in atto dei Francescani dell’Immacolata. […] Non si tratta della questione della Messa tradizionale, che né il cardinale Burke né i Francescani dell’Immacolata celebrano regolarmente, ma del loro atteggiamento di inconformità alla politica ecclesiastica oggi dominante.» (54).

    Coloro che non sono nella «linea del partito» sono semplicemente scartati (55). «La pratica attuale a Roma – dice Don Toulza - è di manifestare un’indulgenza portentosa verso quelli che vivono male e una severità talvolta scoraggiante verso i cattolici che si sforzano di vivere come tali, compresi i chierici – preti, vescovi – della gerarchia. La pratica attuale è di affermare che non si vuole transigere sulla dottrina, ma di dare volentieri la parola pubblica a quelli che vogliono transigere.» (56).


    IV – Risposta alle obiezioni

    A LA PRIMA: IL PAPA DICE CHE BISOGNA COMBATTERE IL DIAVOLO

    Le poche parole dal sapore tradizionale contano poco a fianco del mucchio di parole con le quali predica la rivoluzione, e degli atti che concretizzano queste parole.

    A LA SECONDA: ROMA È TROPPO DIVISA PER NEUTRALIZZARE CIÒ CHE È TRADIZIONALE

    Anche se il Papa lascia al suo posto quelli che l’hanno contraddetto, abbiamo appena visto che quando ha voluto ha saputo impiegare le maniere forti.

    In conclusione, il Papa non sembra favorevole a ciò che è tradizionale; ma a fianco di questo, paradossalmente, non è innegabile che è favorevole alla FSSPX?

    Questo è ciò che andremo a vedere adesso.

    (segue)

    NOTE

    35 – Si tratta dell’86° compleanno di Benedetto XVI.
    36 – Omelia a Santa Marta, 16 aprile 2013
    http://w2.vatican.va/content/frances...ocuments/papa-
    francesco-cotidie_20130416_spirito.html
    37 - http://w2.vatican.va/content/frances...uly/documents/
    papa-francesco_20130728_gmg-celam-rio.html
    38 – Intervista con Padre Spadaro
    http://www.vatican.va/holy_father/fr...speeches/2013/
    september/documents/papa-francesco_20130921_intervista-spadaro_it.html
    39 – Idid.
    40 – Agenzia Zenit.
    41 - Udienza del 6 giugno 2013 ai responsabili della Confederación Latinoamericana y Caribeña de Religiosas y Religiosos (CLAR); riportata su Le Sel de la terre n° 86, p. 167; in italiano si veda il Pensiero privato di Papa Francesco
    (Il pensiero privato di Papa Francesco - giugno 2013).
    42 – Fideliter n° 219, pp. 31-33, e Le Sel de la terre n° 86, p. 174.
    43 – Fideliter, ibid.
    44 – Roberto de Mattei, Il “caso” dei Francescani dell’Immacolata.
    Il “caso” dei Francescani dell’Immacolata - di Roberto de Mattei
    45 – Fideliter n° 220, p. 63.
    46 – Fideliter n° 219, pp. 31-32, e n° 220, p. 63.
    47 – Antonio Socci, articolo con lo stesso titolo riportato nel testo, pubblicato sul quotidiano Libero il 5 gennaio 2014.
    IN VATICANO C?E? UNA NUOVA INQUISIZIONE CATTO-PROGRESSISTA. PERSEGUITANO CON ACCANIMENTO I ?FRANCESCANI DELL?IMMACOLATA? PERCHE? HANNO FEDE E TANTE VOCAZIONI. E? UNA VERGOGNA!!!... MA IL PAPA LO SA? - Lo StranieroLo Straniero
    inquisizione-catto-progressista-perseguitano-con-accanimento-i-francescani-
    dellimmacolata-perche-hanno-fede-e-tante-voca/
    Anche Guillaume Luyt ha scritto un articolo molto documentato sul giornale Présent dell’11 gennaio 2014, intitolato: Francescani dell’Immacolata: silenzio, si epura!
    48 – Vatican Insider del 23 giugno 2014
    http://www.lastampa.it/2014/06/23/va...a-dialoga-con-
    i-giovani-francescani-dellimmacolata-lXGnHQ2vKzTZLyyZknFFYM/pagina.html
    49 – Ibid.
    50 – DICI n° 280, p. 2.
    51 – Fideliter n° 219, p. 31. Il rito, sembra dirci il Papa, sarebbe solo una questione di forma senza importanza; e se noi lo concedessimo, sarebbe formalismo.
    52 – Intervista con Padre Spadaro, 19 agosto 2013.
    http://www.vatican.va/holy_father/fr...speeches/2013/
    september/documents/papa-francesco_20130921_intervista-spadaro_it.html
    53 – Fideliter n° 219, p. 33.
    54 – La rimozione di un grande cardinale, in Corrispondenza Romana del 12 novembre 2014. - https://www.corrispondenzaromana.it/...nde-cardinale/
    55 – Fideliter n° 233, p. 70, dà altri esempi di «cambiamenti-sanzioni».
    56 – Ibid.

    Possiamo accettare oggi un riconoscimento canonico da parte della Roma neomodernista? - Studio dottrinale - Terza parte
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #232
    Mistica Fascista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    112,860
    Mentioned
    346 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

    Monsignor Fellay: perché ho firmato la Correctio filialis


    Il sito ufficiale della Fraternità, FSSPX.news, ha intervistato Mons. Fellay in seguito alla sua adesione alla Correctio filialis sottoscritta da 62 personalità del mondo cattolico e resa pubblica lo scorso 24 settembre. Proponiamo qui di seguito la traduzione italiana ufficiale dell’intervista.



    FSSPX.Actualités: Perché, Monsignore, ha dato il suo sostegno alla Correctio filialis?

    Mons. Fellay: Questa iniziativa filiale da parte di ecclesiastici e accademici laici turbati da certe proposizioni eterodosse di Amoris lætitia è importante. L’insegnamento di Cristo sul matrimonio non può essere modificato surrettiziamente, sotto pretesto che i tempi cambiano e che la pastorale si deve adattare ad essi, trovando dei mezzi per bypassare la dottrina.

    È ben comprensibile che gli autori della Correctio filialis siano turbati da tutte le divisioni causate da Amoris lætitia, dalle spiegazioni che il Papa ha fornito su questo documento in delle dichiarazioni recenti, dalle sue affermazioni sulla figura di Lutero… Ormai in certi paesi i vescovi accettano la comunione dei divorziati risposati civilmente, in altri la rifiutano. La morale cattolica può mai essere a geometria variabile? Può mai essere soggetta a interpretazioni contraddittorie?

    Dal mese di settembre 2016 quattro cardinali domandano rispettosamente al Papa di “fare chiarezza”; quest’anno hanno chiesto udienza. Come risposta, non hanno diritto a nient’altro che al silenzio, ma il silenzio non è una risposta. Riguardo ad una questione tanto grave e di fronte alle attuali divisioni il Papa deve necessariamente rispondere in modo chiaro e nel merito della questione.

    In questa triste situazione di confusione è di estrema importanza che il dibattito su queste questioni di primaria importanza si intensifichi, affinché la verità sia ristabilita e l’errore condannato.

    Ecco perché ho dato il mio sostegno a questa iniziativa; ma ciò che dovrebbe essere maggiormente preso in considerazione non sono tanto i nomi dei firmatari della Correctio filialis, quanto il valore oggettivo degli argomenti in essa esposti.



    FSSPX.Actualités: Questo rimette in causa le relazioni della Fraternità San Pio X con la Santa Sede?

    Mons. Fellay: Il nostro rispetto per il Papa rimane intatto, ed è appunto per il rispetto per la sua funzione che gli domandiamo in modo filiale di “confermare i suoi fratelli”, rigettando pubblicamente queste proposizioni oggettivamente eterodosse che causano tante divisioni nella Chiesa.

    Ho apprezzato la risposta di Ettore Gotti Tedeschi [1], anche lui cofirmatario della Correctio filialis. Ha ragione quando afferma che non siamo nemici del Papa: al contrario, se ci comportiamo in questo modo è perché amiamo la Chiesa.

    Questa è stata l’attitudine di mons. Lefebvre e della Fraternità San Pio X da sempre. Nella sua dichiarazione del 21 novembre 1974 il nostro fondatore diceva: “Noi aderiamo con tutto il cuore, con tutta l’anima alla Roma cattolica, custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie alla conservazione di questa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità. Rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neomodernista e neoprotestante”. Sono appunto questo neomodernismo e questo neoprotestantesimo che gli autori della Correctio filialis denunciano, a giusto titolo, come cause dei cambiamenti operati da Amoris lætitia nella dottrina e nella morale matrimoniale.

    Noi siamo attaccati a Roma, Mater et Magistra, con tutte le fibre del nostro cuore. Sarebbe appunto rinunciando alla sua dottrina bimillenaria che smetteremmo di essere cattolici romani; in tal caso diverremmo piuttosto fautori della sua demolizione, con una morale di circostanza basata su una dottrina priva di fondamenta.

    La nostra fedeltà alla Tradizione non è un ripiego nostalgico sul passato, ma una garanzia di perennità per il futuro. Solo a questa condizione possiamo realmente servire la Chiesa.



    FSSPX.Actualités: Che speranze nutre riguardo alla Correctio filialis?

    Mons. Fellay: Dobbiamo augurarci che essa sia l’occasione di una presa di coscienza più netta della gravità della situazione della Chiesa da parte del clero e dei fedeli. Come ha riconosciuto Benedetto XVI, “la barca di Pietro prende acqua da tutte le parti”. Non era un’immagine poetica: è una tragica realtà. Nella battaglia in corso sono in gioco la fede e la morale!

    C’è da sperare anche che si manifestino anche altre adesioni da parte di coloro che hanno cura d’anime. Nell’esporre tali proposizioni oggettivamente eterodosse, i firmatari della Correctio filialis non hanno fatto altro che dire a gran voce quello che, in fondo, condividono in molti. Allora non è giunto il momento per questi pastori di anime di dirlo chiaro e forte? Ma, anche qui, ciò che più conta è il valore oggettivo degli argomenti e non tanto il numero dei firmatari. La Verità rivelata da Gesù Cristo non è quantificabile, è innanzitutto immutabile.

    Preghiamo affinché un giorno si possano applicare a papa Francesco le parole di Nostro Signore a san Pietro: “E tu, quando ti sarai convertito, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,32).



    Fonte: FSSPX.news – 25/09/2017





    [1] Cfr. l’intervista di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello IOR, a Infovaticana (in lingua spagnola). Traduzione non ufficiale ma autorizzata, in italiano, qui.

    Attualità
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  3. #233
    Mistica Fascista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    112,860
    Mentioned
    346 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

    Il problema del riconoscimento canonico

    Ritorno sulla Chiesa conciliare

    Sulla Chiesa conciliare, la sua esistenza e la sua natura, sono stati pubblicati diversi studi ne Le Sel de la terre (1).

    Ne Le Sel de la terre n° 59, la Chiesa conciliare era descritta come la società dei battezzati che si sottomettono alle direttive del Papa e dei vescovi attuali nella loro volontà di promuovere l’ecumenismo conciliare e che, di conseguenza ammettono l’insegnamento del concilio Vaticano II,praticano la nuova liturgia e si sottomettono al nuovo Diritto Canonico (2).

    Ne Le Sel de la terre n° 97, la Chiesa conciliare era mostrata come una transizione tra la Chiesa cattolica e la contro-chiesa. La conclusione dell’articolo forniva un esempio di questa Hellfest, la festa dell’Inferno: nel cuore della Vandea, più di centomila giovani è da alcuni anni che arrivano nel corso dell’estate per festeggiare il demonio. Tra i nonni cattolici che festeggiavano il Corpus Domini e questi nipoti demoniaci, è bastata una sola generazione conciliare per realizzare la transizione.

    Segnaliamo ancora il «Piccolo catechismo del concilio Vaticano II» pubblicato ne Le Sel de la terre n° 93 (primavera 2015) che dimostra come l’insegnamento del Concilio sia stato influenzato dalle idee massoniche; le avvisaglie della contro-chiesa (Le Sel de la terre n° 92, estate 2015) e le «Novità da Roma» (Le Sel de la terre n° 89, 91 e 94), in cui si vede che la Chiesa conciliare lavora, di concerto con la massoneria, a stabilire un mondialismo laico.

    Da questi diversi studi si può trarre la seguente conclusione: la Chiesa conciliare è uno strumento nelle mani della massoneria, per costringere i cattolici a lavorare, volens nolens, per edificare il mondialismo e cioè la costruzione del «Tempio» massonico.

    Mons. Lefebvre l’aveva già visto e chiaramente annunciato nel suo «testamento spirituale»:
    L’instaurazione di questa «Chiesa conciliare» imbevuta dei principi del 1789, dei principi massonici nei riguardi della religione e delle religioni, nei riguardi della società civile, è un’impostura ispirata dall’Inferno per la distruzione della religione cattolica, del suo magistero, del suo sacerdozio e del Sacrificio di Nostro Signore (3).

    Ed egli ne traeva la seguente conclusione:
    E’ dunque un stretto dovere per ogni sacerdote che voglia rimanere cattolico, separarsi dalla Chiesa conciliare, fino a quando essa non ritroverà la Tradizione del magistero della Chiesa e della fede cattolica (4).

    Si può accettare un riconoscimento canonico?

    Quando Mons. Lefebvre fondò la Fraternità San Pio X (nel 1970), ottenne dal vescovo di Friburgo, Mons. Charrière, una erezione canonica a titolo di pia unione. L’opera di Mons. Lefebvre rimase canonicamente riconosciuta da Roma per cinque anni.
    Ciò nonostante, il 21 novembre 1974, in seguito ad una visita canonica ad Ecône di due inviati da Roma, Mons. Lefebvre rilasciò una dichiarazione in cui parla del suo rifiuto della «Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite.»
    Da allora, venne fissata la linea di demarcazione tra le due «Chiese». Poco dopo, la «Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante» ricevette l’appellativo di Chiesa conciliare sa parte di Mons. Benelli (5); e questo nome le è rimasto.

    La «soppressione» canonica della Fraternità San Pio X venne effettuata da Mons. Mamie il 6 maggio 1975. Mons. Lefebvre diceva che era «irregolare e in ogni caso ingiusta (6)».
    Questa «soppressione» venne dunque considerata nulla da Mons. Lefebvre e da tutti quelli che seguivano le regole della Chiesa cattolica, mentre venne riconosciuta valida dai rappresentanti della Chiesa conciliare.

    Tuttavia, da qualche tempo si parla sempre più di un «riconoscimento canonico» della Fraternità San Pio X da parte delle autorità attuali del Vaticano.
    Un tale riconoscimento, può essere accettato?

    In sé, la regolarità canonica nella Chiesa cattolica è una cosa buona e perfino necessaria. Mons, Lefebvre chiese questa regolarizzazione nel 1970 e l’ottenne.
    Ma oggi, se fosse accordato un riconoscimento canonico lo sarebbe nel quadro del nuovo Codice di Diritto Canonico. E’ in questo quadro che il Papa ha accordato recentemente alla Fraternità San Pio X la giurisdizione per i matrimoni.
    Per questa sola ragione, bisognerebbe rifiutare un tale riconoscimento (7).

    Aggiungiamo che un tale riconoscimento, nelle attuali circostanze, avrebbe altri inconvenienti. Eccone alcuni:

    Esso ci farebbe entrare nel pluralismo conciliare, con la Tradizione che verrebbe riconosciuta al pari dei carismatici, dei Focolari, dell’Opus Dei, ecc. Sarebbe la verità messa allo stesso livello dell’errore, perlomeno nell’opinione pubblica.

    Esso condurrebbe nelle nostre cappelle dei fedeli decisi a rimanere conciliari, modernisti e liberali, con tutte le conseguenze, perché l’indebolimento della fede porta ai cattivi costumi.

    Esso farebbe necessariamente diminuire gli attacchi contro gli errori professati dalle autorità sotto le quali ci si troverebbe direttamente. Peraltro, è facile constatare che le autorità superiori della Fraternità San Pio X hanno già diminuito le loro critiche degli errori attuali di Roma (anno di Lutero, , ecc.).

    Infine, un tale riconoscimento ci metterebbe sotto l’autorità di superiori che sono già sottomessi all’influenza della massoneria. La Provvidenza ha permesso che Mons. Lefebvre e quelli che l’hanno seguito fossero esenti da questa influenza massonica: sarebbe una grave imprudenza sottomettervisi volontariamente. La massoneria è nata tre secoli fa /24 giugno 1717). Riuscirà ad estendere la sua influenza sull’opera di Mons. Lefebvre? Dopo aver distrutto tutti gli Stati cristiani (per mezzo delle rivoluzioni dal XVIII al XX secolo) e asservita la Chiesa (piano dell’Alta Vendita realizzato col concilio Vaticano II)?
    Si tratterebbe di un trionfo apparente sulla terra.

    Di conseguenza, la soluzione canonica può essere presa in considerazione solo con una Roma convertita dottrinalmente e che ha dato prova della sua conversione lavorando per il conseguimento del Regno di Nostro Signore Gesù Cristo e lottando contro gli avversari di questo Regno.


    NOTE

    1 – Si veda in particolare Le Sel de la terre n° 34 (autunno 2000), p. 248; Le Sel de la terre n° 45 (estate 2003), pp. 36-41: «Jean Madiran e la Chiesa conciliare»: Le Sel de la terre n° 59 (inverno 2006-2007), pp. 3-8: «Una gerarchia per due chiese»; Le Sel de la terre n° 85 (estate 2013), pp. 1-16: «Vi è una Chiesa conciliare?» di Mons. Tissier de Mallerais; Le Sel de la terre n° 97 (estate 2016), pp. 24-44: «Ecclesiologia comparata».
    2 – Editoriale di Le Sel de la terre n° 59 (inverno 2006-2007).
    3 – Mons. Marcel Lefebvre, Itinerario spirituale, Albano Laziale, ed. Ichthys, 2000, p. 26.
    4 - Mons. Marcel Lefebvre, Itinerario spirituale, Albano Laziale, ed. Ichthys, 2000, p. 34.
    5 – Mons. Giovanni Benelli, 1921-1982, Sostituto alla Segreteria di Stato, creato arcivescovo di Firenze e cardinale nel 1977 da Paolo VI, in una lettera del 25 giugno 1976, indirizzata a Mons. Lefebvre da parte del Papa, scrisse: « [Se i seminaristi di Ecône] sono di buona volontà e seriamente preparati al ministero presbiteriale nella fedeltà vera alla Chiesa conciliare, si cercherà di trovare in seguito la soluzione migliore per loro».
    6 – Mons. Bernard Tissier de Mallerais, Mons. Marcel Lefebvre. Una vita, ed. Tabula Fati, Chieti, 2005, p. 550.
    7 - «Non possiamo accontentarci di una disciplina particolare per la Fraternità; noi rifiutiamo questo nuovo Codice perché contrario al bene comune di tutta la Chiesa, che noi vogliamo difendere», Don Jean-Michel Gleize, Courrier de Rome n° 499 di maggio 2017.

    Il problema del riconoscimento canonico - Editoriale di Le Sel de la terre n° 101
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  4. #234
    Mi perdoni?
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    13,216
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

    Da qualche mese frequento il priorato di Albano, ho fatto anche gli esercizi spirituali ignaziani con loro, che peraltro consiglio a tutti.

    Continuo a frequentare anche la mia parrocchia, cercando con grande prudenza di intervenire se vedo qualche grossa stortura.

    Sappiamo tutti che la situazione è difficilissima, penso che la Fraternità debba con grande pazienza continuare a cercare un buon accordo con Roma, ma concordo che in questo momento non sembrano esserci le premesse.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  5. #235
    Forumista junior
    Data Registrazione
    26 Jun 2016
    Messaggi
    62
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Da qualche mese frequento il priorato di Albano, ho fatto anche gli esercizi spirituali ignaziani con loro, che peraltro consiglio a tutti.
    Bravo hai fatto benissimo.

    Quanto disti dal priorato? Beato chi vive vicino

  6. #236
    Mi perdoni?
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    13,216
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

    Citazione Originariamente Scritto da galvrian Visualizza Messaggio
    Bravo hai fatto benissimo.

    Quanto disti dal priorato? Beato chi vive vicino
    Un'oretta di macchina ed in effetti è una grande grazia.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  7. #237
    Mistica Fascista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    112,860
    Mentioned
    346 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: FSSPX-Roma: "Siamo tornati al punto di partenza"

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Sappiamo tutti che la situazione è difficilissima, penso che la Fraternità debba con grande pazienza continuare a cercare un buon accordo con Roma, ma concordo che in questo momento non sembrano esserci le premesse.
    Realisticamente, un accordo con Roma che non sia pericoloso per le sorti stesse della FSSPX sarà possibile solo quando in Vaticano verrà avviato un serio, sincero e deciso processo di revisione della condotta delle alte sfere ecclesiastiche dal 1958 in poi, Papato incluso. Già i tempi non erano maturi quando era Pontefice Benedetto XVI, oggi lo sono ancor meno e probabilmente sarà difficile anche in futuro, a meno che la Provvidenza Divina non voglia diversamente.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

 

 
Pagina 24 di 24 PrimaPrima ... 142324

Discussioni Simili

  1. Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 14-08-13, 20:36
  2. MARONI: "siamo tornati indietro di 20 anni"
    Di DUKE nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 18-01-13, 08:20
  3. Tremonti: "la crisi non è finita, siamo al punto di partenza"
    Di Ottobre Nero nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 08-01-11, 18:16
  4. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-06-09, 02:39
  5. FSSPX: a che punto siamo?
    Di Eymerich (POL) nel forum Cattolici
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 29-03-06, 10:57

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
Clicca per votare

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225